giovedì 28 luglio 2011

Oggi mi sono sentito un porco

Stamattina sono uscito per fare la consueta camminata mattutina. Ho la fortuna (da questo punto di vista) di abitare in campagna e lontano da aree industriali. L'aria è buona, specialmente dopo che è piovuto tutta la notte. Mi fa impazzire l'odore dell'erba bagnata: è eccitante. Mi metto in cammino con il sole che picchia forte, l'umidità è elevata e sudo abbastanza presto. A un certo punto vedo una donna a qualche centinaio di metri da me, non so chi sia ma mi giro. Perché? Boh... Faccio un'altra strada e dopo 10 minuti vedo un'altra donna, mi sembra una ragazza che conosco, che viene verso di me. Mi giro pure questa volta. Non so che cazzo m'è preso. Cammino a passo spedito e dopo qualche minuto sento che lei si avvicina: ha accelerat molto il passo. Se prima era a 100 metri ora starà a non più di 15 da me. Mi segue ma non dice nulla.

Non mi vuole parlare se no mi avrebbe chiamato. Vuole scopare. Siamo soli qui, ora mi fermo la afferro portandola verso me e la bacio. C'è la pineta qui vicino lì può farmi tutti i pompini che vuole. 
In fondo  Lei non è fedele, farebbe la stessa cosa con un altro, parla di complicità e mi ha detto che se io andassi con un'altra non ci sarebbero problemi...
No ma che cazzo sto pensando? Questa non mi segue, fa la mia stessa strada per caso.

Continuo a camminare, svolto sempre all'ultimo ma lei mi sta dietro di poco e ogni tanto accelera. Sno imbarazzato e un po' mi vergogno per quello che ho pensato prima. Comincia a infastidirmi questa situazione.... sento che sto per perdere i nervi. Improvvisamente quando cambio per l'ennesima volta strada, non la sento più. Mi volto dopo pochi minuti e la vedo percorrere un'altra via.

Hai ragione amore, quando mi dai del porco.


 

mercoledì 27 luglio 2011

Non solo Daygum xilit



Ogni paese ha la sua cultura, le sue tradizioni, i suoi usi e costumi. Ogni paese ha pregi e difetti che i suoi "figli" esprimono in vari modi. Ogni paesi tocca dei picchi che possono far meravigliare o vergognare. Quando sentiamo citare il nome di una nazione andiamo subito con la mente a cercare che cosa la identifichi rispetto alle altre e questo vale pure per quello che fanno gli esseri umani che vi abitano. Per cui Italia oltre alla risaputa triade "pizza-spaghetti-mandolino" ci fa pensare immediatamente all'arte. Alla parola Grecia associamo la nascità della civiltà e le storie narrate da Omero. Se pensiamo al Giappone e alla Corea (al singolare perchè odio le stupide distinzioni geopolitiche) ci vengono in mente le arti marziali, i samurai, i kamikaze, la disciplina, ecc. USA la associamo all'obesità, ai film western, alla guerra. Germania ci fa venire in mente Nazismo, calcio (perchè li battiamo sempre). Restando nell'ambito dell'arte è chiaro che se ci riferiamo alla musica classica associamo subito a Italia, Austria e Germania. La pittura ci fa pensare a Italia, Francia, Spagna. Il teatro ci fa pensare alla commedia e la tragedia greca. Cinema mi fa pensare a Francia e USA.

C'è un paese del nord Europa che nell'ambito della musica leggera e in particolare del metal è senza competitori: la Finlandia. Un paese che in fatto di quantità e soprattutto qualità di artisti non ha nulla da inividiare a nessuno. Una vera e propria fucina di talenti con continuo ricambio generazionale (laddove non ce ne sarebbe neanche bisogno). Non so per quale motivo, inizialmente credevo "perché non hanno il papa che rompe il cazzo" poi c'ho riflettuto e ho constatato che pure il Bangladesh non ha il papa ma in fatto di metal non mi sembra agguerritissimo. Poi ho pensato che probabilmente i bambini finlandesi non hanno l'odiosa scuola dell'obbligo in cui stai rinchiuso per 5-8 ore 6 volte a settimana tappandoti ogni possibile fantasia. Probabilmente hanno degli spazi in cui possono praticare lo sport che vogliono, suonare gli strumenti che vogliono, trombare con chi vogliono. E aggiungo un altro "probabilmente" (chiedo venia a eventuali docenti dell'Accademia della Crusca): non hanno dei coglioni travestiti da predicatori che gli dicono "come fai a suonare quella roba? Non sai che è la musica del demonio?!"

