lunedì 31 gennaio 2011

Il temporale dentro (seconda e ultima parte)

Finalmente libera. Aveva dolori al collo e alle mani, era sudicia, non riusciva a smettere di sudare. Il clitoride gonfio. Si voltò e lo vide ghignare. Prese lo sgabello e glielo tirò addosso, colpendolo allo stomaco. << Te l'avevo detto che t'avrei ricambiato della violenza subita.>> Poi lo raggiunse, era a terra, lo abbracciò. Si strinsero come mai prima, quasi come se in quell'abbraccio volessero concentrare tutto l'affetto di cui avevano bisogno e che per diversi anni era mancato. Le lacrime questa volta erano di Deinor, poche perchè lui era sempre stato forte ed odiava manifestare le debolezze. << Cosa ti è successo amore mio? Cosa ti ha fatto tua moglie?>>. La mente dell'uomo tornò indietro, a rovistare tra i ricordi legati al suo rapporto con Kimeirah. Non l'aveva mai chiamato "amore". << Era una persona arrogante e...>> fu interrotto <<Era? Cosa vuoi dire?>>. Fece un respiro profondo come se dovesse svelare un segreto << Ti ho mentito, l'ho uccisa. Accadde qualche mese dopo che venni a sapere la verità su di lei. Un giorno la portai al lago Mehkr, il suo corpo o meglio quel che ne rimane, giace lì. non avevamo rapporti da parecchi mesi e non c'eravamo mai amati.>> Kimeirah non gli domandò in che modo l'avesse uccisa: da un lato lo commiserava, da un altro era inorridita immaginando a cosa potesse aver fatto al bambino. Lui sembrò leggerle negli occhi quella preoccupazione e parlò: << Non c'è stato nessun figlio. Non avrei potuto fare quel che ho fatto se avessimo avuto un bambino. >> Tirò un sospiro di sollievo pensando che c'era ancora qualcosa di buono in lui. Doveva essere il vecchio Deinor, perchè quello nuovo era un assassino e avrebbe potuto ucciderla.

Non poteva però dimenticare quello che aveva vissuto poco tempo prima, tutto quello che stava accadendo era ciò che in fondo desiderava. << Ti ho cercato in tutti questi anni. Io ti amo, ti voglio. Non puoi neanche immaginare quante volte mi sono toccata pensandoti, quante volte ho respinto altri uomini; magari belli e forti, e sai perchè? Non erano come te. Fa di me ciò che vuoi senza farti pregare. Fallo e basta Deinor. >> << Tranquilla, donna. Non ti ucciderò. Se tu uscissi da questa casa e prima o poi dovrai farlo, finirai nelle mani di gente spietata. Quando scopriranno che ti tengo nascosta c'impiccheranno. Io me lo merito ma tu puoi scegliere un futuro migliore. Oppure mi cercheranno, presto mi daranno la caccia come disertore. Io non potrò dire che ti stavo torturando, poichè i segni della lussuria saranno troppo evidenti in questa casa...>>   Era conscio di non poter sprecare quell'opportunità. Anche lui sollevato da tutto il resto. << Portami a letto, prendimi. Non ti chiedo altro e so che è quello che vuoi. Fallo e basta!>> furono le ultime parole, poi lo baciò. Il primo bacio della loro nuova (pericolosa) vita insieme. Quel meccanismo intrinseco che portava al movimento di centinaia di muscoli era spinto da una ferrea volontà oltre che da una brama rimasta latente a lungo.

Accanto al trasporto passionale c'era un'insolita tenerezza, tipica delle giovani coppie che scoprono il mistero altrui. Loro erano degli opportunisti: una mercenaria ed un assassino che si trasformavano in quei momenti d'unione. Assumevano un'altra connotazione nello spazio e nel tempo. Deinor la condusse in camera da letto. Quando aprì la porta, Kimeirah vide una stanza triste: c'erano solo il letto ed un vaso con dei fiori secchi di cui rimanevano solo i gambi e sparuti petali. Qui ha fatto l'amore con sua moglie... no non era amore, era solo sesso. Non importa, ora ci sono io. Siamo noi. Deinor la baciò con ardore, carezzandole i capelli e la schiena. Lei afferrò il pene, serrando le dita. Lo sentiva indurirsi e pompare sangue mentre il suo uomo sbuffava. Poi si buttò sul letto a gambe divaricate. Deinor non ci pensò due volte e la penetrò. Il talamo scricchiolava, ad ogni colpo del guerriero la mercenaria urlava, si aggrappava alle lenzuola: aveva la sensazione di essere in un vortice. I corpi dei due amanti erano intrecciati in un'armonia, un suono melodioso e al tempo stesso roboante. Fuori il temporale stava finendo, dentro quella stanza la tempesta era solo all'inizio. Per un istante furono completamente adesi l'uno all'altra, senza spazi d'aria a separarli. Lui leccava ritmicamente i capezzoli, passava dal sinistro al destro con movimenti rapidi. A volte li mordeva ed usava tutte le dita per farla impazzire. Quando sentì che stava per esplodere alzò il busto e prese i seni fra le mani, li strinse con violenza. Lei si sentì invasa da un fiume in piena, risucchiata in un abisso senza fine.

Quando ebbe raggiunto anch'essa il piacere estremo, gli afferrò entrambe le mani e lo guardò. Toccava a lei, Deinor lo sapeva. Quegli occhi maliziosi significavano un'unica cosa. Deinor si staccò e sedette su un fianco del letto. Lei si alzò e rimase in piedi nella sua femminilità nuda e cruda. Poi gli baciò i capezzoli, carezzando il petto villoso. Ogni movimento delle sue mani e della lingua corrispondeva a tanti brividi che risalivano i nervi dell'amante. Affondò le unghie sul petto come artigli d'un rapace su di una preda e Deinor gemette; sul suo volto comparve una smorfia a metà tra dolore e gioia. Kimeirah continuò a leccare il petto e scese lentamente fino al pube. Il glande unto di sperma era un bocconcino irresistibile. Gli praticò una fellatio mentre giocava con i testicoli, graffiandoli continuamente. <<Più forte puttana!>> urlò Deinor, che stava ribollendo di insana ed incontrollabile voglia. Quell'incitamento fu preso alla lettera da Kimeirah che usò le sue unghie sul glande provocando una reazione rabbiosa dell'amante. Egli la gettò prepotentemente sul letto a faccia in giù. Lei non oppose resistenza, era desiderosa di esser posseduta in tutti i modi graditi al suo uomo. Non aspettava altro che sentirlo dentro di sè un'altra volta anche se era stanca ed una persona normale al posto suo avrebbe ceduto. Lei non era una persona normale, si era fatta 5 anni tra un esercito ed un altro, una guerra dopo l'altra per ritrovarlo. Aveva sognato, fantasticato ad occhi aperti; si era masturbata centinaia di volte al pensiero di essere nuovamente posseduta da Deinor, anche quando aveva avuto rapporti con altri uomini pensava a lui. Finalmente sodomizzata da quel fottuto bastardo che amava alla follia, ed era ciò che di più bello le potesse capitare. In breve tempo fu tramortita dalla spinta furiosa del membro. In queli istanti erano entrambi in un'altra dimensione: erano nuvole, erano fulmini, erano stelle. Passarono la notte abbracciati, avvinghiati, felici. Dopo tanto tempo erano felici.

