sabato 4 giugno 2011

Final fantasy

Era una giornata qualunque, in una primavera qualunque di un anno qualunque. Stavo andando all'università con poca voglia di seguire le lezioni. Sull'autobus captavo i soliti discorsi a metà tra il delirante e il blasfemo. A una fermata sale una ragazza, penso che sia un po' più grande di me. Mora, capelli a caschetto ma non vedo gli occhi perchè porta gli occhiali da sole enormi, quelli che odio. Ha una camicia bianca e jeans azzurri. Bel fisico a vederla così. Il posto accanto a quello in cui sono seduto è vuoto. Lei mi guarda o forse sono io che penso mi stia guardando. Poi si siede, la vedo scrivere qualcosa su un foglio di carta: ma cosa fa? Me lo passa e leggo "Voglio scatenarmi con te, mi piaci con la tua aria da secchione... scendi con me". Aria da secchione? In tante me lo dicono.

Mando a puttane la lezione e scendo alla sua fermata. Siamo in una zona della città che non conosco. Lei mi sorride e la seguo senza proferire parola. Sono calmo. Arriviamo in una zona verde con un casolare apparentemente abbandonato e penso che la città a volte ti risolve parecchi problemi. La città ti sorprende. Entriamo nel casolare dove c'è una sorta di sedia molto vecchia. Io vedo solo la sedia lì. Lei si toglie la camicia, mettendo gli occhiali in una tasca ma non posso vederle gli occhi: il volto è coperto da un cono d'ombra. In quell'istante inizio a sentirlo duro. Non ha il reggiseno, le sue tette sono piccole ma armoniose. Le tocco come si tocca un oggetto delicato quando si è in casa altrui, poi mi ricordo cosa aveva scritto "voglio scatenarmi con te" e allora fanculo i modi garbati. Le strizzo i capezzoli contemporaneamente mentre sento il cazzo spingere per uscire dai pantaloni.

Nessuno parla, sento solo il suo respiro che comincia ad essere affannoso. C'è un problema, io non ho preservativi. Anche se li odio so che mi servono. Mi fermo e lei capisce, estraendo da una tasca dei jeans un pacco di quello che mi serve. "CAZZO MA TE HAI FATTO COLAZIONE CON I PEPERONCINI" non fa una piega e mi sbottona i pantaloni, abbassa le mutande e lo prende in mano. Dio come vorrei sfondarle la bocca e tutto il palato! M'infila un preservativo in un attimo,  toglie tutto quello che ha sotto e si poggia contro il muro dandomi le spalle. La infilzo con un colpo secco e la scopo cingendole il basso ventre con le braccia. Ma che cosa sto facendo? Che stiamo facendo? Qua rischiamo la galera... Devo tapparle la bocca assolutamente perchè urla troppo. Sudo come un disperato inseguito da un ghepardo nella savana, mi tolgo la maglietta e stringo il petto contro la sua schiena. Vengo pervaso da una miriade di brividi che quasi non mi rendo conto di quando sto per venire. Riesco a girarle un po' la testa e la bacio, finalmente conosco la sua lingua. Tiro fuori il cazzo, il preservativo si rompe e gli schizzi vanno tutti sulle natiche. Mi sposto e lei fa una cosa che non mi aspettavo: con le dita rastrella tutta la sborra.

Vedendola leccare e succhiare le dita unte  di me, sono preso da un senso di orgoglio misto a prepotenza, prevaricazione. Lei mi osserva e capisce quello che pretendo. Si abbassa e me lo prende in bocca. Succhia così bene che vorrei non smettesse più. Vorrei che me lo staccasse a morsi. Grandiosa puttana!
Per un attimo mi faccio un po' schifo poi riperdo i lumi della ragione e sprofondo nel piacere nudo e crudo.
Quando finisce, me ne vado. Senza un saluto nè una presentazione.



4 commenti:

  1. stai scrivendo un libro erotico, zozzone? dico, che usi belle parole quando scopi o sogni di farti ste scopate... "grandiosa puttana" mi fa impazzire. :*

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  2. No cara niente libro a meno che tu non voglia finanziarmi

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  3. Quella dello sconosciuto è sempre stata una delle mie più grandi fantasie... e pensare che potevo realizzarla ma mi sono tirata indietro all'ultimo... Buongiorno!

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  4. ti finanzio tutto a suon di baci!

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