lunedì 28 ottobre 2013

l'involontaria comicità dei burocrati

Pochi giorni fa è arrivata una bolletta, che è al 50% TARSU del 2012 e al 50% acconto TARES del 2013. La tarsu sarebbe la vecchia tassa dei rifiuti solidi urbani: de che? La monnezza! Quella per cui lo stato italiano è stato condannato dall' unione europea (nelle bollette per anni e anni c'è stata messa un' IVA spropositata) a pagare una lauta somma poi convertita in sangue umano. Il governo di Mario Mountains ha abolito la tarsu e introdotto il tares. I criteri non li ho capiti. Doveva partire in estate ma il governo di paperoga letta ha rinviato, poi con un abile colpo di spugna il tares è stato eliminato. Al suo posto dal prossimo anno ci sarà la TRISE che, correggetemi se siete dipendenti comunali e/o se ci avete capito di più, comprenderà TARI e TASI. Lasciamo perdere il fatto che 'sti nomi mi ricordano i cartoni animati che guardavo da piccolo (chi ha visto Holly e Benji mi comprenderà!), resta il fatto che non si preannuncia nulla di divertente. Nella lettera che il comune mi ha mandato c'è scritto che l'altra parte del tares arriverà (ma quando non si sa) sotto forma di conguaglio. Conguaglio è un termine che associo a  formigoni. Deve arrivare ancora la tarsu del 2009-2010-2011 perché dopo il terremoto era stata sospesa. In pratica l'anno prossimo c'è chi pagherà la vecchia tarsu, la nuova-vecchia tares e la trise che comprende la vecchia imu, che a sua volta deriva dalla stra-vecchia ici e, appunto i rifiuti. L'obiettivo di chi pensa questi nomi è non farci capire un cazzo. E non ci capisce niente pure chi le leggi le fa. Ma loro le tasse non le pagano o se le fanno pagare da qualcuno.

martedì 22 ottobre 2013

Tanto oro quanto pesa

Pare che ieri l'altro da fabio strazio sia stato ospite un certo Maradona. Proprio el pibe de oro. Il più grande calciatore di tutti i tempi. Dopo Pelè? Prima di Messi? Lui l'ex tossico, che era quasi morto di overdose da cocaina pochi anni fa. Lui che da allenatore dell' Argentina è passato alla storia per aver perso 4 a 0 contro la Germania ai mondiali. Lui che deve al fisco italiano molti soldi. Lo dice equitalia. Difatti l'altra sera allo stadio olimpico, mentre assisteva a Roma - Napoli poteva pure essere arrestato! I finanzieri però non potevano scovarlo: non si notava con tutte quelle telecamere addosso!!! Fazio ha deciso di invitarlo in prima serata, così magari poteva essere individuato più facilmente. Invece niente. Se l'è scampata. E ha pure detto "io non sono un evasore": così... davanti a qualche milione di telespettatori, giusto per non farci mancare niente. Per altro ospite dopo fitto (un altro con una condanna alle spalle). Ma a maradona in fondo si può perdonare tutto, non è mica berlusconi! Eppure io non capisco perché anche i miei soldi vadano a finire in programmi come quello di fazio, dove capitano cose assurde. Come lo specificare che l'ospite non lo pagavano. Ah bene, è pure benefattore! In fondo è un bravo cristiano, cita sempre l'altissimo.  C'aveva pure la maglia con il crocefisso. Ci sono due pesi e due misure anche da quelli che fanno i programmi su rai tre. Ma se uno che deve dare allo stato fior di milioni di euro, può essere ospitato in prima serata, perché non ci proviamo anche noi? A chi non è mai capitato di dimenticare di pagare una bolletta oppure pagarla con due giorni di ritardo, e ricevere quei simpatici solletici se non addirittura le buste verdi e/o ingiunzioni? Oppure quanta gente che aspetta una pensione da quattro soldi e gli scrive l'inps che, siccome hanno sbagliato a fare i calcoli, deve caccià 100 euro in cinque rate da 20 prima di ricevere la pensione? Tra di voi c'è sicuramente chi ha avuto letterine da equitalia o da società di riscossione tributi. E allora scrivete, scriviamo a fazio. Ce la darà una prima serata, a noi che per pochi soldi lo stato voleva farci la pelle, per dire "io non sono un evasore" ?

domenica 20 ottobre 2013

Parole soltanto parole?

Ci sono persone che pensano che le parole non siano molto importanti. Che i fatti contino di più, o che contino soltanto quelli. Per cui vale la regola che puoi dire quello che ti pare, tanto poi ti comporti in un modo che non c'entra nulla con ciò che dici e va bene lo stesso. Io non sono tra queste persone. Penso che le parole siano veramente importanti. E che a quest'ultime debbano seguire delle azioni che ne siano la logica conseguenza o, se preferite, la "messa in pratica". Perché è vero che ci sono situazioni in cui delle parole non vanno prese sul serio: quante volte vi sarà capitato di dire a qualcuno con cui eravate incazzati "ti ammazzo"? Non era di certo perché volevate ucciderlo. Nei momenti di rabbia può capitare di dire cose che non rispecchiano ciò che vogliamo fare. Come nei momenti in cui scherziamo. E sto parlando di quando si è sobri (per le parole dette sotto l'effetto di sbornie il discorso è diverso). Però fatte queste dovute eccezioni io credo che le parole abbiano un peso importante nella nostra vita. Le parole possono essere pungenti, sarcastiche, amare, eccitanti. Le frasi possono essere taglienti, oppure soavi, tristi, euforiche. Tutto dipende da come stiamo e da cosa pensiamo. Perché quello che diciamo deve corrispondere a ciò che davvero ci passa per la testa. O per il cuore. O per gli organi genitali. Se una persona mi dice "ti denuncio" io penso che lo faccia perché mi vuole denunciare. Non perché pensa di potermi fare agitare. Lo stesso discorso vale nella sfera intima. Quando ho detto "ti amo" a una persona, ogni volta che mi è capitato, era perché me lo sentivo dentro. Non perché volessi ottenere qualcosa in cambio. Così, se una persona mi dice "ti voglio scopare" io sono portato a credere che lo dica perché le piaccio da morire e perché mi desidera. Anche se magari per un solo istante. Ma è quello l'attimo che fa la differenza. Poi alle parole, come detto sopra, bisogna dare un seguito. Ci vuole una prova che ciò che io dico corrisponda a ciò che penso e che voglio. Altrimenti le parole non avrebbero alcun senso e si potrebbe dire qualsiasi cosa, anche "io cartello stradale gita a Hong Kong" ma non farebbe lo stesso effetto.
Io non faccio questo ragionamento perché penso di avere la verità in tasca. Tutt'altro. Sono pieno di dubbi e di curiosità. Ogni giorno mi domando se sto nel giusto o se sono gli altri (quelli di cui sopra) ad avere ragione. Soltanto penso che le parole prima di essere sputate dalle nostre bocche, devono essere mature e non intendo stagionate. Per altro abbiamo una lingua bellissima e adatta a certi ambiti. Usiamola per bene.



mercoledì 9 ottobre 2013

Lampedusa calling

Se ne parlerà ancora per un po'.  Diciamo giusto il tempo di far consumare due kg di fazzoletti all'italiano medio. Il quale si emoziona per molto meno. Poi i media torneranno a parlare delle solite minchiate. Non dovete stupirvi della commozione di napolitano. Badate bene che è lo stesso che ha firmato quel decreto.... che stabilisce una cosa talmente stupida da poter essere pensata solo da qualche mezza calzetta: il "clandestino" è un criminale. Di questo il popolo se ne accorge solo ora, eppure la legge è in vigore da 5 anni. Chissà quanti ne sono morti in cinque anni.
Non stupitevi della gara al cordoglio e della gara a chi la spara più grossa. Ormai c'è poco da stupirsi in questo sciagurato paese. Ci sarebbe da stupirsi invece, pensando al fatto che tante persone (perché prima di essere eritrei, somali, tunisini oppure extracomunitari sono soprattutto delle persone) vogliano ancora venire in Italia. Si dirà che molti di loro qui vorrebbero solo essere di passaggio. Chiamali fessi. Quelli se ne vanno in Svizzera, Francia, Belgio, Germania e altri paesi sicuramente più civili e dove c'è il lavoro. Il problema è che molti vengono in Italia per restarci. Io ci ho pensato parecchio su quale fosse il motivo che li portasse anche oggi a venire qui. Il motivo è quello che vedono in televisione. Nel nord Africa, dove comunque tutti devono passare, guardano i programmi italiani. La televisione commerciale propone il grande fratello. Un programma in cui basta fare l'imbecille per vincere milioni e avere un futuro assicurato con contratti di lusso. Ma i programmi in cui si fanno soldi facilmente sono anche altri e perfino sulla tv pubblica. Che idea si fanno quelle persone che sono disperate, che muoiono letteralmente di fame? Pensano che in Italia sia facile fare soldi senza faticare. Pensano che qui vada tutto bene. Perché quello che raccontano in tv non ha affinità con la vita reale. Quando sento quei professoroni che ciarlano della deriva della tv commerciale propinando sempre la solita tiritera ossia che ce stanno troppe donne scoperte, penso: ok. è vero che è esagerato. Ma si può dire che in tv viene quasi esclusivamente promosso il furbo che è anche ignorante peggio di una capra? Posso dire che quei programmi sono una forma di istigazione al suicidio? Si, perché se vieni qui partendo con molte speranze e poi scopri che siamo pieni di pezzenti e di paraculi, credo che ti venga pure la voglia di farla finita. Di dire: ma chi me l'ha fatto fare. Se quei programmi fossero visibili solo in Italia il discorso sarebbe diverso.Gli immigrati lo sanno che per legge noi italiani siamo autorizzati a sparargli contro per non farli sbarcare? Ovviamente no. Perché questo non è argomento di discussione nella "casa", nei quiz, nel gioco dei pacchi (quanto lo odio quello). Mi da fastidio e non sapete quanto che tutti gli pseudo intellettuali che in questi giorni  si sganasciano le mascelle per dire la loro su quanto accaduto pochi giorni fa, tutti senza esclusioni, non hanno proprio neanche per l'anticamera del cervello il pensiero che quelle persone che hanno provato, provano e proveranno a venire in Italia per rimanerci siano attratte da false promesse, da falsi modelli. Alla fine per lor signori è sempre comodo dire che vengono qui "per il cibo buono" oppure per "l'ospitalità" e altre corbellerie banali che più banali non si può. Io conosco nel mio paese diverse persone venute da tanti posti del mondo. Ex repubbliche slave, Russia, nord africa e con quelli cui ho avuto occasione di parlare, chiedendogli come mai fossero venuti proprio in Italia, tutti rispondono "perché vedevamo la televisione italiana dove c'era la bella vita".
Se la televisione nostrana fosse più veritiera, forse avremmo meno sbarchi e meno salamelecchi verso i patriarchi delle varie chiese che hanno perso "fratelli" in mare.


mercoledì 18 settembre 2013

Dei delitti e delle pene

I processi di perlusconi. Le condanne di perlusconi. Dal 1994 si parla solo di questo in Italia. E chi è tra le persone normali  a non essersi rotto le scatoline di tutto ciò?
Io non capisco tutta sta tiritera. Al catechismo ci hanno insegnato che chi è condannato con sentenza definitiva in qualsiasi paese del mondo, va in carcere. Non fa comizi. Non si chiude in una casa di due ettari a fare le passeggiate tutti i giorni. La verità sapete qual è? C'è molta gente che odia perlusconi o che era talmente ingenua da credere che sarebbe finito in carcere sul serio! La legge è uguale per tutti. Bel principio. Come quelli della carta costituzionale che, come è ormai conclamato, a livello pratico contano meno di un quattro a briscola. I ricconi in carcere non ci vanno. Possono rubare, uccidere, stuprare ma non ci vanno. Casomai si fanno due mesi in galera. Come fiorani quel banchiere amico della lega, ricucci quello dei "furbetti del quartierino", oppure tanzi che a lui il titolo di cavaliere gliel'hanno ritirato prima della sentenza definitiva. Che poi è strano, perché sta gente quando esce dalla galera pare che agli occhi del mondo appaia diversa. Uomini migliori. Ma de che?! Sovente fanno gli arresti domiciliari, in case di lusso. Nella stragrande maggioranza dei casi trovano il cavillo o il cavallo di troia che li fa tornare a fare i propri porci comodi.