Si svegliarono a seguito d'un tonfo. Deinor non sapeva da quanto tempo dormissero, poteva essere un giorno, una settimana, erano stati così bene che il resto non aveva più importanza. Le guardie di Sikhet, il capitano, avevano buttato giù la porta. C'era anhe lui con i suoi soldati pronti a tutto. << Sei fortunato soldato. Di solito li impicchiamo i disertori ma il re ha deciso che resterai in prigione almeno fino a quando la guerra non sarà finita e non manca molto (la frase fu accompagnata da risate beffarde delle guardie). Questa sgualdrina me la porto via, immagino che tu non abbia da obiettare in merito. >> Kimeirah fu presa di forza per le braccia da due guardie e dopo poco tempo scomparve. Non gridò e non pianse. Era serena e l'aveva già detto che sarebbe anche morta per amore. Deinor fu fatto rivestire e scortato verso la prigione. Non riusciva a darsi pace- la violenterà, non posso permetterglielo- ma non aveva modo di fuggire: troppe guardie lo scortavano. Il destino giocò un ruolo a suo favore perchè 6 soldati lasciarono inaspettatamente il plotone dirigendosi verso l'ingresso principale della città. Il guerriero ebbe un'intuizione <<Devo pisciare>> disse alle due guardie rimaste poco prima di entrare nella prigione. Un soldato lo accompagnò alla latrina. Deinor rimase dentro fino a quando l'altro impazientito aprì la porta: fu un attimo e il battente lo colpì fracassandogli la testa. Con la spada che aveva sottratto dal cadavere trafisse il secondo uomo di scorta ed evase: la sua prigionia era terminata prima di cominciare. S'incamminò tra i vicoli secondari per evitare d'essser visto da altri soldati: era diretto al palazzo del capitano.

Nella camera da letto del palazzo, Kimeirah era in trappola. Le guardie la tenevano bloccata mentre il capitano si spogliava. << Mi divertirò, come ho fatto con sua moglie. Però vedo che tu non sei contenta... presto lo sarai>> Lei chiuse gli occhi e trattenne il respirò: avrebbe preferito morire subito. Sikhet si abbassò i pantaloni.

Non potè attuare il suo piano perchè la porta dietro di lui fu spalancata da Deinor che aveva con sè una faretra, una spada ed un'ascia; i suoi trofei di caccia tra i fedelissimi del capitano. Senza proferire parola scagliò un fendente sul basso ventre di Sikhet quando questi si era voltato verso di lui, recidendogli completamente il pene. Il bastardo crollò a terra urlando. Dalla ferita il sangue zampillava copiosamente, ormai era un uomo morto. Le guardie non si mossero ma lasciarono Kimeirah; erano terrorizzati da quello che avevano appena visto. La furia di Deinor era incontrastabile. Quest'ultimo disse ad un soldato <<Prendi il membro di questo pezzente e mettiglielo in bocca. Deve masticarlo!>> e l'altro eseguì l'ordine, servendosi di un brandello della sua veste. Deinor si abbassò per fissare Sikhet negli occhi << Mi hai costretto a farlo >> gli disse prima di vederlo spirare. Fece spogliare una guardia di modo che Kimeirah potesse vestirsi e si fece dare le armi. Prima di uscire li guardò e disse << Avete visto cosa sono capace di fare. Ditelo a tutti che questo bastardo ha avuto quello che si meritava ma non provate ad inseguirci altrimenti ucciderò voi e massacrerò i vostri cari.>> Uscirono e scesero lungo le scale, fino all'ingresso evitarono tre corpi esanimi. Montarono su due cavalli e partirono. << Non possiamo uscire dal cancello d'ingresso, ci sono troppi uomini a presidiarlo e fuori imperversa la battaglia.>> disse Deinor indicando la parete ovest delle mura. Galopparono e giunsero presso un altro portone, presidiato da due guardie. Erano ragazzini, solo ragazzini. Alla vista delle frecce puntate su di loro fuggirono. In un attimo i due amanti uscirono e galopparono verso le montagne. Erano liberi, nessuno li avrebbe cercati con la guerra ancora in corso.

Dopo diverse ore fecero riposare i cavalli e trovarono ristoro sotto ad un grande albero. <<Ti amo anch'io>> Kimeirah gliel'aveva sentito dire finalmente. Si abbracciarono, iniziando a godere della ritrovata libertà.

Dedicato a Valentina

venerdì 28 gennaio 2011

Il temporale dentro (prima parte)

Pioggia. Pioggia scrosciante impediva a tanti di muoversi velocemente mentre un fragore di scudi e spade riecheggiava nella vallata quando i fulmini davano tregua. Nella confusione di quegli istanti il guerriero sentì un odore che riconobbe tra mille altri. L'odore di quella donna, Kimeirah. Come facesse era un mistero ma riusciva a percepirlo incredibilmente bene. Da anni aspettava quel momento ed era finalmente giunta l'ora. Era accerchiato da un gruppo di nemici in un vicolo dal quale non poteva fuggire ma la sua mente era altrove. Li abbattè uno ad uno, erano solo dei ragazzini assoldati dal tiranno che governava l'esercito avversario, gente mandata a morire nel posto peggiore del mondo. Lui, Deinor, l'uomo che nel suo esercito primeggiava per forza, strategia ed abilità ma non per gradi era consapevole che quella battaglia stava per finire, stava per vincere un'altra volta. Eppure il pensiero di altre pacche sulla spalla dal suo re non lo rendeva felice, era troppo abituato alle promesse mai mantenute del vecchio monarca. Peggio ancora era il pensiero dei sorrisi beffardi del suo capitano, un pezzente che restava nelle retrovie poichè figlio di uno dei signori della città. Fu un istante e Deinor tornò a sentire l'odore di quella che un tempo era la sua donna e che non vedeva da tanti anni. Poi la vide tra le fila nemiche, in prima linea.

Gli sembrò un incubo, dover combattere contro colei che aveva amato e mai rinnegato. Eppure se la trovò di fronte e dovette parare i suoi colpi. Lei non l'aveva riconosciuto, non subito. Quando accadde, si fermò, sconvolta almeno quanto lo era stato lui nel vederla brandire una spada. Deinor le sferrò un pugno in fronte facendola cadere, poi la trascinò via. << Sciocca, avete perso, non vedi? Voi ed il vostro esercito siete ridicoli. Credevate di poter espugnare questa città in pochi giorni ed invece dopo 2 mesi d'assedio siete ridotti ad un numero esiguo di soldati in confronto al nostro. Il vostro comandante è pazzo>>. << Il comandante è morto Deinor! Il re ci ordina di combattere fino alla fine, fino allo stremo...>>
Il dialogo proseguì mentre andavano nella casa di Deinor, un'umile dimora poco distante dalla cittadella dei ricchi. Kimeirah raccontò della sua decisione di diventare una mercenaria, gli disse che era pagata molto per combattere e che non aveva altre alternative per sopravvivere. Non fece il minimo accenno a ciò che era stato del loro passato come coppia. <<Perchè mi hai colpita?>> << Non sopporto la stupidità e tu in quel momento mi sembravi fuori di senno. Se non lo avessi fatto io c'avrebbe pensato qualcun'altro a colpirti ma con la spada o la lancia. Puoi esser pagata e brava quanto ti pare ma sei pur sempre una donna. >> Lei rispose << Non hai perso il tuo sarcasmo... è bella questa casa per esser quella di un picchiatore di donne! >> << Questo è tutto ciò che mi rimane, era la casa dove vivevo con mia moglie e mio figlio.>>

