Ricetta di fine anno: la jotta



Qualche anno fa nello storico mercato di Piazza Duomo  (chissà quando tornerà qualcosa di simile...), c'era un ambulante che vendeva prodotti tipici come accade in ogni mercato rionale di qualsiasi città. Disgraziatamente anche gente da fuori passava al mercato e rimaneva a bocca aperta notando le prelibatezze locali. Dico disgraziatamente poiché doveva darsi da fare parecchio per convincere i commercianti ad abbassare il prezzo. Qui non c'è lo spirito imprenditoriale dell' Emilia o del Veneto anzi, sovente non ti salutano nemmeno i tarpari (termine che sta a indicare gente dai modi rozzi) che stanno dietro al bancone.

Una signora che non era abruzzese si avvicinò e chiese "Mi hanno mandata qui perché dicono che lei ha gli ingredienti per una ricetta, di cui sa molte cose. La ghiotta". Il commerciante fece per parlare (era un po' balbuziente) e disse "signò, non se chiama ghiotta, se chiama la jotta." La donna fu stupita dalla risposta del commerciante che parlava un italiano stentato e chiese alcune dritte per cucinare la jotta. "Come si fa?" - "Signò, la patata sotto e lo pesce sopra"



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