sabato 31 dicembre 2011

Il più bel romanzo siamo noi

Mi hai detto che quando scriverò un romanzo dovrò inviarti la prima copia. Copia con dedica. Io non so se scriverò mai un romanzo ma è certo che sono sempre stato attratto dalle storie d'avventura, mistero, eros. Mi piacciono i libri in cui c'è un po' di tutto. Ora so che un romanzo potrei scriverlo sui giorni che abbiamo passato assieme. Siamo stati bene, eravamo felici. Sono entrato in un'altra dimensione e l'ho esplorata per poi riprendere la strada della vita di tutti i giorni. Nel tempo passato assieme abbiamo fatto tante cose, abbiamo riempito ogni secondo nel modo migliore possibile. Perciò il tempo sembrava non trascorrere. Sono stati i minuti, i secondi, le ore meglio vissute di tutta la mia vita. Siamo stati sposi, amici, amanti, confidenti. Abbiamo trasferito i nostri sogni e desideri nel mondo reale.
Dicono che quando incontri la persona della tua vita il tempo si ferma. Io non lo so se tu sarai la donna della mia vita, non lo so se ti rincorrerò sempre ma il giorno in cui t'ho incontrata e t'ho vista da vicino, il tempo si è fermato. Che peccato che la mente umana non possa ricordare gli odori e i sapori...


venerdì 30 dicembre 2011

Ricetta di fine anno: la jotta



Qualche anno fa nello storico mercato di Piazza Duomo  (chissà quando tornerà qualcosa di simile...), c'era un ambulante che vendeva prodotti tipici come accade in ogni mercato rionale di qualsiasi città. Disgraziatamente anche gente da fuori passava al mercato e rimaneva a bocca aperta notando le prelibatezze locali. Dico disgraziatamente poiché doveva darsi da fare parecchio per convincere i commercianti ad abbassare il prezzo. Qui non c'è lo spirito imprenditoriale dell' Emilia o del Veneto anzi, sovente non ti salutano nemmeno i tarpari (termine che sta a indicare gente dai modi rozzi) che stanno dietro al bancone.

Una signora che non era abruzzese si avvicinò e chiese "Mi hanno mandata qui perché dicono che lei ha gli ingredienti per una ricetta, di cui sa molte cose. La ghiotta". Il commerciante fece per parlare (era un po' balbuziente) e disse "signò, non se chiama ghiotta, se chiama la jotta." La donna fu stupita dalla risposta del commerciante che parlava un italiano stentato e chiese alcune dritte per cucinare la jotta. "Come si fa?" - "Signò, la patata sotto e lo pesce sopra"



Semplicemente sopra le righe

"Ho una buona notizia e una cattiva notizia, 
quale volete prima?"
"Buona!"
"La buona notizia è che 
si è aperta una falla nella nave 
e moriremo tutti."
"Dove trovi qualcosa di buono in tutto ciò?"
"Non vi ho ancora detto come moriremo 
e questa è la cattiva notizia.
Moriremo annegati"


Da I love radio rock



domenica 25 dicembre 2011

Quest'anno niente oroscopo

Questa è un'operazione di recupero vecchi post che serve anche a dare una parvenza di credibilità al mio operato su blogger. Ho recentemente saputo che tirando completamente alla cazzo di cane c'ho azzeccato con l'oroscopo almeno per un segno (l'acquario) e per una persona di questo segno. Ciò conferma la teoria che Paolo Fox può farmi una sega con i piedi.

La persona è ELLE, conosciuta su blogger (che fa miracoli) e... l'ho incontrata tra tuoni e fulmini. Le emozioni che mi ha fatto vivere mi hanno ringiovanito, nonostante non sia un vegliardo, in un certo senso sono tornato bambino. Posso dire che durante i giorni passati con lei sono stato puro, innocente, casto e soprattutto sobrio. 

Vorrei dedicare un post a quei simpaticoni e quelle simpaticone che tentano di smaltire le abbuffate natalizie andando a correre alle sei di mattina del 27 dicembre o alle sette di mattina del 2 gennaio, tanto per fare qualche esempio. Io abito in un paesino in culo ai lupi per cui a questi fenomeni non posso assistere ma so che sono cose che accadono davvero. Vorrei dedicare un post a voi, podisti della domenica, voi che siete convinti che correre a 2 km/h intorno al parco e per un quarto d'ora possa bastare a eliminare le calorie che avete assunto divorando l'equivalente del PIL del Gibuti. Voi che credete che correndo di mattina presto si eliminino più grassi. Voi che vi imbacuccate in un modo assurdo da far impallidire persino gli imitatori di Santa Claus. Voi che dopo la corsa mangiate peggio di prima e poi non correte più per un anno. Vorrei dedicarvi qualche riga ma non ce la faccio proprio!

Vorrei dedicare un post anche a tutte quelle persone di cui non te ne frega un cazzo e ti fanno gli auguri comunque. Voi che sapete solo dire "dai che arriva l'anno nuovo e tutto andrà bene". Ecco, dovrei sputare in faccia all'ultima persona che me l'ha detto visto che mi sono capitate delle sfighe assurde. Voi che riempite le bacheche nei social network per fare gli auguri a gente che non vedrete mai. Voi che fate gli auguri pure a gente di cui non ve ne frega una ceppa.

Vorrei dedicare un post alle mie ex fidanzate che ancora non sono morte nonostante abbia subissato di lettere Santa Claus e l' Altissimo.

Vorrei dedicare un post alle Spa, Srl, Snc, lobby a capitale controllato, associazioni di tizio e sempronio, cooperative, aziende di micro-credito, banche e società varie che ti fanno gli auguri via cavo giusto per ricordarti quanto è bello partecipare con i tuoi soldi alle loro "imprese".

Vorrei dedicare un post ai programmi televisivi che mandano in onda sempre i soliti servizi su: consumi, tendenze, diete da fare rigorosamente a partire dal 7 gennaio, cenoni, settimana bianca, vacanze esotiche dei vip, botti da evitare, presepi con le statuine dei gieffini.

Vorrei dedicare un post alle pubblicità trite e ritrite di pandoro, panettone, zampone, cotechino, spumante, amaro e altri dodicimila alimenti ipercalorici che ormai metà della popolazione non può più permetterseli.

Vorrei dedicare un post a quelli che "chi scopa a capodanno scopa tutto l'anno".

Vorrei dedicare un post a chi ci ricorda che "anche quest'anno le mense della Caritas sono piene". Cioè, negli altri 364 giorni sono vuote?

Vorrei dedicare un post al papa perché fa simpatia vedere tutto quel ben di Dio, quegli abiti sgargianti, il trono pieno d'oro dal quale benedice urbi et orbi ricordandoci che ci vuole umiltà e che non dobbiamo pensare solo al danaro.

Vorrei dedicare un post al Presidente della Repubblica che nel discorso di fine anno ci dirà che il momento è difficile ma dobbiamo essere coesi e ce la faremo a superare il momentaccio.

Vorrei dedicare un post a tutti voi ma proprio non trovo le parole!


lunedì 19 dicembre 2011

Non si vede bene che col cuore

Canticchio la canzone che hai come suoneria del cellulare. Una canzone che non mi è mai piaciuta, colonna sonora di un telefilm che non m'è mai piaciuto. Ieri la cantavo sotto la doccia.

Il libro che mi hai regalato è impregnato del tuo odore. Ogni volta che lo apro respiro profondamente, mi godo quegli attimi. Lo annuso.

La dedica, ti avevo detto che non l'avrei letta almeno non in questi giorni. E invece non faccio altro che leggerla, ogni volta provo un'emozione nuova. Ogni volta leggo tra le righe il dettaglio che mi era sfuggito prima.

Il libro ti avevo detto che non sarei riuscito neanche ad aprirlo per un bel po' di giorni. Invece ieri sera l'ho letto come mai avevo fatto prima con nessun libro. So che tornerò presto a leggerlo. 

So che non mi fa bene pensare troppo ma non ho voglia di cambiare. Proprio adesso che ho scoperto la parte migliore di me: grazie a te. Le lacrime sono il prezzo da pagare.




Eppure gli andiamo sempre incontro

Che l'amore è forse una cosa delicata? Direi piuttosto che sia troppo rude e troppo aspra, e infine troppo violenta: e3 punge come uno spino (William Shakespeare, Romeo e Giulietta)   



Un commento di Maraptica qualche giorno fa
L'idea della perdita e il respiro che spezza supera di gran lunga la materialità corporea del conoscersi. Nei sentimenti contano solo le sensazioni. 

 Oggi non ho molte parole da dire. Oggi devo riflettere, oggi voglio riflettere. L'amore è spietato, l'amore è beffardo. Il respiro che spezza...



martedì 13 dicembre 2011

I cantastorie

I due amici che si sfidavano a colpi di rima

" Sotto le stelle
ho chiavato le tue sorelle"

"Al chiaro di luna 
ho scopato la moglie tua.

"Ma non fa rima!" 

"Rima o non rima,
l'ho chiavata stamattina"


Il giovane e il vecchio all'osteria

"Ove sedermi io
se lo sgabel non v'è?"

"Siedi sul cazzo mio
oppur favella in piè!"

lunedì 5 dicembre 2011

Etichette

Lo spettacolo era finito, il successo era stato superiore alle attese. Tutti facevano i complimenti soprattutto a lei che si sentiva lusingata e un po' commossa. Sapeva, in fondo, di non aver mai ballato così bene in vita sua. Sapeva che ogni volta era in grado di superare ciò che aveva fatto prima. Viveva per quel lavoro perché non lo considerava un impegno ma una passione. Si divertiva, si rilassava, si sfogava, si innamorava della danza e del pubblico. Era in procinto di entrare nel camerino per tornare a indossare gli abiti della vita che lei definiva "borghese" e anche per questo ripugnante. Era ciò che di più odiava perché dopo tutti quegli anni passati a vivere per quel meraviglioso spettacolo nel quale nasceva mille volte, il ritorno alla normalità (quella che per gli altri era tale) le dava un grande senso di solitudine e sconforto. Quella volta però ebbe l'impressione di essere capitata nel posto giusto e al momento giusto. Davanti al camerino c'era un giovane alto e slanciato; moro con gli occhi neri e un sorriso splendente seppur a labbra serrate. Doveva avere i suoi stessi anni, si disse. Di ammiratori/corteggiatori ne aveva avuti tanti e nessuno era riuscito a colpirla, nemmeno quelli che le avevano dedicato canzoni e poesie. Una volta un signore sulla quarantina le aveva donato 100 rose rosse e le aveva mostrato un diamante del quale lei non volle sapere il valore: non era interessata a quel genere di cose. Le sue coetanee sarebbero impazzite ma lei era un'artista che viveva di emozioni violente.

