venerdì 28 dicembre 2012

Il mestiere delle armi



Negli Stati Uniti d' America ovvero la più grande democrazia del mondo perché consente anche a un pupetto di ammazzà chi glie pare, sono in voga i corsi per il corretto uso delle armi da fuoco. Eh si, c'è anche quello scorretto. A questi corsi partecipano uomini e donne che di professione fanno l'insegnante di scuola ELEMENTARE. Nello Utah e nel Kansas la legge consente a loro di andare armati a scuola. La lobby delle armi vorrebbe che tutti gli stati adottassero la stessa legge. Così gli insegnanti vanno ai corsi e dicono "è giusto avere le armi perché se viene qualcuno armato ci pensa due volte". Sarà ma io non credo che a un nerd smidollato che ha voglia di uccidere per sentirsi come quello dei videogiochi gliene importi qualcosa se il maestro può rispondere al fuoco. Perché diciamocelo chiaramente, chi va ad ammazzare bimbi o ragazzini non è sano de capoccia. E della propria vita non ha stima, come abbiamo visto di recente per quel ragazzo di origini italiane. Puoi essere armato quanto ti pare caro maestro ma chi te lo dice che quando incontri il killer improvvisato, quello non abbia già ucciso? Un'insegnante, donna, ha detto "ho appena comprato una fondina da reggiseno, è invisibile così posso andare in giro senza farmi notare". Ma che vuol dire? Questa va in giro a torso nudo per la scuola?

Ho l'impressione che un sacco i gente stia uscendo di testa completamente. Ok mettiamo le armi in mano agli insegnanti, così vediamo quante liti tra colleghi vanno a finire con il morto. Che ne dite yankee? Diamo le armi pure ai bidelli. Poi chi ce lo garantisce che un giorno a una di 'ste "brave persone" non gli gira il pallino e fa fuoco sugli scolari? A me sembra sempre di più un mondo a misura di video gioco, una sorta di Resident Evil della realtà.

martedì 25 dicembre 2012

Buon natale

domenica. sto mangiando un pompelmo. a ovest nella chiesa russa ortodossa è finita la funzione. lei è bruna d’origine orientale, i grandi occhi castani si alzano e si abbassano sulla bibbia, una piccola bibbia rossa e nera, e mentre legge le si muovono le gambe senza posa, fa un lento ballo ritmico leggendo la sua bibbia… lunghi orecchini d’oro; 2 braccialetti d’oro su ogni polso, ed è, immagino, un mini vestito, la stoffa le fascia il corpo, quella stoffa è la più lieve delle abbronzature, si torce di qua e di là, giovani gambe lunghe calde al sole… impossibile sfuggire alla sua esistenza impossibile desiderare… la mia radio suona musica sinfonica che lei non può sentire mai suoi movimenti coincidono esattamente con i ritmi della sinfonia… è bruna, è bruna e legge la parola di Dio. io sono Dio.

 Charles Bukowski,
Ragazza in minigonna che legge la bibbia davanti alla mia finestra

lunedì 10 dicembre 2012

Pubica (in quanto ci sta sul cazzo) Amministrazione

Mi domando che fine abbia fatto la famosa riforma della pubblica amministrazione, quella con cui il nano di Venezia c'aveva rotto il cazzo quattro anni fa. Via i fannulloni, prometteva. Via gli assenteisti.
Se devi fare una visura catastale o ipotecaria qui, sei in braccio a cristo (espressioni che dalle nostre parti è assimilabile alla disperazione). Oggi c'era un impiegato alla conservatoria, uno al catasto e uno per le domande di voltura. Un sacco di sedie vuote e quel riscaldamento a palla per chi cavolo è? C'era anche una finestra aperta, presumibilmente da venerdì. E io pago. E noi paghiamo. Poi quando hai la fortuna che arriva il tuo turno se becchi l'impiegato scorbutico (cioè uno su due) può darsi che non ti trova questo, non ti vuole trovare quest'altro, perde tempo. Ci sono gli impiegati che escono per il pranzo, tornano a casa. Perché uno dei capoccia è amico suo. C'è un livello di preparazione spaventoso, perché porca miseria se tu lavori all'agenzia del territorio e pensi che Grosseto sia in abruzzo (ho sentito dire Teramo) come cavolo ti poni nei confronti dei clienti? La gente arriva spaesata, non sa quale ticket prendere e a volte non sa neppure che lo deve prendere.
A me un impiegato mi ha dato un consiglio su come scopare. Non sto scherzando. MI ha detto "per non farle rimanere incinta usa il buco di dietro". Sto tizio prende millecinquecento euro al mese. Si lamenta pure che è poco. Ci stanno anche quelli che si prendono i soldi in più per ogni copia che fanno, ogni titolo che prendono, ecc. Tutto abusivo. Amici degli amici. Ci sta quello assunto in quanto disabile e per hobby va a caccia. L'altro che ha ottant'anni per gamba ma in pensione non ci va in compenso prende ferie su ferie per malattia. Questi o so malati o so disabili.
Dove li trovano lo sa solo Brunetta.

giovedì 6 dicembre 2012

Mi  piace che tu riconosca e ammetta senza troppi giri di parole di essere una bella donna. Il fatto che trovi il tuo corpo eccitante e me lo dici con estrema tranquillità, sapendo di cuocermi a tremila gradi e senza fiamme artificiali. Mi piace il fatto che non ti tiri indietro. Non come quelle donne che per falsa modestia dicono "dovrei migliorare qui, dovrei migliorare là" e in realtà se la tirano più di quanto dovrebbero. Mi piace la tua naturalezza, ecco. Il tuo modo di porti per come sei, stupendamente donna.


domenica 2 dicembre 2012

De gustibus no est sputazzendam


Mi rendo conto con il passare del tempo di quanto sia difficile per alcune persone capire che non tutti sono disposti a mettere da parte i propri ideali, le proprie convinzioni, la propria etica per una scopata. Tira più un pel di fica in salita che un carretto trainato da buoi in discesa. Sarà così forse per la massa di idioti dalla quale cerco di stare orgogliosamente alla larga. Dice "eh ma sei maschio... i maschi ragionano con il cazzo". Si vede che il mio cazzo ha studiato, s'è laureato alla SORBONA.
Io potrei fare sesso con una iscritta al Ku Klux Klan ma sarebbe come mangiare la pasta al sugo quando hai la rinite. Non sentirei nulla di paragonabile al piacere. E per la miseria, se io conosco una persona che è razzista (per esempio) e che sopporto a fatica oppure una persona che mi sta antipatica anche se non ho motivi particolari per starne lontano, farci sesso è l'ultima cosa a cui penso. Anche se fosse una topa micidiale. Non mi eccitano le persone così, c'è poco da fare.
Perché lo scrivo? Ieri ho letto un post o meglio, confesso di aver letto solo il titolo e l'introduzione (come appare in bacheca) Il primo organo sessuale è il cervello. Esatto. Non è detto, per altro, che sia una fortuna.

Mi hanno rotto le palle le persone che pensando di poter governare le sensazioni altrui solo perché hanno una fica (o un cazzo). Voi, care donne, ricordate che non sono solo i maschi a mettere da parte il cervello!


Certo, non è proprio il massimo come aspetto


venerdì 30 novembre 2012

Mission to Mars?

Tra solo otto anni i primi umani metteranno piede sul pianeta rosso. No, che avete capito? Non sto parlando della repubblica popolare cinese, lì gli umani sono pure troppi. Parlo di Marte! Sembra fantascienza ma c'è qualcosa di serio dietro tutto questo. Una società inglese da diversi anni ha messo in piedi un progetto che porterà gli esseri umani lì dove nessuno è stato fino a oggi. Pare che già una decina di persone si siano prenotate e non oso immaginare quanti zeri c'erano sui relativi assegni.
Sembra una bella cosa eh? Ok, qualcuno dirà chissenefrega. Però i più attenti si domanderanno "come cazzo ritornano?". Il clou è proprio questo: nessuno tornerà.

La scienza ci spiega che la prima missione vera e propria con astronauti non potrà avvenire prima del 2050. Perché? Il viaggio di andata dura sei mesi, la permanenza sul pianeta deve essere di almeno un anno, per raccogliere campioni e fare analisi, e il viaggio di ritorno ovviamente è di altri sei mesi. Difficilissimo per degli umani prima di quella data restare due anni fuori dall'atmosfera terrestre.
Quindi le persone che si sono fatte avanti per andare nel 2020 sono dei pazzi? Io l'ho pensato. Sicuramente c'è chi gli darà l'attestato di eroismo, che sulla terra è abbastanza facile da assegnare. Pensate che il progetto prevede la costruzione di una città o sarebbe meglio dire di un paesello, con le capsule super tecnologiche al posto delle case. Queste persone potrebbero essere nel 2020 tutte novantacinquenni o malati terminali (ahahah ho fatto la battuta) che quindi non hanno nulla da perdere? Io ci manderei Sallusti su Marte, ora. A calci in culo. Li chiameremo i kamikaze dello spazio? Quanti interrogativi. Le persone che si sono fatte avanti hanno superato dei test, non sono matti e sono sani fisicamente. Evidentemente hanno deciso di sacrificarsi per la scienza. Oppure hanno un sacco di debiti! Peccato però, che lì si possa stare fuori solo con tute molto resistenti. Mi sarebbe piaciuto (e probabilmente servirebbe alla scienza balistica) sapere che traiettoria assume lo sperma.

Ps con la crisi mi sa che nel 2020 altro che missioni nello spazio, non si potrà manco comprare un monopattino!


domenica 25 novembre 2012

Fuga

Mi guardo indietro. Indietro di dieci anni. Era la fine di novembre o al massimo (se sbaglio) l'inizio di dicembre. Era un pomeriggio freddo, l'inverno da poco cominciato. Uscii di casa per non farvi più ritorno. Quelle erano le mie reali intenzioni. Scappare da casa non fu una decisione del momento ma il frutto di giorni e giorni di riflessione. Non riuscivo a comunicare neppure a mia madre quello che avevo in mente, le mie preoccupazioni, le mie aspirazioni, le mie incertezze. Ero stufo di quell'ambiente del cazzo che era la scuola in cui papà mi aveva voluto mandare a tutti i costi. Un posto in cui mi sentivo solo. Incompreso. Umiliato. Ero reduce dalla guarigione di quella malattia che mi aveva rovinato alcuni dei mesi che dovevano essere i più dolci della vita di un bambino che non era più tale ma ancora non poteva essere definito adolescente. Avevo paura di ricadere in quel vortice che è la depressione. Eppure forse ci stavo dentro ancora. Questo a distanza di anni non posso dirlo con assoluta certezza, perché il casino nella mia testa all'epoca era molto.

Fatto sta che quella sera scrissi una lettera per mia madre e me ne andai. Cosa scrissi esattamente non lo so ma più o meno le stesse cose che di solito scrive chi si vuole uccidere o, appunto, vuole sparire. Io pensavo veramente di andare via il più lontano possibile e non avevo intenzione di essere accudito da qualcuno. Volevo farla finita ma non avevo il "coraggio" per farlo senza soffrire. Mi portai una mela e una bottiglia d'acqua da mezzo litro. Ma non avrei avuto sete, per niente. La sfortuna o fortuna, fate voi, fu che quella sera iniziò a nevicare proprio mentre ero rifugiato in una pineta. Pensavo che sarei finito sul tg regionale e immaginavo il titolo "giovane fugge nel bosco" e magari qualche sottotitolo con le parole "disperato" oppure "gesto inconsulto". Non fui un genio nel portare con me il cellulare. Mi ricordo che provò a contattarmi F. ovvero il mio migliore amico d'infanzia. Ripensando a quel suo gesto, mi dispiace che poi le nostre strade si siano separate (per una serie di motivi che non sto qui a elencare). Il nostro rapporto ora è limitato ai convenevoli. Se volete fuggire non fatelo con un apparecchio elettronico!