Sarà per queste cause o sono solo congetture di un anarco-insurrezionalista e attenzionato? Vabbè, fatto sta che i finlandesi spaccano. In Finlandia c'è una concentrazione di metallari per km quadrato che supera quella di fica in un set di una gang bang con un maschio solo. Volete qualche esempio? Ecco una lista di artisti e gruppi coi controcazzi.

Amon Amarth
Ensiferum
Stratovarius
Sentenced
Poisonblack
Nightwish
Tarja Turunen
Korpiklaani
Finntroll
Sonata Arctica
Turisas
Ville Laihialo
Wintersun
Apocalyptica

Non la faccio troppo lunga perchè questi sono solo alcuni tra i più "in vista" anche se molta di questa musica rimarrà sempre di nicchia a causa di una contro-cultura di merda di tanti paesi, il cui capostipite è il nostro, che per regressione sta messo peggio dell'Iran dove hanno l'Ayatollah (il che è tutto dire...). Io comunque continuerò ad ascoltare metal, a gasarmi con il metal, a drogarmi e arraparmi con questa musica straordinaria.
E chiederò alla Finlandia lo status di rifugiato culturale.

Ah, nel video sopra potete ammirare dei violoncellisti metallari: è proprio vero cara mia Dea che questa musica si avvicina molto alla Classica!
Come vedi questa volta l'accento l'ho messo bene, grazie mille. Prenota per un viaggio in Lapponia

lunedì 25 luglio 2011

La capanna spazio-temporale

Ci sono cose che non capisco.
Io ti ascolto.
Dici che diventerò "come gli altri" che per me vuol dire tutto e niente. Sai che non mi piace generalizzare e le previsioni sono fatte per essere sbagliate.
Io ti ascolto.
Anche quando non condivido, perchè non si può far finta di non appassionarsi al tuo eloquio.
Io ti ascolto.
Sai, non credo che tra 2 mesi diventerò un fondamentalista cristiano nè un sicario della mafia. Non mi è mai piaciuta la massa. Mi ritengo estraneo, diverso  che non vuol dire migliore nè peggiore. So che mi ami e stimi troppo per pensare ch'io diventi uno qualunque.

Mi dici che sono limitato (e chiuso) ma non per colpa mia, bensì per la natura del maschio.
Io ti ascolto.
Sei coerente tesoro. Pensavo che la coerenza fosse un sogno per illusi e invece con te ho scoperto che esiste. La coerenza affascina. Tu parli con gli occhi.

Ieri sono stato nel bosco a vedere un terreo che fu di mio nonno e che ci darà tanta legna per l'inverno. Mio nonno, come tanti della sua epoca, s'è fatto il mazzo. S'è spaccato la schiena per la famiglia. Mio nonno ai figli maschi dava un sacco di botte, come tanti della sua epoca. Partigiano, per colpa di un cretino fu condannato a morte dopo una rappresaglia nazista. Si salvò. Era uno che per tutta la vita ha creduto in certi ideali quelli che oggi sono svaniti. Fu segretario di sezione del Partito Comunista. Aveva la licenza elementare e una cultura immensa. A 77 anni ha costruito l'ultima casa. Un diabete scoperto troppo tardi l'ha ucciso. Io non dimentico i suoi moniti. Era strano vedere quel pezzo di bosco per la prima volta. Ci sono tante quercie e ginepri, nel mezzo qualche radura con le felci dell'appenino centrale. Penso a quando la gente ci andava a piedi. Una salita mostruosa e anche oggi se non hai un ottimo fuoristrada ti tocca faticare. Mi piacerebbe salirci con te. Ci sono molti garofani selvatici, dovresti annusarne il profumo! Ah l'olfatto è un senso meraviglioso. Pensa che pesci e lombrichi non ce l'hanno: già ma che cazzo se ne fanno sott'acqua e sotto terra?!
Ci immagino avvinghiati mentre ci rotoliamo nelle radure con le spine che entrano nel culo. Questo è amore.
Anche qui ha combattuto nonno, per me, per te, per l'umanità.
Ricordarmi che dobbiamo fare un'escursione prima ch'io diventi come gli altri.