Io sono ignorante in maniera di giurisprudenza e quindi la mia opinione conta poco. D'altro canto se t'alema dice "perlusconi è un grandissimo personaggio della politica e credo che continuerà a fare politica anche fuori dal parlamento" vuol dire che ognuno può dire la sua su ciò che non conosce. Un giorno ci proverò, a sposare una ricca. Poi diventerò evasore fiscale fin quando i segugi dell'agenzia delle entrate non mi troveranno. Sti segugi, per altro, hanno un fiuto eccezionale. Se tu comune mortale ti dimentichi di pagà una bolletta, ti arriva il sollecito di pagamento con la mora relativa (che non è una velina purtroppo!) anche se si tratta di 15 euro. Invece le evasioni colossali si notano solo oltre i 50 milioni di euro. Prima per carità, facciano con comodo. Dicevo, quando sarò condannato in primo grado pagherò la cauzione. In secondo grado pure. Dopo la cassazione chiederò al presidente della repubblica di non finire al gabbio. Voglio proprio vedere se anche per me varrà il teorema della politicizzazione dei magistrati. Prima che tutto questo accada ho una proposta da fare a chi fa le leggi. Una cosa terra terra. Aboliamo le pene carcerarie per i ricconi. Tanto sono una presa per il culo. Su questo non ci piove. Al posto degli anni di galera, il delinquente deve dare allo stato il doppio di quello che ha evaso. Non mi si dica che non è possibile. Stiamo a parlà di gente che c'hai i soldi che escono da ogni orifizio. E se non pagano? Se non pagano scatta il sequestro degli immobili. Visto che c'hanno venti case (anche se diciannove sono intestate a prestanome) scatta il sequestro una volta al mese. Ritardi il pagamento? Ok lo stato ti prende la casa o il campo da golf e ti prende tutto se non paghi. Vedi che alla fine pagherai.

martedì 30 luglio 2013

Gli sguardi inutili

Ieri sera sono stato molto vicino all'assistere a un incidente automobilistico in diretta. Stavo andando alla fermata dell' autobus a riprendere mio padre e, proprio pochi metri prima, c'era una macchina mezza accartocciata con un casino di gente assiepata lungo la strada. Tant'è che avevo pensato a un tamponamento a catena o qualcosa di simile. L' ambulanza è arrivata poco dopo e in quel momento ho visto una persona stesa sull'asfalto. Erano quasi le 23 quindi non si capiva molto bene. Quello che ho visto dopo però, mi ha sconcertato. L'auto è andata a finire contro il bordo in cemento di un' aiuola spartitraffico (che era tutto rotto) portandosi appresso pure un cartello stradale. Era pieno di sbirri e vigili del fuoco. Rottami ovunque. Fin qui nulla di strano. Starete pensando: ma che cazzo, questo ci racconta uno scenario che manco studio aperto...

Nella mezzora in cui sono rimasto lì, nel parcheggio di un hotel (per chi è passato da L'Aquila si chiama Amiternum) ho ascoltato diverse versioni. C'era chi sosteneva che fosse una ragazza quella a terra, che veniva troppo veloce "ma va!!". Chi diceva che non doveva aver visto lo spartitraffico "ma va!!". Che se non vedi un coso del genere, in una zona molto illuminata, devi stare parecchio "sballato" o non dovresti guidare... A un certo punto arriva una coppia. Lei avrà avuto 18 anni, lui pure di meno. Mi chiedono "c'è stato un incidente?" più retorica di quella non so dove potevano andarla a pescare. Io "una ragazza pare con una cabrio... c'è un pezzo di cemento sulla strada... non ne so molto". E pure loro si sono avvicinati al luogo dove stavano decine di persone. E a quel punto ho capito. Che razza di orrore era. Non quello che era capitato alla ragazza (di cui si sa poco, solo che è in prognosi riservata).  L'orrore erano quel gruppo di persone che stavano lì non per aiutare ma per guardare. E ho sentito pure delle risate. Ora non so se un marziano fosse sceso ieri sul pianeta terra proprio a L'Aquila cosa avrebbe fatto. Ma so che ho provato un senso di vergogna. Perché io sono umano come loro. E non vorrei essere contagiato da quella curiosità morbosa. La gente non ha un cazzo da fare.

lunedì 29 luglio 2013

Quesiti esistenziali

Quando ascolto una donna dire che le donne sono tutte zoccole, mi sento uno stupido. Uno che non ha capito niente. è che non afferro il motivo per il quale le donne debbano "farsi la guerra" tra loro. Perché semplificare anzi generalizzare su un argomento così vasto e pieno di sfumature? Perché, soprattutto, se poi si accusa il genere maschile di essere superficiale?
Io non ho mai sentito un uomo dire gli uomini sono tutti porci. O no?

lunedì 22 luglio 2013

La nomenclatura

è il giorno in cui una nidiata di pettirossi prende il volo per la prima volta. Uno dopo l'altro seguono la madre librandosi in aria. Rimane attardato il più piccolo. Ancora troppo impacciato. Cade giù dal nido e si ritrova nel sottobosco.  Chiama la madre insistentemente ma il suo cinguettio resta inascoltato. Così decide di incamminarsi tra gli arbusti. Dopo un po' incontra un grosso animale, si ferma e quello gli chiede "chi sei?" - "sono il pettirosso, e tu?". "Io sono il cane lupo" gli risponde, e lui sbalordito fa "eh no, o sei un cane o sei un lupo". "Mio padre era un cane e mia madre una lupa. Io sono il cane lupo". L'uccellino resta perplesso ma riprende il suo cammino. Passa un po' di tempo e, da un fiumiciattolo vede uscire la testa di un pesce. Quest' ultimo gli chiede "tu chi sei?" "Sono il pettirosso. E tu?" "Io sono la trota salmonata." "Eh no, tu non me la racconti giusta. O sei la trota o sei il salmone." L' altro gli risponde "mia madre era una trota, mio padre era un salmone. Io sono la trota salmonata." L'uccellino resta ancora una volta perplesso ma riprende la sua marcia.
Dopo un po' su una foglia vede un insetto, che gli chiede "e tu chi sei?" "Sono il pettirosso. Tu?" "Sono la zanzara tigre" "Ma vaffanculo!"

giovedì 18 luglio 2013

post demenziale per una notizia demenziale

I contratti prematrimoniali non sono una novità assoluta. Io sono almeno dieci anni che ne sento parlare. Roba tra gente che se lo può permettere. Però ci sono clausole e clausole. E alcune sono davvero curiose. L' anno scorso si è sposato Zuckerberg (che per comodità qui chiamerò Zuck) con una certa Priscilla Chan.


Nel contratto c'è una clausola voluta proprio dalla signora: sesso almeno una volta a settimana e cento minuti di "qualità" ogni sette giorni. Tralascio il discorso dei cento minuti di qualità; chissà che vuol dire... qualità del sesso? La signora pretende poco a mio avviso. Sesso almeno una volta alla settimana per una coppia giovane (lui 26 o 27 anni, lei credo uguale) è decisamente sotto il minimo sindacale!
Il messaggio che ha voluto lanciare a Zuck è questo: va bene pensare all' hardware ma ogni tanto concentrati anche sull' hard... e non quello di youjizz. Quindi tutti voi, perché so che il 99% sta su facebook, non lamentatevi se cambiano le impostazioni della privacy o dei "mi piace". è che Zuck
ci sta dando dentro e ogni tanto si distrae dai suoi impegni aziendali. Tra fatturare ed eiaculare forse preferisce la seconda.



venerdì 5 luglio 2013

Chi c'è davanti al monitor

Il fatto di essere nell'anonimato quasi totale, su siti come blogger, rende spontaneo credo in tutti noi la voglia di capire chi scrive. Com'è è fatto. Se magro, grasso, brutto, bello, alto, basso. C'è chi riese a capire com'è fatta fisicamente una persona, solo leggendo ciò che scrive. O ameno chi millanta di saperlo fare. Ma ci sono interrogativi più profondi che spesso sfuggono. Ad esempio, voi ci avete mai pensato se per caso tra i followers ci sia qualche disabile? La risposta è nella maggior parte dei casi: no. Si vogliono evitare certe cose. Dai siamo su internet, non conta il fisico contano solo le parole. Però io è da un po' di tempo che ci penso se tra i miei lettori (magari anche tra chi commenta più
 spesso) ci sia qualche disabile. Fino ad ora ne ho conosciuto solo uno che lo dichiarasse apertamente, tant'è vero che il suo blog era proprio dedicato alla lotta per i diritti dei disabili. Ma è probabile che ci sia qualcuno che, giustamente poiché agisce in piena libertà, non voglia farlo sapere. Oggi i ciechi possono scrivere con una tastiera. Possono leggere. I sordi, pensateci bene, scrivono perfettamente. Anche quelli che hanno subito amputazioni o disabili costretti a stare fermi su un letto. Io ci penso, vuoi perché ho a che fare in famiglia con disabilità di diverso tipo, vuoi perché vedo che aumentano con il passare del tempo. Oggi per fortuna anche una persona completamente cieca può esprimersi grazie a internet come qualsiasi altro essere umano. Questo penso che sia il più bel progresso di internet. Ma in un paese come il nostro, in cui per altro le connessioni veloci scarseggiano, il wi-fi manco per il cavolo... chi è che pensa all'eventualità di relazionarsi con un portatore di handicap?