In quegli istanti stava guardando quel ragazzo che non aveva nulla da regalarle, forse lui aveva capito che cosa potesse farla appassionare. "Buona sera signorina Ilenia, lei è la più rava ballerina che esista sulla faccia della terra" - "uhuh esagerato... ma dammi del tu, suvvia credo che siamo coetanei. Ti ringrazio...?" Il giovane sospirò e disse "immagino che tu voglia sapere il mio nome: non ha importanza. Io non te l'avrei chiesto ma come puoi immaginare l'ho letto sulla locandina. Ogni sera. Sono venti sere consecutive che ti osservo e ti ammiro." 
Ilenia era stupita, non sapeva se quel tizio stesse dicendo tutta la verità ma era del tutto presa dal suo modo di parlare. Aveva una voce dolcissima e al tempo stesso decisa. Poi il giovane parlò di come l'aveva vista danzare nei vari spettacoli: era un intenditore e diceva la verità.
"Non ho mai ricevuto dei complimenti così accurati, non c'è mai stato un ammiratore che curasse i dettagli della mia arte. Tu sei eccezionale. Non vuoi dirmi il tuo nome." - "No, il nome è solo una maschera o se preferisci, un involucro." - "Ma in che modo posso rivolgermi a te?" - "Chiamami esteta della danza". 
Quella conoscenza era straordinaria, per la prima volta Ilenia si sentiva coinvolta nel parlare con un uomo che la apprezzava davvero per il suo modo di vivere la danza. "Ora devo andare ma intendo rivederti, ti lascio il mio numero..." - "No che volgarità, una banale cifra per un arrivederci! Non riduciamoci a questo. Dimmi piuttosto quando sarai qui. " Lei fu stupita e felice di quella frase e disse "domani vengo per le prove del prossimo spettacolo ma potremo incontrarci alla fine. Le cinque e un quarto." 


La sera seguente lui era elegantissimo. Lo era per gli occhi di Ilenia. Non indossava abiti eleganti ma dei comunissimi jeans e una felpa eppure al suo cospetto persino il Principe Azzurro sarebbe sembrato un rospo. La portò nel migliore ristorante della città senza proferire parola durante il tragitto in auto. Parlò poco anche a cena. I sorrisi non poteva lesinarli e lei stava molto bene ogni volta che lo vedeva contento o imbarazzato. Non pensava alla danza, non quella sera. Era tutta per lui, quel misterioso "esteta della danza" che aveva uno sguardo sovente impenetrabile e un'espressività nel complesso unica. Si sentiva desiderata ma man mano che il tempo passava non riusciva più a trattenere l'istinto di sapere qualcosa in più. Dopo l'ottima cena andarono a casa del giovane dove apparentemente abitava da solo (anche a giudicare dal disordine). Lì
Ilenia gli domandò "tu sei l'unico che non mi abbia fatto un regalo, nemmeno fiori. Il tuo gesto significa molto per me. Cosa ti ha spinto a pensare che io non volessi nulla?" In quel momento un velo di mal celato imbarazzo coprì il volto del giovane che rispose con banale sincerità "a dire il vero non ho pensato nulla. Io non avevo soldi, nemmeno per comprare una rosa. Non ho nulla." Le venne spontanea un'altra domanda "e il ristorante?" - "Ho rubato, la scorsa notte. Non chiedermi dove né come. Ho commesso un furto pur di regalarti una buona serata." 


"Tu stai... scherzando" - "Non dirlo. Io sono sincero. Ti ho vista tutte le sere, mi sono innamorato dei tuoi movimenti, delle tue espressioni, della tua grazia. Tante volte ho cercato in me la forza di venire seppur a mani vuote da te. Mi ritiravo sempre. Poi ieri sera ho pensato che sarei rimasto una vita intera con il rimorso e allora sono venuto. Ho visto una persona splendida, che meritava tanto. Ho deciso di fare quello che ho fatto e ovviamente spero di poter rimediare al danno che ho fatto. Ora l'importante è che tu sia qui e spero di non averti turbata. Sei importante per me".
Ilenia era frastornata ma nonostante tutto quella le parve la più spontanea dichiarazione d'amore che le fosse mai stata fatta. Prese il volto dell'uomo tra le sue delicate mani e lo baciò. Era commossa per quello che lui aveva fatto, un gesto di altruismo fuori dal comune. Era commossa per quello che provava mischiando i loro sapori. Lo amava. Sentiva di potergli dire tutto e di poter fare qualunque cosa. Era protetta. Dai movimenti poco convinti del ragazzo, capì che era vergine e condusse le danze; non quelle che interpretava ogni sera ma quelle decisamente più piacevoli e profonde che gli altri chiamavano sesso. Dopo pochi minuti ebbe una frazione di secondo in cui fu lucida e pensò - un uomo che fino a ieri non conoscevo, un uomo di cui non so neppure il nome e che ha commesso un furto per pagarmi una cena in un ristorante di lusso, un uomo di cui mi fido più di me stessa ora è dentro di me.

Fecero l'amore nel modo più intenso in cui potessero farlo. Erano letteralmente esausti quando finirono per abbracciarsi prima di prender sonno. La mattina seguente fecero colazione insieme: Ilenia era contenta di stare con quell'uomo, il denaro non era un problema e poi a lei non mancava. Tutto sommato non pensava a un probabile futuro insieme a lui, voleva godere di quei momenti e ciò che più contava era il presente. Lui non era mai stato così felice: la donna dei suoi sogni era lì, nella casa di uno squattrinato dunque non era vero quello che gli dicevano i suoi vecchi amici "senza soldi la donna non la conquisti e poi con quel nome dove vuoi andare?". Bastava non svelarlo però lui sapeva che prima o poi avrebbe dovuto farlo. Accadde proprio pochi istanti dopo quando lei gli disse "esteta della danza è una forma poco pratica, non trovi? Dai amore mio, dimmi come ti chiami." Lui se non fosse stato per quelle due parole avrebbe continuato a nasconderlo ma d'improvviso si era tranquillizzato - cosa può importare a lei? Nulla, siamo qui e ci amiamo. "Pensi che non cambierà nulla da parte tua?" - "Ahah e perché dovrei cambiare per il tuo nome? Sciocchino!" L'espressione divertita e al tempo stesso provocatoria sul volto della ragazza tolse ogni remora al giovane, che disse con una calma che pensava impossibile fino al giorno prima "mi chiamo Odoacre". Sul volto di Ilenia il divertimento lasciò spazio al disgusto "so cosa pensi" disse Odoacre "ora ti mostro la carta d'identità e vedrai che non mento". Con enorme stupore Ilenia lesse proprio quel nome e poi lo guardò per l'ultima volta in faccia. Poi una risata di scherno, una grossa grassa risata che lui ricordava come un evento frequente tra i suoi vecchi amici (tutte persone che per via del suo nome l'avevano abbandonato). Ilenia si alzò: sul suo volto era sparita ogni minima traccia di amore, empatia, affetto e comprensione; d'altra parte tratteneva a stento le risate che per una ragazza dai modi posati come lei erano davvero qualcosa di inconsueto. "Che nome di merda!" esclamò, poi prese le sue cose e uscì.

sabato 3 dicembre 2011

Verginità, sei un mito per me

Torino. Città progredita, piena di gente per bene (mica un immondezzaio come nella terronia). Che ti fa sta gente a modo? Mette a ferro e fuoco un campo nomadi. Mancava solo il napalm.
La causa di tutto anzi, il pretesto di tutto ciò sono state le parole di una sedicenne cresciuta a pane e Maria Goretti "sono stata stuprata da uno zingaro". Era una stronzata, una scusa molto facile.

Ora sorvolo sul fatto che pure se fosse accaduto davvero, quelli che hanno fatto il casino restano comunque dei razzisti, idioti e godono del mio massimo disprezzo. Non sorvolo sul pretesto usato dagli hooligans gianduia. La ragazza (mi pare sedicenne) aveva scopato con una persona che conosceva e l'aveva fatto senza subire un'imposizione. Probabilmente c'ha pure goduto, sta porcella. Però era insanguinata dopo il rapporto, il suo primo rapporto e allora ha dovuto trovare una scusa, una giustificazione per spiegare quello che era successo ai suoi genitori.

Com'è possibile oggi che ci siano persone che vengono cresciute (o sarebbe più giusto dire "allevate") con il mito, il dogma della verginità prematrimoniale? Rimane un mistero, uno di quelli che ci svelerà SuperQuark prima o poi. Fatto sta che quella s'è dovuta giustificare e si è trovata costretta in un certo senso, a inventare una cazzata perché non poteva avere rapporti sessuali prima del matrimonio! Era una persona oppressa.

Oh ragassi, siam mica a Islamabad! 
Siam mica nella Sicilia del dopoguerra, ragassi!

Ecco, io penso che quei genitori debbano penare e parecchio per quello che hanno fatto. Io li considero mandanti morali poiché hanno armato il cervello di una adolescente probabilmente abituata ai discorsi tra concorrenti dei reality, la quale a sua volta ha scaturito l'ira funesta di persone che non saprei come definire.Io per fortuna non ho genitori integralisti.





Aspettando Te. Aspettando Noi

Preferisco attendere fino alla morte piuttosto che affrontare una delusione. Che c'è di più bello dell'attesa di qualcosa che forse ci verrà incontro fra un anno, un'ora, un minuto? Renata Tebaldi

Negli ultimi giorni ti ho detto varie volte una frase sul piacere dell'attesa che, stando alle parole di un letterato, supera il piacere stesso. Non lo so se è così ma di certo la nostra attesa è una tortura silenziosa. Cerco sovente di immaginare i dettagli del nostro incontro, i luoghi, le atmosfere, le nostre espressioni. Tutto vano, so che andrà nel modo opposto ma fantastico lo stesso. Io te l'ho detto: so che non mi deluderai e caspita non ne sono mai stato così sicuro. Sono io che devo preoccuparmi di non sfigurare. Ci sono tanti casi possibili. Caso uno: ci scopriamo buoni amici, ci facciamo quattro risate e tornando nelle nostre case ci abbandoniamo ai piacevoli ricordi. Caso due: scoppia l'amore e questo è quello che desidera il mio alter ego e potremmo anche rimanere immobili a guardarci per tutta la giornata. Caso tre, lo vuole la statistica e forse una parte di te: non ci incontriamo. Questa è un'ipotesi che respingo con il cuore, il cervello, il fegato, il sangue, le ossa e la pelle. Non potrei vivere senza incontrarti. Respirerei certo, sarei soggetto come tutti ai ritmi biologici che mi permettono di stare qui a scrivere ma non vivrei quello che desidero davvero. Una vita in cui i desiderio non si avverano è una vita di stenti, una finzione colossale. Caso quattro, paventato più volte da te. Non riscontriamo affinità di alcun tipo e magari finiamo a litigare: devo dire che questa eventualità la trovo più assurda del terzo caso. Dovrebbero esserci altri eventi possibili ma dimmeli tu che li ho dimenticati.

