sabato 31 dicembre 2011

Il più bel romanzo siamo noi

Mi hai detto che quando scriverò un romanzo dovrò inviarti la prima copia. Copia con dedica. Io non so se scriverò mai un romanzo ma è certo che sono sempre stato attratto dalle storie d'avventura, mistero, eros. Mi piacciono i libri in cui c'è un po' di tutto. Ora so che un romanzo potrei scriverlo sui giorni che abbiamo passato assieme. Siamo stati bene, eravamo felici. Sono entrato in un'altra dimensione e l'ho esplorata per poi riprendere la strada della vita di tutti i giorni. Nel tempo passato assieme abbiamo fatto tante cose, abbiamo riempito ogni secondo nel modo migliore possibile. Perciò il tempo sembrava non trascorrere. Sono stati i minuti, i secondi, le ore meglio vissute di tutta la mia vita. Siamo stati sposi, amici, amanti, confidenti. Abbiamo trasferito i nostri sogni e desideri nel mondo reale.
Dicono che quando incontri la persona della tua vita il tempo si ferma. Io non lo so se tu sarai la donna della mia vita, non lo so se ti rincorrerò sempre ma il giorno in cui t'ho incontrata e t'ho vista da vicino, il tempo si è fermato. Che peccato che la mente umana non possa ricordare gli odori e i sapori...


venerdì 30 dicembre 2011

Ricetta di fine anno: la jotta



Qualche anno fa nello storico mercato di Piazza Duomo  (chissà quando tornerà qualcosa di simile...), c'era un ambulante che vendeva prodotti tipici come accade in ogni mercato rionale di qualsiasi città. Disgraziatamente anche gente da fuori passava al mercato e rimaneva a bocca aperta notando le prelibatezze locali. Dico disgraziatamente poiché doveva darsi da fare parecchio per convincere i commercianti ad abbassare il prezzo. Qui non c'è lo spirito imprenditoriale dell' Emilia o del Veneto anzi, sovente non ti salutano nemmeno i tarpari (termine che sta a indicare gente dai modi rozzi) che stanno dietro al bancone.

Una signora che non era abruzzese si avvicinò e chiese "Mi hanno mandata qui perché dicono che lei ha gli ingredienti per una ricetta, di cui sa molte cose. La ghiotta". Il commerciante fece per parlare (era un po' balbuziente) e disse "signò, non se chiama ghiotta, se chiama la jotta." La donna fu stupita dalla risposta del commerciante che parlava un italiano stentato e chiese alcune dritte per cucinare la jotta. "Come si fa?" - "Signò, la patata sotto e lo pesce sopra"



Semplicemente sopra le righe

"Ho una buona notizia e una cattiva notizia, 
quale volete prima?"
"Buona!"
"La buona notizia è che 
si è aperta una falla nella nave 
e moriremo tutti."
"Dove trovi qualcosa di buono in tutto ciò?"
"Non vi ho ancora detto come moriremo 
e questa è la cattiva notizia.
Moriremo annegati"


Da I love radio rock



domenica 25 dicembre 2011

Quest'anno niente oroscopo

Questa è un'operazione di recupero vecchi post che serve anche a dare una parvenza di credibilità al mio operato su blogger. Ho recentemente saputo che tirando completamente alla cazzo di cane c'ho azzeccato con l'oroscopo almeno per un segno (l'acquario) e per una persona di questo segno. Ciò conferma la teoria che Paolo Fox può farmi una sega con i piedi.

La persona è ELLE, conosciuta su blogger (che fa miracoli) e... l'ho incontrata tra tuoni e fulmini. Le emozioni che mi ha fatto vivere mi hanno ringiovanito, nonostante non sia un vegliardo, in un certo senso sono tornato bambino. Posso dire che durante i giorni passati con lei sono stato puro, innocente, casto e soprattutto sobrio. 