La mia fuga ovviamente durò poco e il mio piano che non era un piano, andò a farsi benedire. La sera fui interrogato dal maresciallo. A casa. Domande di rito. Mi guardava come se fossi uno appena evaso dal carcere di massima sicurezza. Da quel giorno i carabinieri e gli sbirri in toto, mi stanno sui coglioni.
Oggi penso a quell'esperienza e non so cosa ho imparato davvero. Non so se ho imparato né se ci fosse qualcosa da imparare.

venerdì 23 novembre 2012

Del più e del meno meno

L' America è una grande democrazia.
L'America è una grande democrazia infatti tutti possono avere un'arma da fuoco fin dalla più tenera età.  Ed è giusto, perché se compri una pistola a 74 anni ma non sai come si impugna e non hai figli o parenti che possano spiegartelo, sei fottuto! Devi ricorrere a un corso intensivo che ti prosciuga la Master Card.

Oggi da una discussione in famiglia su quale fosse stata la recente disposizione dei fiori al cimitero, mi è venuta spontanea una riflessione. Mio nonno quando stava per morire disse che non voleva fiori sulla lapide eppure tutti continuano a portarli.  Anche io non vorrei fiori, se dovessi morire da un momento all'altro e non vorrei un funerale religioso. Mi fa schifo pensare che la gente che oggi mi dileggia domani potrebbe far finta di commuoversi godendo dei favori degli occhi altrui.
I fiori sulle lapidi sono una perdita. Per chi? La natura. Che senso ha mettere degli esseri viventi che quindi non sono più tali, anche se l'acqua li fa campare per alcuni giorni, davanti ai loculi? Qualcuno obietterà che così i cimiteri sarebbero troppo grigi. Bui. Embè? Se sono cimiteri e non balere un motivo ci sarà. Io non voglio che vengano sacrificati dei fiori solo per adornare la mia lapide (a quello del resto dovrebbe pensare la mia faccia.)

Le primarie del pdl. Sembra una battuta.
Le primarie del pd. Saranno battuti (dopo).




martedì 20 novembre 2012

Non smette di piovere

Il fatto è che non riesco a smettere di pensare. A volte anche quando sono molto impegnato la mia mente corre a cercare i ricordi. Divento terribilmente nostalgico. Per cui le giornate uggiose mi danno fastidio, sono sempre afflitto da dolori più o meno importanti.
Penso a una persona conosciuta l'anno scorso, incontrata l'anno scorso, una persona con cui ho fatto l'amore (si l'amore) l'anno scorso. Tutto avvenuto nel giro di pochi mesi. Un anno fa in questo periodo ci parlavo tutte le notti per ore ed ore, sognando e auspicando quell'incontro che mi ha reso molto presente. In questi casi si dice "mi ha cambiato la vita". No, io non lo penso. Lei non mi ha cambiato la vita. Io sono sempre la stessa persona. Però lei mi ha dato modo di conoscere una parte di me molto forte, qualcosa che mi ha reso orgoglioso di essere lì in quei momenti. Sapevo  che avevo fatto la scelta giusta e una sensazione così positiva non l'avevo mai provata. Non so se vi sia capitato di stare con una persona anche se per poco tempo ma di sentirvi completamente coinvolti, calati in un'altra realtà che vi sembrava di avere addosso fin dalla nascita. E non sto parlando delle anime gemelle, altre metà di mele, pere o mandarini. Sto parlando di una sicurezza e una tranquillità che sentivo mie da sempre e che finalmente erano venute a galla.

Mi sono sentito bene quando stavo con Lei. In quel termine sottolineato ci sono milioni di sensazioni positive. Spero che anche a voi sia successo che almeno in un'occasione vi siate sentiti liberi dal peso della vita, il peso delle responsabilità. Ecco, io ho passato il tempo in cui siamo stati assieme senza pensare ai miei problemi. Mai. Ero in un modo che non so descrivere e di cui non mi capacito, padrone del tempo cronologico. Ci sono stati momenti in cui io vivevo al massimo e il tempo non era tiranno ma mi assecondava. Come se tutto intorno fosse quasi cristallizzato. Poi c'è stato il distacco e tutto è tornato a essere normale. Quelle sensazioni però sono rimaste nella mia memoria e posso dire che nei primi giorni del "dopo", ho avuto addosso e dentro un'energia positiva che contagiava chi mi stava intorno. Tutto questo può essere definito amore?
Quella persona mi manca molto. Quel distacco somiglia di più a un addio. Nella mia vita è rimasta meno di quanto pensassi prima. Tuttavia da qualche giorno sento un moto verso di Lei. La sento più vicina. So che non è così ma non è forse vero che tutti gli esseri viventi hanno un campo magnetico?!
Può darsi che io stia semplicemente delirando e che la smetta di credermi più importante di quanto sia veramente per gli altri.


giovedì 8 novembre 2012

La ragione è dei fessi

Sono circondato da persone che mi dicono "sei buono". Anche le persone che mi conoscono di meno ma hanno rapporti con quelle che mi danno del buono, mi fanno sapere che sono "buono". C'è anche chi mi dice che "sei troppo buono". E così ho scoperto che  è a causa di questa bontà che non faccio colpo sulle ragazze, che non intrattengo rapporti molto lunghi on le persone poco sincere, che non scendo in genere a compromessi. Questa maledetta coerenza del cazzo. La bontà mi sembra un peso. Vorrei essere cinico almeno qualche volta e così potrei sentirmi dire "sei uno stronzo". Ma è possibile che sia circondato da tanti non buoni?

Mi sento un fesso.


sabato 20 ottobre 2012

Mi fate schifo

Ancora una volta. Ancora un maledetto assassino che priva della vita una donna. Questa volta non la sua ex ma, per puro caso (o per volontà ma questo non posso stabilirlo io), la sorella di quella che doveva essere la vittima designata. Un altro uomo che non accettava che la "sua" donna non fosse più ai suoi piedi. I carabinieri avvisati mesi fa e che le hanno detto "signorina cambi numero di cellulare". Gli uomini in divisa mi fanno sempre più riflettere sulla complessità del genere umano. Tipo Salvatore Parolisi, un caporal maggiore udite udite. Oppure un certo Salvatore Capone la cui storia l'ho conosciuta ieri sera guardando "Amore Criminale"; un altro pezzo di merda che ha ammazzato la moglie dandole fuoco con alcool e un accendi-gas.  Un sottufficiale della marina.  Curioso che entrambi abbiano lo stesso nome abbastanza evocativo (proprio da famiglia cristiana).
Le forze dell'ordine, quelle che magari il pazzo lo fanno scarcerare perché in fondo è un bravo ragazzo oppure non lo mettono al gabbio perché non è pericoloso.

Io credo che sia venuto (e da un pezzo) il momento di dire le cose come stanno. Non possiamo sempre pensare che debbano essere solo le donne a ribellarsi. Non è solo un "affare loro". E chi dice questo sbaglia, come chi afferma che la mafia è un problema del sud e che il sud deve risolverlo. Dobbiamo dire le cose come stanno. I veri uomini non possono stare zitti. Non possono rimanere indifferenti. Gli stupratori, i mariti, ex mariti, fidanzati, ex fidanzati, i torturatori assassini non solo commettono crimini gravissimi ma gettano discredito su un intero genere. Un genere che è fatto di stronzi bastardi come loro, certo. Ma anche di gente che sa amare, sa desiderare, sa dire le parole giuste, sa aspettare, sa soffrire per la donna che ama. Per cui io penso di poter parlare a nome di molti uomini quando dico che VOI: potete anche ammazzare tutta la vostra famiglia ma non sarete mai paragonabili a me. Io questo non l'accetto. Voi che perseguitate, diffamate, picchiate, uccidete, voi che insidiate con il terrore chi vi ha amati siete solo dei criminali antropologicamente diversi da tutti quegli uomini che mai neppure hanno pensato di fare quello che avete fatto. Voi mi fate profondamente schifo. E mi fate schifo anche voi che ci ricamate le battute sopra.

Ps a proposito delle considerazioni sulla vicenda vi segnalo questo scritto di Riccardo Venturi

lunedì 15 ottobre 2012

Il bon ton prima di tutto

Due amiche si incontrano alla fine dell'estate. Una è ricca, sposata con un magnate dell'industria e l'altra è una sfigata senza un quattrino. Quest'ultima chiede all'altra
"cosa hai fatto questa estate?" 
"A giugno siamo andati in un posto bellissimo. Una settimana a Sharm el Sheik... una roba che non ti dico! Mare favoloso, accoglienza super, siamo stati veramente bene." 
"Che meraviglia!" dice l'amica "e poi?"
"A luglio una settimana in costa smeralda, siamo stati benissimo. Ci hanno trattati come i principi. Semplicemente stupendo!"
"Che meraviglia! E poi?"
"Oh, ad agosto siamo andati a Formentera. Due settimane da sogno. Si mangiava benissimo, assolutamente un posto che non dimenticherò mai. Eravamo al settimo cielo."
"Che meraviglia! E poi?"
"A settembre ho realizzato il mio sogno. Siamo stati alle Hawaii a fare surf tutti i giorni. Dio mio che luogo da favola! Abbiamo cenato nei ristoranti di lusso tutto era perfetto, un'esperienza indimenticabile."
"Che meraviglia!"
"E tu cos'hai fatto di bello?"
"Io ho seguito un corso di bon ton per tutta l'estate."
"Bello! Cos'hai imparato?"
"Ho imparato a dire che meraviglia al posto di e sti cazzi!"

lunedì 8 ottobre 2012

Occupy sta ceppa

I ragazzi che tornano a casa da scuola dicendo c'è occupazione mi fanno tornare in mente dei ricordi non molto remoti. Anche io ero uno di loro. Mi ricordo l'ingenuità del primo anno, al ginnasio, quando l'occupazione si faceva sul serio. Era l'unica cosa su cui fascisti e comunisti andavano d'accordo. Quando ci fu la notizia ufficiale, i corridoi della scuola sembrarono spalti di uno stadio. Mi abbracciò una persona, una ragazza che non conoscevo e che dopo cinque minuti mi fece un pompino nel cesso. Non mi ricordo neppure il suo volto. Però quel cesso sembrava un bagno turco per quanto fumo c'era. E non erano sigarette. La polizia sgomberò la scuola dopo una settimana.
Al professionale le cose andavano diversamente, in primis perché non c'era quell'aria da caserma e non c'erano regole ferree, in secundis perché i figli di papà erano pochi (e comunque non tra i rappresentanti di istituto).  Quando davano la notizia dell'occupazione, che in realtà era solo assemblea permanente, il 95% delle persone se ne andava. E così 7-10 giorni all'anno erano persi, in culo al calendario didattico. Che poi ho sempre avuto l'impressione di un tacito accordo tra studenti capoccia e professori, ovvero noi portiamo 'sta marmaglia fuori per qualche giorno e vi riposate - noi non vi rompiamo le palle. Era una grande farsa. Oggi non lo so come sia, eppure la scuola l'ho finita da pochi anni ma gli studenti mi sembrano degli alieni. Mi sembra un branco di sciocchi, tutti con il cellulare nuovo, parlano anche di tablet (io ancora non capisco cosa sia). Ma non mi va di fare il bacchettone, la vita è loro e se la gestiscono, che chi li bacchetta sta già dietro la cattedra, mi sa.
Quel che è certo è che hanno anticipato tutto, ai "tempi miei" si occupava a novembre oppure fino ottobre. Questi hanno fretta. Ci son sempre più automobili fuori dalle scuole, le madri li portano e i padri li riportano o viceversa. Non sanno più prendere gli autobus o leggere le indicazioni. Poi tutti ci lamentiamo che i mezzi pubblici scarseggiano e sono quello che sono. Di sto passo credo che metteranno la maggiore età a 13 anni, così i bravi genitori in carriera non dovranno più scomodarsi.

