mercoledì 31 agosto 2011

Giochi olimpici

Qualche anno fa ebbi una conversazione con quella che all'epoca era la mia fidanzata. Una di quelle conversazioni in cui si parla del più e del meno; del per e del diviso, del siccome e del poiché. In parole povere, una gran rottura di palpebre. Per ravvivare la conversazione le feci una domanda

"Cara, hai mai fatto uno sport?"
"Si, danza."
"Ma la danza non è uno sport"
"Come ti permetti? Certo che è uno sport...
sport è qualsiasi cosa CHE IMPLICHI UN MOVIMENTO FISICO!"

A digerire 'sta minchiata non ce l'ho fatta e sappiate che l'ha detto convinta. A distanza di qualche anno ho un blog e per fortuna posso scaricare qui tutto quello che avrei dovuto dire alla donzella o scrivere su un muro. Ho pensato a un elenco di nuovi sport, che in realtà sono sotto gli occhi di tutti ma solo quella frase mi ha aperto gli occhi. Suggerite se ve ne vengono in mente altri: questo sarà un post in progress, poi presenteremo la documentazione al CIO. D'altronde se il Badminton è uno sport olimpico non vedo perché questi altri non potrebbero andare...

Sesso (incluso tutti i tipi)
Radersi la barba (o altre pelurie)
Farsi la ceretta
Tagliarsi le unghie
Starnutire
Tossire
Vomitare
Pisciare
Defecare
Abbassare/alzare il finestrino dell'auto
Gonfiare lo pneumatico (di bici, moto o auto ecc)
Gonfiare un palloncino
Radere l'aiuola
Leggere (muoviamo pure le dita per cambiare pagina) 
Dormire
Scoreggiare
Ruttare
Fare il gesto dell'ombrello
Guardare (dato che gli occhi si muovono)
Respirare
Sudare a freddo
Scrivere
Parlare
Toccare
Fumare
Bere
Mangiare
Digerire
Sanguinare
Trattenere il respiro
Mordere
Leccare
Sputare
Mettere il preservativo
Ingoiare
Deglutire
Scendere/salire le scale
Abbottonare/sbottonare un indumento
Allacciare/slacciare le scarpe
Mangiare un tot di panini (questo mi sa che esiste in America come sport professionistico)
Pagare con spicci o carta-moneta
Pagare con carta di credito e bancomat
Scopare (con la ramazza!)
Stirare
Bucarsi
Fissare una mensola
Impastare materiali per l'edilizia
Spegnere/accendere la luce (o apparecchi)
Preparare la tavola
Guidare (anche il triciclo)
Piangere
Lavarsi
Asciugarsi
Cantare
Fare l'occhiolino
Fare smorfie e linguacce
Fare una pernacchia (cazzo Bossi è un olimpionico!)
Lavare l'automobile
Scaccolarsi
Sparecchiare
Tirare con la cerbottana
Pulirsi le orecchie
Spolverare
Tagliare i capelli
Lavarsi i denti
Le mestruazioni
Le coliche
Soffiare
Accendere/smorzare la candela
Far tamburellare le dita
Mangiare le unghie
Morire
Fare zapping
Chattare
Scrivere e-mail, post
Premere
Schioccare le dita
Clacsonare
Suonare il campanello
Telefonare