Siamo il paese in cui queste persone (che sono tante) sono fuori dal fantomatico mercato del lavoro, non hanno accesso ai mezzi pubblici, trovano ovunque le leggendarie barriere architettoniche. A quanti può interessare se qualcuno di loro si mette in relazione con gli altri attraverso un blog? A me, per esempio. A me interessa. Perché è bello sapere che ci sono persone con una grande forza, persone che non perdono la voglia di comunicare.

venerdì 14 giugno 2013

Le parole che non sopporto: femminicidio

Ogni giorno. In ogni rotocalco, telegiornale, talk show. Di cosa si parla? Di quelli che qualcuno si ostina a chiamare delitti passionali. Il termine bello frizzante però, è un altro da un po' di tempo. Femminicidio. Che a me fa pensare a un DDT. Dice che si devono inasprire le pene per chi ammazza una donna in quanto ex. Ma gli esseri umani non dovrebbero essere tutti uguali? Qua rischiamo che facciano una legge che stabilisce: chi ammazza un omosessuale in quanto tale, sta in carcere di più di chi ammazza un povero cristiano qualunque. Creiamo delle categorie di cui neanche il potere giudiziario sa fare a meno. I problemi andrebbero risolti alla base.

Pare comunque che quella degli "stalker" sia un'emergenza moderna. Che la colpa è magari dei social network che creano maschi super cattivi. Io vorrei vedere qualche statistica riguardante, che ne so, il 1958. O il 1963. Perché oggi i dati sono preoccupanti. Solo per quanto riguarda gli omicidi. Ma un terzo delle donne non denuncia. Come fanno a sapere che un terzo non denuncia? Sono stime. è sicuramente grave che tutto ciò accada nel 2013, in Italia. Ma perché nessuno parla mai di cosa era la vita per una donna nel dopoguerra. L'avvento del diritto di voto è stato l'altro ieri, eppure sembra tanto tempo fa. Durante il fascismo le massaie erano un simbolo ma senza diritti. Poi la cosiddetta democrazia ha messo a posto tutto? No. Pensate a quante donne costrette a sposare qualcuno che non amavano. Donne usate solo come animali da riproduzione e come massaie. Ti credo che noi abbiamo la tradizione pastaia.  Cosa poteva essere per una donna sopportare le angherie del marito, sopportare i soprusi, i tradimenti senza poter fare nulla? Eh già, perché l'omicidio di una donna non era considerato un reato grave "sa com'è, signor giudice, era una poco di buono". Il divorzio non c'era. Le donne erano quasi tutte dipendenti economicamente dal marito. Che si faceva il mazzo, tornava la sera a casa ubriaco e giù con le mazzate. Poi ti arriva la vita in diretta che parla delle coppie che stanno insieme da sessant'anni. Dice che è una bella cosa. Tutti innamorati come il primo giorno.

Ma ditelo che c'erano molte violenze. Molte, la maggior parte, mai venute alla luce. Solo che all'epoca non c'era il numero verde, il telefono rosa. Non c'era nessun amore criminale. Quante donne hanno dovuto subire di tutto per paura di perdere la vita, o i figli? Quando governava la democrazia cristiana e la famiglia non si poteva discutere. Quel modello di famiglia che in tanti rimpiangono. Ma chissà quante vittime, quante persone segnate per sempre. Dovremmo partire da com'era la situazione prima, per capire dove ci troviamo oggi. Io sento dire che "una volta era esagerato, perché le donne non potevano fiatare ma oggi hanno troppa libertà". O sento dire che le donne dovrebbero tornare ad occuparsi della casa e basta. E lo sento dire da donne sopra i 50. Non da uomini. Oggi l'ignoranza è peggiore che nel dopoguerra. La misoginia è peggiore. Però non capisco chi vuole oscurare il passato. A me hanno raccontato di cose accadute molti anni fa. Quando mio padre era piccolo, per esempio. Donne rincorse per strada dai mariti che per qualche motivo dovevano picchiarle. Donne che siccome erano sospettate di tradimento, venivano guardate male da tutto il paese, in primis dalle comari. Ci sono cose di cui non andare fieri, ma che appartengono al passato. Io penso che se facciamo finta di non conoscere cosa succedeva prima, non potremo risolvere niente. Perché la cultura e la mentalità non si cambiano inasprendo le pene. E le leggi ci sono già. Ci sono anche i giudici che lasciano in libertà potenziali assassini che spesso diventano tali. Perché ci sono delle leggi non scritte che si dovrebbero applicare. Fin dall'infanzia, dall'educazione dei bambini.

qui qualcosa di molto importante a riguardo

sabato 25 maggio 2013

Una persona unica

Succede anche questo. Succede che la vita di una persona che conosci come blogger si interrompa. Perché siamo persone pure noi. Troppo spesso non ci pensiamo ma dietro a un blog c'è una vita. Quella persona muore e lo vieni a sapere per caso, ed era veramente l'ultima cosa che potevi aspettarti. Non scriveva da più di un anno sul blog ma questo non vuol dir nulla. Son molte le persone che prendono delle pause o semplicemente si stufano. Non mi aveva risposto agli auguri di fine anno. Questo non vuol dir nulla. Può darsi che a una persona che sta dall'altra parte d' Italia, passi tutt'altro per la testa. Però mi mancavano le parole di Silvia, meglio conosciuta qui come Xtc. I suoi post sempre lunghi ma mai noiosi. Mi mancava la sua straordinaria creatività. Ricordo il periodo in cui aveva sette blog e non so come facesse a scrivere tutti i giorni, ma era ognuno una sorpresa. Credo con tutto il rispetto per tutti voi, di non aver mai conosciuto una persona con intelligenza, classe, sensualità e soprattutto sensibilità come lei. Mi dispiace di non averla potuta incontrare. Mi ha insegnato molte cose. Mi ha trasmesso molte cose. E credo che leggendo almeno uno dei suoi numerosi post, chiunque ne sia rimasto piacevolmente colpito. Era riuscita persino a farmi apprezzare la matematica.

Ricordo di aver avuto l'onore di parlarci in privato. E mi permetto di riportare qui alcune delle sue parole. Questo è quello che mi ripose quando le dissi coca pensavo della sua scrittura "ti sono grata del fatto che non ti sia mai annoiato, è una delle cose che ti fanno aver voglia di continuare, ed è tutt'altro che scontato che si abbia voglia di dire ogni giorno qualcosa." Con lei non era mai scontato nulla. E penso che il modo migliore di ricordarla sia proprio attraverso le sue parole. Perché per me, tu sei viva. Vivi attraverso ciò che hai scritto. E ti ringrazio, se c'è un modo in cui tu possa leggere quello che sto scrivendo, ti ringrazio mille volte. Ciao Silvia

lunedì 6 maggio 2013

R.I.P.

è morto il padre della patria, padre della costituzione, padrino (di battesimo? No proprio padrino). Un Kim Ji Sung in forma buona. 7 volte pres del cons: pare che porti iella. Varie volte ministro della giustizia, ministro degli interni ecc ecc ecc. Andava a messa tutte le domeniche. Tifoso romanista. Di lui si ricorderanno le battute buone per i tanti deficienti che stanno su facebook apposta per fare il copia-incolla. E anche per aumentare l'autostima dei conduttori di telegiornali e trasmissioni di cronaca nera - rosa in cui la politica ci sta sempre. Lo rimpiange Totò Riina. Non lo rimpiangono la famiglia Pecorelli e la famiglia Ambrosoli. Per la giustizia è stato simpatizzante di Cosa Nostra SpA fino al 1980, dopo ha cambiato simpatie. Molti pensavano che fosse immortale, pure io temevo che ciò potesse essere tutt'altro che una leggenda. Pochi giorni dopo l'elezione del presidente della repubblica, mi era venuto in mente un necrologio che non avevo ancora riportato nel blog. Iniziava più o meno come è iniziato questo. Cosa dire: pochi giorni fa Margaret Tatcher, ora Andreotti. Forse dio esiste. Quando era ministro della cultura censurò Fellini, Rossellini, Visconti. Ossia i migliori registi del mondo. Rendendoli invincibili.

Solo vorrei far notare che è crepato una settimana dopo la fiducia al nuovo governo democristiano (il centosettantottesimo della storia). Sarà che dietro c'è un disegno, una strategia...




Hanno detto di lui:

Paga sto cazzo di riscatto
Aldo Moro

Non pagare quel cazzo di riscatto
Kossiga

Arrivare a quell'età senza più trombare? Al posto suo sarei morto prima
silvio b.

Una scomparsa prematura di un gran cristiano
Il papa emerito

Un giorno verrà la giustizia divina. 
Un prete qualunque sulla rai.

Si ma speriamo che non cada in prescrizione

domenica 5 maggio 2013

40 anni vergine?

Ho una cugina. In realtà ne ho tre però in questo post parlerò di una sola. O meglio di quello che si dice su di lei. Quello che le mie zie dicono: è vergine. Ve la descrivo. Lavora da vent'anni per la stessa ditta, so che fa la disegnatrice o qualcosa del genere. è sottopagata ma come tante altre persone non deve abbandonare il lavoro che ha (non se la sente). Di certo è una creativa. Ci si può parlare di attualità e di politica, perché ragiona. Infatti io ci parlo come se fosse una mia coetanea. So che alle ultime politiche ha votato per il partito di Ingroia. Ma soprattutto: ha più di quarant'anni. Secondo le mie zie, e questo me l'ha detto mamma (pensate che intreccio), non ha mai scopato. Io so che ha avuto un solo fidanzato, quando abitava qui molti anni fa. è appurato che con lui non ha combinato niente. L'ho sentita con le mie orecchie dire che da allora non si è più fidanzata perché "pensano tutti solo a divertirsi". Quella frase può essere un indizio del fatto che divertirsi = scopare come ricci ergo ci siamo incontrati, ci piaciamo sai che c'è? Ho voglia di renderti felice e questo può lasciare intendere che non gli interessano quel tipo di persone e che la sua ricerca si è limitata ad essere esclusivamente platonica. Io non so se abbia mai detto a qualcuno di essere vergine, non so dove finiscano le congetture (o i travisamenti) delle zie però penso che mi pare molto strano.

