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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2012

Mi fate schifo

Ancora una volta. Ancora un maledetto assassino che priva della vita una donna. Questa volta non la sua ex ma, per puro caso (o per volontà ma questo non posso stabilirlo io), la sorella di quella che doveva essere la vittima designata. Un altro uomo che non accettava che la "sua" donna non fosse più ai suoi piedi. I carabinieri avvisati mesi fa e che le hanno detto "signorina cambi numero di cellulare". Gli uomini in divisa mi fanno sempre più riflettere sulla complessità del genere umano. Tipo Salvatore Parolisi, un caporal maggiore udite udite. Oppure un certo Salvatore Capone la cui storia l'ho conosciuta ieri sera guardando "Amore Criminale"; un altro pezzo di merda che ha ammazzato la moglie dandole fuoco con alcool e un accendi-gas.  Un sottufficiale della marina.  Curioso che entrambi abbiano lo stesso nome abbastanza evocativo (proprio da famiglia cristiana).
Le forze dell'ordine, quelle che magari il pazzo lo fanno scarcerare perché in f…

Il bon ton prima di tutto

Due amiche si incontrano alla fine dell'estate. Una è ricca, sposata con un magnate dell'industria e l'altra è una sfigata senza un quattrino. Quest'ultima chiede all'altra
"cosa hai fatto questa estate?" 
"A giugno siamo andati in un posto bellissimo. Una settimana a Sharm el Sheik... una roba che non ti dico! Mare favoloso, accoglienza super, siamo stati veramente bene." 
"Che meraviglia!" dice l'amica "e poi?"
"A luglio una settimana in costa smeralda, siamo stati benissimo. Ci hanno trattati come i principi. Semplicemente stupendo!"
"Che meraviglia! E poi?"
"Oh, ad agosto siamo andati a Formentera. Due settimane da sogno. Si mangiava benissimo, assolutamente un posto che non dimenticherò mai. Eravamo al settimo cielo."
"Che meraviglia! E poi?"
"A settembre ho realizzato il mio sogno. Siamo stati alle Hawaii a fare surf tutti i giorni. Dio mio che luogo da favola! Abbiamo cenato ne…

Occupy sta ceppa

I ragazzi che tornano a casa da scuola dicendo c'è occupazione mi fanno tornare in mente dei ricordi non molto remoti. Anche io ero uno di loro. Mi ricordo l'ingenuità del primo anno, al ginnasio, quando l'occupazione si faceva sul serio. Era l'unica cosa su cui fascisti e comunisti andavano d'accordo. Quando ci fu la notizia ufficiale, i corridoi della scuola sembrarono spalti di uno stadio. Mi abbracciò una persona, una ragazza che non conoscevo e che dopo cinque minuti mi fece un pompino nel cesso. Non mi ricordo neppure il suo volto. Però quel cesso sembrava un bagno turco per quanto fumo c'era. E non erano sigarette. La polizia sgomberò la scuola dopo una settimana.
Al professionale le cose andavano diversamente, in primis perché non c'era quell'aria da caserma e non c'erano regole ferree, in secundis perché i figli di papà erano pochi (e comunque non tra i rappresentanti di istituto).  Quando davano la notizia dell'occupazione, che in real…

Addio Giulietta

Non sto salutando un'automobile, come qualcuno potrebbe pensare. Giulietta era il mio pappagallo, un cocorito che oggi ha finito di vivere. Devo dire che da un certo punto di vista sono contento. Io non amo tenere gli animali in gabbia (pensate che non ci terrei neppure le persone a parte quelle molto stronze) anche se ci sono nati e non saprebbero vivere al di fuori. Non li comprerei mai. Mi piacerebbe avere uno di quei grandi pappagalli che possono anche parlare e volare liberamente: ma non qui. Perché l'habitat naturale dovrebbe essere sacrosanto. Giulietta mi fu regalata quattordici anni fa, insieme a un maschio. Indovinate che nome originale gli avevamo dato... uno, due tre: tempo scaduto. Romeo! All'inizio erano una coppia felice poi passarono alle vie di fatto, cioè lui provava a fecondarla ma non c'era niente da fare. Un giorno Romeo lo trovammo stecchito nella gabbia. Improvvisamente. Non era vecchio. Mah sarà stato un malore pensai. Comprammo un altro maschio…