lunedì 29 agosto 2011

Felini



Era la metà degli anni '90. La nostra casa era piena di gatti. Una sera sentimmo miagolare a squarciagola davanti il portone e non potemmo fare a meno di aprire. C'erano due belle gatte (madre e figlia) che morivano di fame. Erano di una nostra vicina di casa, una di quelle persone che tiene gatti solo per non avere topi. Quelle gatte avevano bisogno di coccole. Rimasero per qualche anno, soprattutto la figlia poiché la madre morì dopo poco tempo. Era una gatta dal pelo folto (una specie di persiano) e una straordinaria abilità nel cacciare. Ogni giorno catturava piccole prede: passerotti, ramarri, topi, ratti una volta uccise perfino una vipera! Era di una mole imponente e incuteva timore se non addirittura rispetto verso gli altri gatti. Anche i maschi la temevano. Negli anni in cui è stata con noi ha messo al mondo decine di cuccioli e tutti molto vispi. Titti aveva una particolarità: capitava a volte che sparisse per diversi giorni oppure per settimane, altre volte stava via per mesi. Non dava segni di stanchezza nè di noia ma era fatta così. Ci eravamo abituati: certo ci mancava però sapevamo che prima o poi sarebbe tornata. Ci eravamo affezionati a lei tant'è vero che l'ultima volta che andò via capimmo subito che non sarebbe tornata. Forse era malata o troppo vecchia per lunghi viaggi, forse voleva risparmiarci la sofferenza di vederla esanime. I gatti sono così, soprattutto alcuni di loro, raggiungono un elevato grado di empatia con l'essere umano che se ne occupa.
Il gatto non ha bisogno di un tetto ma se lo inviti di certo non se ne schifa.
Il gatto non ha bisogno di essere nutrito ma se lo imbocchi non si fa pregare due volte.
Il gatto non gradisce gli ordini ma ogni tanto, per farti un piacere e darti l'illusione di comandare su qualcuno, può eseguirli.
Il gatto è anticonformista.
Ci sono alcuni gatti che rimangono a vita degli spiriti liberi. Puoi dargli accoglienza, cibo, cure e tutto l'affetto che ti pare ma quando prende la decisione di andarsene, non puoi fare nulla per impedirglielo. Puoi solo sperare che sia felice e ringraziarlo per le emozioni che t'ha fatto provare.

Io conosco una donna che è esattamente come quella gatta. Una donna libera, capace di straordinarie manifestazioni di affetto che vanno oltre ciò che potrei attendere da un essere umano. Una donna che quando vuole i suoi spazi non deve chiedermi il permesso: prende e se ne va. Io lì per lì ci sto male, non capisco e mi faccio mille domande. Poi capisco che è proprio il fatto di non capire che mi aiuta a comprenderla meglio e a lasciarla in pace. So che posso solo ringraziarla e sperare che torni potendo contare sul mio affetto e la mia ospitalità di spirito.




Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; 
ritira le unghie nelle zampe, lasciami sprofondare nei tuoi occhi
in cui l'agata si mescola al metallo.
Quando le mie dita carezzano a piacere la tua testa
e il tuo dorso elastico e la mia mano s'inebria
del piacere di palpare il tuo corpo elettrizzato,
vedo in ispirito la mia donna. 
Il suo sguardo, profondo e freddo come il tuo, amabile bestia,
taglia e fende simile a un dardo, e dai piedi alla testa
un'aria sottile, un temibile profumo ondeggiano intorno al suo corpo bruno. 

(Charles Baudelaire)

domenica 28 agosto 2011

Godimento e non godimento di veleni


L'unico argomento decisivo che ha sempre trattenuto gli uomini dal bere un veleno, non è che esso uccida ma che abbia un cattivo sapore.
Nietzsche (Umano, troppo umano)


venerdì 26 agosto 2011

Chi dice donna dice PUMA


Un 22 enne italiano ha realizzato un sito internet che è stato "lanciato" a luglio e nelle prime 24 ore ha superato quota 20mila accessi. Vi do qualche indizio per scoprire di cosa si tratta.
Il creatore dice "Un uomo sulla cinquantina accompagnato da una 20enne è sinonimo di potere, successo, ricchezza e viene socialmente accettato, mentre se succede l'inverso, allora diventa uno scandalo, un attacco alla morale e al pudore. Mi sono sempre chiesto il perché di questo paradosso, ben presente in l'Italia dove i pregiudizi contro le Cougar sono più forti rispetto ad altri paesi con mentalità più aperte e anche per questo ho creato il sito, perché su Internet certe barriere sociali o falsi perbenismi non esistono"