Faccio fatica a credere che una persona non abbia pulsioni che almeno una volta ogni tanto vadano oltre la sua moralità. Io non scopo, non sono uno alla disperata ricerca di scopate, però non ce la farei fino a 40 anni.  Se mi capita l'occasione giusta, se sono bravo a captarne i segnali (e quando mai, cazzo sapeste quanto odio i feromoni degli insetti: li vorrei avere!) mi si scatena dentro un vulnus democratico. E la principessa rosa può aspettare, perché sara pur vero che al cuor non si comanda ma neanche al cazzo o alla vagina. Siamo fatti di carne. Mangiare è un'esigenza. Bere. Dormire. Defecare ecc. Ma la carne ha bisogno anche di altro. Anche perché se stai ad aspettare l'anima gemella rischi di passare 80 anni prima di finire in un ospizio e trovarla, solo che ha 60 anni in meno di te e può farti morire d'infarto. E non è amore, ma solo istinto di un povero vecchio dopo 65 anni passati ad ammazzarsi di seghe.
Mi pare impossibile che una persona per sua scelta non faccia mai sesso, mai neppure se ha tutto per poterlo fare. Questo è veramente contro-natura. E voi conoscete o sapete di qualcuno che non ha mai scopato e sembra disinteressato? Non valgono, ovviamente, i malati di qualche malattia strana.


mercoledì 24 aprile 2013

La pianista

Ho visto un film sul quale mi piacerebbe aprire una discussione con voi. Con chi l'ha visto o con chi potrà capire di cosa si tratta, leggendo quello che sto per scrivere.

Erica è un'insegnante di pianoforte al conservatorio di Vienna. Detesta tutti i suoi allievi ai quali cerca in ogni modo di complicargli le cose. Con gli estranei appare algida e spesso scontrosa. Vive nella casa della madre, una persona possessiva e ignorante, con la quale litiga spesso. Un giorno Erica conosce Walter, uno studente di ingegneria che suona molto bene le opere di Schumann e Schubert, i suoi compositori preferiti. Ne rimane fin da subito attratta ma cerca in tutti i modi, senza risultati, di non ammetterlo al suo corso. Walter è molto più giovane di lei (almeno 20 anni di differenza) ma le confessa di essersi innamorato. Lei non tende a manifestare emozioni. Vive una sorta di seconda vita la notte, quando va nei porno shop a comprare oggetti e riviste e a guardare film di sesso estremo. Non di rado va anche a spiare le coppiette nei cinema all'aperto, masturbandosi di nascosto. Non mostra segni di cedimento verso Walter ma è gelosa di lui, tanto più che arriva a mettere dei cocci di vetro nella tasca della giacca di una sua allieva che il giovane aveva aiutato durante le prove di un imminente concerto. Mettendola fuori gioco. Un giorno Walter la trova in bagno a masturbarsi e la prende, baciandola. Lei non reagisce ma quando lui cerca di penetrarla si ritrae e gli prende il cazzo in mano. Poi gli fa un pompino, mordendolo spesso (qui si capisce che forse non l'aveva mai fatto) ma ogni volta che lui cerca un contatto diverso, lei minaccia di interrompere. Alla fine lo lascia senza farlo venire e gli dice che gli darà delle istruzioni, a voce o per iscritto, su cosa potrà farle. Il giorno in cui gliele consegna, lui la segue fino al palazzo dove abita. Si chiudono in camera mettendo un mobile dietro la porta perché lei non ha una chiave della sua camera. Walter cerca di essere dolce ma lei sembra ripudiare ogni forma di sentimenti. Lui legge la lettera, in cui è spiegato tutto quello che Erica vuole subire. Vuole essere picchiata sulla faccia e sullo stomaco, legata mani e piedi, imbavagliata e incappucciata. Il giovane è schifato da quello che legge ma lei prende da sotto il letto delle riviste per adulti e soprattutto tutti gli oggetti che ha descritto nella lettera. Walter se ne va dicendole che è malata. Il giorno dopo lei lo trova nel palazzetto del ghiaccio dove gioca a hockey e fa di tutto per parlargli. Entrano in una stanza dove non c'è nessuno e lei gli chiede scusa. Gli dice che potrà farle tutto quello che vuole, che ora è lui a comandare. E per la prima volta, gli dice di amarlo. Questo fa sciogliere il ragazzo che la bacia e la mette per terra tentando di fare l'amore con lei. Ma Erica si stacca da lui e vomita, subito dopo avergli fatto un pompino. Lui la allontana disgustato. La notte seguente Walter va a casa di Erica, scoprendo che lei dorme ancora con la madre. La vecchia cerca di mandarlo via ma lui la chiude nella camera a chiave, proprio come dalle istruzioni di Erica. è deciso, in preda alla disperazione, a seguire tutto ciò che lei gli ha scritto. Così la picchia più volte il viso, le dà un calcio allo stomaco. Lei però lo implora di smettere, scoprendosi debole. Ma lui la violenta ripetendole che era tutto messo per iscritto e che quindi la colpa è anche sua.
Il giorno dopo Erica si presenta a teatro, nonostante abbia metà volto pieno di lividi, per suonare al concerto in cui deve sostituire l'allieva infortunata. Prima di entrare in scena aspetta l'arrivo di Walter, che quando entra non le si avvicina, salutandola come se fosse un'estranea. Erica rimasta sola nell'androne del teatro, si ferisce sul petto all'altezza del cuore, con un coltello da cucina. E va via.


Una riflessione che mi è sorta nel finale è: lui cerca in tutti i modi di essere tenero, detesta quello che trova scritto nelle istruzioni perché è contrario all'idea che ha del rapporto tra uomo e donna. Ma alla fine dopo essere stato provocato oltre il suo limite di sopportazione, si rivela una persona diversa. Anche lui per altro è di buona famiglia e ovviamente non vuole che la storia venga a conoscenza dell'alta società.
Lei invece, apparentemente fredda e insensibili, si dimostra alla fine per quello che è veramente. Una persona sessualmente repressa (l'impressione che ho avuto è che non avesse mai avuto un rapporto sessuale completo) che dietro a una corazza durissima, ha un'anima come tutti gli altri. E non sopporta il dolore che pensava potesse darle piacere. C'è una scena infatti in cui dice a Walter "ho sempre desiderato essere picchiata". è del tutto evidente di quanto la sua idea riguardo agli uomini sia stata fuorviata dalla visione dei film pornografici.

Il film non mi ha mai annoiato, trovo inoltre che sebbene il regista sia maschio, ci proponga una visione dal punto di vista della donna. Una persona che ha timore di lasciarsi andare, timore della madre, timore del contrasto tra la sua carriera e reputazione rispetto ai suoi desideri. Lui comunque è dipinto come una persona altezzosa che probabilmente confonde la voglia di scopare con l'innamoramento e lo capisce (se lo capisce?) quando è troppo tardi.

sabato 20 aprile 2013

C'è grossa crisi



I media ci raccontano la crisi ogni giorno. Lo fanno da anni, più o meno da quando ho iniziato a guardare i telegiornali (se non da prima). Però qualcosa è cambiato. Fino a pochi anni fa ci era solo l'abitudine di dire "guardate che quest'anno a natale si spende di meno" oppure "pasqua che sempre più italiani passeranno in casa"  o ancora "le vacanze: sempre più connazionali scelgono mete interne". E c'era anche il contrario: ovvero quasi ogni settimana titoloni e filmati sul grande esodo con memorabili annunci tipo "per il ponte partono in tanti". Che c'era un ponte ogni cazzo di settimana. Ma quando lavoravano gli italiani? E quanti soldi avevano se erano davvero così tanti a partire? Sempre gli stessi o si alternavano? Ho il sospetto che i programmi di attualità siano andati avanti usando immagini di repertorio, giusto per far vedere che dovevamo essere contenti. I giornali facevano lo stesso. Poi, come dicevo, è cambiato tutto. Oltre a rimanere i drammatici servizi sulle vacanze natal-pasqual-ferragostane con toni sempre più malinconici, sono spariti i consigli per chi va a correre dopo il cenone di fine anno. So rimasti i consigli per non mangiare troppo. Forse per lasciarci in mente qualche scampolo di lusso...

Ora non passa giorno senza che diversi programmi ci ricordino che: la compravendita di immobili sta crollando. Ma davvero? Strano che nessuno tuttavia ci dica che i notai in tutta Italia hanno messo i dipendenti in cassa integrazione e molti li stanno licenziando. I notai. Però ci sorprendono con "meno 39 per cento di mutui" e altre perle degne del gran giornalismo come "scende per la prima volta l'inflazione". Se ti si chiude il buco del culo, scende il tuo consumo di acqua e la bolletta si alleggerisce. è un pippone pazzesco.
Tanta gente lascia il proprio lavoro per tornare a coltivare la terra. Naturalmente ci sarà qualche scelta di vita tra queste. Ma i media dicono che sono tutte scelte fatte con il cuore senza accennare al fatto che gli avvocati, per esempio, stanno chiudendo i battenti. Molti grandi professionisti che schifavano la terra, se stanno a rimboccà le maniche, mica per diletto. Prima andavano al country club, al puttan club, ora zappa in spalla e giù a lavorare per davvero. Oggi la crisi viene raccontata anche in altro modo. Per esempio parlando dei "tanti italiani che non hanno più i soldi per curarsi" e vanno negli ospedali di Emergency (sarà pure perché non ti fanno aspettare 7/8 mesi per una risonanza?) o a mangiare nelle mense della Caritas. Strano che io sappia di gente che in una città del nord, Milano, vede da tantissimi anni quelle mense piene di connazionali. Ben prima che i fenomeni del microfono e del taccuino iniziassero a parlarci dello psicodramma collettivo. E che dire della nuova tendenza, ossia quella di spiegarci che "molti italiani rinunciano ad andare dal dentista". Io mi ricordo che anche quando ero piccolo, i prezzi erano troppo alti pure per chi si poteva permettere di spendere. Figuriamoci ora. Soprattutto se non ti fanno una ricevuta manco a chiederla in ginocchio.