Lei, sorpresa gli chiese << Tua moglie? Ehm... è morta?">> << Peggio: è fuggita con mio figlio un anno fa. Avevo scoperto che mi tradiva con un bastardo, il capitano dell'esercito. Aveva paura che la uccidessi, almeno questo secondo me è il motivo che l'ha spinta ad andarsene.>>
<< Non so cosa dire, tu... ti vedevo così distante dal matrimonio. Così poco avvezzo alla vita coniugale.>>. Lui sorrise << Le persone cambiano e lei era una donna ricca.>> << Ah, non l'amavi... povero bastardo vostro figlio. >> Fu questione di un attimo e Deinor accecato dall'ira la colpì con uno schiaffio in faccia. Lei restò barcollante in piedi e lo fissò: sembrava soddisfatta di aver provocato quella reazione. Deinor conosceva quel tipo di comportamento ma non era mai riuscito a spiegarselo. Si domandava spesso se quella donna lo avesse amato o se quei repentini sbalzi d'umore fossero parte del copione che recitava. << Sei sempre tu, come quando mi hai presa l'ultima volta, 5 anni fa...>> Dopo tutto quel tempo riusciva ancora a spiazzarlo ma questa volta il guerriero aveva un asso nella manica e non esitò a giocarselo. << Ti ricordo che sei una prigioniera ed in questo paese chi ha un prigioniero in casa può farne ciò che vuole: posso torturarti, renderti schiava oppure posso ucciderti. Ti conviene tacere>> ma lei non tacque e lo sorprese per l'ennesima volta << Violentami se hai le palle!>> 

Non scherzava e lui lo sapeva. Era eccitato nel vederla sanguinante, sporca di fango e perchè fino a pochi minuti prima l'aveva vista uccidere molti uomini. Erano suoi compagni ma non contavano nulla. La spinse contro il muro tenendole il collo bloccato con una mano e leccò la riga di sangue che le scendeva dalla fronte. << Questa sarebbe la tortura?>> gli disse con un velo di sarcasmo. Stavolta l'uomo non rispose e non mostrò segni di sdegno od impazienza sul volto. Improvvisamente le strinse di più il collo e infilò l'altra mano nella vagina. Kimeirah non se l'aspettava e rimase sconvolta. Ricordava un uomo dolce, sensibile, ricordava che fosse sempre lei a condurre il gioco ed a farsi avanti. In quegli istanti invece stava comprendendo che lui l'avrebbe stuprata davvero, ed era contenta perchè aveva sempre desiderato che Deinor la prendesse così. Sentiva  due dita cingerle il clitoride mentre cercava di respirare affannosamente. Godeva e soffriva. Di lì a poco qualcosa di inaspettato accadde: Deinor tolse le mani dal suo corpo e fece un passo indietro, prima di parlare << Se me l'avessi chiesto non l'avrei fatto ma tu me l'hai ordinato. Io non posso tollerare ordini da una donna. Credi che io sia ancora innamorato di te ma sbagli- e gridò- Sai cosa sei?>> lei non rispose << Sei una puttana, la mia puttana. >>

Ce l'aveva fatta, era riuscito ad insultarla. Era riuscito a dirle che non valeva niente e farle capire chi fosse a comandare. Quando erano fidanzati lei gli chiedeva mentre giacevano insieme di fare tutte quelle cose. Si era sempre rifiutato dicendole che la rispettava troppo. Ora non era più così, sapeva di poter essere il suo carnefice e che lei avrebbe accettato. Lei realizzò di aver finalmente trovato il bastardo che aveva sempre desiderato - potrebbe anche uccidermi ma sarei contenta - pensò. Deinor andò in un'altra stanza e quando tornò aveva con sè due corde, una piccola e l'altra lunga. Kimeirah si lasciò legare i polsi dietro la schiena poi, su ordine del Suo uomo, salì su uno sgabello. Deinor gettò la corda più lunga sopra ad una grossa trave facendola passare dall'altra parte e preparò un cappio. In quell'istante la donna ebbe paura e tentò di divincolarsi ma lui fu rapido ad infilarle la testa dentro. Ora non si poteva muovere. Cominciò a pensare che sarebbe morta senza essere sfiorata. Pianse. Deinor le tolse la corazza, con molta cautela gli stivali e le sottovesti. La vedeva in lacrime, nuda, con un cappio al collo ed in bilico su uno sgabello. Era più bella di come se la ricordava, più florida. Per la prima volta era indifesa e ciò lo eccitava in un modo che non poteva nascondere. Si spogliò e lei vide il fallo in erezione.

Non aveva ancora capito cosa avesse intenzione di farle ma la visione di quel membro grosso e duro la eccitò, stava per dire qualcosa quando lui parlò <<Questa è la tortura>>. Le si avvicinò, aveva la testa all'altezza della vagina. Lei capì ed iniziò a gemere prima di sentire la lingua di Deinor dentro la sua carne. Quando avvenne si sentì esplodere e gemette. Deinor la teneva ferma con le  possenti mani avvinghiate ai fianchi facendo in modo che il corpo restasse immobile. Lei cercava di divincolarsi perchè aveva voglia di baciarlo, di attaccarsi a lui, di assaporare il suo nettare. Era quello che aveva sempre voluto: essere torturata da Lui, sentirsi costretta a sottostare alla sua volontà. Deinor leccò a lungo fino a quando cominciò a sentire la lingua indolenzita. Quando si staccò la sentì urlare. Si sentiva felice come non lo era da tanto, troppo tempo. L'ultima volta che era stato con una donna, una puttana del posto, si era divertito ma dopo un giorno aveva già dimenticato. Ora ammirava la sua donna che grondava sudore, sporca, vogliosa di sesso. Fissò il triangolo ispido e poi il seno: vide che i capezzoli erano turgidi. Si riavvicinò ed allungò le mani arrivando al seno. Giocava con i capezzoli ome un gatto col topolino agonizzante ed era compiaciuto nel vedere il volto sofferente di Kimeirah. Lei godeva ma non abbastanza perchè doveva stare attenta a non perdere l'equilibrio, voleva liberarsi e lo implorò << Slegami, hai ottenuto quello che volevi, ora fa in modo ch'io possa ricambiarti.>> Deinor si passò un dito sulla lingua e ricominciò ad accanirsi sul seno impegnandolo di saliva. Poi andò dall'altra parte e si mise a morderle il sedere mentre con la mano destra penetreva ancora la vagina. Era pronto per slegarla e possederla totalmente. Lei stava impazzendo, sovente aveva l'impressione di poter svenire da un momento all'altro, non ce la faceva più. D'un tratto sentì il nodo allentarsi ed ebbe libere le mani che percepiva a malapena. Ma la sua volontà era più forte della fatica fisica ed alzò le braccia, andando a togliere il cappio dal collo.