giovedì 4 ottobre 2012

Addio Giulietta

Non sto salutando un'automobile, come qualcuno potrebbe pensare. Giulietta era il mio pappagallo, un cocorito che oggi ha finito di vivere. Devo dire che da un certo punto di vista sono contento. Io non amo tenere gli animali in gabbia (pensate che non ci terrei neppure le persone a parte quelle molto stronze) anche se ci sono nati e non saprebbero vivere al di fuori. Non li comprerei mai. Mi piacerebbe avere uno di quei grandi pappagalli che possono anche parlare e volare liberamente: ma non qui. Perché l'habitat naturale dovrebbe essere sacrosanto. Giulietta mi fu regalata quattordici anni fa, insieme a un maschio. Indovinate che nome originale gli avevamo dato... uno, due tre: tempo scaduto. Romeo! All'inizio erano una coppia felice poi passarono alle vie di fatto, cioè lui provava a fecondarla ma non c'era niente da fare. Un giorno Romeo lo trovammo stecchito nella gabbia. Improvvisamente. Non era vecchio. Mah sarà stato un malore pensai. Comprammo un altro maschio, che durò poche settimane. Lei invece era sempre arzilla. Un sacco di volte l'ho vista dare beccate sulle teste del poveretto di turno. La vedova allegra l'ho ribattezzata, perché ha fatto fuori tutti i maschi.
Da qualche anno aveva perso le piume del petto e faceva sempre uno strano verso. Mi sorprende che sia vissuta così tanto. Io non sono riuscito ad affezionarmi. Gli animali in gabbia o in un acquario mi suscitano solo pietà e anche un po' di schifo, lo ammetto, per quanto riusciamo a essere crudeli noi umani super intelligenti nei confronti di queste creature. Per cui quella ha finito di soffrire. Non c'è dubbio. Probabilmente è stata solo magnanima con i maschi. Tranne che per uno, il quale riuscì a scappare e ancora a distanza di dieci anni mi chiedo come cavolo abbia fatto. Se n'è andato verso la libertà mentre lei è rimasta, in attesa di un altro da sacrificare.

sabato 29 settembre 2012

I frammenti

Ho avuto una bella discussione con mio cugino F questa sera. Si parlava di una mia storia dello scorso anno, un mio amore. Un'esperienza che è stata breve e si è conclusa male (non nel senso che ci siamo picchiati o insultati a vicenda) o sarebbe meglio dire che non si è conclusa perché non era iniziata una relazione stabile. Va bene, qui ne ho già parlato mesi or sono e non mi dilungo sulle premesse.
Sono stato amante* di una ragazza anche se sarebbe più giusto dire di una donna, dato che ha l'età e credo la maturità per esser definita tale, che era fidanzata.
Mio cugino mi ha chiesto "ci hai più parlato?" "No." "Come mai?" "Lei ha deciso di chiudere." "Perché?" "Aveva i sensi di colpa" Gli ho spiegato quello di cui sopra e lui mi ha detto "io ne ho vissute direttamente ma soprattutto da altre persone di storie così e anche peggio. Storie che sono finite perché la moglie andava con il cognato o il marito andava con l'amica dell'amica." 

Io ho fatto un'osservazione, è che avevo proprio bisogno di parlare e di sfogarmi. "Se tu prendi una decisione che sai già a quali rischi vai incontro e poi ti vengono i sensi di colpa... c'è qualcosa che non quadra". Al che lui mi ha detto una frase forse scontata ma nel momento opportuno è stata come un'illuminazione per me. Sono dinamiche che vanno viste caso per caso. E in effetti sembra sempre di dire le stesse cose però non si può pensare di dare un metro di giudizio che possa valere per tutti, sia nelle azioni che nelle loro conseguenze. Ognuno è diverso e da ciò ne consegue che la barriera da superare per far venire a galla i sensi di colpa, è a livelli decisamente molto variabili. Io però penso anche che per delle persone dire ho i sensi di colpa, finiamola qui sia solo un pretesto per non assumersi delle responsabilità o per rinunciare a vivere delle emozioni travolgenti. Oppure perché non si ha il fegato per dire "non mi sei piaciuto/a".
Ah, un'altra cosa che mi ha detto per concludere il discorso è stata "purtroppo la realtà è peggio di Beautiful". Alzi la mano chi crede il contrario.



* chiarisco a scanso di equivoci che ripudio l'accezione gossippara del termine. Per me la parola e il vero significato sono stupende

giovedì 6 settembre 2012

Oltre i (miei) limiti

Io non so più qual è la mia parte sana. Forse sono un cancro da estirpare. TUTTO.
Il contagio è stato precipitoso e non avevo difese. Non le ho volute. Tu come un virus ti sei diffusa su tutto il mio corpo e dentro di esso. Ti sei moltiplicata eppure sei sempre tu.
Curami da questa ossessione. Abbraccia le mie paure, azzanna i miei desideri. Io ti odio perché ho bisogno della tua irruenza e del tuo spiccato sesto senso per i miei punti deboli. Quante barriere mi farai infrangere ancora? Sei il male necessario, il veleno di cui voglio nutrirmi. Del resto non conta più nulla, potrei anche non respirare per avere solo te.
Tu che sei il veleno e anche il suo contrario.


lunedì 3 settembre 2012

Buon compleanno

A te che sei stata nei miei desideri, nei miei sogni a occhi aperti.
A te perché ti ho amata.
A te perché una parte di me amerà ancora una parte di te (chissà per quanto).
A te che sei sparita ed è anche colpa mia che non ti ho più cercata.
A te per i tuoi occhi azzurri come il cielo sopra le montagne in una giornata estiva.
A te per il tuo sorriso difficile da dimenticare.
A te che non mi hai fatto promesse e che comunque non le avresti mantenute.
A te che non leggerai mai questo post perché non sai nemmeno dell'esistenza di questo blog.
A te che non ci siamo mai baciati ma una bottarella te l'avrei data.
Ma oggi dovrebbe essere il tuo compleanno, quindi auguri.


giovedì 30 agosto 2012

Dalla parte delle miniere

Io nella diatriba tra padroni e schiavi non entro. Non faccio il tifo per nessuno. Non aderisco ai gruppi su feisbùc, né alle petizioni di fatti quotidiani, repubbliche, espressi e compagnia bella. Semplicemente io trovo pazzesco che nel 2012 esista ancora il lavoro nelle miniere. Trovo assurdo che nell'epoca di internet veloce, delle auto a metano, dei robot che puliscono un palazzo (manca solo il teletrasporto) ci sia ancora chi sfrutta il lavoro di esseri umani nelle miniere. E che sia chi è anche affezionato a quel lavoro, chi lo fa per la famiglia, perché se no non avrebbe un futuro. In Italia come in Cile, come in Cina e in Sud Africa, il lavoro nelle miniere è un crimine contro l'umanità.

Potete dire quello che volete, appellarvi al sindacato, cianciare di diritti a destra e a manca ma stare sotto terra a 400 metri di profondità è contro natura. Stare sotto terra a 50 metri di profondità è contro natura. Stare sotto terra a 1000 metri è contro natura. L'essere umano è biologicamente incapace di sopportare normalmente quelle condizioni. Lì ci possono vivere degli insetti, alcuni platelminti e vari microrganismi guarda caso tutti adattati: senza occhi, narici, apparato respiratorio. C'è un caldo terribile solo da immaginare. Ho letto sui libri di storia che quando la rivoluzione industriale investì tutta l' Europa, le miniere erano presenti dappertutto e  ci lavoravano anche i bambini. Era un lavoro descritto come una condanna. Si sa, la storia la fanno i vincitori e i libri sono di parte, però qualcosa vorrà pur dire se quello che trecento anni fa era considerato una merda di lavoro oggi sia ugualmente considerato una merda di lavoro. Nonostante la tecnologia, i progressi e bla bla bla. In Sardegna non sapevo fino a quattro-cinque giorni fa che esistessero ancora i minatori.
Mi domando: se l'uomo è riuscito a costruire macchine che vanno su Marte è mai possibile che non abbia saputo creare macchine per lavorare nelle profondità della terra al posto dell'uomo? C'è qualcosa di strano in tutto questo. In Cina migliaia di persone muoiono ogni anno nelle miniere (non so di cosa), in Cile l'anno scorso quanto tempo ci hanno messo per fare uscire i minatori da quel buco? Mesi e mesi. Avranno bevuto la piscia e mangiato anche la terra, secondo me. In Congo c'è addirittura la guerra per un prodotto che viene anche dalle miniere: i diamanti. Qui la gente sembra che non muoia, almeno non per crolli. Ma vai a controllare quanti tumori, quanti cazzi e stracazzi capitano. C'è persino l'operaio che si taglia un polso in diretta tv.

A quattrocento metri sotto terra è bello vedere i giornalisti sporchi per il solo fatto di stare lì. Io penso che le miniere dato che sono state scavate, lavorate per decenni debbano rimanere ma come musei. I musei delle manie di grandezza umane, delle stupidità umane. Al limite potremmo mandarci i politici e sono convinto che tante persone vorrebbero vedere gli alemanni, i formigoni's, i mastelli, le polverini, le bindi, i cuffari belli sporchi di terra e polvere, con una palla di ferro attaccata al piede, la piccozza, l'elmetto e rigorosamente senza mascherina. Che per loro ci vuole una lenta agonia. Sarebbe la diretta tv più vista di sempre, anche in streaming. Oggi lì si combatte per una causa che non dà certo lustro agli esseri umani. Però i sardi non scherzano, che si tratti di pastori o minatori. Non vanno a fare i cortei per esprimere dissenso con i popoli viola, gialli e arancioni. Non raccolgono firme. Si muovono, piazzano quintali di esplosivo. Un'era sta per finire, mi sa che i Maya hanno fatto i giusti calcoli. Resuscitiamo Jules Verne.

mercoledì 29 agosto 2012

Statistiche e stocastici

Lo sperma è un antidepressivo naturale per le donne. Una ricerca della State University di New York ha comparato la vita sessuale di 293 donne e la loro salute mentale. Il risultato ha evidenziato come il sesso orale sia il miglior rimedio per la depressione femminile, poiché lo sperma contiene sostanze in grado di risollevare l’umore e conciliare il sonno. Inoltre contiene ormoni quali il cortisolo, l’estrogeno e l’ossitocina che hanno effetti antidepressivi. Le donne che hanno una vita sessuale regolare e non usano protezioni sono risultate più rilassate ed hanno ottenuto punteggi più alti nei test cognitivi. Questo perché oltre agli spermatozoi lo sperma contiene ormoni come la tireotropina, un antidepressivo, la melatonina, che induce il sonno e la serotonina, il neurotrasmettitore più noto tra gli antidepressivi. Lo studio, pubblicato sulla rivista Archives of Sexual Behavior, spiega che le donne hanno un meccanismo fisiologico che le permette inconsciamente di sapere se il partner saprà o meno provvedere alla propria prole. I rapporti non protetti dunque sono un “collante” per la coppia, che avrebbe modo di capire fin da subito se la relazione è destinata, almeno dal punto di vista biologico, a durare. Nel caso di donne che hanno rapporti protetti, e non sono dunque esposte allo sperma del partner, potrebbe innescarsi la ricerca di nuovi partner sessuali. Le partecipanti allo studio sono state sottoposte al Beck Depression Inventory, un test per misurare i sintomi clinici della depressione. Il test ha mostrato che le donne che hanno rapporti senza preservativo sono meno depresse di quelle che invece hanno rapporti protetti. E quest’ultime presentano sintomi di depressione minori o uguali a quelli delle donne che si astengono dal sesso. Insomma fare sesso fa bene alla salute psichica della donna e rende semplicemente più felici. Si dorme meglio e entrano in circolo sostanze che rallegrano l’umore. Ed un altro aspetto della ricerca sostiene anche che i livelli di felicità potrebbero essere correlati alla quantità di sperma in circolo nel corpo della donna.