Vorrei dedicare un post a quei simpaticoni e quelle simpaticone che tentano di smaltire le abbuffate natalizie andando a correre alle sei di mattina del 27 dicembre o alle sette di mattina del 2 gennaio, tanto per fare qualche esempio. Io abito in un paesino in culo ai lupi per cui a questi fenomeni non posso assistere ma so che sono cose che accadono davvero. Vorrei dedicare un post a voi, podisti della domenica, voi che siete convinti che correre a 2 km/h intorno al parco e per un quarto d'ora possa bastare a eliminare le calorie che avete assunto divorando l'equivalente del PIL del Gibuti. Voi che credete che correndo di mattina presto si eliminino più grassi. Voi che vi imbacuccate in un modo assurdo da far impallidire persino gli imitatori di Santa Claus. Voi che dopo la corsa mangiate peggio di prima e poi non correte più per un anno. Vorrei dedicarvi qualche riga ma non ce la faccio proprio!

Vorrei dedicare un post anche a tutte quelle persone di cui non te ne frega un cazzo e ti fanno gli auguri comunque. Voi che sapete solo dire "dai che arriva l'anno nuovo e tutto andrà bene". Ecco, dovrei sputare in faccia all'ultima persona che me l'ha detto visto che mi sono capitate delle sfighe assurde. Voi che riempite le bacheche nei social network per fare gli auguri a gente che non vedrete mai. Voi che fate gli auguri pure a gente di cui non ve ne frega una ceppa.

Vorrei dedicare un post alle mie ex fidanzate che ancora non sono morte nonostante abbia subissato di lettere Santa Claus e l' Altissimo.

Vorrei dedicare un post alle Spa, Srl, Snc, lobby a capitale controllato, associazioni di tizio e sempronio, cooperative, aziende di micro-credito, banche e società varie che ti fanno gli auguri via cavo giusto per ricordarti quanto è bello partecipare con i tuoi soldi alle loro "imprese".

Vorrei dedicare un post ai programmi televisivi che mandano in onda sempre i soliti servizi su: consumi, tendenze, diete da fare rigorosamente a partire dal 7 gennaio, cenoni, settimana bianca, vacanze esotiche dei vip, botti da evitare, presepi con le statuine dei gieffini.

Vorrei dedicare un post alle pubblicità trite e ritrite di pandoro, panettone, zampone, cotechino, spumante, amaro e altri dodicimila alimenti ipercalorici che ormai metà della popolazione non può più permetterseli.

Vorrei dedicare un post a quelli che "chi scopa a capodanno scopa tutto l'anno".

Vorrei dedicare un post a chi ci ricorda che "anche quest'anno le mense della Caritas sono piene". Cioè, negli altri 364 giorni sono vuote?

Vorrei dedicare un post al papa perché fa simpatia vedere tutto quel ben di Dio, quegli abiti sgargianti, il trono pieno d'oro dal quale benedice urbi et orbi ricordandoci che ci vuole umiltà e che non dobbiamo pensare solo al danaro.

Vorrei dedicare un post al Presidente della Repubblica che nel discorso di fine anno ci dirà che il momento è difficile ma dobbiamo essere coesi e ce la faremo a superare il momentaccio.

Vorrei dedicare un post a tutti voi ma proprio non trovo le parole!


lunedì 19 dicembre 2011

Non si vede bene che col cuore

Canticchio la canzone che hai come suoneria del cellulare. Una canzone che non mi è mai piaciuta, colonna sonora di un telefilm che non m'è mai piaciuto. Ieri la cantavo sotto la doccia.

Il libro che mi hai regalato è impregnato del tuo odore. Ogni volta che lo apro respiro profondamente, mi godo quegli attimi. Lo annuso.

La dedica, ti avevo detto che non l'avrei letta almeno non in questi giorni. E invece non faccio altro che leggerla, ogni volta provo un'emozione nuova. Ogni volta leggo tra le righe il dettaglio che mi era sfuggito prima.