Mi domandi spesso se abbia aspettative e io rispondo sempre no. In realtà una ce l'ho; auspico di non suscitare in te indifferenza perché so che mi farebbe star male. Sarebbe come fare un buco nell'acqua.
"Volere è potere", ce lo ripetiamo come un mantra. Questo proverbio l'hanno coniato quando non esistevano la "borsa", lo spread, i titoli di stato, gli speculatori, i broker, gli indici telematici...
Io non so come mi comporterei al posto tuo, so soltanto che ti do molti consigli e potrei farne a meno; in fondo non faccio altro che aggiungere ulteriori fili nella matassa che alcuni si ostinano a chiamare cervello. Non ti giudico e non dico "questo non lo farei mai" poiché uno non può essere sicuro di cosa farà domani. Io aspetto quel giorno, aspetto il domani.
Credo che in questo caso attendere valga decisamente la pena.


giovedì 1 dicembre 2011

Il sorpasso

 

Eravamo verso il GRA provenienti dalla Pontina. Sera, migliaia di auto incolonnate nella carreggiata opposta. Luci, luci e ancora luci. Ci è sorta spontanea una domanda: ma che fanno tutte queste persone che a tutte le ore di tutti i giorni prendono l'auto o il furgone intasando strade, autostrade, bretelle, mutandoni e pappagalli?!
Tutti lavorano? Io non credo. C'è la crisi anzi, c'è grossa crisi, eppure la gente riempie i centri commerciali.
Tutti complici del sistema che dicono di combattere. Ok, c'è chi è costretto a fare km e km con l'auto perché il trasporto pubblico fa schifo. Però gli altri... quelli che 4 persone lavorano/vanno a scuola nello stesso luogo e con 4 carrozze diverse... che gli vogliamo dire?

Su Isoradio trasmettevano un'intervista al Ministro dell' Ambiente, tale Corrado Clini "le misure che attualmente vengono prese contro le polveri sottili bastano o servirebbe altro?" il domandone del giornalista a cui segue la risposta "no ma per ora dobbiamo fare in modo che vengano applicate". Il tutto riferito per esempio alle targhe alterne (a proposito, di mattina eravamo finiti in mezzo a Roma, dovevano essere in circolo solo auto con targhe pari e ovviamente c'erano pure le altre!) o alle domeniche a piedi, le ztl, ecc. Quanta fatica sprecata. Ma se facessimo una settimana di blocco del traffico? Eh no, poi non possiamo andare a produrre e far arricchire i magnaccia che poi parlano di energia pulita. Continua il Ministro "dovrebbero essere attuate delle misure (qui mi sfugge il termine), si potrebbe cominciare dal miglioramento dei trasporti pubblici esistenti" abbiamo scoperto l'acqua calda.

Le immatricolazioni a novembre sono scese del 12% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Eppure mi sembra di vedere sempre più auto... I livelli delle polveri sottili superano la soglia di rischio in più di 100 città italiane, Torino ha il poco invidiabile record con ben 124 giorni dall'inizio dell'anno: in pratica la gente dovrebbe girare con la mascherina come fanno gli abitanti delle megalopoli giapponesi e cinesi! Invece tutti a fare gite fuori porta cioè a 2 km dal casello dove c'è ancora lo stronzo che alleva capre, le quali probabilmente hanno mille tumori e tu non lo sai perché sei talmente cretino da pensare che dove c'è verde ti salvi.

Tamponamenti a non finire, dalla radio giungono notizie in serie: Prenestina, Appia, Nomentana, Roma - L'Aquila, Lunghezza, Roma-Firenze, Pontina, Ardeatina ecc. Lungo il tragitto vediamo decine di furbi che sfrecciano sulla corsia d'emergenza nonostante il cartello "ritiro della patente"; infatti c'è la polizia che spreca un sacco di carta ma lo fa per noi.  Tutor, punto blu, viacard, punto verde, traction control, crossover compatto, SUV, family card, telepass, è il progresso bellezza! Lavori in corso pure se non lavora nessuno. Chiedi l'indicazione al disgraziato che viaggia tutti i giorni e non ti sa dire un cazzo. A Isoradio ci dicono anche che a Milano se stanno a sfrocià in tanti; sulla tangenziale est, ovest, sud...

I pannelli elettronici che danno indicazioni sbagliate, quello alla radio "Sabrina c'informa che ci sono decine di ambulanze ma per ora nessuna notizia ufficiale" mentre noi vediamo le famose ambulanze a duemila orari. Le pubblicità 8 x 9 con le donne nude, giusto per causare altre collisioni. I coglioni che sorpassano a destra, quelli che vanno a sinistra ma senza freccia, l'altro che parla al cellulare mentre sorpassa: ma quanti matti ci stanno? Perché in carcere non mettiamo questi al posto di quelli che si fanno le canne?!
Io dovevo nascere nella foresta.

Stiamo a sprecare, sprecare, sprecare. Il petrolio prima o poi ci farà "ciao-ciao" con il dito medio che prenderemo in quel posto. Torneremo a usare la lettiga

martedì 29 novembre 2011

F.I.A.T. voluntas tua



 Dedicato a tutti gli operai della fabbrica automobilistica più grande più grande del paese. Dedicato ai familiari delle vittime (perché secondo chi fa quel genere di mestiere è una vittima di un sistema massacrante), a chi è in pensione, a chi è in cassainteghrazione o in mobilità. Dedicatto a chi come me ha imparato a guidare sulla vecchia Punto, l'auto che ti lascia una volta si e l'altra pure, il cambio in mano. Dedicato a chi come me ha fatto i testacoda nei campi coltivati tentando di fare una curva appena accennata. Dedicato a chi come me  si è patentato con la nuova Panda, l'auto che a 70h puoi stare tranquillo con la seconda inserita. Dedicato a chi almeno una volta ha pensato "ma quanto fa schifo la nuova fiat!" e a chi, sapendo che la panda era l'auto dell'anno (che poi sta cosa "pre" non l'ho mai capita) si è detto "possibile che l'ingegno umano sia caduto così in basso?".

Tanti anni fa in un ristorante vicino Torino, il signor Luigi era a cena con degli amici. Luigi era un operaio della FIAT in pensione da qualche anno, uno che aveva sempre servito il marchio nella speranza di fare qualcosa di utile per la nazione. Quella sera gli parve di riconoscere un uomo seduto a un tavolo non molto lontano da quello in cui lui stava cenando. Non potè resistere dalla curiosità e si alzò andando verso quella figura così familiare. Con grande stupore riconobbe il suo datore di lavoro per lunghissimi anni, l'avvocato, il presidente Gianni Agnelli. Quello che diventava sempre più ricco ma tutti lo stimavano. Era una grande occasione per Luigi "Commendator Agnelli! Buona sera, finalmente la incontro." "Mi scusi ma lei chi è?" - "Mi chiamo Luigi e sono stato per quasi 40 anni al suo sevizio come tanti altri. " - "Ah bene..." disse l'avvocato che era a cena con pezzi grossi del mondo che "contava". Il signor Luigi non aveva mai incontrato quell'uomo che per lui era stato un esempio. "Pensi commendatore, io ho lavorato sempre. Mai un giorno di ferie, sono venuto a lavorare pure con la febbre, ho fatto gli straordinari quando c'era la necessità, non mi sono mai lamentato. Ho tirato dritto per la mia strada. " "Lei è proprio un esempio signor...? " - "Luigi." "Ma dammi del tu, ormai siamo in confidenza caro" disse l'avvocato senza tradire la sua nota erre moscia. L'ex operaio era stupito di quel gesto ed ebbe un'idea "non le dò del tu, è troppo. Ma un'eccezione per la fine della serata me la consente?" - "Certo, dimmi cosa desideri, tutto quello che vuoi. " "Non è nulla di materiale, io voglio semplicemente che quando esco passando qui con i miei amici, possa salutarla chiamandola per nome." "Va bene."




Dopo un'ora Luigi e i suoi amici (che non sapevano nulla dell'incontro precedente) avevano finito. Era arrivato il momento, quello che lui aspettava da molto tempo. Si avviò con i compari verso l'uscita e passando presso il tavolo dei personaggi importanti, lanciò un'occhiata all'avvocato che gli rispose con un sorriso sornione. Luigi sospirò e ad alta voce, in modo che lo ascoltassero tutte le persone presenti in sala, disse "Gianni!", quest'ultimo stando al gioco come aveva promesso rispose "Sì?" - "Ma vaffanculo!"

lunedì 28 novembre 2011

I panni sporchi si lava(va)no in famiglia

Stasera, meno di un'ora fa ero a casa di zia. Suonano, vado ad aprire e c'è un signore che abita lì vicino "Devo parlare con M (mia zia)" e mia zia gli dice di accomodarsi ma lui sembra avere fretta e parte in quarta "io vorrei sapere cosa ha fatto T (la compagna)". Zia lo guarda stralunata e gli dice che non sa nulla, mentre io, mio padre e una signora assistiamo a tutto ciò. "So che è venuta qui prima, cosa ha detto?" - "Giuro, io non ne so niente. Anche mio fratello può dirtelo visto che c'era". Mio padre "si io l'ho vista ma non ha parlato". Lui riattacca "vorrei sapere perché non mi vuole più vedere. Oggi sono tornato alle 10 anziché mezzogiorno e le è venuto il mal di pancia. Non vuole che io stia a casa sua. Io l'ho aspettata 40 anni e adesso non mi vuole parlare. Che cosa ha?" Silenzio per qualche secondo, lui rosso in faccia e noi  del tutto estranei alla vicenda ascoltiamo attoniti (solo zia ne sapeva qualcosa dato che T è una sua amica).

"Io sono innamorato pazzo di questa donna ma lei non può farmi questo". Guarda la signora che stava con noi e le chiede "secondo te che dovrei fare?" - "Chiedile che cos'ha, se ha bisogno d'aiuto." - "Ma io l'ho fatto! Se mi metto a parlare... lei è stata vista diverse volte prendere il caffè con un uomo che se la voleva scopare! Tant'è vero che suo figlio le ha detto cosa stai facendo? Il figlio mi dà ragione e lei va a prendere il caffè con un altro." La signora interviene "può darsi che se la sia presa perché le rinfacci questo" - "io non gglielo sto rinfacciando più ma sta cosa adesso voglio che la sappiano tutti. Io dei miei fatti ne parlo con tutti (e se vede...)" - "Così sbagli, sbagliate entrambi"

Allora per farvi capire meglio di che stiamo a parlà; il tizio è il compagno di una donna che si è messa con lui poco dopo la morte del marito (mi pare 3 anni fa) non a caso destano scalpore in questo algido paese pieno di bigotti e moralisti. Fatto sta che i due erano fidanzati una quarantina d'anni fa, poi lei è emigrata a Milano dove ha conosciuto il defunto marito ecc. Noi con il signore ci abbiamo parlato sì e no tre volte in tre persone, insomma non si può dire che siamo in confidenza. Ah, sia lui che T hanno più di 60 anni.

Vabbè il tizio accetta il caffè mentre il suo volto arrossisce sempre di più. Ogni tanto mi venivano i brividi per l'impeto dei suoi discorsi, uno così va fermato prima che faccia danni. A volte mi veniva da ridere ma mi sono trattenuto. Ripete "non vuole che io stia da lei, si sente male quando mi vede. Io non so che fare." Poi la sparata più grossa "io avevo 4 donne prima di mettermi con lei e le ho lasciate. Adesso esiste solo lei, di loro non me ne frega più niente. Lei invece va a prendere il caffè con il signor A". "Lei è una donna autonoma, che vuole autonomia ma questo non deve sconfinare nel non volermi più vedere".


