mercoledì 3 agosto 2011

Alla Sera

Non so quanto quello che sto per postare si "intoni" con il blog però mi va di postarlo. Questo è l'unico sonetto che io ricordavo quando andavo a scuola, l'unico che sapevo e so ancora a memoria. Non c'è allegria in queste parole e in effetti i componimenti poetici allegri non sono tra i miei preferiti. La sera intesa come immagine della morte.

Forse perché della fatal quïete
Tu sei l'imago a me sì cara vieni
O sera! E quando ti corteggian liete
Le nubi estive e i zeffiri sereni,

E quando dal nevoso aere inquïete
Tenebre e lunghe all'universo meni
Sempre scendi invocata, e le secrete
Vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme

Delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
Quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.

3 commenti:

  1. Foscolo mi commuove sempre, e nemmeno so perché ...

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  2. Io non so cosa provo quando lo leggo (soprattutto per ciò che oncerne i Sonetti maggiori) però è una sensazione che non mi lascia nessun altro scritto sulla faccia della terra.

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  3. l'ho troppo odiato a scuola per poterlo amare adesso...

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