martedì 30 luglio 2013

Gli sguardi inutili

Ieri sera sono stato molto vicino all'assistere a un incidente automobilistico in diretta. Stavo andando alla fermata dell' autobus a riprendere mio padre e, proprio pochi metri prima, c'era una macchina mezza accartocciata con un casino di gente assiepata lungo la strada. Tant'è che avevo pensato a un tamponamento a catena o qualcosa di simile. L' ambulanza è arrivata poco dopo e in quel momento ho visto una persona stesa sull'asfalto. Erano quasi le 23 quindi non si capiva molto bene. Quello che ho visto dopo però, mi ha sconcertato. L'auto è andata a finire contro il bordo in cemento di un' aiuola spartitraffico (che era tutto rotto) portandosi appresso pure un cartello stradale. Era pieno di sbirri e vigili del fuoco. Rottami ovunque. Fin qui nulla di strano. Starete pensando: ma che cazzo, questo ci racconta uno scenario che manco studio aperto...

Nella mezzora in cui sono rimasto lì, nel parcheggio di un hotel (per chi è passato da L'Aquila si chiama Amiternum) ho ascoltato diverse versioni. C'era chi sosteneva che fosse una ragazza quella a terra, che veniva troppo veloce "ma va!!". Chi diceva che non doveva aver visto lo spartitraffico "ma va!!". Che se non vedi un coso del genere, in una zona molto illuminata, devi stare parecchio "sballato" o non dovresti guidare... A un certo punto arriva una coppia. Lei avrà avuto 18 anni, lui pure di meno. Mi chiedono "c'è stato un incidente?" più retorica di quella non so dove potevano andarla a pescare. Io "una ragazza pare con una cabrio... c'è un pezzo di cemento sulla strada... non ne so molto". E pure loro si sono avvicinati al luogo dove stavano decine di persone. E a quel punto ho capito. Che razza di orrore era. Non quello che era capitato alla ragazza (di cui si sa poco, solo che è in prognosi riservata).  L'orrore erano quel gruppo di persone che stavano lì non per aiutare ma per guardare. E ho sentito pure delle risate. Ora non so se un marziano fosse sceso ieri sul pianeta terra proprio a L'Aquila cosa avrebbe fatto. Ma so che ho provato un senso di vergogna. Perché io sono umano come loro. E non vorrei essere contagiato da quella curiosità morbosa. La gente non ha un cazzo da fare.

lunedì 29 luglio 2013

Quesiti esistenziali

Quando ascolto una donna dire che le donne sono tutte zoccole, mi sento uno stupido. Uno che non ha capito niente. è che non afferro il motivo per il quale le donne debbano "farsi la guerra" tra loro. Perché semplificare anzi generalizzare su un argomento così vasto e pieno di sfumature? Perché, soprattutto, se poi si accusa il genere maschile di essere superficiale?
Io non ho mai sentito un uomo dire gli uomini sono tutti porci. O no?

lunedì 22 luglio 2013

La nomenclatura

è il giorno in cui una nidiata di pettirossi prende il volo per la prima volta. Uno dopo l'altro seguono la madre librandosi in aria. Rimane attardato il più piccolo. Ancora troppo impacciato. Cade giù dal nido e si ritrova nel sottobosco.  Chiama la madre insistentemente ma il suo cinguettio resta inascoltato. Così decide di incamminarsi tra gli arbusti. Dopo un po' incontra un grosso animale, si ferma e quello gli chiede "chi sei?" - "sono il pettirosso, e tu?". "Io sono il cane lupo" gli risponde, e lui sbalordito fa "eh no, o sei un cane o sei un lupo". "Mio padre era un cane e mia madre una lupa. Io sono il cane lupo". L'uccellino resta perplesso ma riprende il suo cammino. Passa un po' di tempo e, da un fiumiciattolo vede uscire la testa di un pesce. Quest' ultimo gli chiede "tu chi sei?" "Sono il pettirosso. E tu?" "Io sono la trota salmonata." "Eh no, tu non me la racconti giusta. O sei la trota o sei il salmone." L' altro gli risponde "mia madre era una trota, mio padre era un salmone. Io sono la trota salmonata." L'uccellino resta ancora una volta perplesso ma riprende la sua marcia.
Dopo un po' su una foglia vede un insetto, che gli chiede "e tu chi sei?" "Sono il pettirosso. Tu?" "Sono la zanzara tigre" "Ma vaffanculo!"

