venerdì 30 settembre 2011

Cambio pelle

Questo mese finisce per me con tanti post. Sono più prolifico, sto ritrovando l'ispirazione. A dire il vero il periodo tra fine settembre e la prima metà di ottobre è sempre stato tra i miei preferiti. Ho scritto la maggior parte delle poesie in questo periodo. Settembre, lo sapete è il mio mese. Mi spiace constatare che sia pure di Bossi, Berlu e Bersani ma devo farmene una ragione. Ottobre mi piace per i colori dell'autunno che entra nel suo splendore. Perché anche questa stagione risplende. Sono tra quelli che credono che ogni stagione abbia elementi meravigliosi e altri poco gradevoli... però l'autunno lo trovo molto romantico, malinconico. Pochi giorni fa dopo 3 mesi è ricomiciato a piovere e ora è spuntata l'erba. Il piano terra vive una piccola primavera mentre le foglie di molti alberi sono gialle, rosse o grigie: è un contrasto magnifico. Adoro l'aria di questi giorni (a qualcosa serve abitare in un paese del cavolo circondato dalla campagna e dal bosco).

Nella mia vita penso di essermi innamorato tre volte. Ebbene, le prime due sono di ottobre. Mi è successo 5 anni fa e l'anno scorso. Il bello è che di quelle esperienze ricordo il giorno preciso in cui è accaduto: quando mi sono reso conto fisicamente di essere innamorato. Con te invece è tutto diverso; a parte il periodo dell'anno ma proprio il fatto che non c'è stato un giorno in cui io possa dire che abbia sentito le farfalle allo stomaco o altri sintomi tipici della malattia. No. Le prime due volte è stato un "innamoramento istantaneo" mentre quest'ultimo è "stagionato". Quando al telefono ti dichiarasti io rimasi senza parole, sbigottito, lusingato. Però non al punto di amarti o almeno di rendermene conto; è successo giorno dopo giorno, tassello dopo tassello. Sai, a proposito di autunno, ci sono piante che crescono rapidamente così come rapidamente muoiono (un po' come le mie prime due sbandate). Altre piante, tipo la quercia, crescono lentamente ma vivono a lungo e hanno tante belle stagioni. Mi auguro che il sentimento che provo per te sia così.

Ora veniamo al momento frivolo: le chiavi di ricerca dell'ultimo mese.
coito ergo sum - ma va?
strafiga - gira la patonza
kazakistan ragazze - eh presumo che esistano ma non ne conosco
pompino - mi manca da due mesi
marika fruscio vagina - chissà come mai non compare la parola "cervello" accanto ai nomi di donne
pene piccolo - un cruccio per molti ma c'è da dire che si infila dappertutto (un po' come la Smart per le auto). Metti che devi aprire una porta e ti sei scordato la chiave!
foto di donne - sempre
immagini di donne - sempre
simone simons hot -  oggi una bambina l'ha vista sullo sfondo del mio cellulare e mi ha detto "questa è la tua fidanzata"
tettone grandi - non si scrive così, ignoranti!



Vedi Napoli e poi scopi



Napoli: questa parola a cosa vi fa pensare?
A me vengono in mente i grandi attori Totò, Troisi, i De Filippo. Mi viene in mente la pizza, Maradona, il golfo, la monnezza, la camorra, la furbizia, l'arte di arrangiarsi, i presepi di San Gregorio Armeno, Pino Daniele, le scene drammatiche di Mario Merola.
Ora c'è anche altro a caratterizzare questa città: si tratta dell' outdoor sex

Dice il segretario regionale dei Verdi: "In questi mesi stanno arrivando diverse segnalazioni di cittadini napoletani che riscontrano alle prime ore del mattino rapporti sessuali ‘esibizionisti’ per le strade e le piazze. Non si tratta di barboni o alcolizzati ma soprattutto di giovani che si danno appuntamento tramite siti internet o decidono di stare assieme al termine di una serata spensierata. I luoghi scelti sono le piazze cittadine magari con panchine o quelle dotati di piccoli giardini con erba. Addirittura il cimitero di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, è un luogo di appuntamenti. Al di là del discutibile gusto degli appuntamenti la preoccupazione è anche per l’incolumità di queste persone che molto spesso hanno rapporti con soggetti che non conoscono

E meno male che questi so i progressisti de sinistra che portano avanti idee nuove. A me sembra che parli come uno di CL. Mi sembra che i ragazzi partneopei non abbiano inventato nulla. Anche io a volte so stato a pomicià sulle panchine nei parchi pubblici, tra l'altro di giorno ( l'ultima volta c'hanno mandato gli sbirri a controllare ) e ho talvolta assistito a vere e proprie scopate all'aperto. Ma si sa, questa società ha bisogno di termini nuovi per qualcosa di vecchio. E così via con le parole inglesi che tanto piacciono ai ciòvani.