Il libro ti avevo detto che non sarei riuscito neanche ad aprirlo per un bel po' di giorni. Invece ieri sera l'ho letto come mai avevo fatto prima con nessun libro. So che tornerò presto a leggerlo. 

So che non mi fa bene pensare troppo ma non ho voglia di cambiare. Proprio adesso che ho scoperto la parte migliore di me: grazie a te. Le lacrime sono il prezzo da pagare.




Eppure gli andiamo sempre incontro

Che l'amore è forse una cosa delicata? Direi piuttosto che sia troppo rude e troppo aspra, e infine troppo violenta: e3 punge come uno spino (William Shakespeare, Romeo e Giulietta)   



Un commento di Maraptica qualche giorno fa
L'idea della perdita e il respiro che spezza supera di gran lunga la materialità corporea del conoscersi. Nei sentimenti contano solo le sensazioni. 

 Oggi non ho molte parole da dire. Oggi devo riflettere, oggi voglio riflettere. L'amore è spietato, l'amore è beffardo. Il respiro che spezza...



martedì 13 dicembre 2011

I cantastorie

I due amici che si sfidavano a colpi di rima

" Sotto le stelle
ho chiavato le tue sorelle"

"Al chiaro di luna 
ho scopato la moglie tua.

"Ma non fa rima!" 

"Rima o non rima,
l'ho chiavata stamattina"


Il giovane e il vecchio all'osteria

"Ove sedermi io
se lo sgabel non v'è?"

"Siedi sul cazzo mio
oppur favella in piè!"

lunedì 5 dicembre 2011

Etichette

Lo spettacolo era finito, il successo era stato superiore alle attese. Tutti facevano i complimenti soprattutto a lei che si sentiva lusingata e un po' commossa. Sapeva, in fondo, di non aver mai ballato così bene in vita sua. Sapeva che ogni volta era in grado di superare ciò che aveva fatto prima. Viveva per quel lavoro perché non lo considerava un impegno ma una passione. Si divertiva, si rilassava, si sfogava, si innamorava della danza e del pubblico. Era in procinto di entrare nel camerino per tornare a indossare gli abiti della vita che lei definiva "borghese" e anche per questo ripugnante. Era ciò che di più odiava perché dopo tutti quegli anni passati a vivere per quel meraviglioso spettacolo nel quale nasceva mille volte, il ritorno alla normalità (quella che per gli altri era tale) le dava un grande senso di solitudine e sconforto. Quella volta però ebbe l'impressione di essere capitata nel posto giusto e al momento giusto. Davanti al camerino c'era un giovane alto e slanciato; moro con gli occhi neri e un sorriso splendente seppur a labbra serrate. Doveva avere i suoi stessi anni, si disse. Di ammiratori/corteggiatori ne aveva avuti tanti e nessuno era riuscito a colpirla, nemmeno quelli che le avevano dedicato canzoni e poesie. Una volta un signore sulla quarantina le aveva donato 100 rose rosse e le aveva mostrato un diamante del quale lei non volle sapere il valore: non era interessata a quel genere di cose. Le sue coetanee sarebbero impazzite ma lei era un'artista che viveva di emozioni violente.

