venerdì 30 novembre 2012

Mission to Mars?

Tra solo otto anni i primi umani metteranno piede sul pianeta rosso. No, che avete capito? Non sto parlando della repubblica popolare cinese, lì gli umani sono pure troppi. Parlo di Marte! Sembra fantascienza ma c'è qualcosa di serio dietro tutto questo. Una società inglese da diversi anni ha messo in piedi un progetto che porterà gli esseri umani lì dove nessuno è stato fino a oggi. Pare che già una decina di persone si siano prenotate e non oso immaginare quanti zeri c'erano sui relativi assegni.
Sembra una bella cosa eh? Ok, qualcuno dirà chissenefrega. Però i più attenti si domanderanno "come cazzo ritornano?". Il clou è proprio questo: nessuno tornerà.

La scienza ci spiega che la prima missione vera e propria con astronauti non potrà avvenire prima del 2050. Perché? Il viaggio di andata dura sei mesi, la permanenza sul pianeta deve essere di almeno un anno, per raccogliere campioni e fare analisi, e il viaggio di ritorno ovviamente è di altri sei mesi. Difficilissimo per degli umani prima di quella data restare due anni fuori dall'atmosfera terrestre.
Quindi le persone che si sono fatte avanti per andare nel 2020 sono dei pazzi? Io l'ho pensato. Sicuramente c'è chi gli darà l'attestato di eroismo, che sulla terra è abbastanza facile da assegnare. Pensate che il progetto prevede la costruzione di una città o sarebbe meglio dire di un paesello, con le capsule super tecnologiche al posto delle case. Queste persone potrebbero essere nel 2020 tutte novantacinquenni o malati terminali (ahahah ho fatto la battuta) che quindi non hanno nulla da perdere? Io ci manderei Sallusti su Marte, ora. A calci in culo. Li chiameremo i kamikaze dello spazio? Quanti interrogativi. Le persone che si sono fatte avanti hanno superato dei test, non sono matti e sono sani fisicamente. Evidentemente hanno deciso di sacrificarsi per la scienza. Oppure hanno un sacco di debiti! Peccato però, che lì si possa stare fuori solo con tute molto resistenti. Mi sarebbe piaciuto (e probabilmente servirebbe alla scienza balistica) sapere che traiettoria assume lo sperma.

Ps con la crisi mi sa che nel 2020 altro che missioni nello spazio, non si potrà manco comprare un monopattino!


domenica 25 novembre 2012

Fuga

Mi guardo indietro. Indietro di dieci anni. Era la fine di novembre o al massimo (se sbaglio) l'inizio di dicembre. Era un pomeriggio freddo, l'inverno da poco cominciato. Uscii di casa per non farvi più ritorno. Quelle erano le mie reali intenzioni. Scappare da casa non fu una decisione del momento ma il frutto di giorni e giorni di riflessione. Non riuscivo a comunicare neppure a mia madre quello che avevo in mente, le mie preoccupazioni, le mie aspirazioni, le mie incertezze. Ero stufo di quell'ambiente del cazzo che era la scuola in cui papà mi aveva voluto mandare a tutti i costi. Un posto in cui mi sentivo solo. Incompreso. Umiliato. Ero reduce dalla guarigione di quella malattia che mi aveva rovinato alcuni dei mesi che dovevano essere i più dolci della vita di un bambino che non era più tale ma ancora non poteva essere definito adolescente. Avevo paura di ricadere in quel vortice che è la depressione. Eppure forse ci stavo dentro ancora. Questo a distanza di anni non posso dirlo con assoluta certezza, perché il casino nella mia testa all'epoca era molto.

Fatto sta che quella sera scrissi una lettera per mia madre e me ne andai. Cosa scrissi esattamente non lo so ma più o meno le stesse cose che di solito scrive chi si vuole uccidere o, appunto, vuole sparire. Io pensavo veramente di andare via il più lontano possibile e non avevo intenzione di essere accudito da qualcuno. Volevo farla finita ma non avevo il "coraggio" per farlo senza soffrire. Mi portai una mela e una bottiglia d'acqua da mezzo litro. Ma non avrei avuto sete, per niente. La sfortuna o fortuna, fate voi, fu che quella sera iniziò a nevicare proprio mentre ero rifugiato in una pineta. Pensavo che sarei finito sul tg regionale e immaginavo il titolo "giovane fugge nel bosco" e magari qualche sottotitolo con le parole "disperato" oppure "gesto inconsulto". Non fui un genio nel portare con me il cellulare. Mi ricordo che provò a contattarmi F. ovvero il mio migliore amico d'infanzia. Ripensando a quel suo gesto, mi dispiace che poi le nostre strade si siano separate (per una serie di motivi che non sto qui a elencare). Il nostro rapporto ora è limitato ai convenevoli. Se volete fuggire non fatelo con un apparecchio elettronico!