Una considerazione: ma davvero vale la pena prendersela con chi se  fa na scopata (tra l'altro di notte non c'è il pericolo di esser visti da minori) e non sarebbe il caso di rompe i coglioni agli omertosi?
No, davvero m'è venuto 'sto dubbio.

mercoledì 28 settembre 2011

L'altra faccia della medaglia

Lunedì ho dedicato un post alle grandi cover nella storia della musica leggera e non solo. Oggi voglio parlare di un altro capitolo importante che a suo modo fa storia.Le canzoni strumentali.

Direi di lasciare da parte Blues e Jazz; il repertorio è talmente vasto che non saprei quali brani scegliere tra i tanti (ce ne sono alcuni di 20-30 minuti come minimo) che meritano l'attenzione di tutti. E chi non ha mai ascoltato del Blues o del Jazz è un somaro!
Parlando proprio delle note che vivono nel sangue di Inneres Auge si potrebbe tranquillamente affermare che i brani strumentali sono entrati con molta fatica attraverso le difese immunitarie. All'inizio storcevo il naso. IN fondo fin da quando ero pargolo le persone che mi circondavano contro la mia volontà (i miei genitori) avevano l'abitudine di cantare (sigh) sempre le stesse canzoni che magari erano pure belle ma dopo un po' ti vengono due maroni come mongolfiere. Mia madre che è elvetica cantava robe assurde che andavano di moda in Svizzera 70 anni fa e che ora neanche un bambino scemo di quelli di "Io Canto"  si spognerebbe di provare. Mio padre mi cantava sempre Azzurro. Alle elementari, nelle recite, le maestre ci costringevano a cantare Azzurro oppure Il ragazzo della via Gluck piuttosto che Centro di gravità permanente o la DIVERTENTISSIMA Auschwitz di Guccini. Mi ricordo la recita di fine quinto anno in cui sfoderammo tre classici del reportorio Beatles feat. John Lennon.

Obladi Oblada
Yellow Submarine
Imagine

Avevamo provato per circa 8 mesi quelle canzoni, di modo che la gente troglodita di paese avrebbe capito che sapevamo l'inglese; ciò serviva solo a riempire l'ego della maestra di lingua. Fatto sta che i Rolling Stones non ce li fecero provare. No, non è roba per bambini, dicevano. Ma andatevene affanculo! E cos'è per bambini, a parte il culo di Christina Aguilera e la fica di Britney Spears?
Vabbè, dopo quell'atroce esperienza i grandissimi Scarafaggi mi calarono letteralmente sotto le scarpe e mantenni una seria diffidenza verso la loro opera fino a poco tempo fa. Perché tutto questo preambolo?

 In parte per rimpire un po' di spazio e farvi vedere che so scrivere. In parte per spiegarvi come mai mi sia appassionato la musica strumentale solo quando ero già adulto (almeno sulla CI): per forza, prima non la ascoltavo mai! Ci sono artisti che fanno solo musica strumentale. A proposito, che cos'è? La musica in cui si sentono solo gli strumenti e le parole non ci sono, salvo rare eccezioni. Per questo motivo i brani strumentali ora li trovo molto affascinanti: via le parole, c'è spazio solo per concentrarsi sulla capacità tecnica di chi suona. A volte puoi concentrarti e vivere emozioni pazzesche e magari ti inventi il testo che metteresti su quella base se tu fossi un rocker. Oppure pensi al testo che probabilmente chi ha fatto la canzone avrebbe voluto scrivere; poi ci ha ripensato credendo che avrebbe fatto più "effetto" così, solo musica che ti scalda.
Bene, tra gli artisti che prevalentemente fanno della strumentale ne cito 4 (non ne conosco molti ma questi mi piacciono); nel Rock mi vengono in mente Joe Satriani e Frank Zappa, nel metal gli svedesi Apocalyptica e per quanto riguarda la musica alternativa penso a David Sylviain.

Loro sono bravi nel non esser ripetitivi, scontati. Non è affatto facile. Quando li ascolti pensi che, si le parole ci potrebbero stare ma non sono necessarie. In fondo quella è l'essenza della musica. Come per le cover anche in tema di musica strumentale abbiamo dei capolavori di artisti leggendari e poi ci sono canzoni meno famose che mi piacciono tremendamente.