giovedì 18 luglio 2013

post demenziale per una notizia demenziale

I contratti prematrimoniali non sono una novità assoluta. Io sono almeno dieci anni che ne sento parlare. Roba tra gente che se lo può permettere. Però ci sono clausole e clausole. E alcune sono davvero curiose. L' anno scorso si è sposato Zuckerberg (che per comodità qui chiamerò Zuck) con una certa Priscilla Chan.


Nel contratto c'è una clausola voluta proprio dalla signora: sesso almeno una volta a settimana e cento minuti di "qualità" ogni sette giorni. Tralascio il discorso dei cento minuti di qualità; chissà che vuol dire... qualità del sesso? La signora pretende poco a mio avviso. Sesso almeno una volta alla settimana per una coppia giovane (lui 26 o 27 anni, lei credo uguale) è decisamente sotto il minimo sindacale!
Il messaggio che ha voluto lanciare a Zuck è questo: va bene pensare all' hardware ma ogni tanto concentrati anche sull' hard... e non quello di youjizz. Quindi tutti voi, perché so che il 99% sta su facebook, non lamentatevi se cambiano le impostazioni della privacy o dei "mi piace". è che Zuck
ci sta dando dentro e ogni tanto si distrae dai suoi impegni aziendali. Tra fatturare ed eiaculare forse preferisce la seconda.



venerdì 5 luglio 2013

Chi c'è davanti al monitor

Il fatto di essere nell'anonimato quasi totale, su siti come blogger, rende spontaneo credo in tutti noi la voglia di capire chi scrive. Com'è è fatto. Se magro, grasso, brutto, bello, alto, basso. C'è chi riese a capire com'è fatta fisicamente una persona, solo leggendo ciò che scrive. O ameno chi millanta di saperlo fare. Ma ci sono interrogativi più profondi che spesso sfuggono. Ad esempio, voi ci avete mai pensato se per caso tra i followers ci sia qualche disabile? La risposta è nella maggior parte dei casi: no. Si vogliono evitare certe cose. Dai siamo su internet, non conta il fisico contano solo le parole. Però io è da un po' di tempo che ci penso se tra i miei lettori (magari anche tra chi commenta più
 spesso) ci sia qualche disabile. Fino ad ora ne ho conosciuto solo uno che lo dichiarasse apertamente, tant'è vero che il suo blog era proprio dedicato alla lotta per i diritti dei disabili. Ma è probabile che ci sia qualcuno che, giustamente poiché agisce in piena libertà, non voglia farlo sapere. Oggi i ciechi possono scrivere con una tastiera. Possono leggere. I sordi, pensateci bene, scrivono perfettamente. Anche quelli che hanno subito amputazioni o disabili costretti a stare fermi su un letto. Io ci penso, vuoi perché ho a che fare in famiglia con disabilità di diverso tipo, vuoi perché vedo che aumentano con il passare del tempo. Oggi per fortuna anche una persona completamente cieca può esprimersi grazie a internet come qualsiasi altro essere umano. Questo penso che sia il più bel progresso di internet. Ma in un paese come il nostro, in cui per altro le connessioni veloci scarseggiano, il wi-fi manco per il cavolo... chi è che pensa all'eventualità di relazionarsi con un portatore di handicap?

Siamo il paese in cui queste persone (che sono tante) sono fuori dal fantomatico mercato del lavoro, non hanno accesso ai mezzi pubblici, trovano ovunque le leggendarie barriere architettoniche. A quanti può interessare se qualcuno di loro si mette in relazione con gli altri attraverso un blog? A me, per esempio. A me interessa. Perché è bello sapere che ci sono persone con una grande forza, persone che non perdono la voglia di comunicare.