Ho visto un film, si intitola Una casa alla fine del mondo. E ho ripensato a quello che ci siamo detti venerdì mentre fumavi e t'incazzavi e la gente si girava curiosa e sbigottita. C'è una bella scena in cui i due amici si fanno una sega a vicenda. L'ho trovata stupenda, una delle più belle nella storia del cinema. La Rai ha censurato Brockback Mountain per molto meno (la Rai quella che è di tutti di più). Invece una rete privata ha trasmesso questo film con scene di sesso tra maschi ma ovviamente dopo la mezzanotte. Prima non si può, se no bambini e vecchiette si scandalizzano: meglio le tette di silicone e gli insulti di Sgarbi.
Hai ragione mia partigiana, i Bonobo non si pongono certi stupidi problemi.

domenica 24 luglio 2011

Io canto ma lui scrive

Mentre guardavo la cerimonia di premiazione dei 400 metri stile libero ai mondiali di nuoto mi è venuto in mente qualcosa di buffo a riguardo del nostro inno nazionale. Starete pensando cosa ci trovi di buffo in un inno che parla di morte, sangue, guerra, violenza etc etc. Beh semplice: tutti sanno che l'inno è di Mameli. L'ha scritto Goffredo Mameli (morto quando stava per compiere 22 anni) non uno dei nostri scrittori più famosi. Però pochi sanno che la musica che tra l'altro è ciò che preferisco, è di Michele Novaro. Chi?
Si Novaro, un signor nessuno.

Il canto degli italiani

Conosciuto da tutti come "Fratelli d'Italia". Non sto qui a disquisire se sia l'inno più bello o meno ma quello che trovo buffo è il fatto che siamo uno dei pochi paesi il cui inno nazionale è stato composto da un'artista poco conosciuto. Non che non ci fossero alternative eh. All'epoca c'era un tale Giuseppe Verdi che si dilettava egregiamente nel comporre opere liriche. Aveva pure composto un inno per l'unità che auspicava. Il problema è che c'era una mafietta sotto, con una selezione e un programma tipo X FACTOR. In finale arrivarono Verdi e Novaro ma la Maionchi disse

per me è NOOOOO

E Verdi dovette limitarsi a suonare l'inno a sua moglie adattandolo per una seranata. Invece Novaro fece fortuna (cioè morì povero) e passò alla storia come quello di cui nessuno sa un cazzo.

sabato 23 luglio 2011

Ma lascia stare, va^

Ok, malgrado non si veda, l'estate ha già toccato la boa e la canicola ha già cominciato a dare alla testa. Quando la merda è troppa, l'acqua non defluisce più e cominciano le grane.
Dunque: ieri me ne stava tranquilla tranquilla a fare una marea di cazzi miei. Ero al supermercato, dovevo far la spesa e visto che non avevo fatto nessuna lista (detesto le liste!) non mi ricordavo assolutamente cosa mi serviva e infilavo dunque nel carrello una marea di cose inutili, che probabilmente non avrei mai cucinato e sarebbero diventate vecchie nel congelatore. Poco importa, visto che alla fine le avrei mangiate lo stesso! In ogni caso me ne stavo lì con l'espressione dubbiosa di fronte agli scaffali, col desiderio indescrivibile di essere altrove. Poi un lampo nella mia mente annoiata: ma sai che son quasi tre settimane che non si tromba? Mi sa che i preservativi son finiti... si lo so, comprarli al supermercato non è mai sicuro, chissà da quanto tempo se ne stanno lì, vedi mai che c'hanno qualche buchetto che ti frega, in ogni caso mi fermo davanti alla cassa, in disparte per non dar fastidio alla fila, e comincio a guardare: ritardante per lei (ma va, dai, non serve) stimolante per lei (ecco, magari quello si) ritardante per lui (ma perché? Da quel punto di vista il mio maritino è ok) stimolante per lui (non basto forse io?) e mentre me ne sto lì zitta zitta a farmi un progettino per domani sera, visto che i bimbi domani mattina vanno per una settimana al maer con i nonni, ecco che il solito rompicoglioni... rompe appunto!
"Scusi, la fila finisce là dietro, mica vorrà passare avanti?"
Il rompicoglioni, anzi, la rompicogliona la conosco di vista, è una che quando può salta tutte le file, una di quelle che si lamenta del mal di gambe e poi parte in quarta per fregarti il posto a sedere sull'autobus. Oppute alla Posta - giuro! - l'ho vista litigare con una ragazza incinta che toccava lei e che se il numero non ce l'aveva era solo perché la macchinetta non funzionava. Naturalmente la stronza della Posta ha fatto aspettare la ragazza ed ha servito la vecchia, creando casini in tutta la fila, visto che il contatore automatico è l'unico strumento al servizio del pubblico che si puù dire davvero democratico.
"Guardi che non sono in fila." dico il più dolcemente possibile.
La vecchiaccia mi fissa, fissa i preservativi, poi mi guarda di nuovo.
Per amor di cronaca, io dimostro almeno dieci anni in meno di quelli che ho, non mi trucco quasi mai e mi vesto in modo particolare, ma non appariscente. La vecchiaccia mi squadra e mi fa, a volce alta: "ma non sa che le gomme americane rovinano i denti?"
Belvedere