lunedì 24 gennaio 2011

Chi di pompa ferisce, di pompa perisce


Mi ricordo un periodo della mia vita, verso la fine del percorso scolastico, in cui iniziavo a rendermi conto di quanto fosse complicato l'universo femminile e di quanto fossero idioti i maschi che tentavano di capirci qualcosa. La mattina prima di entrare a scuola ci ritrovavamo davanti all'ingresso a chiaccherare. Era l'inverno del 2006 e notammo che una persona arrivava sempre tardi, proveniente dalla palestra. Tutti incuriositi ma nessuno che gli chiedesse come mai avesse assunto quella strana abitudine. Cosa ci sarà mai dietro la palestra? Era il pensiero, suppongo, di tutti. Un giorno gli fu posto da un nostro compagno di classe quel quesito e lui rivelò un segreto a dir poco sorprendente "Ci sta una dei geometri che mi fa i pompini". 
Sorpresa sul serio, almeno per me. In primis perchè quella faceva dei pompini a uno che manco conosceva verso le 8 di mattina, dietro la palestra con un freddo cane (anche temperature sotto lo zero). Lo faceva in cambio di "regali" che potevano essere ricariche telefoniche, soldi, vestiti. Per altro la tizia era fidanzata con uno della sua scuola (si perchè eravamo tre istituti in uno) quindi una vera zoccola. Il mio compagno di classe era fidanzato con una brava ragazza che mi pare fosse compagna di classe della pompinara, quindi pure lui era un porco.  Dopo qualche giorno la tipa iniziò a fare il doppio turno: la mattina succhiava da quello e il pomeriggio si scopava un altro (sempre della nostra classe e sempre in cambio di doni). I due ragazzi si mettevano d'accordo e si scambiavano i turni, come in fabbrica. Dopo un po' si aggiunse un altro e poi... beh son rimasto a tre miei compagni di classe che se la fottevano (ma non è detto che non si sia aggiunto qualche altro morto di fica). Io ero fidanzato con quella vergine merinos di cui ho già parlato ma non sarei stato interessato a provare con la zoccola anche in caso di status single.
Mi chiedevo come fosse farselo succhiare da una donna però pensavo che non era quello il momento e soprattutto il modo. Pagare per un rapporto sessuale, una cosa che ho sempre trovato da disperati se non da pervertiti. Quella storia ha cambiato il modo di vedere la sessualità da parte mia. Quei ragazzi che ritenevo amici hanno cominciato a farmi schifo per quel tipo di comportamento (poi l'amicizia s'è rotta ma per altri motivi). Hanno speso una cifra vicina al PIL dell'Uganda per trombare una troietta. Tra l'altro era bruttissima: la faccia come un cane pechinese, il corpo esilissimo (tipo quello della modella anoressica crepata poco tempo fa) che da noi si dice "com nu palitt p regg li pummador", completamente piatta. Nulla di femminile nell'aspetto e nel modo di parlare, vi assicuro io c'ho purtroppo parlato constatando la pochezza di quell'essere. Loro ci andavano solo perchè sapevano che era una puttana. Girava la voce e sempre più gente si proponeva per fare da partner momentaneo. In questo odio gli uomini (anche se quelli erano uomini solo anagraficamente): basta che sanno che una la dà facilmente e ci vanno, dei morti di fica colossali. Molti maschi vanno con una solo perchè sanno che ha fama da zoccola. Poi ti sfottono se ti fidanzi con una bonazza che non è troia. Valli a capire...




Emilio Fede: Quale la… la gemellina?

Nicole Minetti: Con tutta la pazienza sulla faccia della… si

Emilio Fede: La gemellina gli fa: “senti mi devi fare un favore guarda io sono stanca, perché mi portano sempre, non è la prima volta, io non so perché mi fanno questa guerra, io avevo scelto un appartamento, adesso me lo tolgono perché lo danno a Maristella, mentre invece io devo andare in uno più piccolo”… pensa questi che fanno la fa.. facevano la fame…

Nicole Minetti: Ma ti rendi conto?

Emilio Fede: la fame!!

Nicole Minetti: Si, si da Napoli, certo!

Emilio Fede: Pompini a 300 Euro, pompini a 300 Euro.. (le voci si sovrappongono)

Nicole Minetti: Si si, bravo esatto…

Emilio Fede:.. Anche meno!!

Nicole Minetti: Esatto! Dovrebbero ringraziare dove, dove passa

Emilio Fede: Tutt’e due facevano notte con qualcuno per 300 Euro! 

Poi leggi questo e capisci che quelle cose di 4 anni fa sono attualissime e che non erano dei casi isolati. Qualche mese fa venni a conoscenza della prostituzione minorile ai tempi dell'iPhone: a Le Iene intervistavano alcune ragazzine che pur di poter compare un telefonino di ultima generazione facevano sesso con dei compagni di classe se non addirittura con adulti in cambio di soldi. Lo stesso meccanismo della meretrice d'inizio post? Più o meno, perchè secondo me quella era affetta da una grave sindrome di Messalina. Mi risulta triste pensare che delle ragazzine si prostituiscano per così poco, mi risulta triste che delle ragazzine si prostituiscano volontariamente.  Poi crescono e finiscono nel salotto di Signorini o negli show di Barbara D'Urso a raccontare di quando sono state violentate dall'orco cattivo. Ah, vi ricordo che Fede è un giornalista, la Minetti è consigliere regionale della Lombardia ovvero la regione più ricca d'Italia e tra le più ricche d'Europa.


Secondo te 300 € per un pompino è un buon prezzo?
Ottimo... se non devi uscirli. Se devi incassarli è ottimo, lo farei anche io
Non devi uscirli?
Non devi sborsare ahahah
(...)
Dunque se io ti pagassi 300 euro mi faresti un pompino?
Si
Azz. Sensi di colpa ?
No.
...
Oh sono sempre 300 euro. 
La dignità non ha prezzo.
Matt a te lo farei lo stesso... ma 300 euro oh!

Questo me l'ha detto una persona intelligente, lo giuro. Siamo davvero arrivati ad un livello così basso che fare una pompa in cambio di soldi non solo è necessario ma anche dignitoso. O forse sono io il retrogrado. Sto pensando, se capitasse che una donna mi dicesse Succhiami la fica, slinguazzamela tutta e ti do tutti i soldi che vuoi. Magari sto nella merda economicamente e quella è pure gnocca, intelligente, condivide i miei interessi, valori, ideali e bla bla bla. Ho una dignità porca miseria! Io te la succhio ma poi ti restituisco tutto (e con gli interessi!)


sabato 22 gennaio 2011

I have no dream, but i like pilu

http://chetempochefa.blog.rai.it/files/2010/12/2.jpg 

Ieri sera ero con delle mie amiche. Dopo cena mi viene un'idea: facciamo il bunga bunga! Loro ci stanno e le mando a cambiare i vestiti. Mi piazzo nel lettone di Lenin vestito da Konan il barbaro ed arrivano una ad una: Irina e Veruska vestite da poliziotte, Olga da infermiera, Erika e Marika da odontotecniche, Elena, Gloria e Valentina da ausiliari del traffico. Però c'è un ma: non mi ricordo il passo seguente e non ho a disposizione le 400 pagine di intercettazioni della Procura di Milano e allora chiamo Emilio Fede. 
Pronto?
Senti Emilio, vorrei sapere com'è che finisce il bunga bunga perchè io sto qui con 6-7 sventole e le ho fatte vestire a modo...
Embè?
Eh non ricordo la parte dopo... che devo fa? 
Ora non posso parlare che se m'intercettano pure sta volta so dolori. Ma tu chi sei?
Il nipote di Topolanek.

Riaggancia ed io resto col cerino in mano. Ad un certo punto arrivano altre smandrappate perchè quelle cretine avevano chiamato tutte le amiche che hanno. Erano un centinaio. Solo che erano finiti i costumi, mi tocca chiamare Armani. Ma il numero di Armani non e l'ho perchè non è uscito. Ultima soluzione, chiamo Santoro e gli chiedo se può mandare a casa mia i suoi inviati.
Dai mi servono almeno intrattengono ste disgraziate mentre cerco di uscire dal retro.
Scusa ma ora che c'è il numero di Berlusconi non hai problemi. Chiama lui.
Cavolo Michè, non c'avevo pensato comunque tu manda Ruotolo almeno qualcuna di queste la sbatto fuori.

Chiamo Berlusconi e il telefono squilla a vuoto. Riprovo...riprovo finchè risponde qualcuno, una voce maschile di quelle un po' da eunuco e penso che sia una voce conosciuta.
Scusi ma lei chi è?
Chi è lei piuttosto? Sa di chi è questo numero?
Certo, del presidente del consiglio. Gli devo chiedere una cosa.
Ora non può, è a vedere Forum.
Ma se è l'una di notte!
Lui lo registra e lo vede di notte, sa com'è, ora non può fare quello che faceva prima.
Davvero s'è ridotto a vedere un tribunale televisivo in tv? Mamma mia. 
Si da il caso ch'io sia la sua fidanzata, ora lo sa.
Lei è un uomo...
Si, sono Bondi.