Gli italiani spendono di meno, vanno in vacanza di meno, forse vanno pure al cesso di meno. Crolla il potere di acquisto. Ormai sono tutti scoop. Con questo andazzo tra non molto potremmo trovarci con i tg che aproono con titoli come "quest'anno il primo maggio, visto che i dipendenti statali sono tutti in mobilità, non c'è un cazzo da festeggiare. In compenso aumentano gli italiani che passano le giornate in campagna. Boom di pic nic con pagnotte fatte in casa e prosciutto di gatto domestico."

venerdì 5 aprile 2013

Mete di viaggio e perché no, di arrivo

La repubblica della Costa Rica è un gioiello della natura e un esempio di come gli esseri umani sappiano essere, quando vogliono, lungimiranti e rispettosi del prossimo oltre che dell'ambiente in cui vivono e vivranno. Un esempio di come con pochi e semplici gesti si possa fare molto in previsione di un futuro più in armonia con l'ambiente. La Costa Rica è uno stato pacifico e neutrale, l'unico tra centro e sud America in cui non ci sia mai stato un golpe. Il tasso di alfabetizzazione è a livello dei principali stati occidentali e delle nuove potenze economiche. Nel 1949 l'assemblea legislativa ha rinunciato totalmente alle spese militari, abolendo l'esercito. Con questa scelta è stato possibile uno sviluppo delle risorse umane, una dotazione importante di opere pubbliche, la crescita dell'alfabetizzazione e la tutela del patrimonio di fauna e flora che è uno dei più rigogliosi nel mondo. Secondo molte ricerche la Costa Rica è lo stato in cui il tasso di felicità è il primo nel mondo. Oggi Laura Miranda è presidentessa della repubblica, ed è la prima donna a ricoprire questo ruolo. La Costa Rica è ricoperta da migliaia di km di foresta tropicale, con ben il 27% del territorio che costituisce parchi nazionali. Uno dei pochi stati in cui sembra sempre più vicino l'equilibrio tra le attività umane e le risorse della natura.


mercoledì 3 aprile 2013

Sono tecnologicamente ignorante (aridateme i lego)

La rimpatriata familiare delle recenti festività pasquali, è stata occasione per me di apprendere quanto poco ne sappia di tecnologia. Non che prima credessi di essere un genio in materia, però potevo contare sul fatto mio. E invece mia nipote mi ha surclassato. Una bambina che mentre stava sul divano ciarlava di tablet e io credevo che fosse una parola del suo linguaggio e del suo mondo immaginario. Ma che ve lo dico a fare, la madre le ha dato un vero e proprio tablet: e lei? Mi ha fatto vedere come funziona. Facendomi rincretinire con i giochi. Una bambina di tre anni che sa usare un dispositivo che il sottoscritto non aveva mai visto prima (da vicino). Io non ero in grado neanche di sbloccarlo. Di fare quei movimenti rapidissimi con le dita. Mi ha insegnato ad alzare il volume, a spegnerlo. Ci son rimasto proprio di sasso.  E da quello che ho notato ha più familiarità con il tablet che con i giochi *normali. Io penso: ma non è che stiamo a corre troppo? Mio padre da bambino non aveva manco la radio. I miei fratelli avevano i primi videogiochi che penso fossero una gran rottura di palle. Quando io avevo tre anni la play station non esisteva (e oggi è superata!) e giocavo con i lego. Uno dice "il progresso" e ok. Ma a me pare un po' troppo. 

Capitolo due della mia umiliazione: ho scoperto che il tablet e l' iPad sono la stessa cosa. Solo che il secondo lo fa solo un'azienda, quella della mela. L'altro invece è prodotto da tante aziende. Ma che motivo c'era di dare un nome diverso? E resta il fatto che mi stanno sulle palle tutti 'sti nuovi aggeggi. Ho imparato a giocare al dottor Panda, ma lei era più brava di me. Oggi ci sono decine di canali del digitale terrestre che trasmettono solo cartoni animati, secondo il sottoscritto pure fatti male (io a mio figlio non gli farei vedere dei maiali che parcheggiano un'automobile su un pendio ripido come il mortirolo). C'è tutto un sistema che favorisce la sedentarietà salvo poi rammendarti che "no, non si fa". In compenso le persone crescono sapendone anche troppo di tecnologia ma senza saper fare niente di veramente importante. La manualità sparisce. Le macchine, piano piano, ci sostituiscono in tutto.

Io li odio i tablet. Ogni cavolo di pop up mi dice "vuoi vincere un tablet?". No! Neanche per sogno. E spero che nessuno si azzardi a farmi un regalo del genere. Penso per altro che ci capirei poco, le vere potenzialità non riuscirei a sfruttarle. Ma all' italiano medio che gliene frega? Basta che mette in mostra il suo status e si sente migliore. Come dice Neri Marcorè il tablet ha molte funzioni ma solo tre sono quelle che impariamo ad usare:
on
off
e vaffanculo!

* per normali leggasi tutti i giochi a cui avete giocato da piccoli, magari con qualche aggiornamento.

domenica 17 marzo 2013

Dei pregiudizi, delle facilonerie, del tutta l'erba in un fascio mi son rotto il cappero

Pochi giorni fa ho ascoltato e preso parte a una discussione sulla pedofilia. Nel caso specifico si parlava degli abusi di alcuni sacerdoti nei confronti di giovani parrocchiani.  Mi ricordo che una persona ha fatto accenno a un caso di una violenza subita da un 12enne. Al che una signora, con fare perentorio e un po' sorpreso, ha esclamato "ma scusate, se a me qualcuno mi veniva a toccà a 12 anni, gli davo nu zampatone nel sedere!". Ha ribattuto più volte su quel nodo cruciale, mentre le altre persone non sapevano esattamente cosa dire.
Io sono intervenuto dicendole "purtroppo non possiamo sapere cosa passa nella testa di una persona che è stata violentata." Lei mi ha risposto "si ma posso capì che succede una volta, però dopo se non reagisci e ti lasci fare vuol dire che ci stai." Quello che sostiene lei è che un bambino a 4/5 anni può non capire ma già dai 6 anni in su si rende conto di quello che capita. Io le ho detto "prendiamo un altro esempio: sai che due donne su tre e si tratta di adulte, tra quelle che subiscono violenze, non denunciano?" - "si ma è diverso, quelle non lo fanno perché si vergognano". A 12 anni invece, secondo lei, sia i maschi che le femmine hanno tutti i mezzi per capire e reagire senza subire oltre. Altrimenti vuol dire che gli sta bene, gli piace (questo non l'ha detto ma l'ha lasciato intuire).

Come ho detto alla signora, non si può capire cosa c'è nella testa di una persona che subisce una violenza consapevolmente. Non possiamo sapere quali sono i meccanismi che si innescano e che portano tante volte al silenzio. Silenzio che resta per anni. Sono diversi i casi in cui uomini o donne di 18/20 anni e oltre hanno testimoniato riguardo ad abusi subiti quando erano molto piccoli. Questo perché? Non tutti sono maturi alla stessa età, non tutti hanno il carattere forte. C'è chi probabilmente, si chiede se non sta facendo uno sbaglio nel denunciare una persona che dice di volergli bene (i pedofili sono così). E pensiamo a chi subisce non essendo in grado di capire!
Io stesso conosco una persona che subito dei comportamenti da parte di un adulto, quando non aveva neppure 10 anni, che erano tutt'altro che normali. Ma aveva rimosso tutto, fino a quando non ha sentito alla tv la testimonianza di un adolescente che aveva subito più o meno le stesse cose. Dopo 15 anni, almeno 15, si è ricordato di quell'evento. All'epoca non aveva provato fastidio: perché? Gli piaceva? No. Semplicemente non era in grado di capire dove finiva la confidenza e dove iniziava la violenza. Se fosse successo quando aveva 14 anni, ed è un ipotesi badate bene, avrebbe reagito e non si sarebbe fatto neanche sfiorare (questo è ciò che penso io, perché so che a quell'età era già maturo).
Ma ci sono persone che sono deboli anche a vent'anni, quando non si tratta di pedofilia ma pur sempre di bastardi che approfittano del dolore, della solitudine altrui.

Io quando sentivo parlare di violenze subite da persone che avevano superato l'adolescenza (magari solo per l'anagrafe, su questo dovremmo riflettere) mi meravigliavo. Le prime volte mi dicevo "com'è possibile non reagire?". Vallo a capire. Quanto può essere subdolo chi approfitta. A me è venuto subito in mente il modello di famiglia dove i figli vengono educati con una rigida morale cattolica, per cui il prete è un riferimento. I figli che sanno di "non dover" e "non poter". Il prete che mettendogli le mani addosso dice "è il volere di dio - questo è bene - non ti preoccupare". Cosa può pensare una persona la cui vita è stata tutta dentro una scatola fatta di un certo materiale? Oppure la famiglia in cui c'è quello zio che è tanto una brava persona "che ha fatto questo ha fatto quest'altro" e quando mette le mani addosso lo fa per affetto. Perché la violenza è di diversi tipi, e secondo me è diversa anche da persona a persona. Il pedofilo studia la sua vittima. Non è un predatore casuale. Il pedofilo può entrarti nel cervello prima che da qualche altra parte. Perciò il bambino può fare finta che sia tutto normale. Anche il ragazzo che è rimasto bambino, che sta chiuso in quel mondo opprimente, che se solo riuscisse a evadere capirebbe quello che gli accade. A volte il bene ed il male (detto in modo semplice) sono interscambiabili. A me quel modo di ragionare da sempliciotti mi fa venire i conati di vomito. Quella persona che conosco ha subito dei comportamenti che oggi giudica anormali ma come faceva all'epoca, a capire? Mia madre mi ha sempre detto "non accettare caramelle dagli sconosciuti, se qualcuno ti dice di salire in macchina non lo fare per nessun motivo." Infatti non ci ho mai pensato una volta di più. Però quando il pericolo non sono gli sconosciuti, come si fa?  Ci sono persone che hanno subito violenze pesantissime più e più volte, senza dire mai nulla a nessuno. Poi hanno rimosso tutto. O hanno tenuto il ricordo ma per motivi che vanno oltre la ragione non ne hanno mai parlato. Chissà quante persone e non lo sapremo mai. Il problema non sono i bambini che diventano adulti e non confessano ciò che hanno subito. Il problema sono gli adulti che sanno, e fanno finta di niente. Le madri che hanno paura dei padri, per esempio.
Penso che sia troppo facile giudicare chi subisce senza denunciare come uno che ci sta a prescindere. Non è giusto. Dovremmo provare ad immedesimarci. Oggi i ragazzi raggiungono la maturità fisica ben prima di quella piscologica e ciò rende ancora più difficile la possibilità di dare giudizi. Senza i quali sembra che molti non sappiano vivere.



venerdì 15 marzo 2013

Misteri all'ombra der cupolone (II)