Poi se ne va, mesto mesto. Mio padre "così parlano i ragazzini" e la signora fa "ma nemmeno i ragazzini, è una questione di equilibrio mentale. Se non ce l'hai non ce l'hai a qualsiasi età." Insomma, come avrebbe detto mio nonno "altri matti".








giovedì 24 novembre 2011

Vattene dall' Italia; copyright vu cumprà



Se incontrate 
qualcuno
persuaso di
sapere tutto 
ed è convinto
di poter fare
tutto, non potete 
sbagliarvi, è un
imbecille!

Ieri alla Coop. La cassiera dice a mio padre "lei ha vinto... vada dal direttore". Nel frattempo esco avviandomi verso l'automobile e mi si avvicina un vu cumprà. Iniziamo a parlare di affari nel senso che lui vorrebbe dei soldi ma io non ne ho, poi scopro che il tizio è uno sveglio. Parla inglese e francese. Dice che c'è grossa crisi e che non è giusto fare quello che fa lui. Mi fa "tu sai le lingue, perché non vai all'estero?" - "Ci vogliono i soldi e non è che posso restare ospite dai miei fratelli a vita". Faceva molte domande sulla mia vita e insisteva sull'opportunità di emigrare. "Tu non vai via perché non vuoi lasciare tua ragazza" e io che mentre gli rispondo di no  scoppio a ridere come un bambino scoperto con il dito nel barattolo della nutella.
Mi dice di essere nigeriano. Gli chiedo cosa pensa dell' Italia "guarda io quando arrivato volevo andare in Canada poi non ho potuto...qui la situazione è brutta" nel frattempo torna papà con il premio: un succo di frutta.Cazzo è stato annunciato in pompa magna e consegnatogli personalmente dal direttore che gli ha fatto riempire persino un modulo! "I nigeriani sono i peggiori tra gli africani". Vabbè ma non facciamo di tutta l'erba un fascio. Quello è un tipo in gamba. E io sono riuscito solo a dirgli "il mondo purtroppo funziona così".


Poi papà giusto per rallegrare un po' l'atmosfera mentre affogavamo nella nebbia più tetra che abbia mai visto mi parla delle torture in Libia quando era al potere quel simpaticone che abbiamo servito e riverito fino a ieri. Una donna al confine con il Sudan, dove c'era un servizio di controllo gestito dai Touareg aveva nascosto i soldi nella fica. Non stupitevi, è normale in quei posti dove le "forze dell'ordine" cioè i mercenari sequestrano tutto. L'hanno fatta pisciare e le hanno tagliato la testa.

Su un vecchio giornale locale ho trovato una sensazionale notizia in prima pagina: tartufo molisano venduto a 260mila euro all'asta con tanto di cerimonia (risalente al 2008). Tra il titolo e i dettagli dell'evento c'era la foto di una donna in abito da sera, fisico da pin up, bionda ... con il tartufone in mano. Ma che cazzo c'entra una sorca con il tartufo? Ah, è quella della foto  sfocata di cui sopra.

Mentre dicevo al vu cumprà (tale Denis) che anche io sto senza lavoro e soldi, lui mi indica verso la patta dei pantaloni. In un primo momento non ci faccio caso, poi dice "zip... zip aperta". Chiudo la zip nel parcheggio all'aperto davanti a un nero e con le signore di una certa età che passano di lì guardando stupite.

mercoledì 23 novembre 2011

La nostra relazione



Pensa a quanto sia strana a volte la natura. Hai presente quando vedi degli alberi enormi su terreni scoscesi tipo dirupi, scarpate e ti domandi come sia possibile che vivano senza problemi proprio lì? La scienza lo spiega ma non dice tutto. Non sapremo mai il vero motivo per il quale un pino nero cresce su una parete rocciosa tra una fenditura e l'altra, in un vero e proprio fazzoletto di terra. Il segreto di tale miracolo resterà ignoto.

Solo le piante più forti, i pini più forti cresceranno diventando maestosi. Gli altri soccomberanno: gli esperti la chiamano selezione naturale. Noi non facciamo eccezione.


sabato 19 novembre 2011

Il verro sbagliato

C'era una volta, in un paesino dell ' Italia centrale un uomo, che chimaremo con un nome comune e una donna con cui faremo altrettanto. Franco e Rosa erano una coppia felicemente sposata da tanti anni sebbene fossero giovani ma ancora senza figli. Franco aveva un allevamento di maiali e Rosa lo aiutava oltre a occuparsi delle faccende domestiche. Una quarantina di scrofe, un verro e un numero variabile di suinetti. Era un'azienda a ciclo aperto poiché i maiali maschi erano venduti a terzi appena svezzati o destinati direttamente alla macellazione. Franco non spendeva soldi per mangimi: era uno dei pochi ad avere ancora i maiali rustici e quindi pagava solo il veterinario. Un giorno quest'ultimo dopo un'attenta visita e relativi esami di laboratorio emanò un pesante verdetto: il verro non era più in grado di montare tutte quelle scrofe; aveva bisogno di un "aiutino". Ciò consisteva nella somministrazione di un farmaco dal costo esoso ma necessario per far sì che il verro potesse continuare la sua attività di riproduttore. Per Franco era indispensabile dato che non aveva intenzione di spendere soldi per le diavolerie in commercio che consentivano di conservare lo sperma per lunghi periodi e che di lì a pochi anni avrebbero preso il sopravvento soprattutto nelle grosse aziende. Franco era un piccolo allevatore e poteva permettersi certi comportamenti che cozzavano contro le leggi di mercato.

Una sera Rosa aveva appena finito di lavare i piatti quando vide suo marito venirle incontro con il pene eretto e gonfio ome mai prima. Fecero del gran sesso. Franco era incontenibile e insaziabile, tant'è vero che dopo qualche ora Rosa dovette fargli notare che era stanca e voleva riposare. Ma lui niente, era sempre eccitato "ma che ti succede?" - "ho voglia di scoparti ancora". Rosa uscì prima dell'alba sperando che suo marito non avesse il coraggio di seguirla tra le strade del paese ma il suo auspicio si rivelò vano. Franco si mise a correrle dietro con il pene di fuori ancora in erezione e la scena fece morire dal ridere gli uomini del paese oltre morire d'invidia le donne.

Tratto da una storia vera. Il tizio aveva alcuni problemi di salute e aveva assunto la pillola destinata al maiale.


venerdì 18 novembre 2011

Lettere di me


Vorrei sciverti lettere
senza inizio, senza fine.
Vorrei scriverti lettere
lasciando da parte
punteggiatura, lessico,
analisi logica,
tempi verbali.
Vorrei che l'inchiostro
fosse sangue, la carta fosse
epidermide
e le parole fossero
pezzi della mia carne
intrisi tra le tue mani.



giovedì 17 novembre 2011

Vito Catozzo è sempre in agguato

Oggi pomeriggio io e mio cugino siamo andati ai container dei rifiuti ingombranti. Quelli dell' Asm avvano detto che potevamo buttarci pure l'indifferenziata, il che francamente mi sembrava strano. Fatto sta che arriviamo verso i container e da un altro fatto a mo' d'ufficio esce un tizio.
Maglietta bianca a maniche corte e vi giuro, io non ho mai visto una persona a maniche corte qui a novembre. Jeans non dell'ultimo grido ma neanche una schifezza, occhi stralunati da visione di Youporn prodigata nel tempo. Aveva l'accento pescarese ma si sforzava di parlare in italiano "eh no ma qui non potete buttare l'indifferenziata, questi (e indica un cartello) sono i rifiuti che vanno qui: materassi, mobili, macerie, computer e tutte le cose ingombranti (si caro sappiamo leggere, volevo dirgli)" Al che mio cugino gli dice "ce l'ha detto l' Asm che potevamo venire qui" - "Quelli non capiscono niente."
Dopo indica verso un incrocio dove ci sono i cassonetti della differenziata e si mette a fare lo sborone, il saputello, il guru. Come se quelli fossero gli unici  cassonetti per la differenziata della città "Andate lì, il vetro lo mettete in quello verde, la carta in quello bianco e nel giallo la plastica. " Che genio quest'uomo, io nel frattempo mi chiedo come cazzo faccia a stare fuori a maniche corte con 2 gradi (non di più): o fa il finto resistente-palestrato oppure non è normale.

Gli viene un altro colpo di genio quando vede le cassette di legno nel cofano della Punto "queste le potete buttare qui perché sono ingombranti". Ma che cacchio dici? Sono più piccole del tuo culo. Poi ci rispiega come si fa l'indifferenziata, visto che mio cugino insiste con quello che gli ha detto l' Asm "no quelli non capiscono niente, mi dispiace". Noi ce ne andiamo e il "capo" torna in clausura. Cavolo, io un lavoro come quello lo farei, non fai nulla ti puoi portare una donna in cabina e ingrassi con il riscaldamento a palla. In città la raccolta differenziata dovrebbe funzionare meglio che nel resto d' Italia ma non ho questa impressione, soprattutto se gli "esperti" so di 'sto calibro.

martedì 15 novembre 2011

Mio cugino

"Potresti aprire un'attività tutta tua e continuare l'università... tanto che te frega"
"Si ma per aprire un'attività ci vogliono i soldi"
"Tanto a 30 anni penserai le stesse cose di adesso e dirai "ma perché avevo tanta fretta?" quindi non ti preoccupà"
"PIù che altro a parte il fatto he non stavo imparando un cazzo ma non potevo continuare a far sborsare soldi ai miei genitori..."
"SI pure io lo pensavo quando sono andato a Roma... io mi sono iscritto due volte a psicologia e non ho mai finito ma adesso che lavoro nel call center potrei pure laurearmi. Tanto con il diploma teatrale non ci faccio niente."


Per dovere di cronaca, mio cugino che è più vicino ai 40 che ai 30, è un attore molto bravo (mi capitò di vederlo una volta in un suo spettacolo e lo trovai eccezionale), da giovane era stato una comparsa in uno spot delle patatine Fonzies, stuntman nella trasmissione "Real tv" ed era apparso a tarda notte su Rai Due in uno spettacolo teatrale della Wertmuller. Ha lavorato per Gigi Proietti quando quest'ultimo era direttore del teatro stabile. Insomma non uno con un semplice pezzo di carta. Aveva ricevuto una proposta di lavoro dagli autori di "Un posto al sole" e non è una cosa che capita a chiunque. Rifiutò... per fare il cameriere.


Ora è del tutto rincoglionito. Credo che lavorare 6 ore al giorno seduto e attaccato a computer+telefono cercando di fregare il prossimo abbia finito di uccidere i pochi neuroni che gli erano rimasti

 

venerdì 11 novembre 2011

Latenza erotica

 Un commento che feci qui ed è rispuntato qui

Il ragionamento da fare è complicato. Tutto parte dai neuroni, neurotrasmettitori, ormoni e arriva agli organi preposti.
Io non sento l'esigenza di fare sesso a tutti i costi (non ho mai messo le mani addosso a una sconosciuta) tuttavia quando vedo una bella ragazza mi capita di eccitarmi. Noi uomini siamo in perenne stato di latenza erotica. Latenti come quelle gemme che da un momento all'altro possono sbocciare. Un po' come il gatto maschio che non va in calore ma percepisce quello della femmina e parte alla sua conquista. 

