sabato 3 dicembre 2011

Aspettando Te. Aspettando Noi

Preferisco attendere fino alla morte piuttosto che affrontare una delusione. Che c'è di più bello dell'attesa di qualcosa che forse ci verrà incontro fra un anno, un'ora, un minuto? Renata Tebaldi

Negli ultimi giorni ti ho detto varie volte una frase sul piacere dell'attesa che, stando alle parole di un letterato, supera il piacere stesso. Non lo so se è così ma di certo la nostra attesa è una tortura silenziosa. Cerco sovente di immaginare i dettagli del nostro incontro, i luoghi, le atmosfere, le nostre espressioni. Tutto vano, so che andrà nel modo opposto ma fantastico lo stesso. Io te l'ho detto: so che non mi deluderai e caspita non ne sono mai stato così sicuro. Sono io che devo preoccuparmi di non sfigurare. Ci sono tanti casi possibili. Caso uno: ci scopriamo buoni amici, ci facciamo quattro risate e tornando nelle nostre case ci abbandoniamo ai piacevoli ricordi. Caso due: scoppia l'amore e questo è quello che desidera il mio alter ego e potremmo anche rimanere immobili a guardarci per tutta la giornata. Caso tre, lo vuole la statistica e forse una parte di te: non ci incontriamo. Questa è un'ipotesi che respingo con il cuore, il cervello, il fegato, il sangue, le ossa e la pelle. Non potrei vivere senza incontrarti. Respirerei certo, sarei soggetto come tutti ai ritmi biologici che mi permettono di stare qui a scrivere ma non vivrei quello che desidero davvero. Una vita in cui i desiderio non si avverano è una vita di stenti, una finzione colossale. Caso quattro, paventato più volte da te. Non riscontriamo affinità di alcun tipo e magari finiamo a litigare: devo dire che questa eventualità la trovo più assurda del terzo caso. Dovrebbero esserci altri eventi possibili ma dimmeli tu che li ho dimenticati.

Mi domandi spesso se abbia aspettative e io rispondo sempre no. In realtà una ce l'ho; auspico di non suscitare in te indifferenza perché so che mi farebbe star male. Sarebbe come fare un buco nell'acqua.
"Volere è potere", ce lo ripetiamo come un mantra. Questo proverbio l'hanno coniato quando non esistevano la "borsa", lo spread, i titoli di stato, gli speculatori, i broker, gli indici telematici...
Io non so come mi comporterei al posto tuo, so soltanto che ti do molti consigli e potrei farne a meno; in fondo non faccio altro che aggiungere ulteriori fili nella matassa che alcuni si ostinano a chiamare cervello. Non ti giudico e non dico "questo non lo farei mai" poiché uno non può essere sicuro di cosa farà domani. Io aspetto quel giorno, aspetto il domani.
Credo che in questo caso attendere valga decisamente la pena.


7 commenti:

  1. @princi... pensavi non fosse possibile?! :)

    RispondiElimina
  2. Minchia cosa succede ad un uomo quando perde la testa ;)

    RispondiElimina
  3. Mara: io non ho perso la testa anzi, sono perfino troppo lucido e pragmatico. Resta il fatto che non l'ho ancora incontrata e già ne sento la mancanza

    RispondiElimina
  4. L'idea della perdita e il respiro che spezza supera di gran lunga la materialità corporea del conoscersi. Nei sentimenti contano solo le sensazioni.

    RispondiElimina
  5. che bello il legame dell'anima...

    RispondiElimina
  6. Seta: è la cosa più bella che mi potesse capitare...

    RispondiElimina