martedì 15 gennaio 2013

Per gli speleologi è grottesco

Film del 2005 diretto da Neil Marshall, rappresenta un'eccezione per i miei gusti in fatto di cinematografia. Gli horror mi scocciano, li trovo banali e spesso poco paurosi (soprattutto quelli pieni di sangue), il che significa quello che può essere un film comico quando non ti fa ridere. Però The Descent mi è piaciuto molto. Il film inizia con una scena tranquilla. Tre amiche che fanno rafting in un fiume del nord America, mentre il marito di una di loro (Sarah) le guarda assieme al figlio. Al ritorno un assurdo incidente provoca la morte del marito e del figlio di Sarah. La trama riprende un anno dopo, quando la donna convinta dalle sue amiche Juno e Beth, parte per una spedizione in una grotta. Con loro altre tre speleologhe. La grotta si trova sui monti Catskill, nello stato di New York. Passato l'iniziale stupore per la bellezza della grotta, le sei donne si trovano molto presto a fare i conti con dei problemi. Nel passaggio lungo uno stretto cunicolo Sarah viene presa da un attacco di panico e rimane indietro. Beth torna indietro per aiutarla ma una frana chiude il passaggio dal quale erano venute. Le ragazze discutono su cosa fare, i dati della guida cartacea non sono esatti e Juno svela a tutte le altre di non sapere cosa fare perché la grotta era inesplorata fino al loro arrivo. Le altre vanno su tutte le furie e Sarah percepisce degli strani rumori. Il suo stato d'animo la porta ad avere visioni del passato e dell'incidente che le ha sconvolto la vita. La luce del fosforo inganna una delle ragazze, Holly, che credendo di aver trovato un punto d'uscita si mette a correre. Ma è solo luce di fosfati che riflettono sulle rocce, dato che si trovano a centinaia di metri sotto il suolo. Holly scivola in una buca e si rompe una gamba. Le altre scendono per aiutarla ma Sarah nota con la sua torcia una sagoma che sembra quella di un uomo, a pochi metri da loro. Nessuna le crede e dopo aver preso in spalla Holly tutte ripartono alla ricerca di un'uscita. Arrivate in uno spazio più ampio anche le altre avventuriere si accorgono che c'è qualcosa che non va e con le luci notano molte creature. Sembrano umani ma non hanno capelli, non parlano, emettono solo strani suoni. Attaccano il gruppo di donne che ormai fuggono in tutte le direzioni. Una ragazza viene subito uccisa mentre Juno riesce a difendersi con la piccozza. A un tratto però, ascoltando dei passi dietro di lei si volta e nella totale oscurità colpisce Beth che cade al suolo trafitta. Le chiede aiuto ma Juno fugge. Due di loro scappano in una galleria a fondo cieco cercando di difendersi in ogni modo. A poco a poco capiscono che restando ferme hanno delle possibilità, poiché quegli strani esseri sono ciechi. Sarah ritrova Beth che le dice cosa è successo e la implora di essere uccisa. Così lei la finisce e poi si accascia cercando di vedere con una telecamera a infrarossi quello che succede. Davanti a lei resti umani e di altri animali. Sarah capisce che quelle creature cacciano con gli ultrasuoni. Juno si unisce alle altre due che vogliono andar via il prima possibile ma prima devono cercare la loro compagna. Dopo aver visto Holly esser divorata, Sarah riesce ad accendere un fuoco su un pezzo di legno e si allontana uccidendo tutte le creature che la attaccano. Quando riesce a ricongiungersi con le amiche, gli spiega cosa ha scoperto. Le superstiti cercano di trovare un'uscita ma due di loro vengono uccise dagli umanoidi. Rimangono solo Juno e Sarah, con quest'ultima ancora arrabbiata per la morte di Beth. Sarah ha perso le paure che aveva all'inizio e ferisce Juno ad una gamba, lasciandola in balia delle creature. Cercando di fuggire Sarah cade nel vuoto per qualche metro. Quando si risveglia vede la luce. Ce l'ha fatta: è fuori. Sale in macchina e parte ma durante una sosta vede l'immagine di Juno dietro di lei. Tutto si rivela un'illusione quando un attimo dopo si sveglia ancora nella grotta, al buio e senza via di scampo.


Perché mi è piaciuto il film. Intanto perché gli accorgimenti del regista non sono così scontati. I personaggi non sono i soliti dei film amerregani, non c'è banalità. Inoltre le creature che vivono decine se non centinaia di metri sotto terra sono ovviamente del tutto prive di vista, dato che evolutivamente sarebbe pure inutile. In tanti altri film ci sono esseri che vivono sotto terra ma ci vedono meglio di un falco pellegrino. Quindi il regista è stato bravo a rendere tutto più verosimile possibile. Tant'è vero che mi ha fatto riflettere: ma non è che quegli esseri esistono davvero? Degli esseri umani finiti in una grotta molto tempo fa, che con il tempo si sono adattati a vivere in quelle condizioni; oppure una variante del genere Homo. In tal caso spero di non incontrarli. Il film mi piace perché c'è pathos, la tensione non cala mai e soprattutto non c'è una scena che ti porta a esclamare "cazzo ma questo si vede che è finto!". In poche parole il regista, senza esagerare, c'è riuscito a far cagare sotto dalla paura un po' di persone. Infine devo dire che se questo film deve avere un messaggio destinato a chi lo guarda (o se preferite, una morale) in me ha lasciato un interrogativo. Le bestie sono quelle che ci divorano o siamo noi stessi?

4 commenti:

  1. pensavo fosse la solita stronzata invece anche a me è piaciuto un sacco,oltre ad essere fatto bene trovo interessante l'analisi sui rapporti umani che ne scaturisce,consigliato!

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  2. Penny Black: pensa che io l'ho visto su Rai Movie e mi è piaciuto nonostante l'introduzione di Dario Argento!

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    1. anche io l'ho visto lì e Dario Argento mi pare parecchio rimbambito e fuorviante; a parte che non critica mai nessun film neanche di striscio come se fossero tutti capolavori assoluti e poi su 30 frasi ne termina sì e no una!!

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  3. io invece non l'ho visto, ma me ne pento
    mi incuriosisce vedere l'aspetto degli umanoidi,
    quelli che emarginati dalla società dei consumi per 2 o 3 generazioni, non potranno più evolvere per mancanza di mezzi tecnologlci e per sfuggire allo struttamento degli umani saranno costretti a nascondersi nelle caverne, nelle foreste, nelle miniere di carbone abbandonate del sulcis

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