FONTE

In poche parole care donne, se fate sesso con uno sconosciuto che vi ha fatte bagnare appena vi ha guardate, magari rischiate di contrarre l'AIDS però non morirete depresse! Se invece siete depresse, cominciate a ingoiare dello sperma. Se vi fa schifo l'idea del cazzo nella vostra bocca, fatevene dare un po' in bicchieri di vetro che mantengono meglio le proprietà organolettiche. Più trangugiate sborra e più sarete felici. Lasciate perdere la musica, le puntate di Beautiful, il sudoku.

 


Io vi chiedo e soprattutto lo chiedo all'amico Milk il quale mi risponderà in privato dato che qui non riesce a commentare da mesi, se l'ingoio e il suo prodotto funzionano da antidepressivi per le donne (etero si intende) come si comportano gli uomini gay, come reagiscono? Passa tutta la tristezza? 





lunedì 27 agosto 2012

Senilità

Una delle cose che decisamente della vita non capisco è come mai i vecchi diano alcolici da bere ai bambini che li vanno a trovare. Quantomeno qui. Quando ero piccolo e andavo da un parente o un amico di famiglia (uomo o donna non fa differenza) over 70, quello puntualmente mi chiedeva "Che ti do? Nu poche de vine? Na grappett? Nu stravecchie? La rattafija?" e finivo sempre per uscire brillo dalla casa. C'erano quelli che insistevano con liquori fatti in casa, roba da duemila gradi che non sopporto neanche adesso. Però ora, che sono un po' più grande, i vecchi non mi offrono alcolici. Neanche i parenti. Allora ragionando penso che tutto sia legato alla presunta saggezza che si otterrebbe raggiunta una certa età. In realtà non tutti sono saggi e per far credere a un bambino delle cazzate che dicono, possono farlo bere. Un adulto dovrebbe bere troppo per essere soggiogato e i vecchi qui sono abbastanza tirchi; per cui un bicchiere va bene ma due è una bestemmia.

Adesso mi trattano quasi come se fossi un adulto ma non troppo, difatti è ricorrente la domanda alla quale rispondono loro stessi "Come va? Bene, i giovani non hanno problemi." Ecco, questa è una delle cose per cui si dovrebbe smettere di avere rispetto per la vecchiaia almeno per un secondo e imprecare alla Fantozzi maniera. I giovani hanno un sacco di guai di certo non come quelli che dovevano affrontare loro negli anni '30 o '40. Secondo me per dire certe cose devi essere ubriaco oppure un tantino stronzo. Va bene che sei sordo, mezzo cieco e hai l' Alzheimer però infierire in questo modo non va bene. In fondo è anche per questi motivi che in parlamento e nelle grandi aziende ci dovrebbe essere un tetto all'età.

venerdì 24 agosto 2012

Armstronz

La vicenda del corridore texano che sembra stia per giungere alle dovute conclusioni ha dell'incredibile. In primis perché un americano che va forte in salita è come un cinese che sa giocare a pallone: una chimera. In secundis perché gli sono piovute addosso accuse da molti corridori e l'ha sempre fatta franca. Lance Armstrong è stato l'unico uomo capace di vincere 7 giri di Francia consecutivi. In quei 7 anni non ha mai avuto grosse "crisi" e questo è stato un fattore che ha sempre sorpreso. In salita ha battuto gente come Pantani, Ulrich (l'eterno secondo), Basso. Ha battuto il record dei 4 corridori che si erano fermati al pokerissimo, tra cui il cannibale Eddie Merckx.
Per un breve periodo anch'io fui tra gli ammiratori di Armstrong, quando il ciclismo tentava di ripulirsi. Lui e la sua fondazione per i malati di tumore, tutte quelle belle parole. Ha avuto due vite sportive. Nella prima è stato campione del mondo in linea nel 1993, era un corridore forte nelle gare di un giorno ma senza resistenze  in salite lunghe o dure e nelle corse a tappe. Poi ebbe un cancro ai coglioni e lì clap clap che s'è ripreso. Torna alle gare e domina il Tour del 1999, il primo senza Marco. Vincerà fino al 2005, si ritirerà e tornerà dopo tre anni per fare una figura di merda al Giro.

Cosa c'era dietro il successo dell'americano (pere a parte, ovviamente) ? Si preparava solo per il Tour, con una squadra costruita su di lui, piena di cronomen che contavano molto visto che al Tour la cronometro a squadre fa la differenza. Era fortissimo nelle crono individuali e resisteva in salita nonostante la mole. Anzi, spesso li faceva secchi tutti. Non era simpatico, anche il suo modo di comportarsi con gli altri, la sua spocchia, erano veramente troppo. Dava l'impressione di poter vincere sempre, superava limiti difronte ai quali si è arresa anche gente come Hinault o Hindurain. Tanti suoi ex compagni di squadra lo accusavano di aver usato sostanze dopanti. Si diceva "sarà l'invidia" ma mentre tutti o quasi i "big" cadevano, lui rimaneva al top bello lindo e con quella faccia da schiaffi. Le tortorate però adesso arrivano dall'agenzia antidoping statunitense e pare che faccia sul serio. Lui rinuncia alla difesa e questa potrebbe essere la caduta di un dio dello sport moderno, uno che è stato preso come modello di riferimento da tanti giovani fan del laccio emostatico.

C'è da aggiungere che attorno ad Armstrong esisteva e probabilmente esiste ancora, un vero e proprio gruppo di potere. Del resto portava avanti una fondazione per la lotta al cancro (che guardacaso sta raccogliendo molti soldi in questi giorni) ed era spesso finanziato da nazioni come il Kazakistan in cui certamente non vanno tanto per il sottile

sabato 18 agosto 2012

Pensieri triti e ritriti

Io non ho ancora capito cosa fa veramente nella vita mia cugina. Dice che è una libera professionista: sarà mica una mignotta?! Ci sta quando non dovrebbe esserci e soprattutto non c'è quando dovrebbe esserci. Trova scuse, si infervora se le dici qualcosa che non le sta bene. Secondo me ha un po' la coda di paglia. Mi sembra una che ha bisogno di scopare.
Si mette in testa una cosa e coinvolge tutti poi quando è il momento di concretizzare che fa? Sparisce. So solo che se io mi comportassi così i miei familiari mi lancerebbero maledizioni a raffica.

Qui tutti devono stare a disposizione di qualcuno ma c'è sempre chi si erge sul piedistallo. Mah... avrei bisogno di una vacanza

martedì 14 agosto 2012

Chiavi(che) di ricerca

Ho raccolto le migliori, se preferite il greatest hits delle parole che la gente digita e finisce nel mio blog. Cose da matti.

film erotico nonna tooca vagina a nipotina (scritto così)

manuela arcuri asino eccitato

fidanzata in prestito per un pompino (io non sono fidanzato)

la donna con il clitoride più grande del mondo

coiti di troie con animali cavalli 

fidanzata pompinara (tra le più ricercate)

poliziotta culona

chi di figa ferisce

fighette in bicicletta

re magi porno (inchiappettano le pecore)

cicciolina  e il cavallo

fa male nel culo levalo

racconti di donne che fanno seghe (sai quante storie...)

roco e selen figa open

video di sesso fatti a trento (perché non a caltanissetta?)

ranocchio coito

dove chiavare ad alonissos (soprattutto come trovare alonissos)

ho un gonfiore pene (si dice "sto arrapato")




lunedì 6 agosto 2012

Cinematografo

Qualche giorno fa ho fatto la comparsa in un film. Se a qualcuno non interessa, può lasciare stare qui. Mi ci ha fatto ripensare il post di Sassicaia Molotov perché lui lavora nel settore (e un po' stride il termine) della cultura. Quella che "non ci si mangia". Mi sono accorto stando in mezzo e dietro al set che la realtà è dura. Ovviamente parlo del cinema ma credo che per chi sputa il sangue in teatro sia anche peggio. Quanto cazzo lavorano i tecnici! Tecnici del video, dell'audio, costumisti, truccatrici, aiuto-registi, aiuto-produttori, scenografi, addetti alla colonna sonora più altri svariati individui che svolgono compiti tutt'altro che semplici. Mi sono accorto che è tosta per un attore, soprattutto in una piccola produzione, fare quello che deve fare. Persino una comparsa che come il sottoscritto compare in una scena di pochi secondi fa una faticaccia mentale e fisica. Certo, questo dipende anche dalle pretese del regista e /o del produttore nonché dalla disponibilità delle persone. Quando ti trovi di notte a dover correre scavalcando muri con un'armatura ti rendi conto che quello che vedi al cinema o in tv quando passano i film, è solo la punta dell'iceberg. Gli attori veri e propri sgobbano di più e ci sono pure abituati. Ma se metti della gente sempliciotta di paese a farti da comparsa c'è anche il rischio di dover bestemmiare a "rotta di collo". Ci vuole pazienza e quanta cavolo ne hanno tutti quelli che stanno dietro le quinte! Gente che per 10-12 ore (se gli va bene) al giorno fa avanti e indietro, monta e smonta su qualsiasi terreno, scenario con più o meno tutte le condizioni climatiche possibili. Gente che fa questo per pochissimi soldi. Lo fa per passione. Producendo spesso grandi opere. Si guadagna da mangiare godendo di pochissima stima e considerazione da parte dell'uomo della strada. Quando li vedi all'opera ti rendi conto che forse tu non ci riusciresti a fare tutto quello che fanno, che è più comodo stare seduto a rispondere a un telefono come l'amico del tuo amico che è laureato in stronzologia applicata.


martedì 31 luglio 2012

Saranno famosi?




"Ieri ho fatto come Johnny Depp. Ho abbandonato il set."
"Solo che a Johnny Depp lo richiamano e gli dicono "dai cambiamo la scena facciamo come vuoi tu ma ti prego torna" mentre di te non frega un cazzo a nessuno"
"Eh bravo, questa è la differenza."

lunedì 30 luglio 2012

Chiodo fisso

Ci sono quelle persone che entrano nella tua vita in periodi delicati quando credi che avresti avuto bisogno d'altro. E invece è proprio della dirompente aggressività che avevi bisogno. Tu sei una di quelle persone. Sei il mio sogno non troppo segreto. Sei il proibito che attira. C'è il cartello "materiale infiammabile-non toccare" ma ormai ho già messo le mani sul fuoco. Sei impossibile perciò qualche strano meccanismo nel mio cervello mi dice che lo posso fare. Ti posso disturbare.