Riaggancio e vado a vomitare. Quando esco dal cesso trovo tutte le stagiste che fanno a gara per farsi intervistare e cercano di rimorchiare quelli della troupe di Annozero. Io prendo le mie fedelissime da parte e faccio un discorso serio. Oh quelli non hanno una lira. Loro mi fanno notare che anch'io sono uno straccione e a quel punto viene a galla l'orgoglio del macho latino. Le prendo e le porto al Mac, visto che mia nonna mi ha dato i soldi per una cenetta. Avete visto che posso pagarvi una cena coi fiocchi? E loro tornano a sorridere, quei sorrisi che avevo visto qualche ora prima, quando le avevo acquistate su eBay. Torniamo a casa mia (che non è mia ma di uno del gruppo misto che sta in vacanza all'Ucciardone) e la troupe finalmente se n'è andata e sono sparite pure le altre zoccole. A quel punto mi viene la trovata geniale: Sapete che c'è? Fanculo il bunga bunga e torniamo ai metodi classici.  1 contro 8. Prima però preparate il defibrillatore.

Ah, una spiegazione sul dipinto che apre il post. In realtà è una foto dei soliti paparazzi comunisti inviati da Fini. La foto mostra uno della scorta del Presidente del Consiglio (tale Ciro Mazzachiodata) che becca in flagrante Ruby rubacazzi. La donzelletta stava tentando di rubare la discografia di Apicella proprio dalla stanza del capo del governo. Il resto non ve lo racconto, basta che leggiate il titolo dell'opera.

mercoledì 19 gennaio 2011

Bestiario namber tu

1) Salve, ho dei nei sul glande. La cappella maculata

2) Sono Chiara, il mio ragazzo mi ha chiesto di fare sesso anale ma non sono sicura. Lui ha esperienza, io no. Ho le ragadi. Digli che hai le ragadi.

3) I diversi tipi di orgasmo:
- Positivo (Si...si...si...)
- Negativo (No...no...no...)
- Istantaneo (Ah...ah... già venuto?)
- Suicida (Voglio morire....muoio!)
- Adulatorio (Oh si.. sei fantastico! SIIIIIII!)
- Bovino
- Insicuro (Sei venuta? Ti faccio male? Vado bene così? Ti piace?)
 - Tata (Che bello che sei... vienimi dentro)
- Serial killer (Ti ammazzo... ti distruggo)
- Silenzioso
- Maratoneta (Vengoooooo)
- Finto

4) Sono fidanzato da un anno e va tutto bene (già quando dicono così c'è da preoccuparsi) però c'è un problema. Lei vuole che la insulti durante il rapporto sessuale. Io le voglio bene e non posso farlo ma ho paura che si annoi...  Tu devi pensare che quando fate sesso siete in un'altra dimensione e devi dimenticare il rispetto. Pensa che state giocando a guardie e ladri e ti verrà più facile. Se no fammela conoscere che ho molti insulti pronti.

5) Il mio ragazzo m'ha chiamata con il nome della sua ex durante il rapporto sessuale. Se è la prima volta che capita, direi che puoi condonare. Sicura che non fosse un caso di omonimìa con l'amante?

6) Non mi viene da urlare quando raggiungo l'orgasmo. Ci sono delle suonerie fighissime.

7) La mia ragazza vuole sempre parlare dopo il sesso. Ci sono tre possibilità per spiegare ciò: è una rompicoglioni, fai schifo durante il rapporto e quindi cerca di sopperire alle tue mancanze, ti ama e allora sei fottuto.

8) Sono Cristina ed ho 25 anni. La mia vagina non si apre abbastanza durante il rapporto. Prova con un crick.

9) Consigli per acchiappare sul web: usate foto recenti dovete sorridete, fate ricorso a photoshop. Descrivetevi riportando la verità e senza modestia. Non mettete foto dei genitali esterni, quelli fateli vedere al primo appuntamento.

10)Sono Mario, 22 anni, omosessuale. Quali malattie si possono contrarre con il rapporto orale? Quelle che rischia una donna etero.

11) Valentina, 18 anni compiuti 2 mesi fa. Mia madre m'ha beccata a fare l'amore con il mio fidanzato. Ora mi vieta di vederlo: che posso fare per farle capire che ho 18 anni e stiamo insieme da 6 mesi? Mostrale la carta d'identità, il CF, la patente, la tessera trasporti.

12) Il mio ragazzo m'ha proposto di fare sesso a tre con un suo amico ma sono imbarazzata. Arruola una tua amica così state pari.

13) Perchè le ragazze raggiungono l'orgasmo dopo? Perchè so stronze.

14) Stefano, 26 anni Roma. La mia ragazza s'è trasferita a Milano e vorrei chiederle se compra la cam così possiamo "vederci" ma ho paura che prenda male la proposta. Le hai già chiesto come si chiama?

15) Anna, 23 anni. Mi eccito anche all'università o quando porto a spasso il cane. Se ti fanno eccitare i banchi o la coda del cane è il caso di preoccuparti, se no ti consiglio un'università in cui c'è un ragazzo solo soletto...

16) Maria, 22 anni e fidanzata da 5. Un anno fa ho avuto il primo rapporto ma non provo piacere, potrei anche dormire durante l'atto. Ricorda, chi dorme non piglia pesci!

Vi starete chiedendo che c'entra questa foto con il post. Niente. Solo che ieri ho visto Death Race e lei fa il navigatore per un pilota (ovviamente il migliore)

sabato 15 gennaio 2011

Del nostro peggior peggio (al contrario)

Come promesso ad una lettrice, arriva la lista nera dell'università. Ovvero le dichiarazioni che mi hanno lasciato basito, perplesso, esterrefatto.

Il principe delle malignità è il docente di algebra e geometria (corso della durata di 1 mese che basta per sfracanare i testicoli e le ovaie). Ricordo la prima lezione dello scorso anno accademico, quando il baffuto omino somigliante ad Adolf Hitler ci lanciò questo tipo di intimidazione "Ma che ridete? Se ridete ancora vi metto il parziale... Ok facciamo il parziale il 16 novembre così non ridete più." 

Nell'ultima lezione del corso io ed un mio amico rientrammo in aula leggermente dopo i 5 minuti di pausa. Stavamo ridendo per una battuta che c'era appena stata raccontata da qualcuno. Il prof ci guarda e dice "Sisi prendevela comoda, poi voglio vedè chi ride dopo il parziale".

Sempre a proposito del parziale il prof ci ripeteva ogni giorno "Tanto è inutile, è statistico che il 20% di voi lo supera, di questi il 20% con un voto tra 20 e 30, gli altri giù."

Quest'anno alcuni miei colleghi avevano la brutta abitudine di mettersi in prima fila. Ad uno è passata dopo che il prof l'ha riconosciuto "Tu sei dell'anno scorso, vuoi essere bocciato "n" volte?"

Il prof di biologia cellulare è uno simpatico ma le sue lezioni non servono ai fini dell'apprendimento. "Io non capisco come mai non m'hanno mai fatto professore ordinario." Forse perchè su 2 ore di lezione, mezz'ora spiega e il resto del tempo parla di droga, sesso, sbornie e lasagne. 67 anni.

Questa è "fresca", mercoledì scorso. Durante la lezione di chimica io, Davide e Alvise in prima fila. Il prof stava spiegando qualcosa riguardante il pH e dice "Questo è facile, facilissimo". Davide commenta a voce non bassa "Se lo dici te..." - "Eh?" - "Niente niente..." Noi tre attacchiamo a ridere e il prof dice "Ridete, beati voi che siete giovani", secondo me voleva dire idioti.