Orion - Metallica
Ferrum Aeternum - Ensiferum
Angel of Death - Epica
Lazy - Deep Purple
Pulling Teeth - Metallica
By the diving Stream - Ensiferum
Marooned - Pink Floyd
Transylvania - Iron Maiden
Instrumental - The Arcade Fire
Blues Instrumental - Jethro Tull
Luna Indiana - Franco Battiato

Poi ci sarebbero da menzionare anche le versioni strumentali di brani che originariamente hanno un testo. Sono tantissime (forse più delle cover) e tante molto belle, davvero non saprei quali estrapolare così. Beh credo che sia un bel viaggio nella musica. Io tra le canzoni quassù non ne ho citata una che penso sia il top.
Questa è la Musica. Questa è energia, è storia (1971), magia, ascesi mistica.

martedì 27 settembre 2011

Voglia

Ho voglia del tuo sorriso. Del tuo respiro.
Ho voglia di abbracciarti e farmi carezzare.
Ho voglia dei colori delle tue espressioni,
ho voglia dei tuoi umori.
Ho voglia dei tuoi gemiti,
ho voglia di ogni millimetro della tua pelle.

Voglio assediarre il tuo collo
e la tua nuca,
voglio baciare ovunque
e massaggiarti le gambe.
Ho voglia dei tuoi capezzoli turgidi
che sembrano implorare di essere succhiati,
ho voglia delle tue labbra umide dopo
mille e più baci.

Ho voglia della tua fica
per rispettarla, onorarla
e infine torturarla.
Ho voglia delle tue mani
adese alle mie,
ho voglia di giocare tra le fauci.

Ho voglia dei tuoi silenzi, delle tue pause.
Ho voglia del tuo sguardo in cui naufragare.
Ho voglia della tua presenza sul mio corpo.
Voglio mischiare la mia saliva con la tua,
il mio sangue con il tuo,
il mio sudore con il tuo.

Ho voglia di attraversare il tempo
e lo spazio mentre facciamo l'amore,
ho voglia di sentirmi nudo ma pieno,
satollo di sentimento e di trasporto.
Ho voglia di non saziare mai il desiderio







lunedì 26 settembre 2011

Rapsodie

Fino a ieri non sapevo quale fosse la differenza tra musica classica e musica contemporanea. Per intuizione o se preferite, deduzione, associavo il concetto di classico all'opera lirica composta prima del 1900. Per musica contemporanea intendevo tutta la musica leggera: Rock, Blues, Jazz, R & B e tutte quelle altre cose nate dagli anni '80 che taluni si ostinano a definire musica (ma io neanche sotto l'effetto di dosi di sedativo per orsi polari).

Invece la differenza c'è. L' ho scoperta guardando Sostiene Bollani (va in onda di tarda sera la domenica). La musica contemporanea è quella che si fa quotidianamente. Questo conetto esiste da sempre. Quello di musica classica nasce intorno alla terza decade del diciannovesimo secolo, grazie a un compositore tedesco: tale Felix Mendelssohn. Chi è? Quello che ha composto la Marcia Nuziale che di certo conoscete (chi s'è sposato, chi è stato ad almeno un matrimonio reliogioso, chi neanche quello ma l'ha sentita migliaia di volte nei film) e quindi non linko. Mendelssohn componeva opere così come prima di lui avevano fatto Mozart, Rossini, Bach e altri. Tutte scrivevano grazie al proprio genio. A Felix venne un'idea "perché mi devo dannare l'anima per comporre nuove sinfonie quando c'è chi ha lasciato grandi opere all'umanità?" In effetti fino al 1829 si eseguiva solo musica contemporanea ma nessuno riproponeva le opere dei grandi maestri. Fu proprio Mendelssohn a cominciare, dirigendo l'orchestra di Vienna con un'opera di Bach.

Bollani ha detto "è come se avesse fatto una cover di Bach". Eh, in effetti anche i direttori d'orchestra moderni non possono sapere come dirigessero i vari Mozart, Rossini, Verdi, ecc... dunque reinterpretano secondo il loro stile. Sono delle cover. E quella frase m'ha fatto tornare in mente questo post di Bad Hands in cui si parla proprio di cover e dell'orribile moda delle cover band. Ragazzini manovrati dalle case discografiche che fanno solo cover (oscene) di brani che hanno fatto la storia del Rock. Perché pure per copiare i Led Zeppelin o i Queen ci vuole classe. Stile. Estro.
Capita che a volte grandi brani della musica vengano reinterpretati rendendoli addirittura più belli della versione originale. Per esempio Whiskey in the Jar che è una ballata stupenda dei Thin Lizzy è stata portata in versione Thrash dai Metallica e ogni volta che la ascolto sento il fuoco dentro. Ascoltando Bollani ho scoperto che perfino My Way di Sinatra è una cover. Pare che l'autore della musica fosse un francese.

Ci sono cover bellissime, fatte anche da gruppi sconosciuti. Ci sono gruppi che hanno fatto molte belle cover. Io vi propongo una lista di quelle che preferisco.