So che ti piace. D'altro canto se così non fosse basterebbe una tua parola per farmi smettere di pungere. Sono punture a fin di bene. L'ago è del tutto ecologico. Quando penso a te, quando parlo di te mi sento una testa di cazzo; perché ragiono con quello. Il cervello me l'hai fottuto, io ti fotto altro.



martedì 24 luglio 2012

Bellezze di plastica

Il problema


non è tanto nell'aspetto
talvolta goffo.


Non è nell'eccessivo gonfiore,
nelle forme troppo generose


o nella carenza di armonia.


Il vero problema, quello che per quanto mi riguarda è insopportabile sta nella testa delle persone che passano giornate dal chirurgo estetico. Pensando alle donne, ci sono parecchie fighe che non avrebbero bisogno di un ritocchino eppure si lasciano sfigurare perché la tendenza è quella. Ci sono cozze che rimangono come sono perché si accettano e dentro hanno qualcosa che funziona. Il vero dramma di chi si fa riempire di silicone, botulino e quant'altro è che manca qualcosa di importante nella testa. Siete caduti da bambini e avete ancora il trauma? Oh l'ultima è una pornostar quindi l'ha fatto per esigenze lavorative ma le altre? Chissà ...

martedì 17 luglio 2012

Penso



... che ti voglio scopare. Tu mi stai di fronte, mi baci, io ricambio. Le lingue si incontrano avidamente. Io scendo ad abbassarti la gonna e le mutandine ma non faccio a tempo a godere del panorama che subito mi premi la testa contro la fica. La bacio e passo una, due volte la lingua per assaggiare. Ma non mi avrai tanto facilmente. Mi rialzo e ti guardo, tu l'hai capito cosa devi fare. Mi sbottoni i pantaloncini  e senza levarmi le mutande tiri fuori il cazzo che è tutto duro e dritto e non aspetta altro che la tua bocca da puttana. Inizialmente lecchi la cappella senza fretta e mi fai vedere le stelle. Poi ci sputi e vedo ancora le stelle, questa volta più grandi. Mi fai una sega con una mano mentre con l'altra mi afferri le palle. Ma sul più bello ti tiri indietro. Ah già, lo avevo fatto anche io. Bando alle ciance. Ci spogliamo completamente e io ti prendo per le cosce, insaccando il cazzo con movimenti molto forti e costanti. In piedi, con il mio petto contro le tue tette e la mia lingua sul tuo collo. Sei la puttana che adesso sta gemendo. Ti metto l'indice della mano sinistra nel buco del culo mentre con la destra cerco la bocca. Mi sussurri qualcosa ma non ti sento. Poi urli "scopami scopami!" e io per dispetto mollo la presa, ora ti faccio divertire. Mi allungo per terra con l'asta ben sollevata verso chissà quali mondi e tu osservi come un bambino che scopre il piacere della cioccolata. So che ti piace, ti siedi delicatamente sul cazzo. Mi sembra di avere uno shuttle che è pronto al decollo. Ma il tuo non è un conto alla rovescia, tu danzi. Ti tocchi la fica mentre fai su e giù e io sono completamente andato, non alzo neppure le braccia per toccarti, voglio godere totalmente della tua voglia di sesso. Tu raggiungi l'orgasmo ansimando e piegandoti leggermente verso me, a quel punto ti stacchi dal cazzo che è pieno di quello che è colato dal tuo sesso. Sono quasi andato, mi manca il colpo di grazia. Me lo dai tu strofinando l'ombelico contro la cappella. Ti vengo lì ma gli schizzi sono diffusi sulla tua pancia, anche sulla fica. Me lo prendi in bocca per succhiare ciò che è rimasto, poi io ti bacio e lecco la sborra sul tuo corpo. La condividono le nostre lingue.

Tra un po' si ricomincia, ho da pensare al tuo culo.

sabato 14 luglio 2012

La voce del popolo (di 'sta ceppa)



Conversazione di una settimana fa.
"Te la sei fatta la fidanzata?"
"No."
"Com'è?"
"Costa troppo."
"Trovatene una ricca."
"Dopo costa troppo a lei."


Negli ultimi tre giorni una signora me l'ha detto due volte "ti devi fare una ragazza". Francamente questo modo di parlare di persone come se fossero oggetti mi ha rotto il cazzo. Tutta gente che si meraviglia perché "sei così bello" e non sono fidanzato. Ma santodio se io fossi gay? Oppure se fossi disinteressato al sesso (di persone così ce ne sono)? No invece ti devono perseguitare "ma quando te la fai la fidanzata?" poi dice che uno risponde male e che non c'è più religione. Il problema è che ce n'è troppa in testa alla gente.

E se mi piacessero le persone più grandi? Ah no, sai che scandalo. Certo che se uno desse retta a tutti i "consigli" delle donne (guarda caso la prima si è sposata per non restà zitella) sarebbe sistemato a vita.


Un anno dopo ho capito tutto e non ho capito niente

Resta il ricordo di quel caldo afoso, strano per una città di montagna. Quel caldo che tuttavia non mi faceva desistere dal cercare la tua lingua, le tue tette, la tua fica. Resta il ricordo del bacio che mi hai dato appena arrivata, quando mi sono sentito molto imbarazzato (io in pubblico i baci di solito non li do, sarà eccessivo pudore ma non lo so...) e tu hai creduto che fosse per la differenza di età. Hai capito che ero teso, in effetti mi si tese subito il cazzo e quello si lo dovevo nascondere per riservare la sua "venuta" a un luogo più appartato. Mi ricordo della tua gentilezza, disponibilità, delle provocazioni quando mi sfottevi perché mi telefonava mia madre ( è più preoccupata quando sa che esco con una donna piuttosto che con un terrorista). Mi ricordo del giornale in cui m'hai fatto vedere la foto di Casini e Bersani "guarda che bella coppia" e io in quel momento non cercavo altro che portarti in un posto dove poterti ghermire senza freni inibitori. Cosa dire poi di quel gruppo metal iraniano (?) che ascoltavi prima di ripartire. Sicuramente è stata un'esperienza breve ma intensa. Toccata e fuga.

Quell'esperienza e quando lo dico intendo tutta la storia, mi ha fatto crescere e ha aumentato la mia autostima. Da quel giorno ho cominciato a riconsiderare i miei limiti.

domenica 1 luglio 2012

Violenza legalizzata

Devono far riflettere le cifre riguardanti la violenza sulle donne in Italia. Perché prima di criticare quello che accade nelle teocrazie islamiche bisognerebbe guardare nel proprio orticello e cercare di estirpare le erbe infestanti anzi, bisognerebbe prevenire la nascita di quest'ultima. E come ho scritto nel post precedente, prima dei numeri vengono le persone. Così 64 donne ammazzate dall'inizio dell'anno (statistica aggiornata a pochi giorni dove non si contano i bambini e le eventuali sorelle-suocere) fanno davvero impressione. 64 vite interrotte per mano di chi? Sarebbe troppo facile rappresentare quegli "uomini" in una categoria. Probabilmente sono persone diverse l'una dall'altra ma hanno in comune una cosa: l'incapacità di accettare il fatto che una persona può lasciarti perché non è una tua proprietà.

Anche nel mio paesino c'è un caso di stalking, che va avanti da dicembre. Una donna ha lasciato il compagno e quest'ultimo non ha accettato. So che una volta sono intervenuti i carabinieri e ci dev'essere stata un'ordinanza restrittiva; una di quelle per cui tizio non può fare un passo in più oltre i tot metri da tizia, però il signore non ne vuole sapere niente. Ha più di 60 anni ma si comporta come un adolescente dopo la prima cotta. La differenza è che ha molte più armi per ferire. Lei non l'ha voluto denunciare e io di fronte a questo non so che pensare. Sapete perché? Non sono mai stato vittima di uno stalker e non so quali meccanismi psicologici subdoli possano entrare nel cervello della vittima. A parole è tutto facile "ma perché non lo denuncia?" ma tu cosa cazzo ne puoi sapere cosa passa per la testa di una donna che fino a poco tempo prima amava quel bastardo che adesso la perseguita.

Per altro penso che ci sia poco da fidarsi delle fantomatiche forze dell'ordine che di solito picchiano gli indifesi. Ci sono stati molti casi di donne che avevano denunciato, poi erano scattati gli arresti ma c'è sempre qualche giudice del cazzo che pensa di mandare gli aspiranti killer a spasso.  Poi sentiamo parlare di "donna fatta a pezzi dal suo ex, che era già stato segnalato". Ma quei giudici che sbagliano non pagano mai. Quelle vite non torneranno indietro. Mai

mercoledì 27 giugno 2012

I numeri e le persone

Ora è tempo di scrivere qualcosa che ho in serbo da settimane e a dire il vero speravo di non dover scrivere. Sarebbe più giusto dire che speravo non si verificasse la situazione dalla quale sono scaturiti i pensieri che state per leggere; invece è successo tutto quello che non doveva succedere. Sto parlando del terremoto in Emilia. Mi ricorda maledettamente quello che ci ha devastati e ci devasta ancora (vi spiegherò perché). La potenza della scossa principale è stata di 5.8 se non sbaglio, quindi la stessa magnitudo del nostro 6 aprile; per altro si tratta di magnitudo locale ovvero quella che registrano i nostri sismografi (che sono per terremoti poco forti) ma questa è un'altra storia. Io non lo so se in Emilia c'erano già state scosse, se come qui ci fosse uno "sciame" che andava avanti da mesi (eppure nessuno ha dato ascolto a ciò che sismologi qualificati dicevano) o se invece il terremoto è arrivato improvvisamente. Non lo so e comunque non cambia un cazzo, perché ancora una volta l'italietta piange, fa i conti con i danni e con i morti. Il terremoto dei capannoni l'hanno ribattezzato perché in fondo sembra che i capannoni o le strutture in genere, siano più importanti delle vite. Solo che quei capannoni grazie ai figli di puttana che li hanno costruiti-progettati delle vite se le sono portate via davvero. Ci sono già le inchieste che come è noto non portano a nulla. Lo dimostra quello che sta accadendo qui on decine di imputati quasi tutti morti o troppo vecchi per finire al gabbio. A parte che in questi casi penso sarebbe sacrosanto pretendere una giustizia immediata il che non vuol dire fucilazione. Sarebbe troppo comodo comunque per quelle persone passare il resto della vita in cella.