Leopardi a proposito di Carla (una ragazza un po' cicciotta) "Addò sta la balenottera?"
 
Matteo a proposito di Leopardi "Guarda quello c'ha i capelli come le orecchie di topo!"

Davide e Francesco, parlando di un altro collega "Lo sai che è gay?" - "Noooo non può essere ahah"- "Si, su facebook ha messo "mi piacciono uomini"- "Ma questi so sempre di più, come fanno a moltiplicarsi?" Intervengo io "Per gemmazione".

Durante una pausa, tutti fuori. Si parla del prof di statistica "A me sembra un coatto" e mi spunta alle spalle "Che c'avete da accendere?"

Martedì scorso, il prof di microbiologia fa un discorso sul parziale. Dice che è stato un disastro collettivo e fa sentire delle nullità anche chi, come il sottoscritto, ha avuto un voto superiore al 18. "Ragazzi qui non va bene, dovremmo essere più colloquiali, discorsivi. Non va per niente bene." Il silenzio totale in aula, dopo un po' commenta "Mi sarei aspettato un PROFESSò SEI PROPRIO NO STRONZO!". L'abbiamo pensato, ed anche di peggio.

venerdì 14 gennaio 2011

Non c'è cosa più divina...

Tutti abbiamo dei parenti. Chiedo scusa ad eventuali orfani sparsi tra i lettori ma almeno uno zio nel Tennessee o nel Punjabi ce l'avete. Non ci credo che esistano orfani totali. Preambolo a parte, tutti avete dei parenti che magari non sopportate e non vedete per 11 mesi l'anno e ricompaiono durante le feste. Quei parenti che si piazzano in casa vostra e sembrano le persone più buone del mondo per qualche giorno ma in fondo sapete che vi odiano (e la cosa è reciproca) e stanno solo approfittando dell'ospitalità. Da bambini è diverso. Vediamo tutti come delle buone persone. Certo, qualcuno ci sta antipatico perchè ci frega i giocattoli ma non lo odiamo. Può così nascere qualche amicizia vera che va oltre il rapporto biologico tra individui. Un'amicizia che non ha confini. Io ricordo bene i primi anni 90, quando i miei nonni paterni campavano ancora e durante le festività di ogni tipo (anche ferragosto, il 25 aprile) tutti i familiari arrivavano a casa nostra. Una casa grande e accogliente dove mi sembrava che tutti fossero in armonia con le pareti, i tavoli e le stoviglie. Dopo la morte dei miei nonni non ho vissuto più quelle sensazioni di magica spensieratezza, perchè i parenti si facevano vedere sempre di meno e perchè stavo crescendo: ero un ometto e capivo poche cose ma le capivo bene. Avevo un rapporto molto bello con una mia cugina che se non erro ha 8 anni più di me. Io la vedevo come una bambina, una mia coetanea: il suo volto era candido, non aveva nulla di "femminile" come le donne adulte, aveva una voce da bambina. Era molto più alta di me (sto parlando della fine degli anni 90), questo era l'unico particolare che mi faceva pensare Può una bambina essere così alta? Io sono nano? Lei mi mancava quando non c'era, perchè scherzavamo e giocavamo molto. Ci parlavo e mi divertivo tanto. Io avevo circa 10 anni, lei era adolescente eppure sapevamo di poterci confidare tutto. Sapevamo di avere una spalla su cui piangere, sapevamo di essere amici davvero.
Il pomeriggio i nostri rispettivi genitori giocavano ore ed ore a carte in cucina e noi ci "rifugiavamo" in salotto (all'epoca su un divano enorme e morbidissimo) con la luce spenta. Questo particolare non lo dimenticherò mai. Lei spegneva sempre la luce. Prendeva una coperta e la usava per coprirci, poi facevamo la lotta. Aveva sempre la meglio ed io mi irritavo. Un giorno mentre cercavo di divincolarmi dalla sua presa sentii che infilava una mano sotto le mia mutande. Non avevo reazioni da quanto mi ricordo, ero quasi asessuato o sarebbe meglio dire "puro di pensieri". Con il passare del tempo cominciava a venirmi il solletico quando mi toccava e quel solletico nel corso dei mesi sparì, trasformandosi in qualcos'altro. Qualcosa che non saprei come descrivere: voi potete chiamarla eccitazione ma io non lo so bene, era una sensazione molto strana.
Venne il giorno in cui decisi di toccarle il petto. Era piatta ma i capezzoli si sentivano eccome!
Dopo le carezze, i palpeggiamenti, arrivarono anche i baci. In effetti non è vero che il mio primo bacio fu quello a Luisa ma quando ho scritto quel post non avevo pensato al passato più remoto. In fondo quelli erano baci a stampo, dati più per gioco che per piacere. Non ero innamorato nè attratto da mia cugina. una volta lei mi chiese se avessi voluto provare con la lingua e... la mia memoria si blocca.
Poi non la vidi per circa 2 anni, sapevo solo che si era trasferita in una grande città per lavoro. Il giorno in cui ricomparve ebbi modo di constatare la sua trasformazione. Era una femmina adulta, tette grosse come piacciono a me, look da darkettona, voce che ispirava sicurezza. Dai discorsi capii che era diventata una vera donna responsabile, sapeva usare il cervello, era una persona motivata ed indubbiamente zozza. La trovavo molto attraente. Quando rimanemmo soli mi disse "Ricordi cosa facevamo qualche anno fa?". Suonò nelle mie orecchie come un incitamento. Quella volta però i ruoli erano invertiti: io ero quello più alto, più robusto e più forte. Ammetto che dopo quell'incontro rimasi molto tempo in bagno. Fu l'ultima volta in cui ci divertimmo in quel modo: da allora l'ho vista poche volte e di sfuggita, è ambiata parecchio e ultimamente è anche diventata antipatica.
Però quei ricordi legati all'infanzia li ho stranamente rimossi per anni, fino al 2008 quando mi sono fidanzato. Alla mia ex dicevo spesso "Viene mia cugina" e lei si adirava "Chi, quella che ti metteva le mani addosso?". Eh già cari lettori e sdraiabilmente carissime lettrici, tutto questo racconto per dirvi che anch'io sono stato vittima di abusi sessuali. Mi sarebbe piaciuto far riposare la mia fava tra le sue colline ma questo non è mai accaduto e lo consegno alla leggenda.

domenica 9 gennaio 2011

Bestiario namber uan

Katy Perry è la donna più sexy del mondo, secondo MAXIM. Secondo Massimo, invece, è sua nonna.

Lauren Vickers è la playmate del 2010 secondo Playboy Italia. Secondo i playboy de noantri basta che sappiano respirare e abbiano la vagina.

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questo esemplare l'ho trovato in una chat, in cui se ne trovano tanti altri. Tutti uguali: è utile per uno studioso del mio calibro e con la mia reputazione poter osservare il comportamento di certe specie. Purtroppo non sono riuscito a recuperare il suo avatar, il mio pc non gliela fa! Si rifiuta. Ve lo descrivo: ha occhiali da sole enormi, un ciuccio in bocca e... bè mi fa schifo.

Mi domando: le classifiche delle riviste chi le fa? Gente col QI e soprattutto il "gusto" di quella bimbaminkia? Stiamo messi bene, a sto punto potremmo far valutare le donne al cardinal Bertone.

Ronaldinho in Brasile in cambio di Battisti. Al milan serve proprio un centrocampista con buona mira.

Possibile che grazie ad un fottuto social network mi sia reso conto di essere innamorato di una bambina?

