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Sui preti

In che posso servirla signor curato? - chiese la padrona dell' albergo prendendo uno di quei candelieri di rame che stavano allineati sul caminetto, come un colonnato, con le loro candele.- Vuole bere qualcosa? un dito di ribes, un bicchiere di vino?
Il prete rifiutò molto cortesemente. Era venuto a cercare l' ombrello, che aveva dimenticato un paio di giorni prima al convento di Ernemont. Dopo avere pregato la signora Lefrançois  di farglielo mandare al presbiterio in serata, uscì per andare in chiesa, dove sonava l' Angelus.
Allorché il farmacista non sentì più sulla piazza il rumore di quelle suole, disse che quel modo di comportarsi di poco fa gli era parso molto scorretto. Quel rifiuto di accettare un bicchierino gli pareva una delle più odiose ipocrisie: i preti sbevazzavano tutti, ma senza farsi vedere, e cercavano di far tornare i bei tempi delle decime.
L' ostessa prese le difese del suo curato:
- Sicuro, ma intanto ne piegherebbe quattro come lei sul ginocchi…

Andrea Camilleri

Non starò qui a fare l' elogio funebre, cosa che è piuttosto comune ai più, quando muore un personaggio importante in Italia. Io non sono un seguace del commissario Montalbano né sui né in tv. In genere diserto le serie. Aggiungo anche che le storie con gli sbirri e/o i preti non mi vanno giù per il gargarozzo. Per cui su Camilleri sarei il meno adatto a parlare, di lui ho letto solo un libro No li me tangere che per altro mi è piaciuto a tratti (e non c' entra niente con la saga di cui sopra). Molti sicuramente ora parlano di Camilleri non sapendo un tubo su di lui. Gli basta cianciare di Montalbano qua Montalbano là e anche a fior fior di giornalisti sembra che abbiano stilato un' opera omnia sull' uomo appena scomparso. Massima solidarietà ai familiari, perché quando muore qualcuno, un padre può avere anche duecentosettantanni ma è sempre il papà e a 93 anni per quanto sia giusto e "naturale" è comunque dura da accettare. Camilleri non era solo uno scritto…

La legge

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è uguale per tutti
e non è un articolo ripreso da Lercio ma una notizia vera!
Gallo troppo molesto, il Tribunale svizzero: «Non può cantare fino alle 8 del mattino»
Non potrà più  più cantare la notte, né la mattina presto, soprattutto la domenica. Un tenore fastidioso? Una signora canterina che imbarazza i vicini? No un gallo. Il Tribunale svizzero dei ricorsi in materia edilizia ha imposto al suo proprietario di tenerlo al chiuso e al buio durante le ore notturne, secondo quanto si legge nella sentenza. Il gallo vive in compagnia di dieci galline in un pollaio ricavato da un garage  ed è libero di spostarsi all'esterno. Il pollaio di trova in una zona residenziale, «caratterizzata da villette con ampi spazi esterni», dove l'allevamento per hobby di animali è consentito, ricorda il tribunale nella sentenza.

L'autore del reclamo ha contato fra i 14 e i 44 «chicchirichì» all'ora, sia di giorno che di notte. Utilizzando un app sul suo telefonino ne ha anche mi…

Per la serie "cos' avrà voluto dire?"

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Anche a Batteria

1984

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Ho letto dopo averne sentito parlare a grandi linee questo classico della letteratura moderna. Un vero e proprio gigante in ambito letterario. Il caso ha voluto che l' abbia finito di leggere proprio nel giorno in cui, settant' anni prima, era stato pubblicato ovvero l' 8 giugno. La storia è ambientata in un ipotetico futuro, nel 1984 quando il mondo è diviso in tre supercontinenti o meglio superpotenze: l' oceania, l' eurasia e l' estasia. Le vicende si svolgono nell' oceania dove esiste il "grande fratello" (così è stato tradotto anche se in inglese il termine big brother significa fratello maggiore) che tutto vede, tutto sente, tutto conosce. Il grande fratello non è un essere umano, è un entità misteriosa e assolutamente infallibile. Quello che si sa è che l' oceania è da sempre in guerra contro l' eurasia ed in pace con l' estasia. Quello che si sa è che da sempre l' oceania è in guerra contro l' estasia e in pace con l&#…

Esclusiva: il contenuto della lettera del governo italiano alla commissione europea

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Dilettanti allo sbaraglio

Da poche settimane è finita la mia prima esperienza nel mondo del calcio giocato. Sono partito da assoluto neofita a settembre con questa avventura. In passato avevo sì giocato ma in una squadra giovanile, un under 18 e sono passati più di dieci anni. L' anno scorso sono stato coinvolto all' ultimo momento in un progetto come si suol dire, come dicono tutti quelli che se ne intendono (e non ho ancora capito perché si devono fa i progetti per giocare a calcio). Il sottoscritto è stato impegnato nel più basso gradino ovvero quello di parafulmine nella megaditta della terza categoria. La stagione era iniziata sotto buoni auspici, considerando che la nostra è una società nuova ed erano tanti anni che qui non si faceva calcio seriamente. Era venuta molta gente alla preparazione, chi di categoria superiore ma ormai troppo vecchio, chi bravo ma che quando ha visto a che livello di (dis)organizzazione stavamo se ne è andato a gambe levate! In una società nuova soprattutto quando ci so…