L'amica Minerva dice che avevo visto giusto. Temèh!


giovedì 10 novembre 2011

Prendere o lasciare



Ultimamente sputo nel piatto dove mangio. Tanto lo pulisco e mi faccio un'altra scorpacciata, voglio un'indigestione di quelle che non dimentichi.

Sono il frutto di quello che mi è stato fatto. I frutti sono di tre tipi: commestibili, nocivi, letali. Ogni tanto mi nascondo dietro frasi scontate "ah in altre circostanze...". No, le circostanze sono quelle che sono e non c'era altro modo. Quando trovo una persona in cui vedo le mie radici, vorrei festeggiare.In questo periodo scrivo, cancello, riscrivo e non mi va bene nulla. Un rebus. Questo post è un rebus.
La vita senza emozioni sarebbe come una scatola vuota, sarebbe il deserto senza vento, il mare senza pesci. Abbiamo troppo spesso paura di quello che proviamo verso qualcuno, questo credo sia il prezzo del cosiddetto progresso e della fantomatica civilizzazione. Ci spaventano le emozioni primordiali, le sensazioni che hanno permesso ai nostri antenati di sopravvivere.

Uno degli effetti di una vita tranquilla e civilizzata è di sviluppare un'estrema ipersensività, che tende a far sembrare disgustose tutte le emozioni primitive. la generosità diventa penoso come la malignità, la gratitudine odiosa come l'ingratitudine. George Orwell

L'amicizia è qualcosa di inestimabile valore. Grazie al cielo c'è ancora qualcosa che non può essere messa in vendita.







Quanto adoro i colori della vita!

lunedì 7 novembre 2011

Question time: fascino

Sto per farvi delle domande marzulliane, quindi poco-poco piano-piano rifletteteci.
Cosa vi fa dire che una persona è affascinante? Il fascino è solo nell'aspetto fisico, solo un fattore psicologico-comportamentale o entrambe le cose?
In parole povere: cos'è il fascino secondo voi?

sabato 5 novembre 2011

Zitto e mosca

Chi mi conosce dopo poco tempo si rende conto che ho un segno particolare, uno di quelli che andrebbero stampasti a vita sulla carta d'identità, la patente, il tesserino sanitario, il passaporto e la carta socio coop. So stare in silenzio. So ascoltare a volte anche quello che vorrei non fosse detto. Sono un po' come Zeman (oddio non parlo con quella flemma) che pensa molto o forse non pensa però parla poco.

Sono circondato da gente che parla...PARLA...parla e non conclude. Parlano della crisi e di come risooverla ma non fanno quello che predicano. Preferisco stare zitto e non fare un cavolo. Ci sono quelli che inventano storie per pavoneggiarsi con gli amici, io non ho un cavolo da inventare. Dovete stare zitti invece di sparare cazzate. L'evoluzione ci è servita anche per capire quando è il momento del silenzio.

Mio padre mi dice "tu non parli mai, stai sempre zitto" e io come rispondo? Senza sorriso di circostanza o gesti eloquenti. Rispondo con altro silenzio. Non sopporto ciò che piace a tutti: i luoghi affollati. In piazza o in discoteca mi sento solo; infatti in discoteca ci sono andato 2-3 volte in tutta la mia vita rimanendo immobile a guardare il culo delle ragazze che mi passavano davanti. In piazza tutte le volte che ci passavo mi isolavo mentalmente. Credo che il mio cervello volutamente abbassi il volume esterno.

A proposdito di silenzio, oggi è il compleanno di mio fratello come si suol dire "sangue del mio sangue". Oggi per la prima volta niente auguri a lui. Va bene il sangue ma la dignità è un'altra cosa. Silenzio di disprezzo

Non mi piacciono le auto, le moto, i camion e odio i mezzi militari. Troppo rumore per nulla. Ammettop che quando guido l' Alfa però mi piace sentire il rombo del motore sui rettilinei, solo che le strade fanno troppo schifo. Diverso il discorso della musica: è capitato che alcune persone mi dicessero "ma come fai ad ascolktare questo chiasso?" Ecco io odio l'ignoranza e la mancanza di tatto. La vera musica non è rumore, è proprio silenzio.

Appena posso vado in campagna o nel bosco e mi siedo su un masso a riflettere. Il silenzio domina, interroitto solo da cinguettii, versi di rapaci, lo sfregarsi le zampe dei grilli. Ogni tanto sembra che piova perché il vento fa cadere molte foglie. L'autunno è il mese del silenzio. Bello guardare i colori: rosso, verde, giallo, ocra, rosa, grigio tutti insieme. Devo riflettere.



Una mia amica mi ha chiesto come mai da tanti giorni non scrivo nulla qui e io le ho riusposto che mi manca l'ispirazione. Non è vero. Sono ispirato: poche idee ma confuse. Sono abituato in questa casa alle urla quotidiane, sono abituato in paese a  litigi sul nulla e rumori di gente incivile che meriterebbe una condanna ai lavori forzati. Mi manca un po' di serenità.

Ieri ho visto un documentario sui T-Rex. Il paleontologo ameticano spiegava che si può risalire a cosa mangiasse il grande predatore grazie ai coproliti, cioè escrementi fossili. Ma come fanno a capire che quella è merda di tirannosauro? Pensate che brutta a volte la scienza, dare un nome del genere a un animale che è estinto da un pezzo e quindi non può controbattere: è giusto? A me sembra una vigliaccata. Tanto oggi nessuno corre il rischio di essere divorato da un dinosauro. Il concetto di tiranno non ha nulla da spartire con un animale che faceva quello che fanno tutti: cercare di sopravvivere. Hanno intervistato il vero paleontologo che ha ispirato Spielberg per Jurassic Park. 
Che film, pieno di errori però appassionante. Per me ha un significato particolare. C'è un aneddoto dietro l'uscita del film. Io non lo ricordo ma mio padre giura che è vero. Dice che quando comprò il VHS perché sapeva della mia passione fin dalla più tenera età per i dinosauri, io riuscii per la prima volta a leggere proprio il nome del film e lui rimase sbalordito. Eravamo in auto a quanto pare. Pure quella era un' Alfa. Cavolo quanto tempo è passato.


 Secomdo i creazionisti (perché pensate c'è anche un museo del creazionismo e non nel VAticano ma in America) abbiamo convissuto con i dinosauri e naturalmente li abbiamo sconfitti con la parola di Dio. Amen

venerdì 28 ottobre 2011

Per chi dice che la chiesa è un'istituzione superata

Weltbild, un'importante catene di liberie tedesca fa affari soprattutto con libri per adulti. Pensate che più di 2500 libri venduti dalla casa editrice hanno contenuti erotici. Ok lo so cosa state pensando: che io li abbia letti tutti. Vi spiego come stanno le cose. Sono andato qua e ho scoperto che questa casa editrice è in possesso totale della CHIESA CATTOLICA.

"Le quote della società sono suddivise tra numerose diocesi tedesche, che si dividono i discreti guadagni che Weltbild realizza. L’anno scorso l’azienda ha avuto un fatturato di un miliardo e seicento milioni di euro, una cifra importante che supporta i bisogni finanziari del cattolicesimo tedesco."
Insomma, un modo rapido per passare dal Dio denaro al Dio maiale.
Diocesi tedesche... il papà è tedesco: oddio mica starete pensando quello che ho pensato io?!

scorrendo tra i titoli vedo che ci sono alcuni libri che stanno al cattolicesimo come un lanciafiamme sta alla salvaguardia dei boschi..

Figlia del peccato
(deve essere la classica storia di una ragazza che viene redenta, tipo Claudia Koll o Selen)

La ragazza di Mantova
(una che vuole diventare perpetua, potrebbe essere pure di Caltanissetta o Fiuggi)

Le rose delle lesbiche
(le rose perché essendo nel peccato devono pungersi e quando gli spini saranno finiti tornerano eterosessuali)

La mia prima volta. Quattro generazioni di uomini raccontano
(dev'essere una madre superiora che ne ha visti tanti... di novizi impacciatio nel confessionale)

50 semplici coise che le donne dovrebbero sapere sul sesso
(per esempio dire quattro ave maria prima di togliersi le mutandine e un pater noster se il cazzo è troppo grosso)

Riempirsi con lo Yoga nel sesso
(ah dev'essere la marca di Yogurt... cioè prima di farlo mangiatene a volontà, fate come se fosse il corpo di Cristo.)

10 segreti per il sesso veramente buono
(tra cui npon pensare a farlo per divertimento ma solo per procreare)

Dai ragazzi, presto la chiesa potrebbe sbarcare anche su Youporn!
 

martedì 25 ottobre 2011

Question time: amore a metà

Una persona tempo fa mi disse l'amore è una malattia che si cura solo con il vaccino.
Non ricordo in quale occasione mi fu detta quella frase ma io non l'ho dimenticata e ho cercato di capire mentre crescevo, quale fosse il vaccino. C'è chi sostiene che sia stupido stare male per amore. Eppure un sacco di persone muoiono (omicidi-suicidi); certo in quei casi l'amore anzi il concetto stesso è distorto.
Io sto vivendo di amore non corrisposto (che brutto termine ma non me ne viene in mente uno migliore); un caso particolare visto che la persona che vorrei accanto a me, mi ha amato fino a qualche mese fa. Sono rimasto in stand-by.

Non lo so come mi sento. Ci sono giorni in cui mi odio. Altri giorni in cui penso di essere molto forte. A volte penso di essere pazzo. Un illuso, eterno sognatore, chi vive sperando muore cagando, ecc... però ho capito che il vaccino sia semplice: innamorarsi di un'altra persona. Ma io da buon masochista e fatalista quella persona non ho voglia di cercarla e so che prima o poi capiterà magari nel momento sbagliato.

Credo che a qualcuno di voi sia già capitato di amare e non essere amati: che cosa avete fatto? Vi siete prodigati per ammazzare il tempo e non pensarci, siete rimasti ad aspettare, a fare serenate, vi siete laureati in stalkerologia?

E più in generale, secondo voi è meglio amare sempre oppure in questi casi sarebbe meglio dare linfa alla ragione?



domenica 23 ottobre 2011

Фемен: quando le tette diventano forma di protesta


Una nuova forma di protesta? No è già stata usata ma resta originale. Indignados di tutto il mondo, guardate un po' che fanno quelle di FEMEN. Chi sono? Giovanissime, spesso tra i 18 e i 20 anni. Studentesse. Ci sono le iper-gnocche con km di gambe ma anche le ragazze "normali". Hanno in comune una cosa: la forma di protesta. Alzano la maglietta e mostrano le tette in luoghi pubblici come piazze o presso le sedi di ministeri. Tutto questo lo fanno sfidando il freddo che in Ucraina è un bel problema. Sono mosse da una profonda indignazione per il turismo sessuale.