Su internet certe barriere e falsi perbenismi esistono eccome. Io me ne sono reso conto notando il comportamento di una donna, proprio una "cougar" che a quanto pare non ha più il coraggio di commentare qui con la scusa che il mio blog è frequentato da agenti del Mossad. Il termine cougar significa puma, ed è l'ennesimo stupido tentativo di infinocchiare gli stolti inserendo un termine straniero per attrarre quanta più gente possibile. Il sito è questo e si presenta subito molto bene, con frasi come questa, di Simona 36 enne da poco iscritta "libera di sedurre senza inibizioni". A' Simò ma per sedurre senza inibizioni avevi proprio bisogno di un sito internet?

Il creatore del sito continua così "Sfatiamo fin da subito il mito che siano tutte alla ricerca di un salto indietro nel tempo, un ritorno al passato per riprovare l'ebbrezza di un periodo ormai chiuso grazie ad un ragazzino: certo, sicuramente ci sono anche quelle che vogliono un partner fresco e focoso, ma sono una minoranza". Si una minoranza, le altre lo vogliono attempato, senza prostata e con il panzone!

Dei 50mila iscritti oggi, le donne sono circa il 40%, età media tra i 40 e i 45 anni, anche se la fascia più rappresentata è quella intorno ai 50: molte sono in carriera, ma ci sono anche tante casalinghe disperate, impiegate o commesse, provenienti soprattutto da metropoli come Milano o Roma. Tanti i giovani sotto i 30 anni. Tutti a cercare l'ebbrezza di una porcona senza tempo. Una cosa giusta il creatore la dice, cioè che i ragazzi della sua età non trovano nulla di interessante (esclusa la fica) nelle proprie coetanee per cui vanno in cerca della gallina vecchia che fa sempre buon brodo.

Non ci trovo niente di nuovo in questo sito, francamente mi pareva che già esistesse qualcosa di simile e penso che in tutti i siti di incontro ci siano queste cose. Un altro iscritto, tale Marco di 22 anni dice "Mi sono iscritto con l'idea di provare qualcosa di diverso (e qui già cadono le braccia) ma non avrei mai pensato di trovare donne focose". Ma ragazzi, davvero pensate che a 40 anni tutte appendono la patata al chiodo? Caro Marco toglimi una curiosità: se ti sei iscritto per provare qualcosa di diverso senza pensare di trovare donne focose cosa cazzo volevi? Per caso una vecchietta che ti faceva pompini con la dentiera algasiv?




Io mi sono innamorato di una donna più grande di me: il caso l'ha voluto (anche se lei dice che l'ho scelta). Non la cercavo, non cercavo amore eppure è successo. Una donna speciale conosciuta qui (grazie blogger!). Non mi è mai passata per l'anticamera del cervello l'idea di trovare "l'anima gemella" su un sito di incontri. Mi sembrano siti creati apposta per approfittare dei deboli. Ti fanno inserire un sacco di dati che servono solo a far sapere i cazzi tuoi a mezzo mondo, a metter cose che magari il tuo partner non ti avrebbe chiesto mai. E poi il modo in cui vengono presentati è buffo, con le testimonianze che sono tutte uguali evidentemente tramandate da sito a sito. Nella home è scritto che cougar significa pantera: per la serie "impariamo l'inglese da Francesco Totti". Tra l'altro il termine è molto simile a quello italiano, poco usato per la verità, di "coguaro" che vuol dire come già detto prima PUMA.

domenica 21 agosto 2011

Sogni



Ospite, i sogni sono vani, inspiegabili:
non tutti si avverano, purtroppo, per gli uomini.
Due son le porte dei sogni inconsistenti:
una ha i battenti di corno, l'altra d'avorio:
quelli che vengon fuori dal candido avorio,
avvolgon d'incanti la mente, parole vane portando;
quelli invece che escon fuori dal lucido corno,
verità li incorona, se un mortale li vede.

