domenica 15 gennaio 2012

Il maschilismo nella burocrazia

Il codice penale italiano deve essere aggiornato: quante volte l'abbiamo sentito dire? Un testo che risale agli anni '30, in un'epoca decisamente diversa da questa attuale e fatto da legislatori che dovevano tener conto dei dettami del fascismo. Perché vi parlo di codice penale in questo blog devoto a Santa Passera da Lecco?
Molto semplice: stavo facendo zapping spaparanzato sulla poltrona e ho beccato qualcosa di interessante; l'intervista al magistrato nonché procuratore Gian Carlo Caselli nel programma "Ma anche no". Caselli rispondendo a una domanda del conduttore tentava di spiegare dove finisce l'errore giudiziario (in riferimento ai processi in cui il giudizio cambia a seconda del grado) e dove comincia l'equivoco. Ha portato un esempio lampante: il codice penale alla voce OMICIDIO VOLONTARIO recita testualmente "chi cagiona la morte  di un uomo" mentre alla voce omicidio colposo abbiamo "chi senza dolo cagiona la morte di una persona". Ovviamente non serve una laurea in lettere e filosofia per capire la differenza tra i due concetti.

Caselli ha continuato "per l'omicidio volontario se un giudice applicasse la legge alla lettera, l'uccisore di una donna non sarebbe perseguibile". In sostanza, il reato dovrebbe essere derubricato a omicidio colposo il che significa meno tempo in carcere ecc. Mettiamo il caso che il signor Ciro e la signorina Ernestina siano conviventi. Ciro scopre che lei lo tradisce: medita il modo di ucciderla, prepara una trappola e alla prima occasione buona ammazza Ernestina. Ciro però lascia impronte dappertutto, risponde in modo poco convincente agli inquirenti pur dichiarandosi innocente. Il processo sembra doversi concludere in un unico modo; ovvero la condanna dell'omicida per omicidio volontario, perché lui voleva ucciderla e non ci sono indizi che facciano pensare a un incidente. Al processo il suo avvocato difensore tira fuori il cavillo "signor giudice, ai sensi del... visto il... chi cagiona la morte di un uomo. Signor giudice, il mio assistito è accusato dell'omicidio di una donna. " A quel punto decade l'accusa di omicidio volontario e Ciro viene condannato per omicidio colposo ma una parte se ne va per l'indulto, un'altra viste le attenuanti generiche e un'altra ancora perché non ci vede bene da un occhio. Così l'uomo torna da cittadino modello in libertà, si rifa' una vita e dopo qualche anno stermina tutta la sua nuova famiglia e si suicida.

Quel rigo del codice penale rende evidente di come ai tempi del fascismo le donne vivessero peggio di oggi (pensateci ma è la verità) quindi anche quella parte andrebbe modificata. Del resto si tratta di buon senso, se ammazzi una donna fai schifo invece la legge in un certo senso ti dà una medaglia. Ascoltando questo passaggio dell'intervista a Caselli mi è venuto in mente l'ultimo post di Sassicaia Molotov perché parla proprio della cultura del patriarcato, quella che ha generato questi assurdi cavilli, quella che per esempio fino a 30 anni fa permetteva il "delitto d'onore" (in cui l'onore vai a capì dove stava...). Il codice penale dovrebbe cambiarlo la famosa "classe politica" (e vai a capì dove sta la classe) meglio conosciuta come cricca-casta-associazione a delinquere finalizzata a mettertelo tra i fondelli che in Italia non è in grado neppure di far rattoppare una buca di 20 cm in mezzo alla strada. Ora il ministro della giustizia è una ministra ma nel tempo ci sono state varie donne al governo e anche penso che l'ex sottosegretario in quel dicastero, tale Roccella Eugenia, sia una donna. Avete mai saputo se una di queste gagliarde rappresentanti del genere femminile adottasse delle misure o prendesse delle vere iniziative per modificare l'articolo del codice penale in materia di omicidio volontario?

Mi sa che la domanda cadrà nel vuoto. Anche Santa Romana Ecclesiae è rimasta immobile, del resto per loro le donne non sono degne manco di professare la parola del capo. Io ammazzo una donna e ho comunque una scusa: ci pensi onorevola tal de' tali!