Ricollegandomi a quello che ho scritto ieri, vorrei far notare a tutti un altro aspetto della vicenda. Un aspetto che credo, non sia sfuggito a chi possiede un televisore o guarda i programmi in streaming. Il servilismo dei media tradizionali italiani nei confronti del vaticano. Dice: e ci voleva il conclave per capirlo? No, però è la manifestazione lampante di quanto tutti da destra a sinistra passando per il centro, siano decisamente stati colti da un'euforia senza eguali.  Rai News 24 ha fatto due giorni di diretta dal comignolo, con interessanti inquadrature sul gabbiano, censurando ovviamente i momenti in cui liberava la cloaca. Tutte le reti rai avevano il riquadrino con il comignolo, in attesa della fumata.  Hanno detto migliaia di volte come funziona il meccanismo che porta al colore nero rispetto al bianco. Martedì sera i telegiornali regionali sono stati interrotti per l'edizione straordinaria del tg3: eletto? No, era la prima e scontatissima fumata nera.  Tutti i programmi erano pieni di esperti vaticanisti: per esempio Irene Pivetti, Paolo Gambescia che è direttore di un quotidiano, Pierluigi Diaco, mancavano solo i tronisti. La sera di martedì a tg3 linea notte chi intervistano? Buttiglione, ora non più onorevole ma solo professore ed Ermete Realacci del pd. Passi Buttiglione, che cosa pensa dei gay lo sappiamo (in sintonia con il clero) ma Realacci non era l'ambientalista?
Mercoledì, il giorno decisivo, di primo pomeriggio la rete del nostro capoluogo (tv uno) aveva nientepopodimenoche il direttore in persona inviato a piazza san Pietro. E il direttore trovava utile dire che "il papa emeritto, benedetto sedicesimo, ha seguito la messa di ieri in televisione". Poi tutti a spiegare che la fumata era una ma per due scrutini e che, in caso di scrutinio con maggioranza dei due terzi, ci sarebbe stata una fumata bianca prima.  In ogni trasmissione erano continui i riferimenti alla piazza che era, in ordine cronologico: piena di fedeli, gremita, colma di gente, invasa da credenti e non credenti (chi li ha controllati? Mi immagino un servizio d'ordine con il ticket per gli atei). Mancavano solo i musulmani, gli ebrei, gli animisti. Il massimo era quando si faceva riferimento a "fedeli e curiosi". Il televideo, ricordava che il papa emerito "non sarà presente alla prima messa del nuovo papa". 
Martedì pomeriggio ero dal dentista e almeno lì speravo di cavarmela, di non sapere nulla per un po'. E invece, televisore acceso su Tg Com all News. Ho cercato di rimanere concentrato sul dente!
E la sera, anche Sveva Sagramola di geo and geo ci ricordava che "forse siamo vicini a un momento importante". Tutti gli esperti tra l'altro senza qualifiche (ad eccezione di due-tre preti e qualche vaticanista che andavano di canale in canale) si sbilanciavano sui papabili. Bisognerebbe aprire anche un capitolo su quel termine ma lasciamo perdere. Era un susseguirsi di Scola, Scherer, O' Malley, Dolan. Più si andava sul tardi e più nomi spuntavano. Per esempio Ortega, Ouellet e il cardinale africano di cui mi sfugge il nome. Sembrava la formazione dell' inter di qualche anno fa. E Bergoglio? Non ci hanno pensato. Però era chiarissimo a tutti che "ci vorranno molte votazioni perché non c'è una confluenza verso un candidato come fu per Ratzinger". Il pastore tedesco vinse al quarto scrutinio, quello argentino al quinto. Complimenti. I tromboni di casa nostra sbagliano sempre. Quando arriva la fumata bianca il tg3 è in diretta ma poco dopo tutti i telegiornali, compresi quelli locali, entrano con l'edizione straordinaria. Un incubo.
Verso le otto Mentana dice "sono le 19.59 e le 20 potrebbero essere il momento più opportuno per far vedere il papa". Perché? Un'ora è passata sull'inquadratura del loggione e in parte con la pietosa banda dei carabinieri. Quanto meno le guardie svizzere vestono firmate! Mentana ha detto un'altra frase storica "tutti in questo momento sono emozionati". Cambiando canale era la stessa solfa. Poi si sono accese le luci facendo tirare un sospiro di sollievo a chi credeva che il papa emerito avevsse lasciato la casa in insolvenza. Quando è uscito il protodiacono stavo per scoppiare a ridere. A me sembrava il padre di Homer Simpson. All'annuncio di Bergoglio- Franciscus la folla è stata muta per un po' ma ci hanno pensato i vari anchormen de noantri a far baccano. E via con i salamelecchi. Il cardinale che ha detto ai suoi fedeli di risparmiare i soldi per il viaggio. Il cardinale che si sposta in autobus (chissà se chiederà una navetta al posto della papa-mobile).

I giornalisti della carta stampata ovviamente non sono stati da meno. Tutti i quotidiani hanno aperto con l'encomio al papa. Tutti tranne uno, come segnalato in questo ottimo post. Tutti a far notare che "dalla scelta del nome si capisce quale sarà la direzione del pontificato". Immaginiamo dunque che papa Francesco lascerà lo sfarzo dei palazzi vaticani e si trasferirà in un eremo senza acqua corrente e senza elettricità. Oh, per la cronaca, B16 scelse quel nome in omaggio al cardinale Della Chiesa alias Benedetto XV, l'unico che nella storia si sia schierato contro la guerra.  I giornali erano pieni di aneddoti che sono stati ripresi, tanto per cambiare, dalla tv. Il papa che ha avuto una fidanzata alla quale avrebbe detto "se non mi vuoi sposare mi faccio prete". Quanti di voi hanno detto questa frase?
Non c'è stato nessuno che abbia fatto il minimo accenno ai "lati oscuri" e controversi della vita del nuovo pastore di tutte le anime. Ieri mattina ad "Agorà" per parlare di come sarà il papato, c'era la polverini. Dico: la polverini con i capelli corti, che se stava zitta era difficile da riconoscere. Su La7 addirittura la santanché (vabbè su lei si può sempre optare per il fatto che sia sfigurata). Quale grande contributo possono dare queste persone e i politici come categoria in toto? Mistero. Ma ancora ieri sera le inesattezze storiche si sprecavano. Perché se è vero che questo è il primo pontefice proveniente dal "nuovo mondo", non dimentichiamo però di origini italiane since 1936, è assolutamente falso che sia il primo non europeo. Ma come, tutti 'sti cattolici non sanno che Pietro era un pescatore nato in Galilea? E ce ne sono stati altri dieci. Chiunque abbia fatto il catechismo lo sa. Sarà che i nostri eroi erano troppo presi dall'enfasi e dal giubilo e hanno messo da parte il senno?


giovedì 14 marzo 2013

Misteri all'ombra der cupolone

Faccio una premessa. Per chi non l'avesse capito e per chi mi legge da poco: sono ateo. Farei volentieri a meno di papi, vescovi, cardinali, monsignori, eminenze, abati, abatini, diaconi, protodiaconi, pastori protestanti, ecc. Così come farei a meno di ayatollah, muezzin, imam oppure rabbini e compagnia bella. Come direste voi, so pure anticlericale.

Ecco perché non posso non fare a meno di notare come ci sia molta gente che per l'elezione di un papa gioisce, piange, si esalta. Tra i credenti cattolici c'è un comportamento strano tra prima dell'elezione del nuovo papa e il dopo. Prima tutti rimpiangono quello precedente, morto o vivo che sia. Dopo tutti se ne dimenticano e celebrano quello nuovo. Tutti. Anche chi voleva un altro, chi faceva letteralmente il tifo per uno e uno solo tra i cardinali. C'è qualcosa di strano in tutto ciò, credo che per i credenti sia un fatto mistico. Conosco molte persone che fino all'altro giorno affermavano di non avere alcun riguardo nei confronti dei prelati. Tante persone che pregano padre pio, la madonna, san francesco ecc. ma dicevano di non "credere" ai papi. Che poi non è che ci si debba credere. Il papa è in carne e ossa! Tante persone che dicevano "basta, la chiesa è piena di sozzure e pensano solo a magnà". Poi che succede? Viene eletto un papa e... tutto passa. Tutti diventano clericalisti.
E al credente non gli puoi dire niente, non puoi fargli notare chi era quella persona prima di diventare papa. Giammai. Il credente somiglia all'elettore che loda continuamente questo o quel politico (il riferimento ai berlusconiani è calzante). Quando venne eletto B16 io ero cattolico, non ero praticante ma a mio modo credevo. E mi emozionai molto quando quel vecchio si affacciò a salutare tutti. Anche se prima del conclave non mi piaceva, per altro solo per antipatia, mica per informazione. Dopo vidi un documento sul suo passato nella gioventù hitleriana e ci rimasi male. Mi dissi "non è possibile". Ecco, il credente non vuole vedere oltre l'apparenza. Lui guarda al bene della chiesa e quindi, se uno che sorride si affaccia al loggione dicendo qualche frase che ha trovato nelle canzoni di Gigi D'Alessio, va tutto bene.

Questo papa ha scelto come nome quello di un poveraccio, un disgraziato, un morto de fame. Il papa è un uno degli uomini più potenti del mondo. Ogni anno lo ior gli passa 50 milioni di euro così, senza aver fatto un cazzo. Però si chiama Francesco! E tutti so contenti.  Il papa viene preso molto sul serio da un miliardo e duecento milioni di cattolici. Ah, quella cifra non rispecchia tutti i veri credenti. Molti battezzati so diventati atei nel corso del tempo, come chi sta scrivendo. Altri semplicemente non gli importa 'na sega. Resta il fatto che il papa è una figura di riferimento per tantissime persone. Più di qualunque altro politico, più di qualunque altra figura carismatica. Ed è soprattutto per questo che il pontefice non dovrebbe dire quelle cazzate sull'aborto, sui gay, sulla famiglia. Su quelle cose che dice si rafforzano le idee di molti imbecilli e non di rado anche di persone socialmente pericolose. Naturalmente nessuno ha mai accusato pubblicamente il papa di istigare alla violenza. No, ci mancherebbe. Quello è un trattamento riservato alle guide spirituali islamiche; perché si sa che sono sempre peggio gli altri. Il papa è una persona buona, anche se ha appoggiato una dittatura, anche se dava la comunione a videla, anche se ritiene le donne inadatte agli incarichi politici. Io mi domando: che cavolo ne sa un uomo di chiesa di cosa è in grado o no di fare una donna? In questo le guide spirituali delle tre religioni monoteiste sono sincronizzate, come i relativi testi sacri d'altronde.  Come può parlare di famiglia un uomo di chiesa? Uno che, si presume, almeno da quando è diventato seminarista non ha più visto una tetta, un cazzo (eccetto il suo) o una coscia. Questo resta un mistero. Per i politici di casa nostra non c'è niente di strano, come ben sapete. Di ingerenze del vaticano nella politica italiana se ne parla meglio in altre sedi, in altri blog. I vescovi, i cardinali, il papa, il segretario di stato (che è il vero numero uno in fatto di politica) commentano ogni elezione. Hanno da dire la loro sulle amministrative, sulle provinciali, le regionali, i referendum, le politiche.  Questo non l'hai mai detto Gesù di Nazareth.