Corriamo sulle infradito

Due settimane fa sono capitato a Decathlon, siccome avevo bisogno di un paio di scarpe da corsa sono andato a dare un'occhiata nell'apposito reparto. Interessante notare come etichettano tutto (d'altronde siamo nella società dove se non sei "taggato" non sei nessuno). Avevo una cinquantina di euro in tasca e la mia attenzione è stata subito catturata da un tipo di scarpa che stava sui 44€. Non avevo tenuto conto della didascalìa e c'ha pensato mio cugino a farmela notare.

Per corridore saltuario da 1 volta a settimana a poche volte al mese

Passo a un altro scaffale ma solo per curiosità giacchè i prezzi iniziavano ad essere fuori portata. Belle scarpe

Per corridore da qualche volta a settimana

Altro scaffale e il prezzo lievita sui 90. Scarpe sempre più belle tant'è vero che sembrano fatte per una serata di gala (nel frattempo c'era l'odiosa musichetta di sottofondo del reparto).

Per corridore da tutti i giorni.

Quelle in teoria avrebbero fatto al caso mio ma come già detto il prezzo era fuori portata (e pure se avessi avuto 2000 euro in tasca non le avrei comperate). Altro scaffale, l'ultimo per maschi. Prezzo oltre i 120 euro.
Scarpa per super-professionista

Va bene le logiche di mercato, va bene la concorrenza, va bene il prendere per il culo i clienti (la maggior parte di quelli che comprano da Decathlon sono gli "sportivi della domenica") però mi spiegate come sia possibile che io per tre anni abbia corso tutti i giorni con scarpe bucate e suole mezze distrutte? E non erano "scarpe da corridore" ma sempliemente Puma sportive più da camminata che per altro (e mi ricordo di averle pagate quasi 30 euro). Hanno resistito meravigliosamente considerando che in quattro anni le ho usate per: camminare ovunque, giocare a pallone sull'asfalto e il ghiaione, correre ovunque, andare in bici, ecc. 
Vorrei davvero capire fino a che punto possa arrivare la stupidità umana.

Ho pensato a questo episodio guardando lo spot della "tenda 2 secondi easy" con la magnifica reclame 

"2 secondi per aprirla e 15 secondi per chiuderla"

Dove per aprirla si intende dispiegarla e fissarla (almeno è quel che si vede dallo spot) e per chiuderla si intende ordinatamente staccarla dai sostegni e ripiegarla. Nella realtà io non vorrei mettermi nei panni di chi compra quella tenda abboccando allo spot (e sono tanti) e si rende conto che per aprirla ci vuole una buona dose di bestemmie in aramaico e sanscrito. Fate attenzione alla pubblicità.



venerdì 15 luglio 2011

Una sorpresa continua



Ci sono quelle giornate che non puoi dimenticare.
Quei giorni che vorresti fossero eterni.
Lei è così bella e graziosa da farti sembrare uno molto fortunato.
In effetti lo sono.

Quando ci siamo separati sono stato per qualche minuto ad assaporare quello che la tua lingua aveva lasciato sulla mia. Ho ripensato a quelle sensazioni pazzesche, quegli attimi di trascendenza mistica che da ora in poi faranno parte della mia vita. Sei stata tutto quello che volevo: tenera, porca, aggressiva, dolce, lussuriosa e tante altre cose che non so descrivere. Non ci sono le parole adatte.
Non c'è niente di te che mi abbia deluso. Niente che mi abbia lasciato insoddisfatto. In te c'è qualcosa di primordiale. Da ieri ho scoperto che c'è anche in me. Quando mi sono steso sul letto sentivo il tuo odore e mi sono eccitato. Mi sembrava di averti addosso.