9 commenti:

  1. Ciao Inneres, ti leggo spesso sul Tafferuglio.
    Post decisamente molto azzeccato, proprio in queste ore che è venuto fuori il boom dei femminicidi. Il punto è che la giustizia da sempre è un fatto politico-quindi se si fa parte di una cultura maschilista, è il fatto di stare o no sulla linea della differenza, che fa la differenza. O come si diceva un tempo, donne si diventa, non si nasce.
    Ho appena scoperto che è stato commesso un altro potenziale omicidio multiintenzionale - perchè da sempre l'omicidio, e di una donna in particolare, nasconde un gioco sporco. Un gioco di violenza e ipocrisia, perchè nel modello maschilista la violenza e' una forma di ipocrisia. Con se stessi, essenzialmente.
    Mentre leggevo le notizie pensavo così al singolare contrappunto che fa la figura del capitano del Concordia (uno che non sa stare in plancia di comando neanche se ce lo leghi, che e se la svigna come un topo di fogna lasciando tutti nel casino) alle figure dei ginocidi che uccidono le donne per mascherare la propria sensazione di inadeguatezza (3 casi fra ieri ed oggi commessi da disoccupati). Sono l'immagine speculare di un maschio privo di risorse, incapace di resistere e di opporsi alle ingiustizie che subisce e capace solo di darsela a gambe dopo aver fatto danni da processo di norimberga. Una cultura del genere, fondata su questa ben costruita violenza per ipocrisia, non potrà mai ovviamente riconoscere alla donna il ruolo di persona, perchè è proprio ciò che teme di più al mondo. Men che meno nell'amministrazione della giustizia, dove si misurano i rapporti di forza fra le classi e la capacità di garantire diritti di una società.

    Chi questa cultura abbraccia non riuscirà mai a scegliere la linea della differenza, perchè solo chi si sa sentire uguale può farlo. E poco importa se davanti al cognome c'è un LA.

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  2. Il cosiddetto delitto d'onore come dici bene tu è stato abolito solo nel 1981. Fino ad allora era considerato normale che un uomo ammazzasse sua moglie, la sua compagna per difendere l'onore. E per considerare lo stupro un delitto contro la persona anziché contro la morale come era considerato e giudicato dalla Legge c'è voluto il massacro del Circeo e un avvocato che non ha mai mollato: era Tina Lagostena Bassi.
    C'è stato un periodo nella storia italiana in cui le donne non potevano fare il giudice o il magistrato perché avendo il ciclo mestruale in quei giorni avrebbero potuto non essere completamente affidabili; un po' come chi pensa ancora oggi, nel terzo millennio, che in quei giorni noi non possiamo toccare fiori perché altrimenti appassirebbero, ecco.
    Della roccella non voglio nemmeno parlare, un'altra della folta schiera di opportunisti venduti che è rimasta folgorata sulla via di arcore.

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  3. Finché le donne avranno il dito di dio ficcato nel culo, finché penseranno di far solo carriera dimenticandosi anche di loro stesse. finché difendendo loro stesse, si scaglieranno contro i loro stessi figli maschi, questo scempio si protrarrà nei secoli dei secoli. l'attuale ministra guardasigilli è una cara avvocata e difende una specie di essere umano di nome caltagirone. possiamo commentare e schifarci, ma tanto adesso il dio denaro smuove anche le fica, non solo il cazzo.

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  4. Vi ringrazio per i commenti che sono tutti interessanti e condivisibili. Ho una risposta per tutti, che poi potrebbe essere uno spunto di riflessione. Noi critichiamo sempre la legge islamica, definendola barbara e contro le donne (il che è vero) però non guardiamo nel nostro orticello. Noi, in Italia, non si ha una legge che di fatto punisca l'omicidio volontario di una donna eppure gli incivili, gli ingiusti sono sempre gli altri.
    Almeno nella Shari'a le cose sono abbastanza lampanti (e anche quella è una legge in nome di "dio") mentre il nostro codice penale è molto più subdolo

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  5. non avevo mai fatto caso a questo cavillo, tirato fuori magicamente dagli avvocati... davvero allucinante rimanere ancorati a frasi che l'ottusità del fascismo, e di chi è venuto dopo, ha prodotto.

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  6. Però Inn, ci hanno fatto i parcheggi rosa per quando siamo incinte, vuoi mettere?

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  7. questa mi mancava... bella merda direi... complimenti a tutti!!!

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  8. A Roma ci sono, fuori dai supermercati, per esempio, parcheggi delimitati da strisce rosa destinati a donne in stato interessante...[interessante? vabbè..:-))]

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