giovedì 8 settembre 2011

Tantum ergo


 

La storia che sto per raccontarvi è a mio avviso attualissima. Come direbbe un mezzobusto televisivo, di "scottante attualità". Una di quelle leggende di paese che non saprò mai fino a quanto è una leggenda e quanto invece ci sia di vero. Sa di vecchio e purtroppo quel vecchio è anche storia moderna.

Un giorno di tanti anni fa in un paesino di montagna, un uomo stava tagliando una quercia. Aveva iniziato a tagliare un grosso ramo che si trovava esattamente sotto ai suoi piedi. Non c'era nessuno che potesse avvisarlo del pericolo salvo il parroco del paese che per caso passava di lì. Quando vide l'uomo intento a compiere l'insano gesto costui disse 
"Buon uomo cosa fai? Non vedi che tagli il ramo sotto di te? Così cadi".
" Non ti preoccupare, è sicuro."
" Ma come fai a dire una cosa del genere? "

L'uomo non volle sentir ragioni e continuò a tagliare mentre il parroco decise di allontanarsi. Dopo un po' di strada udì un botto, tornò indietro e vide l'uomo steso a terra dopo esser precipitato assieme al ramo. Non si era fatto niente per sua fortuna e con grande meraviglia che si leggeva nel volto, disse al parroco
" Zi frà, zi frà avevi ragione. Ma se hai saputo che stavo per cadere allora sai anche quando morirò".
Il preyte capì di avere a che fare o con un imbecille o con un pazzo. Non sapeva cosa rispondere. Poi vide il somaro che l'uomo si era portato per caricare i ciocchi e allora disse "Morirai alla terza scoreggia dell'asino" e se ne andò.

L'uomo finì di tagliare l'albero e partì con l'asino. C'era subito una salita e l'animale emise il primo peto. Mo' come faccio? Pensò l'uomo. Cercava una soluzione. Dopo qualche minuto l'asino scoreggiò ancora e il suo padrone, sempre più preoccupato, trovò un escamotage per evitare la terza scoreggia. Segò un pezzo di legno in modo da farci una punta e lo inficcò nel culo del povero animale. Alla terza scoreggia il pezzo di legnò finì direttamente sulla fronte dello stolto il quale cadde a terra privo di sensi. A sera in paese tornò solo l'asino e tutti quanti aspettarono invano il padrone. La mattina seguente un gruppo di uomini partì alla ricerca. Lo trovarono accanto a una stradina, apparentemente morto. Lo caricarono su un carro per tornare verso il paese. Solo che giunti a un bivio nacque una disputa su quale fosse la strada migliore per ritornare. Chi diceva destra e chi diceva sinistra: alla fine rimanevano fermi. D'un tratto il morto si alzò e disse "quando ero vivo andavo a sinistra!". Alora i compaesani lo presero e lo buttarono dal burrone.

4 commenti:

  1. Certe volte esser aiutato è devastante...

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  2. la morale è che quando uno ha culo le cose gli vanno sempre bene. Prova tu a tagliare il ramo dell'albero su cui sei appollaiato !

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  3. a destra lo prendi in culo e a sinistra muori... attualissima!! :)

    (le leggende di paese non sono mai vere ma nemmeno completamente false).

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