Omero, Odissea

Immagine presa dal blog della mia Dea

venerdì 19 agosto 2011

Moralismo 2.0

Mi stupisco quotidianamente per le trovate della politica. Mi stupisco per i tentativi di azzerare la prostituzione:
ordinanze restrittive, zone rosse, multe, divieti di avvicinamento, ecc...

Non capisco per quale motivo lo stato non riesca a fare leggi che possano portare introiti all'erario direttamente dalla prostituzione. Continuiamo a fare leggi che vanno nella direzione opposta, favorendo la criminalità organizzata.

Pensate, circa 9 milioni di uomini ogni anno in Italia vanno a puttane (il 96% donne). I politici si sono mai domandati per quale motivo questa massa migra di notte con un unico scopo? Probabilmente non si sono posti la questione, visto che molti di loro a puttane (o a trans) ci vanno sempre e quindi sanno perfettamente qual è la ragione. Voglio dire, non saranno mica tutti depravati 'sti uomini. In fondo è questo che la propaganda dei cherichetti (molti dei quali con i piedi in due staffe) vuole farci credere... Ah ma so malati... porci schifosi... fedifraghi

La famiglia, quell'istituzione katto-nazista che i cherichetti della domenica promovuono nei salotti televisivi, è lei la responsabile. Il matrimonio, quell'esercizio di puro masochismo che costringe due esseri umani a sopportarsi fino all'estremo, perché se non sopporti il tuo lui o la tua lei c'è una sola soluzione: l'avvocato? No, il machete. Se un uomo va a troie è evidente che la sua donna non sa come soddisfarlo oppure non vuole farci certe cose allora l'uyomo invece di trovarsi un amante che con il tempo diventerebbe peggio della moglie, cosa fa? Paga! Paga e la troia non gli rompe i coglioni. Tante donne sposate farebbero la stessa cosa se la prostituzione maschile fosse più cospicua. Ovviamente ci sono anche i matrimoni che funzionano (apriti cielo) ma davvero il gioco vale la candela?!

La mia Dea dice che dovrebbero essere multate le mogli dei puttanieri: geniale! Io però multerei pure quei politici che invece di trombare si mettono a fare certe leggi talmente stupide che penso la prossima generazione leggendo i libri di storia si farà grasse risate.

L’opinione pubblica è la più viziosa delle prostitute. (Honorè de Balzac)


martedì 16 agosto 2011

La dimensione parallela


Osservate bene questa immagine. Colle della Portella sul Gran Sasso d' Italia (che era un vanto del regime fascista). Il rifugio Duca degli Abruzzi, ci sono arrivato ieri. Quando ho letto sulla targa l'altitudine stavo per svenire (e non solo per la rarefazione dell'aria): 2388 metri slm. La foto l'ho scattata da un'asperità superiore che secondo il gps del cellulare di mio cugino Fed è oltre i 2400 m ed è il punto più alto in cui siamo andati. In cui sono andato. Non sono mai stato a piedi in un luogo così elevato e ho vissuto dei momenti molto belli. Non solo per la compagnia (i miei cugini che vedo raramente). Siamo arrivati a Campo Imperatore in auto e abbiamo preso il sentiero verso il rifugio senza sapere la distanza. Alla fine son stati 40 minuti di cammino più o meno in bilico sui dirupi e c'era tanta gente. Chi stava lì solo a perdere tempo (giuro che ho visto persone con le infradito in un posto in cui davvero ci sarebbe bisogno degli Sherpa) e chi invece era alpinista con i controcazzi. Ho scattato molte foto, il panorama era magnifico.


Ecco, meglio lasciare spazio alle immagini. Questa l'ho scattata dal rifugio. In basso ci sono l'osservatorio astronomico, l'albergo (dove c'è ancora la stanza in cui passò qualche mese Mussolini), la funivia e gli impianti sciistici. Poi il resto del paesaggio parla da sé. Io vivo in montagna ma non così bella e non così vicina al cielo. A me questi luoghi mi fanno sentire vivo e molto piccolo. Uno sputo. L'aria è favolosa. Dovete salirci perché ne vale la pena: un po' di allenamento prima non guasterebbe (soprattutto per la discesa). Un luogo in cui si vedono ancora vacche e cavalli allo stato brado che stanno sul ciglio della strada indisturbate. Abbiamo visto al ritorno persino 2 aquile in volo ed è un evento straordinario. Sono poche. Io penso che quei rapaci siano i veri "padroni" di un luogo che è anarchico. Loro vedono tutto da lassù. Mi piacerebbe essere un rapace. Da semplice essere umano mi limito a godere del paesaggio e a faticare.