Buone notizie uomini: la masturbazione previene i tumori alla prostata. Evvai!!! Sarò sano come un pesce da vecchio!

Questa notizia l'ho appresa guardando Loveline che va in onda a notte fonda su MTV. Il prof Bernorio risponde alle orrende domande del pubblico da casa. Ad esempio Io mi masturbo spesso quando non sono fidanzato ma sono preoccupato perchè ho sentito dire che gli spermatozoi si esauriscono. Lo sanno tutti che abbiamo una riserva illimitata, coglione! Forse i neuroni si esauriscono.

Io ho problemi con il sesso orale. Il mio ragazzo vorrebbe che glielo praticassi ma non ce la faccio. Vomito. Prendi enterogelmina.

Mi devo liberare dallo strategismo sentimentale che argh...uff...bump...doh. Già, ma che cazzo è lo strategismo sentimentale?

Mi piacciono i western di Sergio Leone. Film pieni di  gnocche pazzesche che sapevano pure recitare e non avevano bisogno di sculettare. Una volta avevamo Claudia Cardinale, mo ci tocca Elena Santarelli.

Marika Fruscio fa sapere (ne sentivamo proprio il bisogno) che avrebbe voluto di più da Pippo Inzaghi. La villa al mare, un Ferrari e qualche milione di € sul c/c. "Era fissato nel farmi indossare la mise da crocerossina". Quando c'è la salute c'è tutto.

Marika Fruscio - Il calendario - E allora eccola pronta a far vedere ... tutto quello che sa fare
Certe notti fa troppo freddo, Marika.

Esce il calendario di Sara Scazzi, con la partecipazione di un tronista. Il fratello della buonanima ha detto "Faccio tutto ciò per un canile". In cui rinchiudere i tronisti, mi auguro.

Un pensionato inglese di 78 anni, tale Mr Andrew, si è innamorato della duchessa del Devonshire (di ben 13 anni più grande), Mrs Bedorah. Come se in Italia un pensionato s'innamorasse della contessa De Blanck. Ci ricorda l'intrepido Antonio Caprarica che "galeotto fu l'incontro nel bosco" avvenuto qualche settimana fa. Solo che da quel giorno il nonnetto non ha smesso di mandarle sms, appostarsi dietro i cespugli ed ha usato ogni mezzo per conquistare la nobil donna. "Se Mr. Andrew sognava un matrimonio da favola ha dimenticato che nelle fiabe il protagonista è sempre un principe, al massimo un ranocchio, mai un pensionato". Infatti Deborah lo ha denunciato per stolching e un giudice lo ha interdetto dalle vicinanze della sua amata. Anche in Inghilterra i pensionati non hanno un cazzo da fare.

Ho scoperto di avere 30 anni e di essere MASCHIO ADULTO. Grazie Dea! In pratica sono un maschio alfa, un capo branco; già, ma dove sono finite le femmine?

Donne, io sono in vendita. Vendo la mia dignità, il mio amore, il mio culo, il mio pene e la mia sovrumana intelligenza. Mi vendo alla migliore offerente ma badate bene, non per soldi.


Dopo questo spazio pubblicitario, torniamo alle cose serie. su internet si trova di tutto, comprese queste minchiate:  "per evitare di rimanere incinta bisogna lavarsi con la coca-cola o il limone dopo un rapporto". Uhm quando troverò una donna la immergerò in una tinozza di gin lemon, ma prima di scoparla.

Se prima di un rapporto bevi tre whisky non puoi mettere incinta la ragazza. Se ne bevi 6 avrai 2 gemelli.

Non si può rimanere incinta se il rapporto dura meno di un minuto. Se duri meno di un minuto dai retta a me, suicidati.

Non si può rimanere incinte facendo l’amore in piedi. Ballando la samba.

Non si può rimanere incinta facendo l’amore in acqua. Prova in una vasca piena di acido butirrico.


Se fai l’amore di giorno non rimani incinta perché gli spermatozoi escono solo di notte. Chiamali fessi, la notte si divertono e il giorno riposano. Nottambuli!


Se fai sesso con un uomo che da ragazzo si è masturbato molto non rimani incinta perché ha già consumato tutti gli spermatozoi. Merda, sono sterile!


Ed ora il luogo comune che più comune non ce n'è! Si può rimanere incinta con un bacio. Ovvio, non a caso qui lo chiamano il bacio della cappella.




 
Ecco cosa succede quando gli spermatozoi dormono di giorno



venerdì 7 gennaio 2011

4 anni e non sentirli


Questa è una storia vera, struggente, strappalacrime e soprattutto strappatesticoli. Una storia che termina 4 anni fa, ed inizia 70 giorni prima. So bravo in matematica eh?
Luisa era una bella  e simpatica ragazza, ci scherzavo spesso nei viaggi tra il paese e la città, tra la città ed il paese. Ci vedevamo un'ora al giorno e forse è stato anche per questo che c'innamorammo. Il mio primo amore. Quando me ne resi conto avevo le farfalle nello stomaco e uno scoiattolo nell'orifizio anale. Il nostro primo bacio fu sull'autobus, un pomeriggio del 30 ottobre 2006 (dico un pomeriggio perchè di pomeriggi quel dì ne ho vissuti mille) verso le 14.42 quando stavo per arrivare alla mia fermata. Un bacio dal sapore di cioccolata calda, fragola con la panna, gelato al pistacchio, torta di more, motore Abarth. C'era stato tutto un discorsetto mocciano prima, avevo iniziato io. Io mi sono innamorato di una ragazza che prende l'autobus con me ma non so come dirglielo e lei Eh anch'io mi sono innamorata di un ragazzo che prende l'autobus con me e non so come dirglielo. Vabbè una minchiata per rompere il ghiaccio. Quel bacio durò una decina di secondi eppure per tutto il giorno continuò nella mia testa. Il mio primo bacio, fu talmente bello che pensai SE QUESTO SIGNIFICA ESSERE MAGGIORENNE, DIO FA CHE TUTTI NASCANO A 18 ANNI! Poi ho capito che dio non esiste e che i baci si possono dare anche da minorenne ma questa è un'altra storia. Il giorno dopo, che era martedì, andammo assieme al parco del sole.

L'avevamo deciso prima di fidanzarci ma a quel punto assumeva un altro sapore marinare la scuola. Ricordo che ci palpeggiammo a lungo, una perquisizione nei minimi particolari. Parlammo delle nostre merdose vite. Quando tornai a casa mi rimasero tre cose di quell'incontro: la consapevolezza che la sua famiglia fosse da manicomio criminale, il suo profumo ed il mio arrapamento. Nei 2 mesi seguenti lei non venne mai a trovarmi, toccava sempre a me andare nel suo paese. Ci infrattavamo nell'unico posto "isolato" se così si può dire, ovvero su una panchina sotto al campanile della chiesa. Questo aveva varie controindicazioni:
A- Si gelavano le chiappe
B- Diventavo sordo per 10 minuti buoni allo scoccare di ogni ora
C- Era pieno di vecchietti che non si facevano i cazzi loro
Lei era irritante, provocava ma non si faceva toccare: na monachella. Aveva quasi 16 anni (Mattè a quell'età so tutte zozze perchè maturano prima di noi mi avevano sempre detto quelli che sanno tutto) eppure ogni volta che le mettevo la mano sotto la mutandina minacciava di gridare. In quei 2 mesi e rotti m'avrà fatto na mezza sega.

