giovedì 26 aprile 2012

Una giornata particolare

Sono sull'autobus e ascolto viking metal. Noto una ragazza in piedi, dal volto direi che è poco più grande di me. Vestita come una segretaria: tailleur nero. Queste di solito viaggiano accompagnate. Sui macchinoni, i suv e quelle altre bestie della strada per gente con i complessi. Scende e la seguo, non è la mia fermata e non so che cazzo sto facendo. Mi guarda e fa un leggero sorriso o almeno così mi sembra. Camminiamo. Chi me lo fa fare? Ho dimenticato se e quali impegni avevo per seguire una sconosciuta. Mi chiedo come faccia a essere così rapida nonostante i tacchi e il manto stradale tutt'altro che piatto. Improvvisamente si ferma e voltandosi mi dice "vuoi scopare". Si era un tono affermativo. In realtà non ci stavo pensando come in altre circostanze ma a questo punto sono certo che il gioco valga la candela. Arriviamo davanti a un palazzo e prima di entrare nell'androne mi fa un cenno con la testa come per dirmi di seguirla. Io ubbidisco, mi sento uno sciocco ma sono troppo curioso. La guardo prima di entrare nell'appartamento: ha i capelli neri lisci fin sotto le spalle, la carnagione persiana e soprattutto è una persona sicura di sé. Quando siamo dentro si toglie la giacca, io poso la borsa su un comodino e la bacio. La sua reazione mi sorprende: è fredda e si stacca subito poi mi sputa sulla fronte. Sbalordito prendo un tovagliolo per asciugarmi ma non dico nulla, lei è inespressiva e non lascia trapelare emozioni. Finalmente riesco a dire "Posso andare in bagno?" ma non risponde. Nel suo sguardo c'è del sadico. "Hai visto che cazzo hai combinato?!" e questa volta proferisce una parola "trovalo". Sembra la caccia al tesoro per un fottuto cesso in un fottuto appartamento. Apro la prima porta che trovo e cerco l'interruttore ma... un colpo secco sulla nuca e sparisco dal mondo.

Mi riprendo dopo pochi secondi o forse decine di minuti, avvertendo qualcosa di felpato sulla lingua: un bavaglio? Provo ad aprire gli occhi ma scopro che sta testando la mia resistenza al buio. Le braccia sono libere ma prima che possa muoverle per levarmi ciò che mi copre occhi e bocca sento un dolore acuto verso la caviglia sinistra, poi più su. La bastarda si diverte con i tacchi a spillo ma chi cazzo è? Non mi piace per niente. Immagino che la bruciatura da sigaretta faccia più o meno lo stesso effetto, provo a muovere le braccia ma colpisce anche quelle. Dopo aver giocato con le mie gambe la sento piegarsi a cavalcioni e prendermi la mano. Sento il tessuto della gonna, le mutandine e infine la sua natura più intima. Tocco la clitoride con tre dita, lei geme ma dopo pochissimi attimi si alza. Si sta togliendo tutto, le ma immagino nuda e mi eccito. Ma come un fulmine a ciel sereno mi arrivano dei colpi di frusta sull'addome. Comincio a imprecare, mi levo la benda dagli occhi e il bavaglio e... mi ha ferito veramente. Ma che fa? Si abbassa e lecca il sangue, provocandomi dei brividi fortissimi. Si alza e mi bacia questa volta con impeto e la sua saliva è impregnata di sangue. Il mio sangue. Non ce la faccio a sopportare, le do una spinta "lavati almeno la bocca" ma io non ci provo a cercare il bagno, dopo quello che è appena successo. Lei rimane davanti a me. Sono completamente nudo e con il cazzo in tiro  , muoio dalla voglia di scoparla e mi provoca "Se non vuoi baciarmi, ti accontento." Mi porge la sua mano destra chiusa a pugno con soltanto l'indice proteso: lo succhio. La zoccola con l'altra mano si masturba poi mi dà le spalle, passando l'indice attorno al buco del culo. Quello che devo fare è semplice, la sbatto contro il muro e strilla. Strilla troppo. Chissà cosa pensano i condomini ammesso che ce ne sia qualcuno.

Mentre sono al massimo dello sforzo con il petto attaccato alla sua schiena, mi dice con voce straordinariamente lieve (subito dopo aver cessato di gridare) "Ora tocca a me". Lascio che si stacchi ma che cosa... si leva i tacchi e ne maneggia uno. Vuole che mi pieghi per sodomizzarmi. "Scordatelo puttanella" e in quel momento diventa rossa di un rosso collera. Cerca di colpirmi ma riesco a schivare e le do un pugno sotto al mento. Cade all'indietro su una sedia, scivolando a terra con gli occhi chiusi. La prima cosa che mi viene in mente  è di andare al bagno. Lo trovo. Mi disinfetto ma non c'è una pomata per le cicatrici...mi lavo le mani. Torno di là ed è ancora a terra. Cazzo questa non fa finta. Faccio come nei film americani; provo a sentire il battito dalla giugulare. Merda! Non c'è un fottuto battito. Mi vesto velocemente, prendo la borsa e esco. Non c'è anima viva nei paraggi, meglio così. I miei occhi incontrano una stupenda giornata di sole.

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