sabato 12 giugno 2010

Indiana Jones 2.0


Lo ammetto. Fino a qualche secolo fa credevo che lo zoologo fosse il tizio che va con un retino in un campo di margherite ad acchiappare le farfalle. Non era colpa mia ma della tv. Insomma, di quei reportage del national geographic o robe simili, in cui ci sono sempre i moderni Indiana Jones che scattano intrepidi nella savana, nei deserti, in acqua. Quelli che armati di macchina fotografica vanno a stanare i Grizzly, quelli che armati di un sacco vanno ad inseguire serpenti velenosi, quelli che armati di fiocina s'immergono tra miriadi di squali bianchi! Sono loro i moderni pionieri mediatici-naturalistici. Ora che studio la zoologia so che il vero zoologo è tutt'altra cosa. Comunque mi chiedo ancora perchè i documentaristi si divertono così tanto a rischiare la vita.
Qualche esempio.
Ho tra le mani questo splendido Mamba Nero, guardate quant'è bello -attento che potrebbe morderti-se mi mordesse non avrei chances- c'è il cameraman e il resto della troupe, idiota! Se ti morde non credo che ti lasciano in pasto a iene ed avvoltoi. Pensate che questo è un animale molto elusivo che non dà fastidio senza motivo- e allora perchè lo istighi? Che ti dice il cervello?
Altro esempio.
Sono a pochi passi da una giraffa con il suo piccolo- chiamalo pure piccolo ma è alto tipo 3 metri- certo, non è il momento migliore, potrei scatenare la madre che ovviamente vuole proteggerlo-  ma va! - Sembrano animali goffi ma son velocissimi - ecco, avvicinati un pò di più e scoprirai quanto lo sono esattamente.
A volte i documentaristi vanno persino indietro nel tempo, seguendo la caccia dei Velociraptor o delle tigri dai denti a sciabola: e pure in quei casi rischiano la vita. Che coraggio ragazzi!

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