giovedì 19 maggio 2011

La perversione e la purezza sono una cosa sola

Lei mi stuzzicava, mi stava stuzzicando da almeno 3 ore. Potevo risponderle solo ponderando bene le parole. Mi aveva dato più volte del "pervertito" perchè coglievo i doppi sensi praticamente in ogni angolo di quella lezione di anatomia comparata. Mi provocava con sorrisetti da finta perfettina del cavolo. "Sei un pervertito!" - "Lo so ma tu provochi." A fine lezione avevo aspettato che uscissero tutti, era tardo pomeriggio e non c'erano più lezioni. L'aula solo per noi. Non se n'era andata anzi aveva usato delle scuse con le sue amiche pur di rimanere con me: quella stronza mi voleva. Non c'era altra scelta per me, era l'unica occasione. Le passai il braccio destro dietro la schiena senza che dicesse nulla. Sorrideva un po' imbarazzata. Con la mano sinistra le sfiorai il mento e le labbra. Non volevo baciarla. Il cazzo già fremeva e spingeva sotto ai jeans. "Non ti levare la maglietta, so arrivare dove pensi tu con le mani... non è il caso di spogliarsi" le dissi notando che cominciava a essere impaziente. Dovevamo essere rapidi. Ci sbottonammo a vicenda i pantaloni e la feci accomodare sù di me; eravamo strettissimi tra le file di banchi fissi, eravamo quasi appiccicati. Portai le mie braccia sui suoi seni stringendoli senza toglierle il reggiseno. Ansimava e sudava come me. Cercava di graffiarmi intorno al collo mentre insistevo sulle sue rotondità. Poi le tirai giù gli slip e infilai due dita  della mano destra sù per la fica. Urlò, non troppo forte ma urlò tanto quanto bastava per farmi perdere il poco pudore che mi era rimasto. Lei intuì quello che stavo per fare e con un sorriso sornione mi abbassò le mutande scoprendo la verga. Voleva giocarci probabilmente ma il piano diabolico non prevedeva intoppi di alcun genere. La  strinsi con più forza contro di me, le tappai la bocca con la mano fradicia della sua umidità e la penetrai. Spingevo il cazzo godendo nel sentire le sue pareti che si allargavano e restringevano ma avevo anche male a sopportare quel peso basculante e lei non mancava di mordermi la mano. Dopo l'ennesimo morso non c'ho visto più e l'ho sbattuta sul banco sfilandole di dosso i pantaloni. L'ho penetrata violentemente più e più volte e mi divertivo a vedere come si mordeva le labbra per evitare di urlare. Quando il cazzo era colmo mi sono staccato dalla fica, l'ho presa per i capelli indicandole con lo sguardo cosa doveva fare. Mi ha guardato quasi schifata o forse attonita, non saprei... è stato troppo eccitante il suo vittimismo. Le ho spinto la testa verso il cazzo e me l'ha succhiato. Inizialmente un po' impacciata, poi c'ha preso gusto e mi ha fatto un lavoretto superbo. Sono venuto nella sua bocca.


Quando anche l'ultima microgoccia di sborra era finita sulla sua lingua, ho tolto il cazzo e mi sono rimesso i jeans. Lei mi ha detto "baciami" ma non ho fatto una grinza, dovevo essere spietato "mi hai dato del pervertito no? Era questo che volevi. " L'ultimo sguardo mi ha riempito d'orgoglio: era sfinita come una gazzella azzannata dal ghepardo dopo una corsa estenuante. Vittoria! Sono uscito diretto verso il bagno a darmi una rinfrescata...



  

E ora un piccolo quiz per chi avesse tempo da perdere o per chi si fa le seghe sui miei racconti. Una parte è vera e l'altra è frutto delle mie sinapsi: sta a voi capire quale (potete pure lasciare il compito alla sorte, tanto è come la monetina: 1/2 e 1/2.

3 commenti:

  1. inneres... secondo me la parte inventata sta alla fine... non hai dovuto sbattere il muso della stronzetta sul tuo cazzo... con molto piacere, penso avrebbe voluto farlo lei. io penso che c'hai un bel gioello... :D

    gli White Snake??? grande piccolo bastardello buongustaio.

    RispondiElimina
  2. occhio perchè la prossima volta, se ci sarà, potresti fare la fine di Bobbit

    RispondiElimina
  3. Dea: smettila con le offese e le avances! Alla prossima chiamo il telefono azzurro

    @enio: perchè sta chiocciola nel nick? Ogni vlta è na faticaccia

    RispondiElimina