All along the Watchtower - Jimi Hendrix
Rebel Rebel - Joan Jett
You're the Voice - Blind Guardian
Viva Las Vegas - ZZ Top
20th Century Boy - Def Leppard
Turn the Page - Metallica
Whiskey in The Jar - Metallica 
You really got me - Metallica
Enter Sandman - Motorhead
God save the Queen - Motorhead
Wasted Years - Helloween
Land of Confusion - Disturbed
Oh, Pretty Woman - Van Halen
What a Wonderful World - Joey Ramone
Summertime - Janis Joplin
Fade to Black - Disturbed
Breaking the law - Ensiferum
Knocking on heaven's door - Guns and Roses
You really got me - Van Halen
 Memory - Epica
Over the hills and far away - Nightwish
Enjoy the Silence - Lacuna Coil
Paint it Black - Judas Priest
Hello, i love you - The Cure

Penso che sia positivo il fatto che molti grandi artisti si cimentino nel tentativo di fare una canzone famosa nella versione a loro più congeniale. Certo, molti brani finiscono con il perdere di significato a forza di essere scopiazzati, ma non tutti. Pnsate a quante volte avete sentito Yesterday piuttosto che Satisfaction. Quando con la cover non vanno a storpiare l'originale si ottengono dei vari capolavori su precedenti capolavori. Come se un pittore rifacesse L'ultima cena meglio di quella di Leonardo (vabbè, lì siam nel campo dell'impossibile). I giovani che iniziano a fare Rock proprio per creare un amalgama si mettono a fare cover (qiuando sono ancora terra-terra) e poi partono a fare brani veri. Penso che così abbiano cominciato pure le leggende del Rock.

A volte scopro per caso da un blog oppure da un programma televisivo non pubblicizzato e che va in onda dopo mezzanotte (per la serie con la cultura nun se magna) che su argomenti nei quali ritenevo di esser preparato sono in realtà un somaro. Ascolto molta musica classica eppure non sapevo manco che la chiave di violino e la croma fossero elementi imprescindibili per la musica stessa. Mi ritenevo un buon intenditore ma è bello sapere che c'è chi ne sa più di te.

Bollani fa delle cose pazzesche con il pianoforte, è un musicista davvero bravo. Spiace constatare che l'ho conosciuto tramite tv (una puntata primaverile di Che tempo che fa) ma è altresì vero che ciò sta a riprova del fatto che il servizio pubblico ospita ancora qualche programma decente. Mi colpì il fatto che stava collaborando con il direttore d'orchestra Riccardo Chailly e dalla loro collaborazione è nato un disco che si chiama Rhapsody in Blue. Che cos'è? Un lavoro in cui reinterpretano i brani di George Gershwin in chiave "contemporanea".
Li potete ascoltare qui


domenica 25 settembre 2011

Avevi ragione

Chiave, segno grafico che, situato all'inizio o all'interno di un rigo musicale, determina l'altezza delle note scritte sul rigo stesso. [...] La chiave di sol indica il sol sulla seconda linea e viene anche chiamata chiave di violino. 

Io insistevo con i miei ricordi scolastici riguardo all' icona del tuo blog. Appena ho letto questa definizione dall' enciclopedia UNIVERSALE ho maledetto il mio insegnante di musica delle medie. In effetti era un bifolco che per punizione ci faceva cantare (e questo a 11 anni) "noi siamo i tontoli", irridente parodia di "noi siamo i giovani", "finché la barca va" e altre idiozie. E dava il copiato a chi per caso sbagliava una nota con il flauto. Tutto ciò l'ha fatto solo nei primi mesi della prima media, poi ha capito che non doveva insegnarci musica ma solo i migliori modi per cazzeggiare.
E quindi ricordavo che quella fosse la croma, che in realtà è...

nome sia di una figura di nota, sia di una figura di pausa.

Questa è la croma di pausa




Questa è la croma di nota

Visto che si parla di musica, approfitto per "lanciare" in orbita una bella canzone. Un brano che non ha bisogno di presentazioni, uscito nel 1969 dall'album Let it bleed delle Pietre Rotolanti. Un gruppo che tra l'altro non adoro ma restano tra i padri putativi del Rock. Questa canzone è tra le migliori 500 nella storia del nostro genere preferito e ora un gruppo di fatto sconosciuto ne ha fatto l'ennesima cover. Non sono un fan delle cover ma quando sono fatte coi controcazzi c'è solo da inchinarsi (e questa è pure fresca, uscita il 30 agosto). Buon ascolto!




giovedì 22 settembre 2011

Malinconia (alle 2 di notte su un pezzo di carta)






60 giorni fa.
Il nostro ultimo incontro. Un giorno che ricordo con un pizzico di rammarico. Non ho potuto fermare il tempo, non ho saputo cristallizzare quei momenti. Tra noi non c'è stato sesso, non serviva. In un film con Orlando Bloom e Kirsten Dunst la protagonista dice una cosa "i baci che ci siamo dati sono stati più intimi di tutte le scopate della mia vita". Ecco, è più o meno quello che provo quando ci ripenso. Lo sogno ancora il tuo sapore.

