sabato 20 ottobre 2012

Mi fate schifo

Ancora una volta. Ancora un maledetto assassino che priva della vita una donna. Questa volta non la sua ex ma, per puro caso (o per volontà ma questo non posso stabilirlo io), la sorella di quella che doveva essere la vittima designata. Un altro uomo che non accettava che la "sua" donna non fosse più ai suoi piedi. I carabinieri avvisati mesi fa e che le hanno detto "signorina cambi numero di cellulare". Gli uomini in divisa mi fanno sempre più riflettere sulla complessità del genere umano. Tipo Salvatore Parolisi, un caporal maggiore udite udite. Oppure un certo Salvatore Capone la cui storia l'ho conosciuta ieri sera guardando "Amore Criminale"; un altro pezzo di merda che ha ammazzato la moglie dandole fuoco con alcool e un accendi-gas.  Un sottufficiale della marina.  Curioso che entrambi abbiano lo stesso nome abbastanza evocativo (proprio da famiglia cristiana).
Le forze dell'ordine, quelle che magari il pazzo lo fanno scarcerare perché in fondo è un bravo ragazzo oppure non lo mettono al gabbio perché non è pericoloso.

Io credo che sia venuto (e da un pezzo) il momento di dire le cose come stanno. Non possiamo sempre pensare che debbano essere solo le donne a ribellarsi. Non è solo un "affare loro". E chi dice questo sbaglia, come chi afferma che la mafia è un problema del sud e che il sud deve risolverlo. Dobbiamo dire le cose come stanno. I veri uomini non possono stare zitti. Non possono rimanere indifferenti. Gli stupratori, i mariti, ex mariti, fidanzati, ex fidanzati, i torturatori assassini non solo commettono crimini gravissimi ma gettano discredito su un intero genere. Un genere che è fatto di stronzi bastardi come loro, certo. Ma anche di gente che sa amare, sa desiderare, sa dire le parole giuste, sa aspettare, sa soffrire per la donna che ama. Per cui io penso di poter parlare a nome di molti uomini quando dico che VOI: potete anche ammazzare tutta la vostra famiglia ma non sarete mai paragonabili a me. Io questo non l'accetto. Voi che perseguitate, diffamate, picchiate, uccidete, voi che insidiate con il terrore chi vi ha amati siete solo dei criminali antropologicamente diversi da tutti quegli uomini che mai neppure hanno pensato di fare quello che avete fatto. Voi mi fate profondamente schifo. E mi fate schifo anche voi che ci ricamate le battute sopra.

Ps a proposito delle considerazioni sulla vicenda vi segnalo questo scritto di Riccardo Venturi

lunedì 15 ottobre 2012

Il bon ton prima di tutto

Due amiche si incontrano alla fine dell'estate. Una è ricca, sposata con un magnate dell'industria e l'altra è una sfigata senza un quattrino. Quest'ultima chiede all'altra
"cosa hai fatto questa estate?" 
"A giugno siamo andati in un posto bellissimo. Una settimana a Sharm el Sheik... una roba che non ti dico! Mare favoloso, accoglienza super, siamo stati veramente bene." 
"Che meraviglia!" dice l'amica "e poi?"
"A luglio una settimana in costa smeralda, siamo stati benissimo. Ci hanno trattati come i principi. Semplicemente stupendo!"
"Che meraviglia! E poi?"
"Oh, ad agosto siamo andati a Formentera. Due settimane da sogno. Si mangiava benissimo, assolutamente un posto che non dimenticherò mai. Eravamo al settimo cielo."
"Che meraviglia! E poi?"
"A settembre ho realizzato il mio sogno. Siamo stati alle Hawaii a fare surf tutti i giorni. Dio mio che luogo da favola! Abbiamo cenato nei ristoranti di lusso tutto era perfetto, un'esperienza indimenticabile."
"Che meraviglia!"
"E tu cos'hai fatto di bello?"
"Io ho seguito un corso di bon ton per tutta l'estate."
"Bello! Cos'hai imparato?"
"Ho imparato a dire che meraviglia al posto di e sti cazzi!"