Spesso mi chiedevi "Perché sei così serio, sembri triste" e non ti rispondevo. In realtà ero triste perché pensavo al fatto che scaduto il nostro tempo ci saremmo dovuti separare: siamo prigionieri dei numeri. Quei momenti bellissimi avevano dei confini. Non so se sia giusto ma è così per tutti. Almeno il tempo è davvero democratico.

Quanto mi piaceva baciarti?
Quanto mi piaceva stringerti?
Quanto mi piaceva sentire i tuoi gemiti?
Ecco, queste sono sensazioni incalcolabili, non quantificabili. Questo è misticismo. Quanto vorrei farlo ancora? Potrei dire "tanto" ma so che non sarebbe abbastanza.

Mi provocavi, mi davi del ragazzino e io dovevo stare zitto. Ora la mente rielabora e gode. Come hai detto tu è bello pensarci a mente fredda. Emergono i dettagli e sono sempre loro a far la differenza.
Tu conosci i miei punti deboli, fai il passo più lungo della gamba mentre tento ancora (inutilmente) di capire le tue mosse. Mi fai impazzire.

Ripenso alla tua pelle contro la mia, alla tua voglia di baci e di cazzo. Ripenso al fatto che mi hai fatto sentire un DIO. Sto per spiccare il volo, tesoro mio.





sabato 9 luglio 2011

Chi ci ama ci segua

Mi è giunta sovente notizia del fatto che non comparissero gli aggiornamenti del blog nelle vostre bacheche. Inizialmente non capivo poi mi sono reso conto di un calo drastico dei commenti da parte di 7/8 frequentatori abituali, il che francamente pareva strano. Inoltre in vari blog dove figura questo tra gli elenchi, l'ultimo aggiornamento è di 2 mesi fa, risalente a questo post. Allora mi sono svegliato e ho controllato il feedburner: effettivamente non è aggiornato da 2 mesi e non so per quale motivo.
Fatto sta che l'ho eliminato e ora gli aggiornamenti dovrebbero comparire regolarmente nella vostra bacheca.
Lo staff vi prega di farci sapere se è tutto ok.

Ah, io e Dea abbiamo creato un nuovo blog nel quale parleremo di tante cose che ci fanno girare le scatole: siete tutti invitati. 

mercoledì 6 luglio 2011

L'amore spara al cuore

Era il giorno della vigilia. Laura stava preparando tutto per l'arrivo dei suoi genitori che avrebbero finalmente conosciuto Michele. Lui decise di dirle una cosa senza preamboli "Laura, ti ho tradita". Il sorriso della ragazza sparì e venne il tempo delle domande ma lui l'anticipò "è stato solo sesso, avevo voglia di scopare." - "Perchè mi dici questo?" - "Io non voglio mentirti nè usare giri di parole. Ho fatto quello che ho fatto, ora sta a te prendere una decisione." Lei prese dal comodino la pistola d'ordinanza del suo uomo, in una frazione di secondo cercò di pensare a come facessero gli attori nei film e premette il grilletto.
Quattro giorni dopo era all'ospedale nella sala d'attesa più brutta che avesse mai visto. Un dottore le si avvicinò "è lei la fidanzata?" - "Si." - "Il suo fidanzato è uscito dal coma. La pallottola gli ha sfiorato il pericardio, sa in questi casi i credenti parlano di miracolo."
Lei ottenne il permesso per andare a trovarlo e poco dopo arrivarono dei poliziotti. Laura aveva subito raccontato una storia poco credibile anche quella presa da uno di quegli odiosi film che Italia Uno trasmetteva di notte. Nessuno le aveva creduto e tutto dipendeva dall'uomo che aveva cercato di uccidere. "Signore, intende sporgere denuncia?" - "No" e con un cenno della mano lì fece uscire. Laura gliela baciò e scoppiò in un pianto dirompente. Lui straordinariamente lucido e senza mostrare segni di commozione le disse "sei una lurida puttana... ma al posto tuo avrei fatto la stessa cosa." 
Passarono i giorni e lei tornava a visitarlo, iniziavano a parlare anche d'altro. Il giorno prima di esser dimesso Michele le disse "io ho bisogno di tempo, devo capire quanto conti per me. Non farti sentire, lo farò io".