Io non sapevo che anche in Ucraina ci fosse turismo sessuale. Ne avevo sentito parlare riguardo alla Thailandia dove vanno un sacco di italiani tra cui molti pedofili (spesso le ragazze sono bambine). Le attiviste di FEMEN sono state arrestate molte volte ma appena hanno l'occasione si spogliano e gridano come pazze.



Si stanno opponendo anche allo svolgimento dei campionati europei di calcio che l'anno prossimo dovrebbero avere luogo nel loro paese e in Polonia (e dietro c'è una storia di mazzette). Sostengono che il pubblico in gran parte maschile approfitterà della situazione per andare a puttane. Badate bene, parliamo spesso di ragazze minorenni costrette da qualche pappone a fare quello che fanno. Non è che se la prendano con le prostitute che scelgono di farlo.



Questa nuova forma di femminismo sta per diventare un vero e proprio movimento politico, che si presenterà alle prossime elezioni pseudo-democratiche in Ucraina. E non solo, le scatenate ragazze hanno in mente alcune comparsate in altre città europee. Tra cui ovviamente Roma anzi, per essere precisi bisogna dire Città del Vaticano. Una sorpresa per il papa. 
Io non sto più nella pelle: ve lo immsaginate il papa rivolto alla piazza durante l'Angelus e queste che sbucano dal sagrato magari munite di impermeabili e poi...

sabato 22 ottobre 2011

Sic transit mondial casa



Il parere di un esperto sul filmato hard con protagonista Belen Rodriguez "non c'è erotismo, lei mastica una gomma mentre fa un pompino" ha detto Rocco Siffredi mentre una collega masticava un'anguria tra le sue natiche.

Vicino Imperia un prete ha contratto la malattia del bacio: l'ennesimo caso di incidente sul lavoro.

Usa. Donna costringe sua figlia di 6 anni a filmarla durante un'orgia. Ora la bambina vuole la fornitura a vita di Ken. 

In Inghilterra grande novità, arriva la tassa sugli interventi di chirurgia plastica. Chi si rifà le tette pagherà 1000 sterline in più. Lievitate gente, lievitate!

Morto Gaddafi (è così che si scrive in arabo): ora chi cazzo glielo spiega a Berlusconi come finisce il bunga bunga?

Italia. Un intero ospedale bloccato per ore per trasmettere in diretta il parto di un ex concorrente del grande fratello. E non è ministro nè sottosegretaria.

Ora con la nomina di Visco alla banca d' Italia abbiamo ben 2 membri su sei nel board della Banca Centrale Europea. Già, ma chi cavolo ce lo spiega cos'è il board?

I giovani fan dell'heavy metal hanno tendenze suicide perché lo ascoltano nel modo sbagliato: con le cuffie nel buco del culo.

Arrestato un giovane a Chieti per gli scontri di sabato scorso a Roma. Il prossimo potrebbe trovarsi a Tirana

Alta tensione in Val Susa per la manifestazione contro la TAV Torino-Lione. Pare che stia arrivando er polenta.

Piove e la città eterna diventa transitabile solo per i natanti. Non è la prima volta che Alemanno esce da casa con il panfilo.

Indagato D'Alema. Ha viaggiato gratis sugli aerei di un suo amico che è anche il capo della sua fondazione che morse il gatto che si mangiò il topo che al mercato per due soldi mio padre comprò.

Renzo Bossi ha le idee chiare "la padania comprende anche l' Emilia-Romagna e la Toscana". La geografia secondo CEPU.

Il trota è stato intervistato nel programma Le Invasioni Barbariche. Condotto dal compagno Attila.

Ultima pubblicità Ford. "Un'auto che riconosce i segnali, da sola. Un auto che sa spegnersi e accendersi, da sola. Un'auto che si parcheggia, da sola. Un'auto che lascia a te solo il piacere di guidarla."Licenziate Morgan!

giovedì 20 ottobre 2011

Uno statista in meno



Ho visto delle immagini oggi e me ne sono tornate altre in mente. Poco più di due anni fa, tra l'8 e il 10 luglio qui c'è stato il G8. Si doveva fare qualcosa per farci apparire, il grande puttaniere doveva trovare un colpo a effetto per rimediare le mignotte da mezzo mondo. Allora ha spostato tutto in due secondi dalla sardegna a qui, con buona pace dei sardi (che lo cercano per fargli lo scalpo). SApevamo che quella che volgarmente chiamiamo camorra avrebbe messo le mani su tutto e infatti la magistratura sta piano piano scoprendo cosa si nascondeva dietro il grande palcoscenico listato a lutto per dare una parvenza di solidarietà. Un carrozzone di faccendieri, affaristi, paperoni senza scrupoli, troie, cocainomani, nani di corte, lecchini e corrotti di vario tipo: insomma un classico del made in ITaly. Penso vi ricordiate le immagini di Obama che gioca a basket nella caserma (che tra l'altro non è una caserma ma la scuola ispettori e sovrintendenti) della guardia di finanza. I giri in centro dei "grandi". Le foto.

Però c'era uno di questi un po' sopra le righe. Un certo Muammar Gheddafi. Per arrivare in città non era passato dall'autostrada (era un paranoico della peggior specie)  ma da strade secondarie, e tra una grattatina e l'altra se n'è andato a fare dei giri tra le nostre montagne. Così si è innamorato di un piccolo comune con il quale prese un impegno mica da ridere: la creazione di un centro turistico rinomato con ben 16 milioni di euro di investimento. Passati un po' di mesi ha cambiato idea (era fatto così) e quel paesino se l'è presa nei fondelli. Oggi ha implorato di non essere ucciso: sapete tutti come è andata.

E poi le immagini della suia uccisione, della festa intorno al cadavere... mi fa sembre ribrezzo vedere certe cose. Anche se era un essere spregievole, del quale forse non sapremo mai con esattezza tutti i crimini (chi comanda nel mondo li conosce a puntino ma questa è un'altra storia). Il solito copione con l'occidente che prima t'aiuta e poi t'infilza. Quelle immagini mi fanno pensare al filmato terribile di Piazzale Loreto, con i cadaveri di Mussolini e della sua amante presi di mira da chi fino a poco tempo prima li osannava. Vabbè, detto questo non biasimo quei libici che oggi festeggiano: fossi al posto loro avrei fatto la stessa cosa se non di peggio; il problema è "come sarà il futuro della Libia?"

Qualche mese fa, una battuta Enrico Bertolino subito dopo l'inizio della rivolta: "siamo l'unico paese del nordafrica a non essersi ribellato". Non era proprio una cosa da ridere.




Anzitutto vi ringrazio per la qualità delle domande, ad alcune devo rispondere con a fianco il mio avvocato.

Emanuele:

1)Cosa significa per te il blog? 2)Mentre scrivi, cosa provi? Sei sempre preda di un delirio emotivo o esso varia a seconda del post? 3)Mentre scrivi mangi? 4)Mentre scrivi bevi? 5)A quante mie domande risponderai in maniera cattiva?

1) Da questa risposta dovresti capire se vale la pena leggermi ancora oppure no: accidempoli! Io ne ho parlato qualche settimana fa (non mi ricordo in quale post) ma ti faccio un breve riassunto. All'inizio il blog era solo un posto in cui fare ironia sugli stereotipi legati al sesso, ai discorsi da bar e al mondo dei vip. Poi mi sono innamorato e ho cominciato a scrivere racconti erotici e anche poesie, ho cercato sempre di mantenere una linea divertente però era un blog secondario. Con il tempo è diventato il mio blog più seguito e ho scoperto che lo "curavo" parecchio e che mi ero affezionato a diversi lettori. Ora sono innamorato come tutti sapete e molto di quello che scrivo deriva proprio dal sentimento che sto provando, da quello che mi attraversa. IL blog è importante perché posso confrontare le mie idee con quelle di altre persone.

2) Dipende dall'argomento del post. Posso essere eccitato, disgustato, entusiasta, incazzato, felice, esterrefatto. Cosa intendi per delirio emotivo? Se significa vivere delle forti sensazioni e poi  trasmetterle a voi, sì.
3) Di solito no
4) Di solito no.
5) Stavolta 0 cattiveria.

White Rose:
1)Qual è il tuo concetto di tradimento? 2) Tradire e mentire ? o tradire e confessare? (non rispondere non tradire affatto che è troppo facile come risposta!) 3)Allora ..niente domande sul tuo banco posta... se vuoi ti do il numero della mia postpay? :))) 4)Il tuo colore di capelli?

1) Più o meno come il tuo. Per me il tradimento è anche se io per scherzare scrivo a una donna che magari non vedrò mai "vorrei leccartela"; allora la mia donna dovrebbe prendermi e sputarmi in faccia. Sono un po' all'antica per quanto riguarda questo concetto.
2) Tradire e confessare.
3) Preferisco le tue misure.
4) Nero

Anonimo:
1) quante volte hai pensato di andartene dopo il terremoto e per quali motivi sei rimasto? 2) che scelta sbagliata hai fatto due anni fa?

1) Non ho mai pensato di andarmene.
2) Iscrivermi all'università

martedì 18 ottobre 2011

Open Post

Cambio postazione. Mi metto sulla sedia del sospetto  appena catturato dagli sbirri. Era da un po' che ci pensavo, avendo visto che in parecchi blog c'era questo esperimento ma quello di White Rose è diverso; si avvicina a ciò che voglio fare io. E si è accesa la fatidica lampadina. Fatemi delle domande ma con alcune condizioni.

1) evitate domande su indirizzo di casa, codice fiscale, banco posta
2) evitate domande sull'igiene personale
3)  Evitate domande sulla targa dell'automobile

Patti chiari e inimicizia lunga. Il post rimarrà aperto e io risponderò con altri post (a seconda di quante saranno le domande). Ognuno di voi può fare più di una domanda.

Le risposte qui

Question time: tradimento



Alcuni di voi troveranno questo argomento decisamente banale. La domanda potrà sembrarvi scontata. Io pensavo che il concetto fosse uguale per tutti ma con il tempo ho scoperto che non è così. Ho scoperto che "tradimento" vale per tizio ma non vale per caio. C'è chi si ammazza e chi se ne frega.

Per cui, quando ci sono i presupposti per parlare di tradimento?

lunedì 17 ottobre 2011

Semplificazioni

Una delle peggiori abitudini di certi giornalisti è quella di semplificare tutto. Al tg di La7 che dovrebbe essere il migliore tra quello delle reti generaliste (cioè il meno condizionato dall'esterno) sono due giorni che mandano in onda dei servizi dal titolo "chi sono i violenti che hanno devastato Roma?". Bene, ogni volta esce questa foto


foto(22)

Allora, quel simbolo tutti sanno che è il simbolo degli anarchici. Però non vuol dire che se tu sei bravo a fare una A con il cerchietto sei anarchico. Sono tra quelli che credono che gli anarchici veri non si mettono a spaccare vetrine o tirare sanpietrini contro i poliziotti. Ma a un certo tipo di giornalismo fa bene far passare gli anarchici per delinquenti, male assoluto, cancro da estirpare. I teppisti non hanno colore. Vogliamo semplificare? Ok allora tutti quelli di estrema sinistra sono violenti, quelli di estrema destra pure. Tutti i preti so dei furbacchioni. Tutte le belle ragazze so troie. Tutti gli uomini pelati hanno il cazzo lungo. Tutti i bambini fanno oh.