Rifletto da un po' di tempo su come sia cambiato il mio approccio al blog. Era nato con l'intenzione di prendere in giro gli stereotipi e i vip. Poi ho iniziato a postare racconti, infine a parlare un po' più seriamente di me e di "noi". Curioso che i due principali cambiamenti nel mio stile siano stati in concomitanza con due innamoramenti... l'ultimo è quello che ancora mi spinge a continuare. Ho avuto anche l'onore di averti come amministratrice. Poco prima è entrata Fuochivacui, che tra un post e l'altro si prende le pause alla Celentano. Lei rimane sull'ironico, io forse scendo troppo nel passionale. Non vorrei a volte sembrarvi troppo smielato. Non me ne frega niente dei vostri giudizi ma se per caso trovate quello che scrivo troppo sdfolcinato, avvisatemi. Se dovessi insistere mettetemi la camicia di forza! Non voglio finire a fare la carriera di Moccia.

60 giorni.
Quando si avvicinano delle ricorrenze speciali mi sento diverso dentro. Non credo che esistano parole per descrivere quello che provo. Malinconia è una delle tante, uno dei frammenti del calderone. Potrei dire che mi sento come un animale che si sveglia dal letargo... solo che non lo so come si sentono loro. Sento che in me torna qualcosa di vecchio, di saggio. Qualcosa che posso plasmare  e rigenerare dal mio corpo.
Quel giorno non sentimmo il bisogno di fare foto. A volte è bello lasciare che dei momenti, dei gesti, delle espressioni rimangano impresse nel cervello senza l'ausilio di mezzi artificiosi.

60 giorni.
Sembra passato un secolo.
Sembra ieri.




lunedì 19 settembre 2011

Freddura

Leggo un po' ovunque l'indignazione per l'ennesima pensione (o come piace chiamarlo a loro "vitalizio") a un ex parlamentare italiano. Cicciolina sta per compiere 60 anni e quindi ha tutti i requisiti per ricevere la pensione. S'è fatta una legislatura.
SOLO UNA?


aggiornamento: il vitalizio a Cicciolina è l'unico caso in cui non si può parlare di casta. 
Appena sentita da Maurizio Crozza!

venerdì 16 settembre 2011

Santa Manule da Arcuri

L’Italia, si sa, è un paese di santi, navigatori e poeti. E sante. E per diventarlo ci vuole poco. Molto poco. Basta comportarsi normalmente, almeno in un’occasione; che sia, però, quella giusta e con la persona giusta.

Così Manuela Arcuri, nota più per le sue belle forme che per le sue qualità recitative, diventa, in un giorno di settembre, la nuova Madonna italiana. Provvidenzialmente, peraltro, visto che l’altra, la signora Ciccone, è stata messa al bando per aver osato criticare, come quell’altro comunista dell’Economist, il premier Berlusconi.

La signora Arcuri si ritrova, dunque, improvvisamente adornata di aureola di santità per aver fatto ciò che, in un mondo “normale”, non farebbe notizia: ha rifiutato, cioè, di prostituirsi per lavorare. Cosa che fanno, quotidianamente, milioni di uomini e donne in Italia e nel mondo, senza avere nemmeno una piccola menzione al merito. Certo la signora Arcuri ha un fisico da copertina; certo i suoi “favori” erano stati chiesti dall’irresistibile Silvio Berlusconi, che nel tempo libero è anche premier del nostro paese; certo in palio c’era il Festival di Sanremo, notoriamente affidato a donne conosciute per le loro qualità professionali; certo, insomma, siamo in Italia e dire “no” è cosa assai strana se non mistica. Per tutto ciò, dunque, la signora Arcuri è diventata la moralizzatrice d’Italia, quella a cui rivolgere pubblicamente atti di stima e sentiti ringraziamenti.

Ora, senza nulla togliere al gesto pregevole della signora Arcuri, mi chiedo se non sarebbe più utile, civile, consono e dignitoso, indignarsi una volta per tutte, e in maniera seria, del fatto che l’Italia sia diventata un tale puttanaio da farci trasecolare quando qualcuno, inaspettatamente, riesce a dire no.

Sarebbe opportuno, secondo me, che chi guarda la tv smettesse di seguire qualsiasi programma in cui anche solo una di quelle signorine che, forse sì, forse no ma quasi sicuramente, sono lì solo perché hanno usato il proprio corpo come merce di scambio. Sarebbe opportuno, a mio avviso, che la smettessimo di guardare programmi in cui le donne sono trattate come dei soprammobili da esporre quando serve alzare l’audience e rifiutare di essere complici di un’immagine di paese volgare, grossolano, inqualificabile e privo di moralità, quella che, sia ben chiaro, non ha nulla, ma proprio nulla a che fare con il moralismo.