Quasi 2 mesi dopo l'incidente, Michele ricevette la visita della "causa indiretta" della sua degenza. Non si era fatta viva all'ospedale, non gli aveva telefonato nè scritto. "Quando te la tolgono la benda intorno al cuore?" - "Fatti i cazzi tuoi. Lo capisci che per me sei stata solo un passatempo? Ok, abbiamo scopato due volte ed è stato pure gran sesso ma io non condivido nulla con te. Nulla." La faccia tosta le scomparve in un attimo e non riuscì a rispondere. Michele affondò "Vattene e non farti vedere più."
Poche ore dopo iniziò ad aprire tutte le lettere arretrate e ne scovò una che decisamente aspettava: era la comunicazione del licenziamento dalla polizia municipale. Per aver potenzialmente messo in pericolo la vita di estranei lasciando incustodita un'arma da fuoco. Non ci poteva credere, nessuno gli aveva detto qualcosa a riguardo. Nessun collega era andato in ospedale. Passò diversi minuti a maledire mezzo mondo e bestemmiare come mai prima.

Aveva dovuto far passare un po' di giorni per calmarsi e cercare di fare mente locale. Riaccese il pc e scrisse un e-mail a Laura "Vieni, anche alle 6 di mattina, vieni quando ti pare. Ho voglia del tuo sapore in bocca". Lei arrivò il giorno seguente, verso ora di cena. Non ebbero bisogno di parlare. La donna che lo aveva quasi ammazzato era lì, avvinghiata a lui. La prese da dietro mettendole due dita in bocca e due nella fica. Venne subito, prima che potesse penetrarla. La baciò in bocca e le leccò il clitoride riscoprendo quei sapori che aveva dimenticato. Questa volta non c'erano pallottole che potessero fermarlo.

venerdì 1 luglio 2011

Decifrarti è impossibile

Questo amore è strano.
Hai scoperto l'acqua calda?
Chi cazzo sei? Da dove vieni?

Tu dici che mi stai deviando: e se fosse il contrario? Mi piace quello che scrivi, mi piace il tuo fisico, la tua voce, il tuo saper essere femmina e troia. Mi piaci quando t'indigni e quando ridi. A volte mi sento schiacciato dal tuo tono inquisitorio, sembra che tu stia per attraversare la linea telefonica per venirmi a picchiare. Mi sa che sto diventando masochista. Mi piace essere insultato da te e questo può avvalorare la tua teoria riguardo al genere maschile (ma sai bene che odio le generalizzazioni.) Tu sei la prima donna alla quale consento di trattarmi male. Ho tanto da imparare da te. Ti esprimi senza fronzoli, vai diritta al punto, sei aggressiva, sei sexy. Tu mi vuoi perchè ti faccio godere ma cerchi di nasconderti dietro le pippe mentali: lasciale stare. Gli incidenti del passato non possono rovinarti il presente nè precluderti il futuro. Io non penso che voi siate tutte "x" perchè so bene che tu sei "A" e "Z". Non cercare giustificazioni. Credo che nessuna m'abbia amato quanto mi stai amando tu. Potrei sbagliarmi ma ti assicuro che è una bella sensazione. Godo sapendo che ti tocchi pensandomi, godo quando sei al lavoro e le mie provocazioni ti mettono all'angolo. Mi sento un po' stronzo perchè so che con te posso essere me stesso.

Non vedo l'ora di metterti le mani addosso. Ricordo il giorno e il momento preciso in cui mi hai detto "ti amo": stavo perdendo i sensi. Da quel momento è cambiato tutto. Nemmeno le seghe son più come prima. Sei una fata e una strega. Sei timida e dolce, sei sadica e sfacciata. So che tutte le mie ex e quelle che mi son piaciute non valgono la metà della metà di te. Sei sicura che io tornerò da lei ma lei chi? Quella è stata solo il periodo tra due  parentesi nel mio lungo romanzo. Io ti sono debitore. So che la tua vita è stata irta di difficoltà ma hai avuto una forza pazzesca, sei una leonessa. Sempre pronta a graffiare e mordere. Tu meriti affetto, baci, carezze, poesia, sesso. Hai qualcosa di fanciullesco: la spontaneità. Non fai calcoli prima di parlare. Ricordo che quando ti ho conosciuta pensavo che fossi una mistress e mi sarei fatto volentieri sculacciare. Piano piano mi rendo conto che, come dici tu stessa, sai metterti in ginocchio a pregare il tuo Dio.