lunedì 8 ottobre 2012

Occupy sta ceppa

I ragazzi che tornano a casa da scuola dicendo c'è occupazione mi fanno tornare in mente dei ricordi non molto remoti. Anche io ero uno di loro. Mi ricordo l'ingenuità del primo anno, al ginnasio, quando l'occupazione si faceva sul serio. Era l'unica cosa su cui fascisti e comunisti andavano d'accordo. Quando ci fu la notizia ufficiale, i corridoi della scuola sembrarono spalti di uno stadio. Mi abbracciò una persona, una ragazza che non conoscevo e che dopo cinque minuti mi fece un pompino nel cesso. Non mi ricordo neppure il suo volto. Però quel cesso sembrava un bagno turco per quanto fumo c'era. E non erano sigarette. La polizia sgomberò la scuola dopo una settimana.
Al professionale le cose andavano diversamente, in primis perché non c'era quell'aria da caserma e non c'erano regole ferree, in secundis perché i figli di papà erano pochi (e comunque non tra i rappresentanti di istituto).  Quando davano la notizia dell'occupazione, che in realtà era solo assemblea permanente, il 95% delle persone se ne andava. E così 7-10 giorni all'anno erano persi, in culo al calendario didattico. Che poi ho sempre avuto l'impressione di un tacito accordo tra studenti capoccia e professori, ovvero noi portiamo 'sta marmaglia fuori per qualche giorno e vi riposate - noi non vi rompiamo le palle. Era una grande farsa. Oggi non lo so come sia, eppure la scuola l'ho finita da pochi anni ma gli studenti mi sembrano degli alieni. Mi sembra un branco di sciocchi, tutti con il cellulare nuovo, parlano anche di tablet (io ancora non capisco cosa sia). Ma non mi va di fare il bacchettone, la vita è loro e se la gestiscono, che chi li bacchetta sta già dietro la cattedra, mi sa.
Quel che è certo è che hanno anticipato tutto, ai "tempi miei" si occupava a novembre oppure fino ottobre. Questi hanno fretta. Ci son sempre più automobili fuori dalle scuole, le madri li portano e i padri li riportano o viceversa. Non sanno più prendere gli autobus o leggere le indicazioni. Poi tutti ci lamentiamo che i mezzi pubblici scarseggiano e sono quello che sono. Di sto passo credo che metteranno la maggiore età a 13 anni, così i bravi genitori in carriera non dovranno più scomodarsi.

giovedì 4 ottobre 2012

Addio Giulietta

Non sto salutando un'automobile, come qualcuno potrebbe pensare. Giulietta era il mio pappagallo, un cocorito che oggi ha finito di vivere. Devo dire che da un certo punto di vista sono contento. Io non amo tenere gli animali in gabbia (pensate che non ci terrei neppure le persone a parte quelle molto stronze) anche se ci sono nati e non saprebbero vivere al di fuori. Non li comprerei mai. Mi piacerebbe avere uno di quei grandi pappagalli che possono anche parlare e volare liberamente: ma non qui. Perché l'habitat naturale dovrebbe essere sacrosanto. Giulietta mi fu regalata quattordici anni fa, insieme a un maschio. Indovinate che nome originale gli avevamo dato... uno, due tre: tempo scaduto. Romeo! All'inizio erano una coppia felice poi passarono alle vie di fatto, cioè lui provava a fecondarla ma non c'era niente da fare. Un giorno Romeo lo trovammo stecchito nella gabbia. Improvvisamente. Non era vecchio. Mah sarà stato un malore pensai. Comprammo un altro maschio, che durò poche settimane. Lei invece era sempre arzilla. Un sacco di volte l'ho vista dare beccate sulle teste del poveretto di turno. La vedova allegra l'ho ribattezzata, perché ha fatto fuori tutti i maschi.
Da qualche anno aveva perso le piume del petto e faceva sempre uno strano verso. Mi sorprende che sia vissuta così tanto. Io non sono riuscito ad affezionarmi. Gli animali in gabbia o in un acquario mi suscitano solo pietà e anche un po' di schifo, lo ammetto, per quanto riusciamo a essere crudeli noi umani super intelligenti nei confronti di queste creature. Per cui quella ha finito di soffrire. Non c'è dubbio. Probabilmente è stata solo magnanima con i maschi. Tranne che per uno, il quale riuscì a scappare e ancora a distanza di dieci anni mi chiedo come cavolo abbia fatto. Se n'è andato verso la libertà mentre lei è rimasta, in attesa di un altro da sacrificare.