lunedì 28 ottobre 2013

l'involontaria comicità dei burocrati

Pochi giorni fa è arrivata una bolletta, che è al 50% TARSU del 2012 e al 50% acconto TARES del 2013. La tarsu sarebbe la vecchia tassa dei rifiuti solidi urbani: de che? La monnezza! Quella per cui lo stato italiano è stato condannato dall' unione europea (nelle bollette per anni e anni c'è stata messa un' IVA spropositata) a pagare una lauta somma poi convertita in sangue umano. Il governo di Mario Mountains ha abolito la tarsu e introdotto il tares. I criteri non li ho capiti. Doveva partire in estate ma il governo di paperoga letta ha rinviato, poi con un abile colpo di spugna il tares è stato eliminato. Al suo posto dal prossimo anno ci sarà la TRISE che, correggetemi se siete dipendenti comunali e/o se ci avete capito di più, comprenderà TARI e TASI. Lasciamo perdere il fatto che 'sti nomi mi ricordano i cartoni animati che guardavo da piccolo (chi ha visto Holly e Benji mi comprenderà!), resta il fatto che non si preannuncia nulla di divertente. Nella lettera che il comune mi ha mandato c'è scritto che l'altra parte del tares arriverà (ma quando non si sa) sotto forma di conguaglio. Conguaglio è un termine che associo a  formigoni. Deve arrivare ancora la tarsu del 2009-2010-2011 perché dopo il terremoto era stata sospesa. In pratica l'anno prossimo c'è chi pagherà la vecchia tarsu, la nuova-vecchia tares e la trise che comprende la vecchia imu, che a sua volta deriva dalla stra-vecchia ici e, appunto i rifiuti. L'obiettivo di chi pensa questi nomi è non farci capire un cazzo. E non ci capisce niente pure chi le leggi le fa. Ma loro le tasse non le pagano o se le fanno pagare da qualcuno.

martedì 22 ottobre 2013

Tanto oro quanto pesa

Pare che ieri l'altro da fabio strazio sia stato ospite un certo Maradona. Proprio el pibe de oro. Il più grande calciatore di tutti i tempi. Dopo Pelè? Prima di Messi? Lui l'ex tossico, che era quasi morto di overdose da cocaina pochi anni fa. Lui che da allenatore dell' Argentina è passato alla storia per aver perso 4 a 0 contro la Germania ai mondiali. Lui che deve al fisco italiano molti soldi. Lo dice equitalia. Difatti l'altra sera allo stadio olimpico, mentre assisteva a Roma - Napoli poteva pure essere arrestato! I finanzieri però non potevano scovarlo: non si notava con tutte quelle telecamere addosso!!! Fazio ha deciso di invitarlo in prima serata, così magari poteva essere individuato più facilmente. Invece niente. Se l'è scampata. E ha pure detto "io non sono un evasore": così... davanti a qualche milione di telespettatori, giusto per non farci mancare niente. Per altro ospite dopo fitto (un altro con una condanna alle spalle). Ma a maradona in fondo si può perdonare tutto, non è mica berlusconi! Eppure io non capisco perché anche i miei soldi vadano a finire in programmi come quello di fazio, dove capitano cose assurde. Come lo specificare che l'ospite non lo pagavano. Ah bene, è pure benefattore! In fondo è un bravo cristiano, cita sempre l'altissimo.  C'aveva pure la maglia con il crocefisso. Ci sono due pesi e due misure anche da quelli che fanno i programmi su rai tre. Ma se uno che deve dare allo stato fior di milioni di euro, può essere ospitato in prima serata, perché non ci proviamo anche noi? A chi non è mai capitato di dimenticare di pagare una bolletta oppure pagarla con due giorni di ritardo, e ricevere quei simpatici solletici se non addirittura le buste verdi e/o ingiunzioni? Oppure quanta gente che aspetta una pensione da quattro soldi e gli scrive l'inps che, siccome hanno sbagliato a fare i calcoli, deve caccià 100 euro in cinque rate da 20 prima di ricevere la pensione? Tra di voi c'è sicuramente chi ha avuto letterine da equitalia o da società di riscossione tributi. E allora scrivete, scriviamo a fazio. Ce la darà una prima serata, a noi che per pochi soldi lo stato voleva farci la pelle, per dire "io non sono un evasore" ?

domenica 20 ottobre 2013

Parole soltanto parole?

