giovedì 18 novembre 2010

Corpi che cambiano



Quella mattina, il 25 ottobre, avevo appena seguito la lezione di chimica inorganica (du palle!) e stava per arrivare il turno di algebra (altra menata clamorosa). Era, in poche parole, l'inizio della solita giornata di merda. L'ennesima giornata da non ricordare...
Almeno era ciò che pensavo fino a quando entrò lei. Io non me ne ero reso conto poichè stavo una fila davanti ma fu il suo "ciao" a fare scattare in me una molla di vivacità. La sua voce era diversa dal solito, era particolare a tal punto che non saprei darne una definizione. Mi voltai e lei era con un'amica, una nostra compagna di corso, tra decine di persone che entravano e uscivano. Eppure io vedevo solo lei. Mi sorrideva ed io riuscii a malapena a ricaqmbiare il saluto poi rimasi inebetito a fissarla, infatti mi disse "eh...CIAO " come a voler dire "parla!".
Era radiosa, i suoi occhi emanavano una luce nuova che entrava prepontentemente nella mia giornata e nella mia vita. Mi sembrava di vedere un'aura intorno a lei e mi domandavo se stessi sognando o se era davvero lei, quella che fino a pochi giorni prima vedevo come una fra le tante (educata, rispettosa, affabile, simpatica ok ma niente di più) e che in quei momenti mi appariva come la Vergine Santa dei cattolici.
Mi voltai verso la lavagna perchè credevo di essere diventato rosso dalla vergogna e avevo anche un pò paura di quello che provavo. Non chiedetemi perchè, dato che non saprei come rispondere. Mi sentivo bruciare dentro, sudavo, il cuore batteva con la frequenza martellante di quello di un grande felino. Nello stomaco sentivo un frastuono sordo, come se avessi avuto una sega a nastro (qualcun'altro direbbe "le farfalle") tra le budella. Le mie pupille erano molto dilatate, lo avvertivo facilmente pur non avendo a disposizione uno specchio. Cercavo di "sedarmi" ma non c'era modo di comandare quelle sensazioni fisiche.

Tutto era dovuto agli effetti di un ormone che agisce da neurotrasmettitore: l'adrenalina, che ha effetti sul sistema circolatorio e sul metabolismo. Perchè l'innamoramento è soprattutto chimica, non dobbiamo dimenticarlo. Tutte cose che ho studiato qualche mese fa ma provarle è del tutto diverso. Come mi ha detto un mio amico ieri "Le prime sensazioni sono fisiche. Io non sopporto quei ragazzi che dicono - Eh mi piace perchè è simpatica; mi so innamorato perchè è una brava ragazza ecc- quello che proviamo all'inizio è dentro di noi. Piuttosto dì che ti piace perchè è bona e t'attizza da morì". 

Or ora torno al cazzeggio. Oggi alle 8 di mattina, ero spaparanzato sull'AMA corsa 80 e sul sedile di fronte a quello dov'ero io ho letto e trascritto nel mio cellulare un poema d'amore che intendo condividere con voi.
 Non potrei mai senza te, - e il verbo? -  solo il pensiero mi uccide senza amore si vive ma senza te no, - or bene, se non è amore cos'è? Scrivi al tuo commercialista? - strappami il respiro, - ok è emo- ti darei la mia vita - ed io che credevo la fica - sarei felice xk potrei morire di te - da notare l'uso di un numero complesso (xk, ignoranti) però mi sorge un dubbio: "morire di te" equivale a morire di una patologia? Cioè mi sembra "morire di scabbia" o "morire di tosse asinina". Che ve ne pare (lasciando da parte la punteggiatura, la sintassi, la grammatica, l'analisi logica sulle quali ci sarebbe da bestemmiare a lungo)? A me sembra una minchiata trita e ritrita.
Alla fine mi sono chiesto perchè le ragazze scrivono dediche sui sedili degli autobus o sui muri (poichè non è roba da maschi di solito e la calligrafia era femminile, al massimo da ometto effemminato). Cioè quella quando l'ha scritto aveva il suo pupillo accanto? O spera che quest'ultimo qualora salga sul medesimo autobus entro 2 mesi, riconosca quella calligrafia che è la stessa di migliaia di altre ragazzine (perchè a me sembra che scrivano tutte allo stesso modo) per poi correre da lei e ringraziarla regalandole una compilation di Uomini & Donne o l'intera bibliografia di Moccia?

Accanto a quel poema c'erano le frasi tratte da canzoni di Fiasco Rossi "eeeeeeeee vuoi da bere ecc... cercami in un sogno" che io simpaticamente odio ma la frase che chiudeva il tutto, scritta col bianchetto sotto al poema era:  
quanto sei bona
 Quest'ultima non c'è dubbio, roba da maschi!

4 commenti:

  1. da medico, per deformazione professionale, non posso che confermare che l'innamoramento è veramente chimica, "magica", ma chimica!
    sul "poema" preferisco tacere..
    ;))

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  2. Nella prima parte sei stato molto romantico, poi da Homo hai ripreso in mano la situazione del "Calati ste mutande e famola finita" che ha anch'esso il suo fascino. Confermare che l'innamoramento ha un che di fisico mi pare scontato, anche se pensare quanto è bono e me lo farei il tizio X, non credo sia amore ma ormone L'amore forse è come Dio, tutti ne parliamo, tutti diciamo di averlo avuto prima o poi, che probabilmente non lo riproveremo mai più così forte...Troppo esteso come concetto...Sarà che non esiste?Naaa c'ho le prove...Sul secondo, sul primo non tanto.

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  3. Seta: pensa al colpo di fulmine. Non ci s'innamora per motivi etici.

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  4. Inneres pensa a: "Folgorato sulla via di Damasco".
    Anche la Fede pare agisca per colpi di fulmine:-D

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