Pomiciate, pomiciate e bla bla. Io non ne facevo un problema, ero paziente e troppo innamorato. Non ero ancora malato ed ero inesperto. Solo verso la fine della storia cominciavo ad avere voglia di fare l'amore. Il 4 gennaio 2007 fu l'ultimo giorno in cui uscimmo insieme e lei mi disse una frase sconvolgente: un giorno vorrei sposarti. Insomma, era il periodo più bello di tutta la mia vita, cosa potevo volere di più (oltre al sesso)? Il 7 era una domenica, stavo giocando a Scala 40 quando mi arrivò un sms che recitava più o meno così
Matteo io non ce la faccio ad andare avanti, non ti amo più, non mi meriti e bla bla bla è meglio che ci lasciamo (troia, sei che te che mi lasci!) e torniamo amici. 
Non siamo tornati amici giacchè non lo eravamo mai stati. Anzi c'è mancato poco che le staccassi la testa dal collo quando l'ho rivista e soprattutto quando, una settimana dopo avermi mollato, pomiciava beatamente col nuovo cretino d'accompagnamento alla fermata dell'autobus.


 
Anche lei si chiama Luisa ma non si tira indietro

Già, l'autobus. Uno di quelli con i sedili in pelle umana che friggono quando c'è il sole pure se è gennaio e ghiacciano quando è nuvoloso pure se è agosto. L'autobus in cui ti puoi riscaldare in due modi: masurbandoti o baciando qualcuno. Quei viaggi duravano un sogno, come nelle pubblicità. Io mettevo sempre le mani dappertutto, oltre alla lingua naturalmente. Eh si, la speleologia è una mia passione. 
Ricordo anche l'invidia e le male parole del resto della ciurma. Era bello sapere che rosicassero quelle teste di clacson. Chissà quanti amori so nati sugli autobus (io sto a quota 2), quante coppie hanno rotto (in tutti i sensi), quanti baci, quanti risucchi, quanti accoppiamenti, quanti schizzi di liquido seminale sui sedili, quanti figli 9 mesi dopo! E chissà quante disgrazie a causa degli sms... io quella sera ad esempio, ne subii le conseguenze. Anzitutto perdendo schifosamente la partita ma soprattutto da quel giorno odio gli sms e sono diventato alcolizzato.


IMPARA L'ARTE E METTILA DA PARTE

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Torna la rubrica dell'arte, questa volta con quel gran furbacchione di Picasso. Massì, quello che gli hanno intitolato pure un modello (penoso per altro) di Citroen. Per chi non sapesse il francese o avesse seri problemi di vista (cioè i maschi che staranno guardando tutt'altro), questo dipinto si chiama "Le ragazze non sono morbide" ed è esposto a Londra, Tate Modern Museum. Notate i capezzoli della donna a destra, sono fantastici! Vi starete chiedendo come mai Picasso, che di solito dipingeva cose di cui ed in cui non si capiva un cacchio, abbia fatto questo lavoro in cui comunque non si capisce un cavolo. Semplice, u pilu è l'unica cosa chiara (anche se è scuro) del quadro.

martedì 4 gennaio 2011

Uno sguardo d'autore

L'amor che move l sole e l'altre stelle
Ieri l'altro un'amica virtuale mi ha chiesto "Tu sei sicuro che lei sia la donna che vorresti avere accanto per la vita?" - "Oggi non puoi essere sicuro di niente, manco del tuo sangue" Tuttavia io vorrei starle accanto ma anche starle dentro. E poi queste frasi "per la vita" non le sopporto. Sembra una condanna ed io non credo nell'amore eterno. Nemmeno l'universo è eterno, solo u pilu è per sempre. Inoltre negli ultimi giorni la mia amata mi sta scendendo sui coglioni (in senso figurato).

A proposito, questa era la donna che amavo da bambino. 
 Ora è così.
Propositi, proposte e proposizioni
La sera del 31 mia cugina mi ha chiesto "Quali sono i tuoi propositi per il 2011?". Confesso che ho impiegato almeno 3 minuti a pensare come rispondere. Forse perchè avevo bevuto troppo per formulare una frase di senso compiuto; forse per colpa di questo disagio sociale, sfacelo culturale, crisi economica che si ripercuote su di noi, delocalizzazione del lavoro, classe politica sempre più distante, la piaga di una società apatica, abulica, avulsa dal contesto moderno, astronza. Fatto sta che ad una domanda (un tempo) semplice semplice non ho saputo rispondere meglio che "Tirare a campare". Poi sono tornato cazzone ed ho trovato qualche motivazione per andare avanti in quest'anno.

I buoni propositi per il 2011:
1) Scopare
2) Pubblicare un romanzo quindi farmi invitare in tutti i programmi tv pseudo-culturali, bigotti e buonisti per insultare Sgarbi (tanto è ospite fisso)
3) Fingermi black block che si finge uno studente in una manifestazione
4) Dare del vigliacco al ministro La Russa in diretta televisiva a reti unificate
5) Dare del nano al ministro Brunetta
6) Diventare ricco e spendere tutto il patrimonio in puttane e cocaina
7) Creare un asocial network
8) Lavorare
9) Meritare un dossier di Wikileaks
10) Realizzare uno solo dei precedenti propositi

I cattivi propositi:
1) Torturare qualche maiala
2) Insegnare l'inno di Mameli ai leghisti
3) Celebrare i 150 anni dell'unità d'Italia in una cerimonia pubblica, tutto nudo e con il pisello dipinto tricolore
4) Proseguire nell'opera di diffusione del blog
5) Sposare una donna ricca sfondata (ricca prima d'incontrarmi, sfondata subito dopo)
6) Mettere in pratica le più perverse fantasie erotiche
7) Fondare un movimento, perchè i partiti non sono più di moda.
8) Vincere il Nobel per la pace dopo aver invaso Norcia, anche perchè lo danno a tutti (con il dovuto rispetto verso Obama)
11) Mettere in pratica gli insegnamenti del mio mentore e fare la rivoluzione. Qui mi serve il Vostro ausilio.


Sono maschio DOCG (Denominazione di Orgasmo Controllato e Garantito)
Rispondo alla mia dilletta Fallen: probabilmente è anche colpa tua! Infatti ho sempre più spesso mostruose erezioni mattutine, l'ultima oggi, a causa delle quali mi sveglio anche presto. D'altro canto devo ammettere che il mio pisello non è mai stato bello e grosso come ora. Mi spiego: bello non lo era mai stato (stando a sentire la mia ultima fidanzata invece si) e per grosso intendo lo spessore, della lunghezza me ne frego (lascio giudicare alle vagine). Solo ora mi rendo conto di avere un capolavoro. Un capolavoro della natura, il capolavoro di mamma e papà (giacchè sono figlio della fusione di uno spermatozoo e una cellula uovo!)

Ed ora spazio alla nuova rubrica che farà luccicare ulteriormente questo splendido blog. Una rubrica che occuperà totalmente alcuni post oppure, come in questo caso, si troverà a suo agio in altri contesti.

IMPARA L'ARTE E METTILA DA PARTE
http://4.bp.blogspot.com/_N94ymf9CATY/SlfEf43TV4I/AAAAAAAAARc/UT9EKV4OZpk/s320/Matisse-Odalisca+con+pantalones+rojos.jpg 
Odalisca con pantaloni rossi (1921)

Questo capolavoro (io so fare di meglio) è di Henri Matisse ed è visibile al museo d'arte moderna Georges Pompidou (mi raccomando, non fate confusione con Pompadour che quella è un'altra storia) di Parigi. Per cui qualora voleste ammirarlo da vicino munitevi di tom-tom oppure fate come me, cioè seguite la rubrica del prof Caroli a Che tempo che fa. Sapete per quali alti ideali Matisse ha ritratto una 18enne in quella posizione ed a torso nudo? Semplice. Perchè ci piaceva u pilu!