I vangeli non parlano di banche, di odio verso gli omosessuali, di disprezzo nei confronti delle donne. I vangeli, cioè le scritture che rappresentano l'essenza del cristianesimo, non parlano di donne inadatte a ricoprire ruoli. C'è una grande discrepanza tra i principi del cristianesimo e ciò che chi dovrebbe rappresentarlo sulla terra mette in pratica. Non venitemi a dire che tutti i cattolici sono dunque ignoranti. Non venitemi a dire che nessuno tra loro è aperto al confronto. Perché so che ci sono quelli che ragionano e che non si fidano delle apparenze. Mi viene in mente don Gallo, proprio un prete, che una volta in televisione ci ha spiegato che la costituzione italiana è quella di uno stato laico. Se no i politici se lo dimenticano. Quel Gallo che dice sempre "vorrei una chiesa povera, un papa povero".  Un' utopia.
La chiesa non fa niente per essere credibile e, direi, anche per essere rispettabile. Ma basta un nuovo vescovo di Roma e le passioni sopite si rianimano. Mistero della fede

giovedì 7 marzo 2013

La maschera

Il giorno in cui ti ho fatto la proposta, era la seconda volta che venivo a casa tua. C'ero già stato qualche mese prima. Mi ricordo che ero venuto con altre persone e ci avevi offerto un caffè, perché avevamo levato la neve dal tetto e dall'ingresso. Quel giorno invece ero solo e il tuo stupore, accompagnato da quel candido sorriso che adoravo, ti spinse a chiedermi solo con lo sguardo cosa ci facessi a casa tua. La tua gentilezza era invidiabile "ciao, accomodati!". Mi parlavi come se fossi un frequentatore assiduo della tua casa. Io ascoltavo. I dettagli della tua vita non m'interessavano però tutto quello che usciva dalla tua bocca era coinvolgente. Avresti anche potuto leggermi la ricetta di un medico o la lista della spesa, per me sarebbe stato come sentir declamare un'opera letteraria. Presi coscienza di dove mi trovavo e di cosa ero venuto a fare lì, quando smettesti di parlare. "Voglio scoparti". Il silenzio era rumoroso. Avevo lanciato l'amo nello stagno. Tu non te l'aspettavi. Avresti potuto dirmi che ero troppo piccolo per te, che potevi essere mia madre o al massimo la mia sorella maggiore. Avresti potuto dirmi che eri impegnata. Non l'hai fatto. Avevo capito pur senza essermi mai intrattenuto con te, di piacerti. L'avevo capito dagli sguardi. Se è vero che ogni uomo ha una parte femminile, vuol dire che ha anche il sesto senso. Non mi ero sbagliato. Tu non parlavi e non ti muovevi. Per me era il momento di tirare la lenza fuori dall'acqua. "Te lo volevo dire da molto tempo. Scusami se ti creo un fastidio ma non potevo rimanere così. Se vuoi che me ne vada..." non feci in tempo a finire quella frase perché lei si avvicinò, mi prese entrambe le mani tirandomi verso il suo corpo. Il bacio fu la naturale conseguenza. La più spontanea date le circostanze. Ero lì con te, la donna che desideravo da tempo, la donna per cui spesso mi ero domandato se fossi abbastanza colto e raffinato. Ti avevo immaginata più volte mentre ti fottevo in situazioni che erano in totale antitesi con quello che aveva rappresentato per me il tuo sguardo. Così pudico. Volevo che sotto sotto ci fosse qualcosa di torbido. E lo cercavo infilandoti la mano nelle mutande. Più mi spingevo oltre, più tu perdevi ogni remora a far si che diventassi la tua bestia. Quegli istanti spazzavano via tutto quello che avevo costruito nel mio cervello. Era tutto più eccitante, più sporco. Ho perduto la ragione percorrendo, gustando, maltrattando il tuo corpo.

E quando, alla fine del caos, ti ho vista con il volto pieno di sperma, non ho potuto fare altro che ammirare la tua perfezione. Ed il mio capolavoro. Ero tornato lucido. "Quando torni?" - "Non so..." e il tuo sguardo implorava spiegazioni che non avevo in mente. "La prossima volta che avrò bisogno di svuotare i miei coglioni. Forse tra mezz'ora."



sabato 9 febbraio 2013

Quattro soli a motore



Non sono molto bravo a recensire libri. Infatti questa non è una recensione. In primis perché ho notato che l'hanno fatto altri nella cosìddetta blogosfera e sicuramente tutti in modo eccelso. In secundis perché credo che parlare di quello che rappresenta un libro, sia in parte come sminuirlo o dargli troppo peso. Questa è una presentazione, per quei pochi tra voi che non sanno chi è l'autore. Dietro quel nome e cognome si nasconde uno dei blogger (perdonami, so che 'sta parola sembra un prodotto dolciario della bassa baviera) più eclettici ed ellittici che la rete conosca. Mi fregio del titolo di essere tra i suoi seguaci più accaniti. Credo per altro che dovrebbe scrivere di più sul blog. D'altronde se va a presentare il libro in ogni dove non è che possa sdoppiarsi. Non è mica Beppe Grillo, che fa due post al giorno pur comiziando in ogni piazza.
zio scriba ha uno stile tutto suo e ne va fiero. Volevo leggere il libro prima di tutto per capire se lo stile da scrittore fosse diverso da quello che ha nel blog. Per fortuna è lo stesso. E così riesce a raccontare la fine di un'infanzia e il "quasi" inizio di un'adolescenza esattamente come se scrivesse uno dei suoi tanti post. La differenza sta nel fatto che qui si tratta di quasi 300 pagine ovvero mille e mille parole. Eppure il libro fa ridere dall'inizio alla fine. Fa riflettere dall'inizio alla fine. E non mancano le palpitazioni. C'è tutto quel che ci dovrebbe essere in un buon libro. Complimenti anche all'editore, che evidentemente non è un censore. Il linguaggio edulcorato sarebbe lontano anni luce dal signor Pezzoli. Il libro si acquista facilmente e si legge ancora più facilmente. Non l'ha scritto un professorone che deve usare mille giri di parole, l'ha scritto uno di noi. Questa è una delle sensazioni che ho provato. Tra l'altro una cosa che mi è piaciuta molto è di essermi rivisto in tanti episodi dell'infanzia del protagonista nonostante la mia sia stata due decenni dopo. In fondo i bambini sono sempre gli stessi.


A dottrina venivamo atterriti con la colpa e l'eterno castigo. Prendevamo coscienza delle fiamme dell'inferno che attendevano le nostre soffici epidermidi peccatrici. Venivamo spaventati con storielle macabre spacciate per vere. Come quella del prete dubbioso sul fatto che l'ostia consacrata fosse effettivamente il corpo di Cristo, e allora durante una Messa questo novello santommaso aveva addentato l'ostia, e quella si era messa a sanguinare. Ce le inculcavano così bene, queste sciocchezze, che quando una mia compagna impertinente, la stessa che s'era già guadagnata due millenni di purgatorio chiedendo se anche "Dio carota" o "Dio piede" fossero da considerarsi tecnicamente delle bestemmie, osò domandare: " Non è che magari s'era morso un labbro?" , la poverina venne fulminata dai nostri sguardi cattivi ancora prima e più intensamente che da quello della Superiora. La quale una volta, una delle primissime, arrivò a raccontarci questo: che San Gregorio in persona aveva visto precipitare all'inferno un bambinetto di cinque anni. S'era macchiato di blasfemia e purtroppo era morto all'istante: il suo primo e ultimo peccato grave. Dulcis in fundo, la Superiora, don Gioele, la De Ropp, perfino la maestra Piera, consigliavano i film che noi bambini dovevamo assolutamente vedere in tv. Fra questi il più atroce, rivoltante spauracchio che mi sia mai capitato di dover sorbire: un cupo filmaccio biblico sull' Esodo, pieno di uomini barbuti che non aspettavano altro che accoppare a pietre in faccia altri uomini barbuti, se appena questi facevano un peccato. E poi, tutto quel Dio Padre. Padre! Una parola che per me grondava già di per sé prepotenza e castigo. Non si poteva fare Dio Madre? Ma se l'apparato religioso mi aveva reso debole, se aveva fatto di me una pecorella, se aveva delupizzato il lupo che ero facendone un Lupo de Lupis, il lupo buonino e sfigato dei cartoni, nessuna figura di quello stesso apparato si sognava di forire protezione alle giovani pecorelle insidiate dai veri lupi a due zampe.






Ps la canzone è quella che mi è venuta in mente, soprattutto per il video, leggendo alcuni passi del libro. Ora devo ammettere che mi fa un certo effetto vederlo nella mia libreria, tra I Promessi Sposi di Manzoni e La Sacra Bibbia di autori vari; anche perché io leggo Nicola Pezzoli ma vedo zio scriba.


domenica 20 gennaio 2013

Le cose che il porno mi ha insegnato

1) Le donne portano sempre i tacchi alti a letto
2) Gli uomini ce l'hanno sempre duro e pronto all'uso
3) Se una donna, mentre si masturba, vede uno sconosciuto che la osserva, non si mette a urlare anzi lo invita a fare sesso con lei.
4) Le donne hanno sempre il sorriso mentre succhiano i cazzi
5) Più hanno lo sperma in faccia e più sono contente
6) Le ragazze che  fanno sesso con uomini di mezza età sono sempre entusiaste.
7) Quelle tette sono reali.
8) Una comune pratica sessuale maschile è quella di prendere il cazzo in mano e sbatterlo sulle natiche della donna.
9) Tutti gli uomini dicono "oh yeah" quando eiaculano
10) Se gli uomini sono due, si danno il cinque tranquillamente e la donna non ne rimane disgustata.
11) Gli uomini asiatici non esistono
12) Per la donna un uomo che sta dieci secondi a leccargliela è più che soddisfacente
13) La doppia penetrazione rende le donne sorridenti
14) Le dottoresse succhiano regolarmente i cazzi dei loro pazienti
15) Quando un uomo sta dietro a una donna riesce a farla eccitare dandole schiaffi sul culo
16) Le donne hanno sempre l'orgasmo in sintonia con l'uomo
17) Tutte le donne sono rumorose
18) Gli omini hanno il fisico di Schwarzenegger dei bei tempi.
19) C'è una trama!
20) Qualcuno è sfacciatamente fortunato e letteralmente lo sbatte in faccia ad altre persone

giovedì 17 gennaio 2013

Di cosa si discerne

Mi rendo conto di quanto il genere umano possa arrivare in basso solo quando leggo le statistiche, tramite quel meraviglioso strumento che è Gugol-analitixxx, in merito alle parole che portano gli internauti qui. Siete caduti, siamo caduti molto in basso. Però c'è di peggio.
Ho fatto un elenco prendendo le cose più strambe e l'ho diviso in categorie, spero vi piaccia il tutto.

