sabato 29 settembre 2012

I frammenti

Ho avuto una bella discussione con mio cugino F questa sera. Si parlava di una mia storia dello scorso anno, un mio amore. Un'esperienza che è stata breve e si è conclusa male (non nel senso che ci siamo picchiati o insultati a vicenda) o sarebbe meglio dire che non si è conclusa perché non era iniziata una relazione stabile. Va bene, qui ne ho già parlato mesi or sono e non mi dilungo sulle premesse.
Sono stato amante* di una ragazza anche se sarebbe più giusto dire di una donna, dato che ha l'età e credo la maturità per esser definita tale, che era fidanzata.
Mio cugino mi ha chiesto "ci hai più parlato?" "No." "Come mai?" "Lei ha deciso di chiudere." "Perché?" "Aveva i sensi di colpa" Gli ho spiegato quello di cui sopra e lui mi ha detto "io ne ho vissute direttamente ma soprattutto da altre persone di storie così e anche peggio. Storie che sono finite perché la moglie andava con il cognato o il marito andava con l'amica dell'amica." 

Io ho fatto un'osservazione, è che avevo proprio bisogno di parlare e di sfogarmi. "Se tu prendi una decisione che sai già a quali rischi vai incontro e poi ti vengono i sensi di colpa... c'è qualcosa che non quadra". Al che lui mi ha detto una frase forse scontata ma nel momento opportuno è stata come un'illuminazione per me. Sono dinamiche che vanno viste caso per caso. E in effetti sembra sempre di dire le stesse cose però non si può pensare di dare un metro di giudizio che possa valere per tutti, sia nelle azioni che nelle loro conseguenze. Ognuno è diverso e da ciò ne consegue che la barriera da superare per far venire a galla i sensi di colpa, è a livelli decisamente molto variabili. Io però penso anche che per delle persone dire ho i sensi di colpa, finiamola qui sia solo un pretesto per non assumersi delle responsabilità o per rinunciare a vivere delle emozioni travolgenti. Oppure perché non si ha il fegato per dire "non mi sei piaciuto/a".
Ah, un'altra cosa che mi ha detto per concludere il discorso è stata "purtroppo la realtà è peggio di Beautiful". Alzi la mano chi crede il contrario.



* chiarisco a scanso di equivoci che ripudio l'accezione gossippara del termine. Per me la parola e il vero significato sono stupende

12 commenti:

  1. Forse i rischi ai quali si va incontro in una conoscenza vengono sottovalutati. Poi quando una cosa diventa tangibile è possibile che ci si renda conto che i rischi sono maggiori e che non è il caso. Non lo so.. ipotizzo. Non mi è mai capitato però penso anche io che ogni caso sia diverso. In realtà credo che non sia così semplice .. mi piace lei/lui ho deciso. Ti capita che ti piaccia qualcuno anche se sei impegnato/a e poi provi a vedere, magari ti ritrovi invischiato nella cosa ma poi ti rendi conto che non è il caso per tanti motivi. Penso sia più così che una decisione ferma e poi la retromarcia. In fondo sono emozioni, non sono di così facile controllo così come le paure. Ciao Inneres

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  2. Se si conoscessero pienamente i rischi anticipatamente, non si chiamerebbero rischi ma certezze. A volte si segue solo un'emozione,non si può prevedere niente.. ci sono persone che seguono sempre l'emozione del momento, altre non lo fanno mai, e c'è chi lo fa una sola volta e le basta per capire che è facile sbagliare, è facile cedere in alcuni momenti particolari della vita. Evidentemente era una lezione da imparare, alcune esperienze vanno fatte...vissute, errori,amori quale che sia il termine, ma non sempre c'è il vissero tutti felici e contenti. Ad un certo punto alcune strade si separano, ma intanto si è fatto un pezzo di strada insieme, a volte basta quello

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  3. Chiarisco che sono dalla tua. Anche per me la parola ed il suo significato è meraviglia.

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  4. Anonimo: "si è fatto un pezzo di strada insieme, a volte basta quello". Per quanto mi riguarda posso dire che avrei voluto di più ma per me era "facile" visto che non ero legato a nessun'altra. Però il tuo ragionamento penso sia giusto.
    Ma chi sei?

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  5. Proprio perché sei libero da impegni avresti potuto evitare di usare questa metafora. In realtà non c'è stata nessuna discussione "parentale", vero? e comunque nessuno, quando investe se stesso in una storia pensa di doverla trasformare in una prova di forza al punto tale da dover pensare di metterci un fegato.
    Tutt'al più ci si mette un cazzo, una fica, e chi sente l'esigenza di farlo poi ci mette anche il cuore. Il coraggio consiste proprio e solo in questo.
    Ah, perdonami, ma anche per me le parole sono importanti, e infatti le uso tutte, e sempre. Non lascio che le persone che mi sono accanto siano poi costrette ad intuire un mio disagio quando e se c'è, né ho mai preteso di tenere accanto a me le persone che non ci potevano o dovevano stare.

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  6. "Proprio perché sei libero da impegni avresti potuto evitare di usare questa metafora" Quale metafora?

    La discussione c'è stata ed è stata lo spunto per farmi scrivere. Io non ho parlato di prove di forza e quando dico che non si è avuto il fegato per dire "tu non mi sei piaciuto/a" non lo intendo nel senso di coraggio. Tu diresti buon senso?

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  7. è, ma come si fa presto oggi a dire ti amo e dopo un po' aggiungerci un forse
    e con le libertà odierne po non c'è nenche bisogno di parlare per farsi una scopata
    è che gli umani son troppo volubili, alcuni anche tronfi, per non parlare degli stronzi, in fondo a tutti i forzisti

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  8. Io non ho bisogno di dire più nulla. Né voglio dire più nulla. Casomai puoi sempre chiedere un'ulteriore spiegazione a tuo cugino.

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  9. fracatz: "non c'è neanche bisogno di parlare per farsi una scopata" questa non l'ho capita!

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  10. Anzi sì, un'altra cosa la voglio dire: ci sono cose e situazioni che non sono frutto di nessuna decisione, semplicemente avvengono, succedono, capitano, nessuna persona in grado di intendere e di volere andrebbe in cerca di guai scientemente, con raziocinio. E proprio perché avvengono che se ne capisce la portata solo mentre si vivono. Ed è tramite questa comprensione che poi eventualmente si può decidere qualcosa. E nel percorso che porta a prendere delle decisioni può succedere che il senso di colpa sia determinante, proprio la 'ratio' per quella decisione.

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  11. Estrella: tu la vedi dal tuo punto di vista e del resto in questi casi come ho scritto nel post la questione è che si tratta di un tutt'uno che è soggettivo.

    Io invece parlavo di una cosa che mi è capitata, perché ci fu proprio una decisione da parte di quella persona, che sapeva bene (me lo disse lei) a cosa andava incontro. Altrimenti è logico che, come dici tu, se io ragiono non vado in cerca di guai

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  12. sembra che oggi basti sballarsi con qualcosa e poi si scopi con chiunque, però prima controllare l'età del partner scelto
    http://www.lumsanews.it/2012/09/27/stupra-minorenne-in-carcere-il-figlio-di-vitalone/

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