Bisognerebbe smetterla di essere complici. Perché se il nostro premier si permette di fare certi commenti sulla Cancelliera Merkel è perché rappresenta un Paese in cui troppi uomini pensano, neppur tanto segretamente, che lui abbia ragione; e molte donne pensano, senza dubbio alcuno, che la soluzione stia tutta nel non somigliare affatto alla Cancelliera Merkel. Se Berlusconi è Berlusconi è anche e soprattutto perché lui può contare su una complicità sottile ma raffinata, costruita con tanti italiani nel corso di questi anni.

Sono lieta che la signora Arcuri non si sia prostituita. Come sono lieta che lo facciano ogni giorno altre donne e altri uomini di cui nessuno parla. Non trasformiamo però la signora Arcuri nella Giovanna D’Arco dell’antiberlusconismo, perché non lo è, non lo è affatto. Ed è giusto che non lo sia. Siamo noi che dovremmo esserlo. Cominciando a non applaudire chi fa un gesto normale , ma indignandoci, veramente, nei confronti di tutti coloro che, invece, continuano a dire sì e ad ottenere privilegi per questo.

fonte

giovedì 15 settembre 2011

Amici come primahahahah

Mi rivokgo a chi di voi è iscritto al social network più famoso quello che se fosse una nazione sarebbe la terza più popolosa al mondo (mettendolo nel sedere perfino agli amerregani). Quello delle amicizie e del "mi piace".
Fate un esperimento (e se non siete iscritti magari fatelo fare ai vostri amici).
Disattivate l'account e tornateci se volete dopo qualche settimana.
Io l'ho fatto a inizio luglio, siccome non è possibile eliminare il proprio account (quando mi iscrissi sapevo il contrario) che deve rimanere a vita, ho disattivato l'account e sono rientrato verso la fine di agosto.

L'ho fatto un po' per vedere come cambiava la mia vita cioè se ero dipendente dal social network oppure no. L'ho fatto soprattutto per vedere quante di quelle persone che risultano "amici" del sottoscritto si sarebbero dimostrate tali almeno in apparenza durante il periodo del mio eclissamento dal grande sito. Ebbene, esclusa Dea che mi ha contattato in vari modi e che mi ha pure sopportato dal vivo, sapete quante persone delle circa 60 che avevo tra gli amici si è fatta viva?
Credo che voi stiate contando sulle dita di una mano. Ebbene vi dico che basta un dito. Una persona sola si è fatta viva chiedendomi delucidazioni sulle mie condizioni di salute. Tutti gli altri che avevano la possibilità tramite cellulare, msn, e-mail o addirittura dal vivo se ne sono sbattuti il cazzo.

Questo cosa mi ha dimostrato? Che gli altri 50 e passa non sono amici? Niente affatto. Non ho mai creduto al potere filantropico dei social network. Però grazie a questa astinenza ho scoperto che alcune persone delle quali pensavo piuttosto bene sono autentici menefreghisti, profittatori, sanguisughe nel senso peggiore del termine.  Per il resto devo dire che durante il periodo di tempo senza facebook non ho sentito vantaggi o svantaggi. Non soffrivo di astinenza.

Ieri era il mio compleanno e ben 22 tra quei 61 "amici" mi hanno fatto gli auguri (di cui 19 in bacheca): paraculi o cosa? Beh di certo questo strumento crea delle grandi illusioni in menti deboli e soprattutto nei bimbiminkia ma pare che anche qualche adulto sia rincoglionito. Oggi ho disattivato un'altra volta: si accettano scommesse su quanti di quei 22 si faranno vivi!



giovedì 8 settembre 2011

Tantum ergo


 

La storia che sto per raccontarvi è a mio avviso attualissima. Come direbbe un mezzobusto televisivo, di "scottante attualità". Una di quelle leggende di paese che non saprò mai fino a quanto è una leggenda e quanto invece ci sia di vero. Sa di vecchio e purtroppo quel vecchio è anche storia moderna.