Semplificatemi sto cazzo!

sabato 15 ottobre 2011

Sterilizziamo le madri dei cretini prima che sia troppo tardi (AGGIORNATO DOPO LA PUBBLICAZIONE)



"Altra pagina triste della nostra Storia dovuta a facinorosi di sinistra. Era inevitabile che finisse così: menti facilmente suggestionabili dalla televisione se ogni giorno si vedono propinare sia sulla carta stampata, sia su tutte le televisioni (lunedì Lerner, martedì Ballarò, mercoledì Matrix, giovedì Formigli, venerdì Paragone, sabato Bernardini e Fazio, e domenica Fazio e Iacona) programmi che incitano alla violenza contro il Presidente del Consiglio, è inevitabile che poi si sentano legittimati a comportarsi in questa indegna maniera. I media possono diventare un mezzo di grossa pericolosità, specie sulle menti con meno cultura e più influenzabili, come storicamente sono gli elettori di sinistra. Dopo episodi di questo genere, a parer mio, si dovrebbero prendere provvedimenti anche sui politici che hanno incitato alla violenza, come tutti quelli dell'IDV, SEL e parte del PD.
L'amore però vince sempre sull'odio, e anche stavolta sarà così."

Queste parole le ho lette qui. Ovviamente mi viene il dubbio che a scriverle sia stato uno del pdl, insomma uno scagnozzo del santo papi (dato che il blog in questione gliele suona di santa maniera). Un dubbio dicevo, già perché la mente illuminata che le ha scritte è Anonimo. Ti pareva. Tra l'altro il commento non ha niente a che vedere con l'argomento del post.

Mi ha colpito la stupidità di questo ragionamento, perché di commenti anonimi se ne leggono tanti ma non mi era mai capitato di leggere delle stronzate del genere. Ebbene, il tizio indica dei programmi televisivi che incitano alla violenza contro Berlusconi. Mi pare un'antifona che va di moda tra i falchi del pdl. Però ci vuole fantasia a mettere pure Matrix (che va in onda su canale5) e il programma di Paragone (che era direttore del giornale della Lega) tra gli "incitatori". Dai nemmeno Capezzone potrebbe inventare una fesseria così grande.
Bene, gli elettori di sinistra sono meno acculturati e più influenzabili dai media. Sbaglio o sono soprattutto quelli che votavano DC ad essere caduti nella trappola del pappone brianzolo proprio grazie alla tv? Sbaglio o sono le stesse persone che accusavano la sinistra di detenere  il "primato culturale"?

Dire che le menti facilmente suggestionabili dai media in questo paese sono di sinistra è come affermare che nell'azienda in cui si allevano ovini gli individui che danno migliori rese di latte sono maschi!

Oggi domenica 16, arrivano parole da autorevoli esponenti del partiuto dell'amore come supporto delle tesi di questo "Anonimo". Gasparri dice che sono i partiti di estrema sinistra ad aver fornito caschi, mazze, spranghe e bazooka ai teppisti. Cicchitto dà la colpa a "certi imprenditori e banchieri" ovvero Della Valle e Draghi.

C'è ancora da scavare?



Solo perché è sabato sera, vi regalo una perla. Per il resto, se proprio volete farvi del male, accomodatevi.
Ah, naturalmente il genio che ha fatto i soldi con questi prodotti non è stato mosso dalle recente vicende di cui tutti sappiamo. Ci mancherebbe!

venerdì 14 ottobre 2011

La mia prima mezza volta

C'è un giorno nella vita di ogni adolescente (da Timbuctu a Vladyvostok) che rimane impresso nella mente per sempre. La caduta dell'ultimo dente da latte? No. La cresima? No. A dire il vero più che di adolescente dovrei parlare di uomo, perché da quanto ne so alcuni hanno provato questa "prima volta" dopo i 20 anni.
Sto parlando della prima sega!

Io me la ricordo bene, ricordo i preparativi, l'atmosfera, le sensazioni pre e post. Era il 3 gennaio di tanti anni fa (pochi per la scienza), avevo poco più di 14 anni ed erpo totalmente inesperto in materia. Ascoltavo i discorsi dei miei coetanei su "cappella" - "sborra" e non capivo nulla. Quel giorno ero solo in casa: i miei genitori stavano in Svizzera e mio fratello come al solito, contravvenendo alle loro disposizioni, era uscito con gli amici. Ero piazzato al computer, una bestia di computer. Comprato nel 97 mi pare e fu senza dubbio il nostro primo ordinatore elettronmico. Da qualche tempo avevo preso di mira un sito in cui c'erano le foto di tutte le conigliette e di tante pin-up. Era fico vedere la fica. Mi stupivo perché c'erano quelle rasate, quelle folte, quelle brizzolate e pure quelle che avevano una lunga basetta. Da diverso tempo venivano a trovarmi i miei amici, dato che ero l'unico ad avere internet, pensavano di potersi trastullare liberamente. Solo che un giorno beccai uno che si masturbava proprio davanti al monitor e m'incazzai buttandolo fuori di casa. Perciò quel giorno avevo deciso che sarei rimasto solo.

Avevo deciso che dovevo masturbarmi. Spruzzai profumi e lacche lungo il corridoio del piano di sopra (non chiedetemi il motivo) e fin dal pomeriggio mi piazzai sul famoso sito. Guardavo sempre le stesse foto che all'epoca erano anche troppo per i miei ormoni immaturi. La sera c'era un programma su Rai2, in cui era ospite Byron Moreno, il celeberrimo arbitro di Corea-Italia ma questa è un'altra storia. Verso la mezzanotte stampai le foto che preferivo: una di Victoria Silvstedt giovanissima (quando era ancora naturale e secondo me molto più gnocca), un'altra di Pamela Anderson. Checcevoletefà, sono cresciuto a pane e Baywatch (comunque anche quella era la versione comemammal'avevafatta) ma le foto che preferivo e sulle quali mi concentrai maggiormente erano altre. Stephanie Heinrich, Buffy Tyler, Nicole Van Croft, Jennifer Walcott.

Mi stesi sul letto con le stampe a colori e fissai intensamente quelle foto. Poi tirai fuori il piccolo predatore e lo toccai. NOn sapevo come fare. CRedo di averci messo 2-3 ore per fare uscire il liquido magico. SApete, quando ho visto la sborra che era bianchissima (come la carta igienica di cui mi ero munito per paura di sporare) mi sono sentito sollevato. Cristo quanta ne era. La prima sega è come il primo bacio. Un'emozione irripetibile.

giovedì 13 ottobre 2011

Ermetico. Il filosofo dell'utopìa



Informazione di servizio: il post non ha lo scopo di farvi ridere e non troverete domande. Per cui se non ve la sentite di continuare, premete la X.

Due anni fa ho fatto una scelta. Oggi so di aver sbagliato e non potendo tornare indietro devo guardare avanti. Con il bicchiere mezzo pieno. Negli ultimi anni ho iniziato a fare i conti con la vita da adulto perché se prima dei 18 lo ero solo dal punto di vista comportamentale, dopo lo sono diventato anche dal punto di vista anagrafico. Mi assumo, come sempre fatto, tutte le responsabilità. Solo che ora sono molto grandi e vanno affrontate con cautela. Istinto poco, lungimiranza tanta. Eppure una scelta lungimirante non ha pagato. Non avevo preso quella strada solo per convincimento personale ma questa è un'altra storia.

Con il passarei dei giorni, delle settimane, dei mesi mi sono reso conto che non potevo più continuare a sbattere contro il muro. Ho visto che ero davanti a un bivio e quando capita ci sono due possibilità; stare fermi a riflettere oppure scegliere una strada. Ho riflettuto abbastanza e oggi ho preso una decisione importante che avevo maturato da tempo. Mi sento meglio.



martedì 11 ottobre 2011

Nella grotta

Sono vicino al lago. La vegetazione intorno è quella tipica delle aree salmastre nella macchia mediterranea: molti salici, dei pioppi e tanti arbusti. L'acqua non è limpida; so che si può fare il bagno ma stranamente non c'è nessuno. Allora penso che posso spogliarmi completamente ed entrare con calma per godere di quel posto e di quella atmosfera. Mi tolgo la maglia, la poggio su un sasso e quando mi giro tutto è cambiato: cos'è successo? Non ci sono più alberi nè il cielo azzurro. Vedo una volta da cui cadono alcune gocce. Umidità? Sono in una grotta.
Il lago però c'è ancora ma non è quest'ultimo ad attirare la mia attenzione.

Davanti a me ma presso la sponda opposta c'è una donna, è lontana almeno 300 metri in linea d'aria eppure le vedo benissimo il volto. Cavolo che sventola! Devo avere lo zoom nel cristallino perché una cosa del genere non mi era mai capitata. La vedo sorridere. Ha capelli mossi che le arrivano poco sotto le spalle (o almeno questo è quello che sembra). Gli occhi hanno lo stesso colore della volta della grotta. Veste solo un accappatoio bianco. Ma cosa fa? Se lo toglie. No, lo apre un po'. Mostra il seno destro, mi fa l'occhiolino e si massaggia il capezzolo. Ride sorniona. Sento l'eccitazione preme nei pantaloni: è mia vado a prenderla. Cammino senza perderla di vista e continua a sorridermi.

Le arrivo a pochi metri di distanza e noto altra gente poco più lontana e ancora nella sponda in cui stavo ad ammirare quella bellezza. Che strano. Non me ne frega molto, io voglio prenderla. Mi avvicino , faccio per cingerle la vita e mi sussurra "hai salviette?" - "per cosa?" - "non mi piace la barba". Devo radermi in qualche modo. La guardo: è stupenda. Ho troppa voglia di baciarla. Entro in una fenditura nella roccia per cercare qualcosa di tagliente ma non trovo nulla. Esco e lei non c'è più. Non c'è nessuno. Mi è piaciuto lo stesso. Grazie chiunque tu sia. Bella. Bellissima


La bellezza femminile è il punto più vicino fra il genere umano e l'eternità (Emil Kusturica)

Question time: omosessualità tra gli altri animali

Avevo in mente un post di un altro tipo ma mentre camminavo è capitato un evento inedito, almeno ai miei occhi. C'è una zona in cui un tizio lascia spesso dei cani liberi e qui si dice che siano cattivi. Beh oggi quando mi sono avvicinato a quel luogo, un cane lupo mi è venuto incontro. Uno con una brutta fama. Inizialmente abbaiava e sbraitava, poi mi ha annusato e si è lasciato coccolare. Niente di anomalo. Dietro di lui compare un piccolo meticcio e che fa? Sale anzi cerca di salire in groppa all'altro; tutto con il cazzo di fuori e il gesto della penetrazione. L'altro ovviamente non alza la coda ma non dà segni di irritazione.