I danni dicevamo. Non paragonabili al "nostro" terremoto. Il macabro conto dei morti, feriti, sfollati è nettamente a nostro, perdonatemi la bestemmia, vantaggio. Anche le stime dei danni economici, qui ancora non finiscono i calcoli. L' Emilia sarà ricostruita bene e subito: perché? Il 2% del famoso PIL, di cui i Masai continuano a sbattersene il cazzo campando alla grande, viene da lì. Se non sistemiamo l' Emilia, diventeremo una provincia dell' impero austro-franco-ungarico di 'sta ceppa. Noi invece abitiamo in una regione e soprattutto in un'area poco produttiva a livello industriale, un'area sconosciuta anche a chi in geografia aveva 10, ergo a nessuno è mai interessato qualcosa e fatto salvo qualche eccezione dopo i primi mesi la "gara di solidarietà" è finita con tutti ritiri. Per cui cari emiliani e care emiliane che leggete questo blog, non scoraggiatevi. Presto potrete tornare a produrre.
Però vi voglio dire una cosa. Io non sapevo prima di quella notte cosa significasse vivere un terremoto. Ora lo so e ogni volta che ce n'è uno da qualche parte nel mondo mi sento uno schifo. C'è una cosa che ho imparato in questi tre anni: le vere vittime del terremoto non sono quelle morte ammazzate da calcinacci, tegole, armadi. Quelle sono vittime dell'uomo. Dei costruttori, dei furbetti, dei dott ing prof. Le vere vittime sono quelle che muoiono dentro con il passare del tempo. Sono gli anziani soli che senza casa non sanno più vivere, sono i cassintegrati che dopo tre anni stanno in albergo a pagare il mutuo per la casa che è crollata e si ammazzano oppure ammazzano i figli, sono gli adolescenti che si impasticcano e bevono alcolici come un cammello quando beve acqua. Le vittime sono i malati terminali, quelle persone che avevano resistito al peggio (si diceva).

Ho visto persone, continuo a vedere persone perdere completamente la lucidità, la memoria. Il terremoto ci ha cambiati, ci ha fatti sicuramente tornare con i piedi per terra. Dal 6 aprile non sono più lo stesso e non tornerò mai a com'ero prima. Il terremoto ti rimane dentro. A fine 2010 uno studio di un istituto di ricerca quantificava nel 120% l'aumento del consumo di sostanze stupefacenti tra i più giovani rispetto al trend di due anni prima. Sono aumentate le incidenze di tumori la maggior parte dei quali mortali. In un paese qui vicino sono morte 70 persone in tre anni, su una popolazione di poche centinaia. Sono morte più di 3000 persone in tutta l'area che era stata colpita, il cosiddetto cratere. I numeri però non bastano, non ti fanno capire cosa significhi ripartire se ti hanno segato i piedi.

venerdì 22 giugno 2012

Io sono le parole
che ti ho detto,
i baci che ti ho dato,
sono le carezze,
gli sguardi,
i respiri.
Io sono le parole
che ti ho sussurrato,
sono il sesso
che ti ha penetrato,
sono le mani,
il sudore,
sono la voglia.
Io sono il ricordo,
il rimorso,
sono l'assenza .
Io sono l'amore
che provo per te.

giovedì 14 giugno 2012

Nei sogni spesso ci vediamo in terza persona, sognare è un po' come essere maghi

Sono nella sala grande del municipio del mio paese, seduto su una poltrona nera davanti a un televisore a schermo piatto: è enorme come quelli che trovi di solito entrando a Media World. Accanto a me c'è un mio ex compagno di classe delle superiori, A. seduto su una poltrona come la mia e davanti a un televisore come quello che sto fissando io. Nella sala riconosco altri tre ex compagni di classe, due seduti come noi e uno in piedi nonostante vi sia un posto libero. Ci sono altre persone, altri uomini che non riesco a identificare. Il ragazzo in piedi, S. mi si avvicina; vorrebbe prendere il mio posto e mi accarezza la nuca. Non sembra voler scherzare, sul suo volto c'è un sorriso beffardo come quello che ricordo ai tempi della scuola quando mi rompeva le palle. Stiamo tutti aspettando la messa in onda di non so cosa. I monitor sono spenti con quel fastidioso (dal mio punto di vista) led rosso acceso.
Pochi minuti dopo io e A siamo in giro in macchina, guido io. L'auto non è la mia. Facciamo il giro del paese. Nessuna parola. Non capisco che ci fa sta gente con me dopo 4 anni dall'ultima volta che ci siamo visti. Quelli che mi hanno abbandonato nel momento del bisogno.

Passa un po' di tempo: minuti? Ore? Chi può dirlo! Siamo a casa mia su un divano che non ho mai visto, rosso acceso. A mi bacia anzi prova a baciarmi perché lo respingo subito. Mi guarda contrito sembra che voglia farsi perdonare per quell'ultimo periodo. Mi sbottona i pantaloni, tira fuori il cazzo e inizia a segarmi. Io ricambio. Ce l'ha piccolo, sta tutto dentro il palmo della mia mano destra che non è di certo grande. Mi piace quello che mi sta facendo. Deve averlo fatto altre volte perché è davvero bravo nemmeno una donna era stata capace di farmi godere così. Vengo in pochissimo tempo schizzando sul pavimento. Io continuo a masturbarlo ma l'azione non mi provoca nessuna emozione. Lo guardo stringere le labbra per non dire nulla.

Fine.

domenica 10 giugno 2012

Dei doveri coniugali

"Non ho mai capito perché le necessità sessuali degli uomini e delle donne sono così differenti fra loro… E non ho mai capito perché gli uomini pensano con la testa mentre le donne con il cuore. Però una notte mia moglie ed io siamo andati a letto. Abbiamo cominciato ad accarezzarci,massaggiarci,bacini etc,etc….. La questione è che io ero già pronto, ma proprio in quel momento lei mi dice: ‘Adesso non ne ho voglia, amore mio. Voglio solo che mi abbracci’ Ed io esclamo: ‘CHEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE???????????????’ Al che mi dice le parole magiche di tutte le donne: ‘Non sai connetterti con le mie necessità emotive di donna’. Il punto finale è che quella sera non ci sarebbe stata nessuna lotta. Ho messo a posto gli oli afrodisiaci, ho spento le candele, ho tolto il disco di Baglioni (in quei momenti funziona quasi sempre) ho spento lo stereo ed ho rimesso in frigo lo champagne. Sono andato a farmi una doccia fredda per vedere se potevo calmare ‘la bestia’ e mi sono messo a guardare Discovery Channel a tutto volume per non fare dormire la figlia di mia suocera… Dopo un pò mi sono addormentato. Il giorno dopo siamo andati al centro commerciale e mi sono messo a guardare orologi mentre lei si provava tre modelli carissimi di Armani. Come tutte le donne non sapeva decidersi, così le ho detto di prenderli tutti e tre. A questo punto mi ha detto che le sarebbero servite delle scarpe nuove da mettere con i nuovi vestiti… 350 euro al paio… Le ho detto che andava bene. Di lì siamo andati nella sezione casual dalla quale ha preso un piumino ed una borsa di Louis Vuitton. Era così emozionata! Credo pensasse che fossi diventato pazzo, ma ad ogni modo le ha prese lo stesso. Mi ha messo, quindi, alla prova chiedendomi un gonnelino corto da tennis. Non sa neanche correre, figuriamoci giocare a Tennis. E’ rimasta shockata quando le ho detto di comprare tutto ciò che voleva. Era così eccitata sessualmente dopo tutto questo, ed ha cominciato a chiamarmi con tutti i nomignoli più affettuosi e stupidi che le donne usano. ‘Cucciolone mio’; ‘Topolino amoroso’ e così via. Siamo andati alla cassa a pagare. E’ stato qui che, essendoci solo una persona prima di noi, le ho detto: ‘No amore mio, credo che in questo momento non ho voglia di comprare tutto questo’… Se aveste potuto vederle la faccia, diventò pallida quando le ho detto: ‘Voglio solo che mi abbracci’. Sembrò quasi che stesse per svenire, le si è paralizzata la parte sinistra del corpo, le è venuto un tic nervoso all’occhio. A questo punto le ho detto: ‘Non sai connetterti con le mie necessità finanziarie di uomo’

mercoledì 6 giugno 2012

Censurate il cazzo



Qualche settimana fa ho visto I Segreti di Brokeback Mountain. Trasmesso in seconda serata (cioè dopo le 23) perché è ovvio non si possono far vedere due maschi che si baciano, meglio le tettone di plastica, ettolitri di sangue e turpiloquio a raffica. Un film del quale dopo 6 anni dall'uscita si continua a parlarne, ciò mi fa pensare che metà di quelli che ne disquisiscono non l'abbiano visto. Un film per il quale credo non serva fare una recensione. Mi viene solo da dire che è una delle più belle storie d'amore raccontate dal cinema. Tutto questo grazie anche a un ottimo cast.
Mi piace perché finalmente è abbandonato lo stereotipo della checca vestita di rosa, con la voce da castrato e gli occhiali da sole più grossi della faccia e che dice puttanate ogni nanosecondo.

Mi sono ricordato che qualche anno fa la Rai lo trasmise in prima visione sempre in orario notturno e ci furono polemiche diversi giorni prima della messa in onda. Gli interventi dei soliti politici che parlano di educazione dei figli, buoni esempi e bla bla bla. Fatto sta che la tv di stato decise di censurare alcune scene. Io non so quali anche perché appena saputa la notizia mi rifiutai di guardare il film, chiamatelo boicottaggio ma non me la sentivo proprio. Ora l'ho visto tutto e non ho capito cosa c'è di scandaloso, di non adatto ai minori (tra l'altro una censura fatta di notte è due volte stupida).

Non ho davvero capito. A me questo film mi ha fatto emozionare, mi ha fatto stare male per come finisce.


giovedì 31 maggio 2012

Il tennico



Da quando c'è stato lo switch off, ovvero si è spento il segnale analogico, io ho trovato molto lavoro in paese. Sembra che sia diventato un esperto. Tutti che mi contattano "perché il decoder non funziona - non posso stare senza tv". In poche parole, ho già perso il conto di quanti decoder e televisori con decoder incorporati abbia dovuto sintonizzare e/o aggiustare. Mi arrivano delle richieste assurde come quella del signore anziano che non riesce a usare il telecomando; va bene che è piccolo e lui da vicino evidentemente non ci vede però basta un po' di memoria! Andare a tentativi. Vedo la gente persa. Mia madre in quei pochi giorni nei quali siamo stati senza tv in cucina mi diceva sempre "non so cosa fare". Mia zia che non si addoremnta se non con la tv accesa. Tutti gli anziani che dicono "eh ma io la guardo ma non seguo nulla... è per farmi compagnia". Mi cadono le braccia. Cosa siamo diventati se per per compagno abbiamo bisogno di un elettrodomestico? Mettiamo uno schermo anche sul tostapane a 'sto punto!
Tornando al discorso tecnico, mi sembra una cazzata far funzionare quegli aggeggi. Non si vuole imparare perché siamo pigri. I tasti sono sempre quelli, semmai ce ne sono alcuni in più e non servono neppure. I canali nuovi sono decine ma ce ne sono pochi che meritano attenzione. Credo che sia tutta una questione di vendita, basta scorrere con il cursore e trovare il canale dello shopping, quello dei tappeti, quello della forma fisica, quello di cucina e tante altre minchiate. Tanto la gente guarda sempre le stesse stupide cose.
Ho saputo che tra tre anni tutti i televisori attuali non saranno più buoni e il popolo dovrà comprarne di nuovi. Una continua rincorsa alla modernità e al superfluo.
Per le persone anziane sembra che il televisore faccia da supporto morale. Per i giovani il discorso è diverso. Loro anzi noi ci stiamo staccando ma il processo di allontanamento dal tubo catodico sarà lungo. Io quando dico a qualcuno che se vivessi da solo ne farei a meno, non vengo preso sul serio. Mi guardano come se avessi detto di aver visto un gorilla a fare sci nordico. Continuo a sintonizzare decoder che già mi stanno sulle palle.

martedì 29 maggio 2012

Choc Monti

A quelli che mi dicono "Come hai voglia di vedere il ciclismo? Tanto so tutti dopati!" rispondo idealmente "E tu che guardi il calcio non ti sei accorto di niente? Intere squadre i cui armadietti sembrano farmacie, società colluse con la mafia (se non addirittura gestite da mafiosi), decine di giocatori fatti venire in Italia falsificando i passaporti (questa è roba di 10 anni fa e già non se lo ricorda nessuno). Mettici anche i calciatori che per 300mila euro si vendono una partita della propria squadra, diverse società da anni sotto il ricatto dei sedicenti tifosi ultras che fanno quello che cazzo gli pare allo stadio; per esempio costringere i calciatori a levarsi la maglia in segno di resa oppure gettare motorini dal terzo anello dello stadio più importante. Per non parlare dei bilanci falsi, proprio oggi ho letto di un rapporto che stima il debito delle società iscritte all'ultimo campionato di serei A in REGGETEVI FORTE SEICENTOQUARANTOTTO MILIONI di euro. E meno male che qualche anno fa quelle con i conti non a posto dovevano mettersi in regola pena l'esclusione dai campionati. " Se dovessimo citare quello che riguarda le serie minori, staremmo un mese a compilare un'enciclopedia apposita.