Un'altra foto scattata dall'asperità sopra al rifugio. Quello più alto è il Corno Grande: il vero gigante degli appennini con i suoi 2913 m. Averlo di fronte a pochi km di distanza è magnifico. Ho avuto dei momenti in cui mi tremavano le gambe per l'emozione. L'ho amato in un certo senso. La cosa curiosa è che è in provincia di Teramo pur essendo molto più vicino a L'Aquila! Beh questi son discorsi troppo umani. In fondo alle montagne non può fregargliene granché delle mappe e dei confini fatti da noi. Siamo solo dei granelli in confronto  a loro. Ci sono sentieri che portano fino quasi alla cima (credo roba da alpinisti veri) oltre che al rifugio Garibaldi (il più alto).


Questo (fotografato sempre dalla stessa posizione) è il Corno Piccolo: alla faccia del piccolo! Si vede ancora una zona in cui fino a pochi anni fa c'era l'unico ghiacciaio degli appennini che poi si è sciolto grazie sempre alle nostre attività. Ci vorrebbero molti esseri umani in meno sulla terra. Di certo il ghiacciaio difficilmente tornerà. Oh stavo in maniche e pantaloncini corti e ci si poteva stare. Bellissimo sentire l'aria del Gran Sasso che ti carezza i peli. Alcuni temerari prendevano il sole a torso nudo. Quando stavo appoggiato alla ringhiera del rifugio mi è venuto in mente questo post e mi è venuto da ridere. Non ero in una situazione totalmente distante. Ho pensato a Lei.

A me piace isolarmi e vi assicuro che anche se c'erano 30 persone la mia mente era isolata; un po' per l'aria che non ti fa ragionare e un po' perché non puoi crucciarti lassù. La testa si svuota. Non ho pensato ai problemi gravi che sono spintati dal nulla negli ultimi giorni, cose con le quali non pensavo di dover avere a che fare prima di poco tempo fa. Non ho pensato alla finanziaria e i relativi discorsi dei menestrelli alla corte del papi. A parte  Lei non mi è venuto in mente nulla di "esterno". Forse perché Lei è un discorso a parte, una categoria che per fortuna non ha etichette e non ce le voglio mettere: non è l'esterno.
Per il resto appunto ho solo guardato, assaporato l'aria, ascoltato il vento e i versi degli uccelli, ho sorriso, mi sono divertito. Ho sudato, mi si stava gelando la schiena. Scendendo c'è mancato poco che cadessi (e lì ahi voglia a chiamare aiuto!) poi dalla base ho ammirato quello che avevo fatto. "Non è possibile che sia appena stato lassù". In fondo questi luoghi ti lasciano nel mistero: ci vai e tenti di penetrare ovunque ma sono loro che penetrano dentro te. La roccia ti scruta e ti coccola. Ti può anche punire. L'erba odora di selvaggio, di purezza. Al ritorno un'altra occhiata alla piana: sarebbe stupendo portarci Lei. Ci perderemmo nella vastità.



sabato 13 agosto 2011

Naufrago

Quei giorni in cui sei con le budella attorcigliate tant'è lo schifo che ti suscitano alcuni comportamenti di persone da cui non dovresti aspettare qualcosa di increscioso e invece accade. Ecco, pure oggi è uno di quei giorni. Maledico l'istituzione cattolica della famiglia che non è altro che un covo di rancori e stupide rivalità. Sono nato in un contesto sociale che mi fa vomitare. Mi sento represso, io non scarico la rabbia salvo che con la corsa. Stamattina l'aria era più pesante, nuotavo cercando l'equilibrio sullo sterrato. Annaspavo. Poi mi sono sciolto: merito tuo. Ascoltarti è delizioso.

