sabato 23 luglio 2011

Corriamo sulle infradito

Due settimane fa sono capitato a Decathlon, siccome avevo bisogno di un paio di scarpe da corsa sono andato a dare un'occhiata nell'apposito reparto. Interessante notare come etichettano tutto (d'altronde siamo nella società dove se non sei "taggato" non sei nessuno). Avevo una cinquantina di euro in tasca e la mia attenzione è stata subito catturata da un tipo di scarpa che stava sui 44€. Non avevo tenuto conto della didascalìa e c'ha pensato mio cugino a farmela notare.

Per corridore saltuario da 1 volta a settimana a poche volte al mese

Passo a un altro scaffale ma solo per curiosità giacchè i prezzi iniziavano ad essere fuori portata. Belle scarpe

Per corridore da qualche volta a settimana

Altro scaffale e il prezzo lievita sui 90. Scarpe sempre più belle tant'è vero che sembrano fatte per una serata di gala (nel frattempo c'era l'odiosa musichetta di sottofondo del reparto).

Per corridore da tutti i giorni.

Quelle in teoria avrebbero fatto al caso mio ma come già detto il prezzo era fuori portata (e pure se avessi avuto 2000 euro in tasca non le avrei comperate). Altro scaffale, l'ultimo per maschi. Prezzo oltre i 120 euro.
Scarpa per super-professionista

Va bene le logiche di mercato, va bene la concorrenza, va bene il prendere per il culo i clienti (la maggior parte di quelli che comprano da Decathlon sono gli "sportivi della domenica") però mi spiegate come sia possibile che io per tre anni abbia corso tutti i giorni con scarpe bucate e suole mezze distrutte? E non erano "scarpe da corridore" ma sempliemente Puma sportive più da camminata che per altro (e mi ricordo di averle pagate quasi 30 euro). Hanno resistito meravigliosamente considerando che in quattro anni le ho usate per: camminare ovunque, giocare a pallone sull'asfalto e il ghiaione, correre ovunque, andare in bici, ecc. 
Vorrei davvero capire fino a che punto possa arrivare la stupidità umana.

Ho pensato a questo episodio guardando lo spot della "tenda 2 secondi easy" con la magnifica reclame 

"2 secondi per aprirla e 15 secondi per chiuderla"

Dove per aprirla si intende dispiegarla e fissarla (almeno è quel che si vede dallo spot) e per chiuderla si intende ordinatamente staccarla dai sostegni e ripiegarla. Nella realtà io non vorrei mettermi nei panni di chi compra quella tenda abboccando allo spot (e sono tanti) e si rende conto che per aprirla ci vuole una buona dose di bestemmie in aramaico e sanscrito. Fate attenzione alla pubblicità.



3 commenti:

  1. io sono entrata una volta da decathlon e mi auguro di non doverci entrare mai più..un posto terribile con roba terribile!
    però la tenda è comoda,io ho la 2 second e funziona veramente come ti dicono nello spot!

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  2. sembra che tutto si debba adattare al temo che ci rimane fuori dal lavoro, tutto... e quindi non è più si lavora per vivere ma si vive per lavorare.. tutto fast, tutto veloce ed il problema sta nel fatto che sta specie di legge la deve seguire pure chi non gliene frega un cazzo di correre incontro alla morte.
    ho commentato la tenda.
    non entro in questi negozi, non saprei che dire mi rimane solo dire che le etichette non sono altro che un limite. per cui manco le leggo.
    fosse per me, le carte di identità dovrebbero essere pari pari la bibbia, capisci che è pesante e sconveniente... a sto punto meglio affidarsi alla fantasia di chi si presenta, gli occhi sarebbero meno falsi di quel documento.
    ciao tesoro.

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  3. "si vive per lavorare" ecco, questa frase dice tutto: continuano a chiamarla democrazia

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