Perché dico questo? Beh ho appena ascoltato lo sfogo di Monti perché pure lui ogni tanto perde le staffe. Ha detto che con il calcio (io aggiungerei "anche") facciamo figure di merda all around the world. Sarebbe quindi il caso di sospendere per due-tre anni tutti i campionati. L'ha detto sul serio. Ma ci pensate al nostro popolo senza calcio? Oddio questa si che si chiama rivoluzione. Altro che FAI e Brigate Rosse. Per cambiare gli italiani c'è bisogno dell'astinenza da calcio (non l'elemento chimico, quello è fondamentale quindi continuate a mangiare danaos). Solo che sorge qualche problema. Tutti i maritini perfetti nonché morigerati padri di famiglia che scusa troverebbero per tradire la mogliettina???
Io non so trovare una soluzione e chiedo il vostro aiuto.

1) "Cara oggi vado a vedere la partita." - "Quale partita? Il calcio non c'è più!" - "Come quale partita? Naturalmente l'avvincente Bennet Cantù vs Scavolini Pesaro valevole per la regular season del campionato di basket!" - "Da quando sei appassionato di basket?" - "Da sempre. Il mio idolo da ragazzino era Marado... Marconato!" - "Va bene Peppuzzo ma noi abitiamo a Canicattì..." - "Giocano in campo neutro"


2) "Amore io oggi pomeriggio non ci sono" - "Perché?" - "Vado  ad assistere alla prima di un importante spettacolo teatrale che andrà in onda anche su Rai1. La storia di un uomo che ha perso una gamba in un incidente stradale ma nonostante la disgrazia non si è arreso. Poi ha avuto un tumore ma è guarito. Gli è morta la moglie e si è risposato. Gli è crollata la casa durante un'alluvione ma si è messo a vivere sotto ai ponti. Il protagonista è Beppe Fiorello" - "E il vero protagonista che fine ha fatto?" - "Morto di fame."


Ovviamente potete suggerire anche altre scuse improbabili. Certo è che per molti uomini (e anche qualche donna) sarebbe una tortura stare senza il martedì di champions, il mercoledì di champions, il giovedì di Europa league, il venerdì con l'anticipo di serie B, il sabato e la domenica senza serie A e il lunedì senza posticipo di serie A. I malati di calcio guarderebbero comunque le competizioni internazionali ma avrebbero pur sempre 4 giorni vuoti. Gli altri 7 su 7. Sarebbe dura non poter spendere l'eredità della defunta zia australiana nel solito abbonamento annuale alla squadra del cuore. Nessuno comprerebbe La Gazzetta dello Sport la quale dovrebbe licenziare tutti i suoi dipendenti mandando sul lastrico molte famiglie. Queste famiglie andrebbero a piangere da Mara Venier e Barbara D'Urso: un vero dramma! Monti pensaci bene: forse gli italiani possono stare senza legalità, rispetto dell'ambiente, delle persone ma senza calcio rischiano l'estinzione!


"Amore oggi esco. So che ti stai domandando come mai visto che non ci sono più i campionati di calcio. Sarò schietto: io da dodici anni ogni domenica ti tradisco e con la stessa donna. Spesso anche il martedì, il sabato, il giovedì, il mercoledì e non mi ricordo che altri giorni. Mi sento una carogna ma dovevo dirtelo e se non mi rivuoi più qui ti capirò." "Papà ma stai parlando con la mia Barbie!"

giovedì 17 maggio 2012

La pillola del giorno qualunque



Qualche giorno fa ho scoperto che c'è molta gente contraria all'aborto. Per essere preciso, contraria alla legge che regola l'interruzione di gravidanza. Una legge di quarant'anni fa (se non erro) contro la quale si scagliano in tanti/e. Ultras cattolici, integralisti, fondamentalisti, paraculi, facce da culo, pseudoreligiosi. Fate voi. E siccome nel dominio di questo blog c'è la parola aborti io non potevo tirarmi indietro. Dico la mia. Pare che che i signori e le signore di cui prima, siano contrari anche a pillole, preservativi, spirali ecc. Per loro si dev'essere tutti come nelle "sacre" scritture: animali da riproduzione sfrenata. Pensate che in una farmacia di Amantea (Cosenza) qualche anno fa, delle ragazze erano entrate per comprare dei preservativi. Il farmacista non glieli ha venduti e con quale giustificazione? Dicendo "sono un obiettore di coscienza". I medici e i farmacisti non possono fare gli obiettori di coscienza. Ovviamente le famigerate forze progressiste se ne sono infischiate. Senza aborto e senza contraccettivi sarebbe il mondo ideale di quelli che sfilano pro vita. Siamo sette miliardi sulla terra, già troppi. Le stime ci dicono che entro il 2050 supereremo i dieci miliardi proprio a causa delle popolazioni più povere che non hanno accesso alle pratiche del mondo "civile" e si accoppiano come conigli. Ma se tutta l'umanità seguisse la strada di Adamo ed Eva quanti cazzo saremmo tra trentotto anni? Ci vorrebbero nuove città ovvero nuovi spazi sottratti alla natura. Meno pascoli, meno foreste e forse meno deserti. Le calamità naturali avrebbero un'incidenza maggiore rispetto a oggi. E le malattie veneree? Potrebbe diffondersi un virus tanto potente da uccidere milioni di persone in poche settimane. Cazzo. Cosa direbbero gli anti-abortisti? Ah già, sarebbero pro-aborto e distribuirebbero preservativi nei centri commerciali se non addirittura pillole nelle chiese!
Il mondo è già pieno di coglioni, facciamo in modo di controllarne le nascite!

La foto è utile per fare capire cosa si genera senza pensarci due volte

martedì 8 maggio 2012

Vado un tantino controcorrente

A me Che tempo che fa non piace. Mi ha rotto le palle. Fabio Fazio sembra un damerino. Uno pacato, sobrio, non usa il turpiloquio e parla in italiano senza smaccature: perfetto per chi vuole tanti fronzoli. Nella sua trasmissione ospita spesso i leader dei partiti, che so proprio partiti di testa. Fa domande che lasciano di stucco "Pensa davvero di cambiare il simbolo del suo partito?" da vero giornalista d'assalto all'arma bianca. Se l'ospite è uno scrittore ha sempre la domanda fondamentale "Lei ha che ora si sveglia per scrivere?" Non c'è alcun dubbio, questo è un giornalista che farà una carriera alla Emilio Fede maniera. Il pezzo forte del programma è quando ospita Saviano e Benigni; ah signori e signore, che goduria! Lo scrittore-star pare essere l'unico umano vivente che combatte la mafia, ciò che dice non si discute. Ma ce li fate sentì ogni tanto l'altri che hanno lottato contro il nostro cancro moderno? Saviano che parla di quant'è bella la vita (cristo lo dici te che stai chiuso in un bunker) e bla bla...Parla.Parla. Parla. Invece Benigni parte a raffica con la retorica della patria che è tanto buona e cara, la retorica di Dio. Quel che Dio che lui vuole sia per tutti: perché? Gli angeli, i diavoli e le battute su Berlusconi. Il grande comico che calamita milioni di cervelli davanti al tubo catodico. Sarà un caso che entrambi si chiamano Roberto? Il prossimo sarà Baggio o Formigoni. Mo' rifanno la trasmissione assieme su La7, sarà all'insegna del buonismo. Già, Fazio è una garanzia di buonismo.

Che tempo che fa, si caratterizza anche perché valuta la donna per ciò che esprime a livello intellettuale mica fa come le trasmissioni del biscione! Infatti Filippa Lagerback è la valletta-annunciatrice non stupida ma nemmeno troppo sapiente. Parla il giusto. Annuncia gli ospiti all'inizio della puntata e ce li ricorda uno per uno dopo il glorioso e doveroso messaggio promozionale. In tutto l'arco della trasmissione parla 2 minuti non di più. Trentottenne svedese, no dico trentottenne mica na regazzina alle prima armi che può accettare un ruolo da comprimaria-bella statuina. Si lei è carina, non è nuda come quelle de canale cinque ci mancherebbe. Ma che cazzo ci sta a fare? Però in fatto di donne il clou della domenica è il quarto d'ora a disposizione di Lucianina Littizzetto, per gli amici Lucianina. Pare che ci sia un picco nel grafico dell'auditel quando compare lei. Di che parla? Del cazzo e della fregna. Li chiama il walter e la iolanda, per cui è politically correct. Dice qualche battuta sui politici e pure abbastanza scontata, poi via con le minchiate legate al sesso. In prima serata su un canale del servizio pubblico che paghiamo noi, milioni di italiani si fiondano per ascoltare una lectio magistralis sul calzino per il pene o il profumo per la vagina. Radical choc.

Uno dei cavalli di battaglia del programma è la puntata monotematica. Teo Teocoli (ne ho viste almeno sette di puntate dedicate a lui), De Andrè (dal quale hanno preso la canzone Dolcenera come colonna sonora), Gaber e invitano sua moglie a parlarne; quella che da qualche parte ha detto che tutti possono permettersi una vacanza su uno yatch. C'era un periodo in cui il buon Fabio leccava Fruttero, Bonatti e Bocca: so morti nel giro di pochi mesi. La puntata su Mike Bongiorno ovviamente non può mancare; con la vedova e i figli che parlano della fondazione in suo nome che naturalmente aiuta i poveri. Insomma, molte volte sembra di guardare A sua immagine.La puntata su Jannacci, la puntata su Abbado e Barenboim in simultanea. La puntata su Placido Domingo...
Vabbè per svegliarsi dal torpore, che ne dite di ascoltare quattro  rockettare scatenate?



venerdì 27 aprile 2012

Il mappamondo delle tette

 

Questa è una mappa.  Una mappa particolare, infatti non serve per trovare dei punti geografici e nemmeno dei tesori. Di fatto si tratta di una legenda che riporta la misura delle tette in tutto il mondo. Ne avevano fatta una per i cazzi qualche anno fa. L'area in rosso (che non mi sembra molto rosso) indica quella dove la misura media del seno è più imponente. Russe, norvegesi, danesi, finlandesi, svedesi sono le più dotate. Superano la coppa D (misurazione americana). Che dire, l' fa molto freddo ma i maschi possono stare tra due guanciali per riscaldarsi!