Allora mi sono ricordato dell'anno scorso, quando davanti casa 'erano spesso due gatti ingarbugliati. Quello sotto per niente sottomesso e incazzato nero. Un comportamento strano per una femmina, difatti scoprimmo che era un maschio. L'altro tentava di sodomizzarlo.Invece qualche anno prima una papera maschio (per la precisione Germano Reale) tentava di accoppiarsi con il figlio! Pure incesto eh.
Insomma io non ci capisco più nulla; c'è chi dice che tra gli altri animali l'omosessualità non esiste, la scienza riconosce certamente diversi casi tra i primati e alcune specie di uccelli se non erro. Però secondo voi quel cane lupo non si è incazzato perché sa che il piccolo meticcio senza femmine è come Rocco Siffredi quando s'era ritirato dal porno cioè che avrebbe scopato pure un lavandino? Oppure anche i cani, i gatti e le anatre sono ogni tanto omosessuali?



Question time: fidanzamento

Ho molti dubbi soprattutto in questo periodo della mia vita. Dubbi su vari argomenti, vari temi. Qualcosa che resta per i cazzi miei, altro che ho bisogno di chiarire qui. Penso che sia opportuno ch'io vi faccia delle domande  ogni tanto e mi dovete rispondere sinceramente. Ho una gran confusione in testa. Non badate alla parola ma al concetto. L'argomento odierno è il fidanzamento. Una mia grande amica (o meglio lei dice di esserlo ma io la vedo come una persona molto più speciale di un'amica ma questa è un'altra storia) non parla mai di fidanzamento. Anche quando cita il su ex dice "il padre dei miei figli". Quando era innamorata di me per Lei ero comunque un amico. Dice che un amico si può amare, che con un amico si può anche scopare. Io francamente non credo di avere amici cioè persone delle quali posso fidarmi al 101%. Non so cosa sia l'amicizia ma pure questa è un'altra storia.
Il concetto di fidanzamento cambia a seconda dell'età e del periodo storico-sociale. Da piccoli quando vediamo due persone mano nella mano pensiamo "ecco due fidanzati". Da piccoli associamo il termine "fidanzamento" ad alcuni gesti precisi, come il bacio sulle labbra. Non può esser dato così... al primo che capita! Tutto il resto ci sembra strano. Ricordo quando mia sorella, che è molto più grande di me, parlava del suo "amico" che ogni volta era uno diverso. Non capivo. Mamma rideva. Poi ho capito. Oggi leggendo i blog, ascoltando le chiacchere di paese, non trovo quasi mai la parola "fidanzato/a". Ha perso di significato. Può essere un retaggio di quello che accadeva fino a pochi decenni fa nel belpaese, ovvero il fidanzamento ufficiale. Doveva essere qualcosa di pesante soprattutto quando non era voluto da nessuno dei due giovani. Essere fidanzato significava portare avanti un impegno eterno e indistruttibile. Forse è per questo che non si dice più "sono fidanzato" ma magari si usano altre parole "il mio compagno"- "il mio amico" ecc...
Penso che oggi non ci siano differenze tra un fidanzato e un amico (almeno a parole). Infatti pochi mesi fa quando mia madre, insospettita o curiosa fate voi, da tutte le telefonate che ricevevo mi chiedeva "con chi parli?" io le rispondevo "con un'amica"; anche se come scritto sù per me è più di un'amica ma non è una fidanzata. Un bel casino: pure io scopro di avere dei paletti nel cervello per cui quello che ieri era arancio oggi è rosso fiammante. Non so se mi sono spiegato bene ma non ha importanza.

Gay e lesbiche non parlano mai di fidanzamento, l'avete notato? Probabilmente proprio perché il conetto è troppo legato alla tradizione, all'antico codice religioso che tutti dovevanoi rispettare almeno a parole. C'è chi dice che "fidanzato" sia roba da ragazzini. In fondo per un adolescente è fico dire "quella è la mia fidanzata" magari pure solo millantata ma vale sempre per battere gli amichetti. Per le coppie non sposate ma in età pensionabile si usa più spesso il termine "compagno" e anche questo può essere usato in vari casi. A me non piace.

La domanda è: cosa pensate del concetto di fidanzamento oggi? Inoltre, quando amate una persona (senza tenere conto di convenevoli per presentazioni) vi sentite fidanzati?

lunedì 10 ottobre 2011

Giovinezza



Sono stato sorpreso da un annuncio istituzionale ascoltato in radio e non ho potuto fare altre che precipitarmi qui.


Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, il presidente dell'Abi, Giuseppe Mussari, e il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua hanno presentato in conferenza stampa le iniziative sui fondi di garanzia per l'accesso al credito per gli studenti universitari, per l'accesso al mutuo per l'acquisto della prima casa da parte delle giovani coppie di precari e per il bonus dedicato a stabilizzare i giovani genitori precari. I fondi sono stati promossi e finanziati dal Ministero della Gioventù nell'ambito del pacchetto di iniziative denominato "Diritto al Futuro".

Benissimo. Leggendo sono tornato indietro, ho riascoltato quella voce alla radio che dice più o meno "fondi per le giovani coppie" e basta. In fondo come dice Sassicaia Molotov siamo la succursale di Vatikan City per cui la coppia viene prima di tutto: prima dell'invividuo. Che se ci pensate è il contrario di ciò che stabilisce la Carta dei Diritti fondamentali dell' Essere Umano. Oibò.
Comunque il ministero della gioventù non crea facili illusioni, vedete che già prevedono fondi per coppie di precari (eh ci volesse che arrivi una coppia non precaria a chiedere dei soldi!). Leggendo i criteri per l'accesso al credito da parte degli studenti universitari potete notare che oltre a frequentare un corso qualsiasi basta avere un'età compresa tra i 18 e i 40 anni. Oggi se tutti gli studenti universitari andassero a chiedere questo fondo, lo stato italiano sarebbe in "default". Cioè c'è gente che sta da 15 anni fuori corso e può chiedere e ottenere fondi per cosa?

Però il punto più critico riguarda il bonus per giovani genitori precari (aridaje). In questo caso anche single. E io mi chiedo: perché devi essere una coppia oppure se sei single devi avere per forza un figlio per avere dei soldi dallo stato? Allora un uomo o una donna che magari lavora, si fa un mazzo tanto ma sta a casa dei genitori e non segue un corso di laurea; mettiamo che un giorno decida di andare a vivere altrove ma non gli interessa fare figli con qualcuno... perché questa persona non merita un aiuto? Sentiamo sempre i politici che si lamentano dei bamboccioni ma non si rendono conto che oggi tanti single non possono permettersi una casa pure se lavorano.

Merda. Scusate ma la dicitura "ministero della gioventù" mi fa pensare a quello che c'era non molti decenni fa. Facevano prima a chiamarlo "ministero dei balilla". C'è una buona notizia: a 18 anni si potrà divenire deputato della repubblica italiana (anche se sei single senza figli). Cioè all'età in cui lo stato dice che ogni individuo è maturo. Lo stato nelle cui istituzioni stanno un sacco di eroinomani.

Vabbè, in fondo conta sepre la famiglia. La bella famigliola del mulino bianco con l'alberello, il presepe. Il bue e l'asinello, la moglie-angelo del focolare che lava, stira e cuce tutto ovviamente con il sorriso a 58 denti. Il marito che torna ubriaco a casa e la riempie di calci in faccia. I figli depressi a 6 anni, obesi a 7, teppisti a 13. Ma sì, la famiiglia viene prima di tutto!

Se Steve Jobs fosse nato in Italia...

Dovevo dire qualcosa su questo personaggio molto discusso e certamente molto affermato. Ho visto che la tv parla quasi solo di lui oltre che di Amanda, Erika e vattelapesca. Su internet leggo i ianti della gente per la scomparsa di questo genio del nuovo mondo. Trovo interessante il parere di Danx

E' da poco morto Steve Jobs, ovvero una persona a cui dobbiamo molto in ambito telecomunicativo, ma anche una persona che per fare miliardi ha tirato fuori dal cilindro sempre più aggeggi elettronici producendoli in quantità industriali, tra l'altro in Cina in aziende lager, e perciò altamente inquinanti, che come ogni altro aggeggio simile (tv, computer, consolle, telefonini, mouse, casse stereo, mangianastri, videolettori, autoradio, ecc.), hanno infestato il mondo creando anche discariche tossiche in Africa con bimbi che, ignoranti del pericolo, aprono queste scatolette cercando pezzi di metallo da rivendere per pochi cents.


Non vorrei trovarmi nei panni di un fissato con la Apple, pensando a quanto si starà struggendo.


Che poi sono milioni quelli che muoiono prematuramente dopo una vita di stenti e sfruttamento, però non fanno mai notizie se non quando crepano in gruppo..

Non riuscivo comunque a trovare qualcosa da scrivere anche perché non ho mai avuto un prodotto della Apple, poi ho letto un articolo di Sandro Trento che è un professore di economia ed è stato direttore del Centro Studi di Confindustria (insomma non un pinco pallino laqualunque) e ho trovato l'ispirazione.
Trento parla, portando l'esempio dell'ascesa di Jobs, delle differenze tra Italia e Usa (ma anche tra Usa e il resto d'Europa) per quanto riguarda il mondo del lavoro affrontato dai giovani. Ho dedotto che...

se Jobs fosse nato in Italia...
1- sarebbe ancora vivo ma precario in un call center
2- sarebbe in cassintegrazione con due figli a carico e un affitto da pagare a fine mese
3- si sarebbe suicidato dopo l'ennesimo "no" della banca a 27 anni
4- sarebbe diventato famoso grazie al Grande Fratello (poi dopo 5 mesi chi s'è visto più)
5 - avrebbe fatto il portaborse di quel politico a 2000 euro al mese in nero, con disponibilità totale
6- si sarebbe laureato in qualche corso del cazzo 10 anni fuori corso
7- lavorerebbe in una pizzeria gestita da un turco con orario continuato in quanto sguattero
8 - si chiamrebbe "Stefano Posti di Lavoro"
9 - avrebbe ucciso qualcuno durante un gioco erotico ottenendo 15 minuti di celebrità quotidiana
10 - sarebbe diventato produttore di film porno e di conseguenza arrestato per avviamento alla prostituzione
11- sarebbe sceso in campo in un partito riciclato usando vecchi slogan ovvero enormi menzogne vendute per verità assolute


ma ora veniamo alle note positive: Se fosse nato qui
1- ci risparmieremo 10 miliardi di gadget mobili stimati per il 2020
2- tanto lavoro nero a condizioni disumane in meno nei paesi sottosviluppati o in via di sviluppo
3- niente coglioni che ti dicono "ah-ah se non hai l'ipad non sei nessuno"
4 - ridotto inquinamento da nuove tecnologie
5- calo drastico dell'obesità: sai quante person hanno rinunciato alla camminata quotidiana per smanettare sui prodotti Apple?
6- soprattutto faremmo a meno della pubblicità che dice "se non hai un aifon non hai un aifon". E sti grancazzi!

Ma per sua fortuna il signor Jobs è nato negli Stati Uniti d' America, dove chiunque può realizzare i propri sogni. Dove anche Cassano sarebbe presidente di una cazzo di società mega-miliardaria. Per sua fortuna Jobs ha vissuto una vita piena e sicuramente è morto felice: ma ora basta con i piagnisdei collettivi dei bimbiminkia.