In quegli istanti stava guardando quel ragazzo che non aveva nulla da regalarle, forse lui aveva capito che cosa potesse farla appassionare. "Buona sera signorina Ilenia, lei è la più rava ballerina che esista sulla faccia della terra" - "uhuh esagerato... ma dammi del tu, suvvia credo che siamo coetanei. Ti ringrazio...?" Il giovane sospirò e disse "immagino che tu voglia sapere il mio nome: non ha importanza. Io non te l'avrei chiesto ma come puoi immaginare l'ho letto sulla locandina. Ogni sera. Sono venti sere consecutive che ti osservo e ti ammiro." 
Ilenia era stupita, non sapeva se quel tizio stesse dicendo tutta la verità ma era del tutto presa dal suo modo di parlare. Aveva una voce dolcissima e al tempo stesso decisa. Poi il giovane parlò di come l'aveva vista danzare nei vari spettacoli: era un intenditore e diceva la verità.
"Non ho mai ricevuto dei complimenti così accurati, non c'è mai stato un ammiratore che curasse i dettagli della mia arte. Tu sei eccezionale. Non vuoi dirmi il tuo nome." - "No, il nome è solo una maschera o se preferisci, un involucro." - "Ma in che modo posso rivolgermi a te?" - "Chiamami esteta della danza". 
Quella conoscenza era straordinaria, per la prima volta Ilenia si sentiva coinvolta nel parlare con un uomo che la apprezzava davvero per il suo modo di vivere la danza. "Ora devo andare ma intendo rivederti, ti lascio il mio numero..." - "No che volgarità, una banale cifra per un arrivederci! Non riduciamoci a questo. Dimmi piuttosto quando sarai qui. " Lei fu stupita e felice di quella frase e disse "domani vengo per le prove del prossimo spettacolo ma potremo incontrarci alla fine. Le cinque e un quarto." 


La sera seguente lui era elegantissimo. Lo era per gli occhi di Ilenia. Non indossava abiti eleganti ma dei comunissimi jeans e una felpa eppure al suo cospetto persino il Principe Azzurro sarebbe sembrato un rospo. La portò nel migliore ristorante della città senza proferire parola durante il tragitto in auto. Parlò poco anche a cena. I sorrisi non poteva lesinarli e lei stava molto bene ogni volta che lo vedeva contento o imbarazzato. Non pensava alla danza, non quella sera. Era tutta per lui, quel misterioso "esteta della danza" che aveva uno sguardo sovente impenetrabile e un'espressività nel complesso unica. Si sentiva desiderata ma man mano che il tempo passava non riusciva più a trattenere l'istinto di sapere qualcosa in più. Dopo l'ottima cena andarono a casa del giovane dove apparentemente abitava da solo (anche a giudicare dal disordine). Lì
Ilenia gli domandò "tu sei l'unico che non mi abbia fatto un regalo, nemmeno fiori. Il tuo gesto significa molto per me. Cosa ti ha spinto a pensare che io non volessi nulla?" In quel momento un velo di mal celato imbarazzo coprì il volto del giovane che rispose con banale sincerità "a dire il vero non ho pensato nulla. Io non avevo soldi, nemmeno per comprare una rosa. Non ho nulla." Le venne spontanea un'altra domanda "e il ristorante?" - "Ho rubato, la scorsa notte. Non chiedermi dove né come. Ho commesso un furto pur di regalarti una buona serata." 


"Tu stai... scherzando" - "Non dirlo. Io sono sincero. Ti ho vista tutte le sere, mi sono innamorato dei tuoi movimenti, delle tue espressioni, della tua grazia. Tante volte ho cercato in me la forza di venire seppur a mani vuote da te. Mi ritiravo sempre. Poi ieri sera ho pensato che sarei rimasto una vita intera con il rimorso e allora sono venuto. Ho visto una persona splendida, che meritava tanto. Ho deciso di fare quello che ho fatto e ovviamente spero di poter rimediare al danno che ho fatto. Ora l'importante è che tu sia qui e spero di non averti turbata. Sei importante per me".
Ilenia era frastornata ma nonostante tutto quella le parve la più spontanea dichiarazione d'amore che le fosse mai stata fatta. Prese il volto dell'uomo tra le sue delicate mani e lo baciò. Era commossa per quello che lui aveva fatto, un gesto di altruismo fuori dal comune. Era commossa per quello che provava mischiando i loro sapori. Lo amava. Sentiva di potergli dire tutto e di poter fare qualunque cosa. Era protetta. Dai movimenti poco convinti del ragazzo, capì che era vergine e condusse le danze; non quelle che interpretava ogni sera ma quelle decisamente più piacevoli e profonde che gli altri chiamavano sesso. Dopo pochi minuti ebbe una frazione di secondo in cui fu lucida e pensò - un uomo che fino a ieri non conoscevo, un uomo di cui non so neppure il nome e che ha commesso un furto per pagarmi una cena in un ristorante di lusso, un uomo di cui mi fido più di me stessa ora è dentro di me.