La tua voce è il mio vaccino.
La tua voce è il mio antidoto.
La tua voce è il mio scudo.
La tua voce è la melodia che ascolto con più piacere, con più trasporto.
Il miglior calmante.
Il miglior stimolante.
La tua voce è la mia salvezza.


lunedì 8 agosto 2011

And the winner is...

Sovente capita che dalle discussioni più bizzarre vengano fuori dei ricordi bellissimi a riguardo di qualcosa che pensi di aver rimosso. Oggi a casa di mia zia ho trovato un volantino recante la dicitura "FESTA DELL'EMIGRANTE" un'altra trovata geniale della Pro Loco (chi vive in un paese sa di cosa parlo) per far mangiare chi deve mangiare.
C'era una signora, una vicina di casa ed ex infermiera, che ha menzionato la stessa festa però in un altro paese non molto lontano da qui. Mi ha detto "Fecero pure il film qualche anno fa che andò alla mostra" in quel momento mi sono ricordato di aver preso parte a quella pellicola cinematografica. La signora ha proseguito "Vinse pure il primo premio" e questo non me lo ricordavo.

In breve, il film fu girato nel 1996 dal nostro maestro di storia e geografia (una persona decisamente affabile e dedita a sbornie colossali) che non vedo da 12 anni! Fece partecipare come "attori protagonisti" e come comparse tutti gli alunni dell'istituto: eravamo pochi, in tutto forse 25. Il titolo, come mi ha ricordato la signora era "L' EMIGRANTE" ed era ambientato nell'  Italia del dopoguerra. Tant'è vero che mi sono ricordato i costumini d'epoca, alcuni vestiti e il cappello che mi prestò papà (roba sua che aveva indossato 50 anni prima) e ora non ricordo dove siano ma devo trovarli. Mi icordo una scena girata in una vecchia casa in centro, una casa molto bella. Ricordo che l'unico mezzo tecnico era la telecamerina del maestro Lalli e che per completare il film ci volle qualche settimana. Non ricordo il mio ruolo, qui i flashback son poco chiari (diciamo che non ero tra i protagonisti, ruolo che spettava a quelli della quinta) però fu un'esperienza divertente e anche utile a fini culturali. Venni a conoscenza della vita di una volta. Mi sembrava tutto bello però con il passare degli anni avevo accantonato il ricordo.

La cosa che più mi fa ridere è ripensare al discorso del "signor Capaldi" come ce lo facevano chiamare le maestre. Era uno che poteva parlare per ore ed ore senza 1 secondo di pausa (immaginate voi cosa significhi per dei bimbi dai 6 ai 10 anni). Era il direttore del comprensorio didattico, direi un "megadirettore galattico" e ogni volta che si celebrava un evento (dalla recita di Natale fino al più inutile dei teatrini) lui non mancava mai. Stendeva tutti. Un eloquio che Bonolis gli fa una pippa. Pochi anni dopo mio zio ebbe la sciagurata idea di invitarlo alla presentazione del suo primo romanzo e il buon Capaldi battè ogni record, mettendo ko una platea di centenari. A un certo punto non si sa come, non si sa perché, si mise a parlare del Giro d' Italia 1941. "Tappa Bari-Bologna vinta da Learco Guerra"

Devo ritrovare il VHS del film poichè sono venuto a sapere che può essere convertito in un formato moderno. Non c'avevo più pensato ma come dice la signora anche io ho vinto un Oscar!
Ps oggi sono assolutamente contrario all'uso dei minori per film, video o trasmissioni tv ecco perché ho rimosso!!!