Sorprende il sottoscritto ciò che emerge dall' Africa, dove la media è tra la coppa A (piatte) alla coppa B. Fino a oggi ero convinto che fossero loro quelle con il seno più grande, evidentemente sono stato fuorviato dai documentari di Alberto Angela dove riprendono sempre le maggiorate! Cinesi, giapponesi, filippine, indonesiane e mongole sono (e questo me l'aspettavo) da coppa A. Molto grande è il davanzale delle americane e delle abitanti dell' Alaska; gli esperti spiegano che ciò è dovuto probabilmente alle migrazioni avvenute dalla Siberia durante l'ultima glaciazione, che mica si spostavano solo i mammut e le tigri. Loro sono coppa D. E le italiane? Sono "nel mezzo" essendo in media dotate di una coppa C che corrisponde a quella che noi chiamiamo la terza. E la donna mediterranea super-maggiorata? Cazzate! Quella è come lo Yeti: una leggenda. La maggior parte delle europee e delle sudamericane, le australiane e le canadesi fanno "compagnia" alle nostre connazionali. Nella vecchia Europa solo le tedesche eccedono, essendo portatrici della coppa D.

Non so chi e come (...) abbia fatto queste ricerche ma è chiaro che si parla di dati generali. Perché io conosco una ragazza italiana che è alta 1.50 e c'ha la settima, così come ci sono giapponesi tettone o russe piatte come un ferro da stiro. E in fondo non è importante la misura, come per il cazzo (ahahah) quello che conta è il portamento. Se ti deve venire la gobba a 60 anni poiché sei sproporzionata... fregatene! Pensa a divertirti e fare spagnole. So che dopo aver visto questa mappa molti miei lettori partiranno per la Germania, la scandinavia, la Colombia però potrebbe esserci anche chi è interessato alle misure mini e mi manderà una cartolina dalla Groenlandia. Però ho un piccolo dubbio: i ricercatori han tenuto conto solo delle donne "comemammal'hafatte"? Hanno palpato una per una escludendo quelle con il seno rifatto? Così... perché so che in Russia gli interventi al seno sono gettonati. Nel qual caso non avessero fatto una ricerca scrupolosa, sono disposto a mettere in gioco il mio tatto.



giovedì 26 aprile 2012

Una giornata particolare

Sono sull'autobus e ascolto viking metal. Noto una ragazza in piedi, dal volto direi che è poco più grande di me. Vestita come una segretaria: tailleur nero. Queste di solito viaggiano accompagnate. Sui macchinoni, i suv e quelle altre bestie della strada per gente con i complessi. Scende e la seguo, non è la mia fermata e non so che cazzo sto facendo. Mi guarda e fa un leggero sorriso o almeno così mi sembra. Camminiamo. Chi me lo fa fare? Ho dimenticato se e quali impegni avevo per seguire una sconosciuta. Mi chiedo come faccia a essere così rapida nonostante i tacchi e il manto stradale tutt'altro che piatto. Improvvisamente si ferma e voltandosi mi dice "vuoi scopare". Si era un tono affermativo. In realtà non ci stavo pensando come in altre circostanze ma a questo punto sono certo che il gioco valga la candela. Arriviamo davanti a un palazzo e prima di entrare nell'androne mi fa un cenno con la testa come per dirmi di seguirla. Io ubbidisco, mi sento uno sciocco ma sono troppo curioso. La guardo prima di entrare nell'appartamento: ha i capelli neri lisci fin sotto le spalle, la carnagione persiana e soprattutto è una persona sicura di sé. Quando siamo dentro si toglie la giacca, io poso la borsa su un comodino e la bacio. La sua reazione mi sorprende: è fredda e si stacca subito poi mi sputa sulla fronte. Sbalordito prendo un tovagliolo per asciugarmi ma non dico nulla, lei è inespressiva e non lascia trapelare emozioni. Finalmente riesco a dire "Posso andare in bagno?" ma non risponde. Nel suo sguardo c'è del sadico. "Hai visto che cazzo hai combinato?!" e questa volta proferisce una parola "trovalo". Sembra la caccia al tesoro per un fottuto cesso in un fottuto appartamento. Apro la prima porta che trovo e cerco l'interruttore ma... un colpo secco sulla nuca e sparisco dal mondo.

Mi riprendo dopo pochi secondi o forse decine di minuti, avvertendo qualcosa di felpato sulla lingua: un bavaglio? Provo ad aprire gli occhi ma scopro che sta testando la mia resistenza al buio. Le braccia sono libere ma prima che possa muoverle per levarmi ciò che mi copre occhi e bocca sento un dolore acuto verso la caviglia sinistra, poi più su. La bastarda si diverte con i tacchi a spillo ma chi cazzo è? Non mi piace per niente. Immagino che la bruciatura da sigaretta faccia più o meno lo stesso effetto, provo a muovere le braccia ma colpisce anche quelle. Dopo aver giocato con le mie gambe la sento piegarsi a cavalcioni e prendermi la mano. Sento il tessuto della gonna, le mutandine e infine la sua natura più intima. Tocco la clitoride con tre dita, lei geme ma dopo pochissimi attimi si alza. Si sta togliendo tutto, le ma immagino nuda e mi eccito. Ma come un fulmine a ciel sereno mi arrivano dei colpi di frusta sull'addome. Comincio a imprecare, mi levo la benda dagli occhi e il bavaglio e... mi ha ferito veramente. Ma che fa? Si abbassa e lecca il sangue, provocandomi dei brividi fortissimi. Si alza e mi bacia questa volta con impeto e la sua saliva è impregnata di sangue. Il mio sangue. Non ce la faccio a sopportare, le do una spinta "lavati almeno la bocca" ma io non ci provo a cercare il bagno, dopo quello che è appena successo. Lei rimane davanti a me. Sono completamente nudo e con il cazzo in tiro  , muoio dalla voglia di scoparla e mi provoca "Se non vuoi baciarmi, ti accontento." Mi porge la sua mano destra chiusa a pugno con soltanto l'indice proteso: lo succhio. La zoccola con l'altra mano si masturba poi mi dà le spalle, passando l'indice attorno al buco del culo. Quello che devo fare è semplice, la sbatto contro il muro e strilla. Strilla troppo. Chissà cosa pensano i condomini ammesso che ce ne sia qualcuno.

Mentre sono al massimo dello sforzo con il petto attaccato alla sua schiena, mi dice con voce straordinariamente lieve (subito dopo aver cessato di gridare) "Ora tocca a me". Lascio che si stacchi ma che cosa... si leva i tacchi e ne maneggia uno. Vuole che mi pieghi per sodomizzarmi. "Scordatelo puttanella" e in quel momento diventa rossa di un rosso collera. Cerca di colpirmi ma riesco a schivare e le do un pugno sotto al mento. Cade all'indietro su una sedia, scivolando a terra con gli occhi chiusi. La prima cosa che mi viene in mente  è di andare al bagno. Lo trovo. Mi disinfetto ma non c'è una pomata per le cicatrici...mi lavo le mani. Torno di là ed è ancora a terra. Cazzo questa non fa finta. Faccio come nei film americani; provo a sentire il battito dalla giugulare. Merda! Non c'è un fottuto battito. Mi vesto velocemente, prendo la borsa e esco. Non c'è anima viva nei paraggi, meglio così. I miei occhi incontrano una stupenda giornata di sole.

mercoledì 25 aprile 2012

Liberazione



"Sono il tenente Aldo Raine e sto mettendo insieme una squadra speciale e mi servono i miei otto soldati. Otto soldati americani e ebrei. Avete sentito tutti di una imminente operazione militare, beh, noi partiremo un po' prima. Ci lanceremo in Francia, in abiti civili. Una volta che saremo in territorio nemico, come guerriglieri in agguato alla macchia, faremo una cosa e una sola: uccidere i nazisti. Ora non so voi ma io sicuro come l'inferno non sono sceso dalle Smoky Mountains, non ho attraversato cinquemila miglia d'acqua, non ho combattuto per mezza Sicilia per buttarmi da un aeroplano del cazzo e dare ai nazisti lezioni di umanità. I nazisti non hanno umanità. Sono i soldati di un pazzo che odia gli ebrei e pratica l'omicidio di massa e devono essere eliminati. Ecco perché ogni figlio di puttana che indossi un'uniforme nazista dovrà morire... Io sono il discendente della guida di montagna Jim Bridger, perciò ho un po' di sangue indiano nelle vene e il nostro piano di battaglia sarà quello della resistenza Apache. Saremo crudeli coi tedeschi e attraverso la crudeltà sapranno chi siamo. Troveranno la prova della nostra crudeltà sui corpi dei loro fratelli smembrati, dilaniati e sfigurati che ci lasceremo dietro. E allora i tedeschi non potranno fare a meno di immaginare le sevizie che i loro fratelli avranno subito per nostra mano, e con la punta dei nostri coltelli e col tacco dei nostri stivali. I tedeschi avranno paura di noi! I tedeschi parleranno di noi! I tedeschi avranno la nausea di noi! E la sera quando i tedeschi chiuderanno gli occhi, il senso di colpa li torturerà per il male che hanno fatto. Pensare a noi li torturerà più di tutto. Siamo d'accordo?!"
 "Sì, Signore! "
" È quello che volevo sentire. Ho una parola di avvertimento per gli aspiranti guerrieri. Quando sarete al mio comando avrete un debito, un debito con me personalmente. Ogni uomo sotto il mio comando mi dovrà cento scalpi di nazisti e io li voglio i miei scalpi! E ciascuno di voi mi darà cento scalpi nazisti strappati dalla testa di cento nazisti morti. O ci resterà secco nel farlo..."


da Bastardi senza Gloria

lunedì 23 aprile 2012

Inevitabile



Questa notte non riuscivo a prender sonno. La mia mente è andata a cercare degli accadimenti recenti, in particolare un'esperienza "da film". Ho pensato a quando incontri la persona che ami e sai che quella sarà l'ultima volta che ci sarà un contatto. Vedi la fine anche se non vorresti vederla. Sai che in quel tempo che passerai con lei dovrai concentrare tutto: le speranze, le certezze, le paure. Il tempo ti sembra scorrere inesorabilmente più lento ma non è così: siete tu e lei a renderlo tale. Vivi tutto in una giornata. Tutto quello che faresti in una vita insieme a lei; noti i particolari più fini e le sbavature più grandi. Tutto è amplificato, i tuoi sensi sono al massimo, la percezione delle cose è eccezionale. Sono ore, giorni, minuti che ti segneranno  a prescindere da ciò che accadrà dopo. Quando si avvicina il momento dell'addio il tuo cuore si ribella e ti dice che devi fare qualcosa per cambiare lo stato delle cose. Non lo farai, perché le decisioni altrui vanno rispettate quando non ledono la dignità. Devi ingoiare l'insoddisfazione per il pensiero di una vita senza quella persona. La tua vita è domani, dopodomani e così via. Le lacrime saranno piene di ricordi, saranno pesanti come sassi. Eppure in quel periodo breve ma nel tuo spirito infinito, ti rendi conto che puoi essere orgoglioso. Vorresti che davvero il tempo facesse un'eccezione ma allora sarebbe un sogno. Tu sei nel reale, lo stai provando, lo stai vivendo. La vera libertà è nell'amare senza condizioni. Non farai obiezioni. Non farai domande superflue. Non farai suppliche. Lascerai che la vita faccia il suo corso; certo lei ti mancherà fisicamente ma una magia dell'esistenza, uno scherzo della natura, te la farà sentire comunque molto vicina. Sempre. Quei momenti anche se potessi resettare il cervello, resterebbero lo stesso come una sorta di memoria fissa forse per farti capire chi sei veramente.