Fecero l'amore nel modo più intenso in cui potessero farlo. Erano letteralmente esausti quando finirono per abbracciarsi prima di prender sonno. La mattina seguente fecero colazione insieme: Ilenia era contenta di stare con quell'uomo, il denaro non era un problema e poi a lei non mancava. Tutto sommato non pensava a un probabile futuro insieme a lui, voleva godere di quei momenti e ciò che più contava era il presente. Lui non era mai stato così felice: la donna dei suoi sogni era lì, nella casa di uno squattrinato dunque non era vero quello che gli dicevano i suoi vecchi amici "senza soldi la donna non la conquisti e poi con quel nome dove vuoi andare?". Bastava non svelarlo però lui sapeva che prima o poi avrebbe dovuto farlo. Accadde proprio pochi istanti dopo quando lei gli disse "esteta della danza è una forma poco pratica, non trovi? Dai amore mio, dimmi come ti chiami." Lui se non fosse stato per quelle due parole avrebbe continuato a nasconderlo ma d'improvviso si era tranquillizzato - cosa può importare a lei? Nulla, siamo qui e ci amiamo. "Pensi che non cambierà nulla da parte tua?" - "Ahah e perché dovrei cambiare per il tuo nome? Sciocchino!" L'espressione divertita e al tempo stesso provocatoria sul volto della ragazza tolse ogni remora al giovane, che disse con una calma che pensava impossibile fino al giorno prima "mi chiamo Odoacre". Sul volto di Ilenia il divertimento lasciò spazio al disgusto "so cosa pensi" disse Odoacre "ora ti mostro la carta d'identità e vedrai che non mento". Con enorme stupore Ilenia lesse proprio quel nome e poi lo guardò per l'ultima volta in faccia. Poi una risata di scherno, una grossa grassa risata che lui ricordava come un evento frequente tra i suoi vecchi amici (tutte persone che per via del suo nome l'avevano abbandonato). Ilenia si alzò: sul suo volto era sparita ogni minima traccia di amore, empatia, affetto e comprensione; d'altra parte tratteneva a stento le risate che per una ragazza dai modi posati come lei erano davvero qualcosa di inconsueto. "Che nome di merda!" esclamò, poi prese le sue cose e uscì.

sabato 3 dicembre 2011

Verginità, sei un mito per me

Torino. Città progredita, piena di gente per bene (mica un immondezzaio come nella terronia). Che ti fa sta gente a modo? Mette a ferro e fuoco un campo nomadi. Mancava solo il napalm.
La causa di tutto anzi, il pretesto di tutto ciò sono state le parole di una sedicenne cresciuta a pane e Maria Goretti "sono stata stuprata da uno zingaro". Era una stronzata, una scusa molto facile.

Ora sorvolo sul fatto che pure se fosse accaduto davvero, quelli che hanno fatto il casino restano comunque dei razzisti, idioti e godono del mio massimo disprezzo. Non sorvolo sul pretesto usato dagli hooligans gianduia. La ragazza (mi pare sedicenne) aveva scopato con una persona che conosceva e l'aveva fatto senza subire un'imposizione. Probabilmente c'ha pure goduto, sta porcella. Però era insanguinata dopo il rapporto, il suo primo rapporto e allora ha dovuto trovare una scusa, una giustificazione per spiegare quello che era successo ai suoi genitori.