Amanti dell' horror:
- Barbara D'Urso pompa
- troia scopata dai barboni
- bimbaminkia sborra

Sistema Naturae:
- come radersi l aiuola
- cicciolina e il cavallo
- pene cavallo pornostar
- cannolo simbolo fallico
- pene verro

Santo Natale & Co:
- Befana porno
- babba natale porno
- babbe natale nude
- pompino befana
- porno presepe
- muschio presepe
- natale erotico
- natale porno
- buon natale di merda

Nonsense:
- youporno penetrazioni botiglie
- hetrombano
- donne folletti e gnomi come fare un pompino
- xat il buco del culo
- sesso anale femminile raggi x
- forse sono io che oggi sono strano avrei bisogno di qualcuno che mi prendesse per la mano
- stimolante sessualeergo rex

Assurde:
- mamme ingravidate dai figli
- tette infilzano palle
- culi spaziali
- scopo ergo sum
- culo che parla da solo

Vip:
- come è diventata famosa la arcuri
- pamea anderson sborrata
- mi masturbo su elena santarelli
- foto alba parietti scopata


spontaneità

Classici:
- tette in faccia
- tettone in faccia
- sbatti tette
- gli mette le tette in faccia
- mi mette le tette in faccia
- quasi mi mette le tette in faccia
- ragazzina fa una pompa
- moriremo il 21 dicembre
- cugina trombare
- fantastiche fanciulle nude
- tettone famose

Esotica:
- troia polacca scopata
- tette georgiana

Originalità:
- chiappe stilizzate
- sborra nel bicchiere
-signora in coito

Avarizia:
- youporn giochetti proibiti video gratis
- figa minorenne sverginata accesso gratis
- mangia merda

Empatia:
- sborrata e felice
- sborra amica
- massima sulle checche oscar wilde
- tettone con turgidi capezzoli succhiati da uomini

Ho lasciato per ultima (e non per importanza) una frase che merita il premio speciale Cazzeggio 2.0 e anche un'ovazione. Una perla che, come dicono quelli bravi, è fuori categoria:

ALGASIV PROBLEMI DI DEGLUTIZIONE







martedì 15 gennaio 2013

Per gli speleologi è grottesco

Film del 2005 diretto da Neil Marshall, rappresenta un'eccezione per i miei gusti in fatto di cinematografia. Gli horror mi scocciano, li trovo banali e spesso poco paurosi (soprattutto quelli pieni di sangue), il che significa quello che può essere un film comico quando non ti fa ridere. Però The Descent mi è piaciuto molto. Il film inizia con una scena tranquilla. Tre amiche che fanno rafting in un fiume del nord America, mentre il marito di una di loro (Sarah) le guarda assieme al figlio. Al ritorno un assurdo incidente provoca la morte del marito e del figlio di Sarah. La trama riprende un anno dopo, quando la donna convinta dalle sue amiche Juno e Beth, parte per una spedizione in una grotta. Con loro altre tre speleologhe. La grotta si trova sui monti Catskill, nello stato di New York. Passato l'iniziale stupore per la bellezza della grotta, le sei donne si trovano molto presto a fare i conti con dei problemi. Nel passaggio lungo uno stretto cunicolo Sarah viene presa da un attacco di panico e rimane indietro. Beth torna indietro per aiutarla ma una frana chiude il passaggio dal quale erano venute. Le ragazze discutono su cosa fare, i dati della guida cartacea non sono esatti e Juno svela a tutte le altre di non sapere cosa fare perché la grotta era inesplorata fino al loro arrivo. Le altre vanno su tutte le furie e Sarah percepisce degli strani rumori. Il suo stato d'animo la porta ad avere visioni del passato e dell'incidente che le ha sconvolto la vita. La luce del fosforo inganna una delle ragazze, Holly, che credendo di aver trovato un punto d'uscita si mette a correre. Ma è solo luce di fosfati che riflettono sulle rocce, dato che si trovano a centinaia di metri sotto il suolo. Holly scivola in una buca e si rompe una gamba. Le altre scendono per aiutarla ma Sarah nota con la sua torcia una sagoma che sembra quella di un uomo, a pochi metri da loro. Nessuna le crede e dopo aver preso in spalla Holly tutte ripartono alla ricerca di un'uscita. Arrivate in uno spazio più ampio anche le altre avventuriere si accorgono che c'è qualcosa che non va e con le luci notano molte creature. Sembrano umani ma non hanno capelli, non parlano, emettono solo strani suoni. Attaccano il gruppo di donne che ormai fuggono in tutte le direzioni. Una ragazza viene subito uccisa mentre Juno riesce a difendersi con la piccozza. A un tratto però, ascoltando dei passi dietro di lei si volta e nella totale oscurità colpisce Beth che cade al suolo trafitta. Le chiede aiuto ma Juno fugge. Due di loro scappano in una galleria a fondo cieco cercando di difendersi in ogni modo. A poco a poco capiscono che restando ferme hanno delle possibilità, poiché quegli strani esseri sono ciechi. Sarah ritrova Beth che le dice cosa è successo e la implora di essere uccisa. Così lei la finisce e poi si accascia cercando di vedere con una telecamera a infrarossi quello che succede. Davanti a lei resti umani e di altri animali. Sarah capisce che quelle creature cacciano con gli ultrasuoni. Juno si unisce alle altre due che vogliono andar via il prima possibile ma prima devono cercare la loro compagna. Dopo aver visto Holly esser divorata, Sarah riesce ad accendere un fuoco su un pezzo di legno e si allontana uccidendo tutte le creature che la attaccano. Quando riesce a ricongiungersi con le amiche, gli spiega cosa ha scoperto. Le superstiti cercano di trovare un'uscita ma due di loro vengono uccise dagli umanoidi. Rimangono solo Juno e Sarah, con quest'ultima ancora arrabbiata per la morte di Beth. Sarah ha perso le paure che aveva all'inizio e ferisce Juno ad una gamba, lasciandola in balia delle creature. Cercando di fuggire Sarah cade nel vuoto per qualche metro. Quando si risveglia vede la luce. Ce l'ha fatta: è fuori. Sale in macchina e parte ma durante una sosta vede l'immagine di Juno dietro di lei. Tutto si rivela un'illusione quando un attimo dopo si sveglia ancora nella grotta, al buio e senza via di scampo.


Perché mi è piaciuto il film. Intanto perché gli accorgimenti del regista non sono così scontati. I personaggi non sono i soliti dei film amerregani, non c'è banalità. Inoltre le creature che vivono decine se non centinaia di metri sotto terra sono ovviamente del tutto prive di vista, dato che evolutivamente sarebbe pure inutile. In tanti altri film ci sono esseri che vivono sotto terra ma ci vedono meglio di un falco pellegrino. Quindi il regista è stato bravo a rendere tutto più verosimile possibile. Tant'è vero che mi ha fatto riflettere: ma non è che quegli esseri esistono davvero? Degli esseri umani finiti in una grotta molto tempo fa, che con il tempo si sono adattati a vivere in quelle condizioni; oppure una variante del genere Homo. In tal caso spero di non incontrarli. Il film mi piace perché c'è pathos, la tensione non cala mai e soprattutto non c'è una scena che ti porta a esclamare "cazzo ma questo si vede che è finto!". In poche parole il regista, senza esagerare, c'è riuscito a far cagare sotto dalla paura un po' di persone. Infine devo dire che se questo film deve avere un messaggio destinato a chi lo guarda (o se preferite, una morale) in me ha lasciato un interrogativo. Le bestie sono quelle che ci divorano o siamo noi stessi?

domenica 6 gennaio 2013

Pensavo fosse una sorta di limonata, invece è distillato di mele

Homer è un ragazzo cresciuto in un orfanotrofio fondato dal dottor Larch, un medio che aiuta le donne che non hanno soldi per tenere figli, ad abortire. Homer, nonostante il nome, è un bravo figliuolo. Il  dottore vorrebbe che lui seguisse le sue "orme"  diventando medico ma il ragazzo ha altri progetti. Conosce due persone, un certo Wally e una certa Candy (che era andata ad abortire dal dottor Larch) i quali sono fidanzati. Wally offre a Homer un lavoro nell'azienza di famiglia che si occupa soprattutto della produzione del sidro. Homer fa amicizia con i negri stagionali che lavorano lì, tra cui il signor Rose e sua figlia Rose Rose (la fantasia degli autori amerregani). Homer fa amicizia soprattutto con Candy, rimasta sola dopo che Wally è partito per la guerra. Candy da sola non ci può stare e così Homer se ne innamora (?) e se la ingroppa. Passa il tempo, il dottor Larch manda lettere al suo diletto per farlo tornare in ospedale e gli fa pure un falso diploma da medico. Homer non ne vuole sapere, ormai è cotto e rimane a fare il sidro. Un giorno scopre che Rose Rose è stata violentata e ingravidata da suo padre, il signor Rose.  Il clima si fa teso, Candy viene a sapere che Wally è precipitato con il suo aereo a Rangoon e ha perso l'uso delle gambe. Homer riesce a fare il medico, per una volta nella vita, facendo abortire Rose e il giorno dopo il padre i uccide. Come se non bastasse, Candy morsa dai sensi di colpa (o dal senso per il sussidio) decide di tornar da Wally quando questi torna in patria. Homer viene a sapere che il dottor Larch è morto. Rimasto senza amici e senza nemici, decide di tornare nll'ospedale in cui era cresciuto.


Un buon film, escludendo i particolari seguenti: non si capisce dove è ambientato, Homer ha studiato medicina senza ottenere titoli o non l'ha studiata proprio? Inoltre non ho capito per quale guerra è partito Wally.

Perché ho parlato di questo film? So che ve lo state chiedendo. Io l'ho visto ieri sera e anche mia zia, che oggi mi ha detto "Quando l'ho visto ho pensato a te, perché il protagonista è buono, calmo, preparato e non alza la voce." Meno male che non è per la faccia da pesce lesso di Tobey Maguire (Homer). Poi ha aggiunto "e trova sempre la zoccola che lo frega!" La "zoccola" del film è Charlize Theron


una da cui mi farei fregare volentieri

mercoledì 2 gennaio 2013

Saldi

Sono tornati. Anche quest'anno? Eh ma pure di più. In calabria, basilicata e un'altra regione del sud oggi c'è stato l'inizio della stagione dei saldi. Già. Stagione. Ormai la durata dei saldi si allunga sempre di più. Non c'è più quel gusto di una volta, con le file chilometriche perché gli sconti duravano 10-15 giorni. Tutti quanti se la prendono comoda, fanno finta di non avere i soldi neanche per i saldi!
Oggi passeggiavo tranquillo nel centro commerciale e notavo un cartello "saldi dal 5 gennaio al 5 marzo". Porca miseria.  Da quand'ero bambino (cioè pochi anni fa) ad oggi, è cambiato molto. Molti negozi però gli sconti pesanti li fanno già. Del resto li facevano pure a luglio o a ottobre ma questo non ditelo agli inviati dei programmi d'inchiesta. Loro devono sempre trovà i casi umani. Che bello trovare il nostro gran MADE IN ITALY salvo poi venire a sapere che è prodotto e confezionato da cinesi sottopagati che vivono e lavorano in una stamberga. Per cui non capisco proprio quei brutti stronzi che dicono "io la robbbbba fatta in Cina non la compro." Secondo me lavorano in condizioni migliori i cinesi in Cina rispetto a quelli in Italia. O no?
Passerà qualche anno e ci troveremo ad avere a che fare con i saldi tutto l'anno. Sta crisi è una moda. Si, è trendy.

Arriverà un altro 8 marzo. Tutti si ricorderanno di festeggiare le donne. Proprio tutti, anche quelli che le maltrattano.
Arriverà un'altra maledetta pasqua con annessa "pasquetta" (e il diminutivo non ha nulla a che fare con le magnate colossali)..
Arriverà un'altra festa dei lavoratori, nel paese la cui costituzione si fonda sul lavoro che non c'è.
Arriverà un'altra festa della repubblica, che diventa sempre di più meritevole della dicitura "delle banane since 1946".
Soprattutto arriveranno altre elezioni, il nuovo governo, nuove tasse, nuove rotture di coglioni.
A volte rimpiango la mancata fine del mondo.