La mia fuga ovviamente durò poco e il mio piano che non era un piano, andò a farsi benedire. La sera fui interrogato dal maresciallo. A casa. Domande di rito. Mi guardava come se fossi uno appena evaso dal carcere di massima sicurezza. Da quel giorno i carabinieri e gli sbirri in toto, mi stanno sui coglioni.
Oggi penso a quell'esperienza e non so cosa ho imparato davvero. Non so se ho imparato né se ci fosse qualcosa da imparare.

venerdì 23 novembre 2012

Del più e del meno meno

L' America è una grande democrazia.
L'America è una grande democrazia infatti tutti possono avere un'arma da fuoco fin dalla più tenera età.  Ed è giusto, perché se compri una pistola a 74 anni ma non sai come si impugna e non hai figli o parenti che possano spiegartelo, sei fottuto! Devi ricorrere a un corso intensivo che ti prosciuga la Master Card.

Oggi da una discussione in famiglia su quale fosse stata la recente disposizione dei fiori al cimitero, mi è venuta spontanea una riflessione. Mio nonno quando stava per morire disse che non voleva fiori sulla lapide eppure tutti continuano a portarli.  Anche io non vorrei fiori, se dovessi morire da un momento all'altro e non vorrei un funerale religioso. Mi fa schifo pensare che la gente che oggi mi dileggia domani potrebbe far finta di commuoversi godendo dei favori degli occhi altrui.
I fiori sulle lapidi sono una perdita. Per chi? La natura. Che senso ha mettere degli esseri viventi che quindi non sono più tali, anche se l'acqua li fa campare per alcuni giorni, davanti ai loculi? Qualcuno obietterà che così i cimiteri sarebbero troppo grigi. Bui. Embè? Se sono cimiteri e non balere un motivo ci sarà. Io non voglio che vengano sacrificati dei fiori solo per adornare la mia lapide (a quello del resto dovrebbe pensare la mia faccia.)

Le primarie del pdl. Sembra una battuta.
Le primarie del pd. Saranno battuti (dopo).




martedì 20 novembre 2012

Non smette di piovere

Il fatto è che non riesco a smettere di pensare. A volte anche quando sono molto impegnato la mia mente corre a cercare i ricordi. Divento terribilmente nostalgico. Per cui le giornate uggiose mi danno fastidio, sono sempre afflitto da dolori più o meno importanti.
Penso a una persona conosciuta l'anno scorso, incontrata l'anno scorso, una persona con cui ho fatto l'amore (si l'amore) l'anno scorso. Tutto avvenuto nel giro di pochi mesi. Un anno fa in questo periodo ci parlavo tutte le notti per ore ed ore, sognando e auspicando quell'incontro che mi ha reso molto presente. In questi casi si dice "mi ha cambiato la vita". No, io non lo penso. Lei non mi ha cambiato la vita. Io sono sempre la stessa persona. Però lei mi ha dato modo di conoscere una parte di me molto forte, qualcosa che mi ha reso orgoglioso di essere lì in quei momenti. Sapevo  che avevo fatto la scelta giusta e una sensazione così positiva non l'avevo mai provata. Non so se vi sia capitato di stare con una persona anche se per poco tempo ma di sentirvi completamente coinvolti, calati in un'altra realtà che vi sembrava di avere addosso fin dalla nascita. E non sto parlando delle anime gemelle, altre metà di mele, pere o mandarini. Sto parlando di una sicurezza e una tranquillità che sentivo mie da sempre e che finalmente erano venute a galla.

Mi sono sentito bene quando stavo con Lei. In quel termine sottolineato ci sono milioni di sensazioni positive. Spero che anche a voi sia successo che almeno in un'occasione vi siate sentiti liberi dal peso della vita, il peso delle responsabilità. Ecco, io ho passato il tempo in cui siamo stati assieme senza pensare ai miei problemi. Mai. Ero in un modo che non so descrivere e di cui non mi capacito, padrone del tempo cronologico. Ci sono stati momenti in cui io vivevo al massimo e il tempo non era tiranno ma mi assecondava. Come se tutto intorno fosse quasi cristallizzato. Poi c'è stato il distacco e tutto è tornato a essere normale. Quelle sensazioni però sono rimaste nella mia memoria e posso dire che nei primi giorni del "dopo", ho avuto addosso e dentro un'energia positiva che contagiava chi mi stava intorno. Tutto questo può essere definito amore?
Quella persona mi manca molto. Quel distacco somiglia di più a un addio. Nella mia vita è rimasta meno di quanto pensassi prima. Tuttavia da qualche giorno sento un moto verso di Lei. La sento più vicina. So che non è così ma non è forse vero che tutti gli esseri viventi hanno un campo magnetico?!
Può darsi che io stia semplicemente delirando e che la smetta di credermi più importante di quanto sia veramente per gli altri.


giovedì 8 novembre 2012

La ragione è dei fessi

Sono circondato da persone che mi dicono "sei buono". Anche le persone che mi conoscono di meno ma hanno rapporti con quelle che mi danno del buono, mi fanno sapere che sono "buono". C'è anche chi mi dice che "sei troppo buono". E così ho scoperto che  è a causa di questa bontà che non faccio colpo sulle ragazze, che non intrattengo rapporti molto lunghi on le persone poco sincere, che non scendo in genere a compromessi. Questa maledetta coerenza del cazzo. La bontà mi sembra un peso. Vorrei essere cinico almeno qualche volta e così potrei sentirmi dire "sei uno stronzo". Ma è possibile che sia circondato da tanti non buoni?

Mi sento un fesso.