Com'è possibile oggi che ci siano persone che vengono cresciute (o sarebbe più giusto dire "allevate") con il mito, il dogma della verginità prematrimoniale? Rimane un mistero, uno di quelli che ci svelerà SuperQuark prima o poi. Fatto sta che quella s'è dovuta giustificare e si è trovata costretta in un certo senso, a inventare una cazzata perché non poteva avere rapporti sessuali prima del matrimonio! Era una persona oppressa.

Oh ragassi, siam mica a Islamabad! 
Siam mica nella Sicilia del dopoguerra, ragassi!

Ecco, io penso che quei genitori debbano penare e parecchio per quello che hanno fatto. Io li considero mandanti morali poiché hanno armato il cervello di una adolescente probabilmente abituata ai discorsi tra concorrenti dei reality, la quale a sua volta ha scaturito l'ira funesta di persone che non saprei come definire.Io per fortuna non ho genitori integralisti.





Aspettando Te. Aspettando Noi

Preferisco attendere fino alla morte piuttosto che affrontare una delusione. Che c'è di più bello dell'attesa di qualcosa che forse ci verrà incontro fra un anno, un'ora, un minuto? Renata Tebaldi

Negli ultimi giorni ti ho detto varie volte una frase sul piacere dell'attesa che, stando alle parole di un letterato, supera il piacere stesso. Non lo so se è così ma di certo la nostra attesa è una tortura silenziosa. Cerco sovente di immaginare i dettagli del nostro incontro, i luoghi, le atmosfere, le nostre espressioni. Tutto vano, so che andrà nel modo opposto ma fantastico lo stesso. Io te l'ho detto: so che non mi deluderai e caspita non ne sono mai stato così sicuro. Sono io che devo preoccuparmi di non sfigurare. Ci sono tanti casi possibili. Caso uno: ci scopriamo buoni amici, ci facciamo quattro risate e tornando nelle nostre case ci abbandoniamo ai piacevoli ricordi. Caso due: scoppia l'amore e questo è quello che desidera il mio alter ego e potremmo anche rimanere immobili a guardarci per tutta la giornata. Caso tre, lo vuole la statistica e forse una parte di te: non ci incontriamo. Questa è un'ipotesi che respingo con il cuore, il cervello, il fegato, il sangue, le ossa e la pelle. Non potrei vivere senza incontrarti. Respirerei certo, sarei soggetto come tutti ai ritmi biologici che mi permettono di stare qui a scrivere ma non vivrei quello che desidero davvero. Una vita in cui i desiderio non si avverano è una vita di stenti, una finzione colossale. Caso quattro, paventato più volte da te. Non riscontriamo affinità di alcun tipo e magari finiamo a litigare: devo dire che questa eventualità la trovo più assurda del terzo caso. Dovrebbero esserci altri eventi possibili ma dimmeli tu che li ho dimenticati.

Mi domandi spesso se abbia aspettative e io rispondo sempre no. In realtà una ce l'ho; auspico di non suscitare in te indifferenza perché so che mi farebbe star male. Sarebbe come fare un buco nell'acqua.
"Volere è potere", ce lo ripetiamo come un mantra. Questo proverbio l'hanno coniato quando non esistevano la "borsa", lo spread, i titoli di stato, gli speculatori, i broker, gli indici telematici...
Io non so come mi comporterei al posto tuo, so soltanto che ti do molti consigli e potrei farne a meno; in fondo non faccio altro che aggiungere ulteriori fili nella matassa che alcuni si ostinano a chiamare cervello. Non ti giudico e non dico "questo non lo farei mai" poiché uno non può essere sicuro di cosa farà domani. Io aspetto quel giorno, aspetto il domani.
Credo che in questo caso attendere valga decisamente la pena.


giovedì 1 dicembre 2011

Il sorpasso

 