Un giorno di tanti anni fa in un paesino di montagna, un uomo stava tagliando una quercia. Aveva iniziato a tagliare un grosso ramo che si trovava esattamente sotto ai suoi piedi. Non c'era nessuno che potesse avvisarlo del pericolo salvo il parroco del paese che per caso passava di lì. Quando vide l'uomo intento a compiere l'insano gesto costui disse 
"Buon uomo cosa fai? Non vedi che tagli il ramo sotto di te? Così cadi".
" Non ti preoccupare, è sicuro."
" Ma come fai a dire una cosa del genere? "

L'uomo non volle sentir ragioni e continuò a tagliare mentre il parroco decise di allontanarsi. Dopo un po' di strada udì un botto, tornò indietro e vide l'uomo steso a terra dopo esser precipitato assieme al ramo. Non si era fatto niente per sua fortuna e con grande meraviglia che si leggeva nel volto, disse al parroco
" Zi frà, zi frà avevi ragione. Ma se hai saputo che stavo per cadere allora sai anche quando morirò".
Il preyte capì di avere a che fare o con un imbecille o con un pazzo. Non sapeva cosa rispondere. Poi vide il somaro che l'uomo si era portato per caricare i ciocchi e allora disse "Morirai alla terza scoreggia dell'asino" e se ne andò.

L'uomo finì di tagliare l'albero e partì con l'asino. C'era subito una salita e l'animale emise il primo peto. Mo' come faccio? Pensò l'uomo. Cercava una soluzione. Dopo qualche minuto l'asino scoreggiò ancora e il suo padrone, sempre più preoccupato, trovò un escamotage per evitare la terza scoreggia. Segò un pezzo di legno in modo da farci una punta e lo inficcò nel culo del povero animale. Alla terza scoreggia il pezzo di legnò finì direttamente sulla fronte dello stolto il quale cadde a terra privo di sensi. A sera in paese tornò solo l'asino e tutti quanti aspettarono invano il padrone. La mattina seguente un gruppo di uomini partì alla ricerca. Lo trovarono accanto a una stradina, apparentemente morto. Lo caricarono su un carro per tornare verso il paese. Solo che giunti a un bivio nacque una disputa su quale fosse la strada migliore per ritornare. Chi diceva destra e chi diceva sinistra: alla fine rimanevano fermi. D'un tratto il morto si alzò e disse "quando ero vivo andavo a sinistra!". Alora i compaesani lo presero e lo buttarono dal burrone.

mercoledì 7 settembre 2011

Ammazzarsi di effetto placebo



Un gruppo di ricercatori di un'università degli Stati Uniti ha scoperto che il caffé non ha nessun "potere" dal punto di vista chimico. Avete presente quando sentite qualcuno che dice "io la mattina senza il caffé non carburo" ? Beh è vero ma non per la bevanda in sé. Tutto quello che accade nel nostro corpo, quella sensazione di benessere e vitalità parte dal cervello. In un certo senso è frutto dell'immaginazione. I ricercatori hanno fatto un esperimento semplicissimo; hanno somministrato del caffé a un tot di persone e a un altro tot di individui hanno dato una bevanda simile per il colore e il gusto ma che non aveva nessuna sostanza di quelle contenute nel caffé. Eppure anche queste cavie dopo aver bevuto dicevano di avere gli stessi effetti di quelli che avevano bevuto il caffé. Tutto questo perché loro sapevano di bere il caffé. In parole povere è il nome anzi l'idea del nome della bevanda che li ha fatti stare meglio. Si chiama effetto placebo e non è la prima volta che viene sperimentato. Poco tempo fa avevo saputo di un gruppo di pazienti affetti da una malattia ai quali era stata somministrata una pillola contenente una polvere agricola (tipo farina) spacciata per un noto farmaco che cura alcuni disturbi mentali. Anche loro si erano sentiti meglio.

Si potrebbe fare la stessa cosa con il viagra. Dare delle pillole dello stesso colore a un gruppo di impotenti e vedere poi se fanno effetto. Tromberebbero alla grande secondo me. Pensate cosa può fare il cervello. Magari a un puttaniere dicono "guarda quella è una troia", lui va con la ragazza che non fa quella professione però gode come se stesse scopando con una vera prostituta. In politica, ci sono il partito degli onesti e quello dei sedicenti onesti solo che la gente vota quello dei sedicenti perché sono più bravi a far promesse. E la gente poi sente meglio salvo prenderlo nel culo dopo 2-3 anni.

In Brasile un 16enne è morto dopo 42 seghe consecutive. Quarantadue seghe, roba che l'hanno trovato con un polso staccato dal braccio secondo me. Io mi chiedo chi è che ha avuto l'ardire di fare il fatidico conteggio: e l'hanno fatto dopo la morte? Come? No perché se è così potremmo contare anche quante volte si è scaccolato. Io mi sento sfinito anche dopo 3 seghe. Pare che questo tipo avesse una passione smisurata per le donne: di qualsiasi nazionalità e taglia. Che strano, io pensavo che collezionasse soldatini di piombo.