venerdì 5 agosto 2011

Sono misericordioso

Ieri stavo camminando in campagna come da consuetudine e ho incrociato un trio di corridori. Tre ragazze che, badate bene, è un evento eccezionale dalle mie parti. Vero è che d'estate c'è gente che torna dal nord o dall'estero (ma dopo il sisma sempre di meno) tuttavia qui c'è una concentrazione di ragazze equivalente a quella di cubetti di ghiaccio nel Kalahari. Dicevo dunque di averne incrociate tre. Io scendevo e loro salivano: di corsa alle 11.30, un caldo terrificante. Belle ragazze (e anche questa è una novità). Due salivano sullo sterrato senza problemi, con le cuffiette e lo sguardo verso terra. La terza era più staccata anche lei con le cuffiette, direi più slanciata, una canottiera azzurra e pantaloncini attillati neri. Si è fermata all'inizio della salita e mi ha guardato in faccia, sorridendo. Mi ha detto qualcosa che non ho recepito (stordito com'ero dalla sua radiosità) ed è ripartita.

Poo dopo ho notato che non correva più ma camminava mentre le altre erano sparite dalla visuale. Ho intuito quale strada avrebbero fatto di lì a poco e infatti quando son tornato a casa le prime erano già passate. Ho riflettuto un po' e mi sono voltato, questa volta dalla parte giusta e sono andato incontro a lei. Poi è entrata nel mio campo visivo. Mi avvicinavo e non potevo fare a meno di guardarla. Lei mi fissava. Bellissima, sorriso stupendo, labbra leggermente carnose, capelli a coda di cavallo.

Finite le energie?
Hey!
Ho capito che non era italiana poi son venuto a sapere che è un'amica di una ragazza americana che sta per sposarsi con uno del posto. Però è strano: vedo tre ragazze belle e solo una mi suscita qualche movimento nel basso ventre. In fondo era quella che arrancava.


Ah, la tipa somigliava a questa. Solo che è di caranagione più chiara

mercoledì 3 agosto 2011

Alla Sera

Non so quanto quello che sto per postare si "intoni" con il blog però mi va di postarlo. Questo è l'unico sonetto che io ricordavo quando andavo a scuola, l'unico che sapevo e so ancora a memoria. Non c'è allegria in queste parole e in effetti i componimenti poetici allegri non sono tra i miei preferiti. La sera intesa come immagine della morte.

Forse perché della fatal quïete
Tu sei l'imago a me sì cara vieni
O sera! E quando ti corteggian liete
Le nubi estive e i zeffiri sereni,

E quando dal nevoso aere inquïete
Tenebre e lunghe all'universo meni
Sempre scendi invocata, e le secrete
Vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme

Delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
Quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.

martedì 2 agosto 2011

Tuo/ II

Il tuo odore non va via
facilmente dalla pelle,
il tuo modo di baciare
non riesco a scordare.

La tua lingua rovente
che vuole succhiarmi lo spirito,
le tue mani indomite
vogliono esplorare ogni pezzo di me.

Non mi tolgo dalla testa
i tuoi gemiti,
il respiro affannoso
e sul tuo volto la rabbia
mista a sottomissione.

La tua fica che chiede amore,
i tuoi seni che reclamano coccole.
Il pensiero,
la fantasia che attuo
e i tuoi no.

La tua avida ricerca
del mio cazzo,
il tuo sguardo fisso sul glande
che luccica.

Mi hai ucciso amore mio,
finisci prima ch'io riprenda coscenza.
Mi sento strappato via da un vortice,
un tornado
o forse un uragano.

Voglio i tuoi occhi
diritti verso i miei,
le tue labbra propense
a un altro bacio.

Voglio il tuo sesso,
il tuo sangue
misto a saliva e sudore.

Voglio soffrire,
devo impazzire
per poter esplodere.
Godi come una puttana,
bestia senza pudore alcuno.

Voglio abbracciarti e stringerti
in una presa che sia simbolo di lotta,
quando i contendenti sono sfiniti.

Guarda ciò che hai di fronte,
guarda ciò che hai di fianco,
senti cosa c'è alle tue spalle
e prega che la lotta sia davvero finita.