Eravamo verso il GRA provenienti dalla Pontina. Sera, migliaia di auto incolonnate nella carreggiata opposta. Luci, luci e ancora luci. Ci è sorta spontanea una domanda: ma che fanno tutte queste persone che a tutte le ore di tutti i giorni prendono l'auto o il furgone intasando strade, autostrade, bretelle, mutandoni e pappagalli?!
Tutti lavorano? Io non credo. C'è la crisi anzi, c'è grossa crisi, eppure la gente riempie i centri commerciali.
Tutti complici del sistema che dicono di combattere. Ok, c'è chi è costretto a fare km e km con l'auto perché il trasporto pubblico fa schifo. Però gli altri... quelli che 4 persone lavorano/vanno a scuola nello stesso luogo e con 4 carrozze diverse... che gli vogliamo dire?

Su Isoradio trasmettevano un'intervista al Ministro dell' Ambiente, tale Corrado Clini "le misure che attualmente vengono prese contro le polveri sottili bastano o servirebbe altro?" il domandone del giornalista a cui segue la risposta "no ma per ora dobbiamo fare in modo che vengano applicate". Il tutto riferito per esempio alle targhe alterne (a proposito, di mattina eravamo finiti in mezzo a Roma, dovevano essere in circolo solo auto con targhe pari e ovviamente c'erano pure le altre!) o alle domeniche a piedi, le ztl, ecc. Quanta fatica sprecata. Ma se facessimo una settimana di blocco del traffico? Eh no, poi non possiamo andare a produrre e far arricchire i magnaccia che poi parlano di energia pulita. Continua il Ministro "dovrebbero essere attuate delle misure (qui mi sfugge il termine), si potrebbe cominciare dal miglioramento dei trasporti pubblici esistenti" abbiamo scoperto l'acqua calda.

Le immatricolazioni a novembre sono scese del 12% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Eppure mi sembra di vedere sempre più auto... I livelli delle polveri sottili superano la soglia di rischio in più di 100 città italiane, Torino ha il poco invidiabile record con ben 124 giorni dall'inizio dell'anno: in pratica la gente dovrebbe girare con la mascherina come fanno gli abitanti delle megalopoli giapponesi e cinesi! Invece tutti a fare gite fuori porta cioè a 2 km dal casello dove c'è ancora lo stronzo che alleva capre, le quali probabilmente hanno mille tumori e tu non lo sai perché sei talmente cretino da pensare che dove c'è verde ti salvi.

Tamponamenti a non finire, dalla radio giungono notizie in serie: Prenestina, Appia, Nomentana, Roma - L'Aquila, Lunghezza, Roma-Firenze, Pontina, Ardeatina ecc. Lungo il tragitto vediamo decine di furbi che sfrecciano sulla corsia d'emergenza nonostante il cartello "ritiro della patente"; infatti c'è la polizia che spreca un sacco di carta ma lo fa per noi.  Tutor, punto blu, viacard, punto verde, traction control, crossover compatto, SUV, family card, telepass, è il progresso bellezza! Lavori in corso pure se non lavora nessuno. Chiedi l'indicazione al disgraziato che viaggia tutti i giorni e non ti sa dire un cazzo. A Isoradio ci dicono anche che a Milano se stanno a sfrocià in tanti; sulla tangenziale est, ovest, sud...

I pannelli elettronici che danno indicazioni sbagliate, quello alla radio "Sabrina c'informa che ci sono decine di ambulanze ma per ora nessuna notizia ufficiale" mentre noi vediamo le famose ambulanze a duemila orari. Le pubblicità 8 x 9 con le donne nude, giusto per causare altre collisioni. I coglioni che sorpassano a destra, quelli che vanno a sinistra ma senza freccia, l'altro che parla al cellulare mentre sorpassa: ma quanti matti ci stanno? Perché in carcere non mettiamo questi al posto di quelli che si fanno le canne?!
Io dovevo nascere nella foresta.

Stiamo a sprecare, sprecare, sprecare. Il petrolio prima o poi ci farà "ciao-ciao" con il dito medio che prenderemo in quel posto. Torneremo a usare la lettiga