Pensierini



Ero sposato quando entrai nel gruppo e mia moglie disse: "perché non scrivi una canzone su di me?" Così io scrissi "She's got balls". E lei chiese il divorzio. (Bon Scott)

Io sono fortunato, dato che non siamo sposati posso essere al massimo citato per danni in tribunale.
Auguri e complimenti per la nomination agli Oscar dei blog. A proposito, come faceva notare l'amica Kamala nella categoria dei blog erotici non sono stati scelti siti fatti da uomini. Mi pare che c'è una certa mafietta dietro (e in tutte le categorie). Non so ma vedo blog che sono votati più per la fama che per quello che realmente valgono. Non è il caso Tuo ovviamente, anzi sei una delle poche New Entry. Però ci sono blog di maschi che meritano a mio avviso almeno la nomination.

oppure
Erotici Eretici (una coppia favolosa)

Giusto per fare qualche esempio. Ora mi è finita la lingua, ricarichiamo. L'altroieri era il compleanno di Freddy Mercury, ieri di Roger Waters e oggi il tuo. Un bel trittico.
Buon compleanno




domenica 4 settembre 2011

1000 lire al mese

Internet è uno strumento formidabile. Uno strumento utile anche per la divulgazione scientifica. Così oggi ho scoperto che esiste una stranissima sindrome: il priapismo. Sapevo già della sindrome da orgasmi multipli che colpisce alcuine donne in tutto il mondo (una cosa tremenda che fa avere orgasmi anche durante il sonno o mentre si è alla guida di un veicolo) ma non ero a conoscenza di questo problema che riguarda gli uomini.
Negli Stati Uniti un uomo ha aggredito suo padre in quanto dipendente da farmaci (che evidentemente causano effetti collaterali al cervello) per curare questo terribile disturbo. Chi soffre di priapismo può avere il cazzo duro come alabastro anche per sei ore di fila! Tutto ciò senza provare eccitazione. Una tragggedia.


Ma veniamo all'aspetto ludico della faccenda. Io credo che con il cazzo dritto per tutte quelle ore si possano fare un sacco di cose. Ok, starete pensando al pompino brutti maiali che non siete altro. Quanti pompini in 6 ore? Però a me preme farvi riflettere sulle implicazioni nella vita pratica. Per esempio uno affetto da priapismo può guidare senza l'uso delle mani (basta che il fallo sia abbastanza lungo). Non può andare in bicicletta se no tocca la canna. Non può scrivere, rimane sempre meglio l'inchiostro per fare certe cose. Può sollevare dei pesi per i quali l'uso delle mani è scomodo. Può bussare senza usare le mani. Non si può andare a cavallo. Un uomo affetto da priapismo può usare il pene come cappelliera (per gli abiti invece sta troppo basso). Cacchio gente, a me già infastidisce quando mi sveglio con l'alzabandiera... figuriamoci ad averlo eretto per ore!

Lo so, questo post fa schifo ma in fondo è domenica e mi sento Kattolico.
Il tutto counque mi ha fatto tornare in mente una vecchia barzelletta che qui si tramanda di generazione in generazione. Protagonisti un malato e il medico.

"Dottoressa, ce l'ho duro 24 ore al giorno, cosa mi dà?"
"Vitto, alloggio e mille lire al mese!"


giovedì 1 settembre 2011

Il mio mese (diritti riservati)

Fino a qualche anno fa quando arrivava settembre, ero triste. Cacchio iniziava la scuola, finivano le giornate di ozio infinito. Voi non potete immaginare quante volte l'inizio dell'anno scolastico sia coinciso con IL MIO COMPLEANNO. Una tragedia immensa. Inoltre non sopportavo (e non sopporto) gli auguri per l'onomastico, pure quello a settembre. Poi on il passare del tempo ho imparato a sopportare sempre meno i mesi estivi e mi sono reso conto che qualcosa di speciale mi lega a settembre.
Non so se siano tutte coincidenze ma...
- La ragazza alla quale dichiarai il mio amore lo scorso anno è nata a settembre
- La Donna che amo è nata a settembre
- Gran parte dei miei amici o presunti tali o comunque le persone con cui discuto più spesso sono nate a settembre
- Salma Hayek e Lita Ford sono nate a settembre
- La ragazza che mi dichiarò il suo amore l'anno scorso è nata a fine agosto ma comunque è del segno della vergine!

Ora voi sapete che all'oroscopo non credo e non so cosa sia peggio tra quest'ultimo e la religione. Tuttavia è strano, tanti indizi che mi portano verso persone nate a settembre mentre fino a qualche anno fa non avevo relazioni di alcun tipo con costoro. Ora quando arriva settembre mi sento diverso. Come l'alce maschio durante la stagione degli accoppiamenti. Però sta nuova grafica di blogger non ci voleva! A settembre è come se tutti i giorni fosse il mio compleanno o nascesse un figlio mio. Per cui tanti auguri a me.



Lui oggi avrebbe 89 anni