Ci sono persone che pensano che le parole non siano molto importanti. Che i fatti contino di più, o che contino soltanto quelli. Per cui vale la regola che puoi dire quello che ti pare, tanto poi ti comporti in un modo che non c'entra nulla con ciò che dici e va bene lo stesso. Io non sono tra queste persone. Penso che le parole siano veramente importanti. E che a quest'ultime debbano seguire delle azioni che ne siano la logica conseguenza o, se preferite, la "messa in pratica". Perché è vero che ci sono situazioni in cui delle parole non vanno prese sul serio: quante volte vi sarà capitato di dire a qualcuno con cui eravate incazzati "ti ammazzo"? Non era di certo perché volevate ucciderlo. Nei momenti di rabbia può capitare di dire cose che non rispecchiano ciò che vogliamo fare. Come nei momenti in cui scherziamo. E sto parlando di quando si è sobri (per le parole dette sotto l'effetto di sbornie il discorso è diverso). Però fatte queste dovute eccezioni io credo che le parole abbiano un peso importante nella nostra vita. Le parole possono essere pungenti, sarcastiche, amare, eccitanti. Le frasi possono essere taglienti, oppure soavi, tristi, euforiche. Tutto dipende da come stiamo e da cosa pensiamo. Perché quello che diciamo deve corrispondere a ciò che davvero ci passa per la testa. O per il cuore. O per gli organi genitali. Se una persona mi dice "ti denuncio" io penso che lo faccia perché mi vuole denunciare. Non perché pensa di potermi fare agitare. Lo stesso discorso vale nella sfera intima. Quando ho detto "ti amo" a una persona, ogni volta che mi è capitato, era perché me lo sentivo dentro. Non perché volessi ottenere qualcosa in cambio. Così, se una persona mi dice "ti voglio scopare" io sono portato a credere che lo dica perché le piaccio da morire e perché mi desidera. Anche se magari per un solo istante. Ma è quello l'attimo che fa la differenza. Poi alle parole, come detto sopra, bisogna dare un seguito. Ci vuole una prova che ciò che io dico corrisponda a ciò che penso e che voglio. Altrimenti le parole non avrebbero alcun senso e si potrebbe dire qualsiasi cosa, anche "io cartello stradale gita a Hong Kong" ma non farebbe lo stesso effetto.
Io non faccio questo ragionamento perché penso di avere la verità in tasca. Tutt'altro. Sono pieno di dubbi e di curiosità. Ogni giorno mi domando se sto nel giusto o se sono gli altri (quelli di cui sopra) ad avere ragione. Soltanto penso che le parole prima di essere sputate dalle nostre bocche, devono essere mature e non intendo stagionate. Per altro abbiamo una lingua bellissima e adatta a certi ambiti. Usiamola per bene.



mercoledì 9 ottobre 2013

Lampedusa calling

Se ne parlerà ancora per un po'.  Diciamo giusto il tempo di far consumare due kg di fazzoletti all'italiano medio. Il quale si emoziona per molto meno. Poi i media torneranno a parlare delle solite minchiate. Non dovete stupirvi della commozione di napolitano. Badate bene che è lo stesso che ha firmato quel decreto.... che stabilisce una cosa talmente stupida da poter essere pensata solo da qualche mezza calzetta: il "clandestino" è un criminale. Di questo il popolo se ne accorge solo ora, eppure la legge è in vigore da 5 anni. Chissà quanti ne sono morti in cinque anni.
Non stupitevi della gara al cordoglio e della gara a chi la spara più grossa. Ormai c'è poco da stupirsi in questo sciagurato paese. Ci sarebbe da stupirsi invece, pensando al fatto che tante persone (perché prima di essere eritrei, somali, tunisini oppure extracomunitari sono soprattutto delle persone) vogliano ancora venire in Italia. Si dirà che molti di loro qui vorrebbero solo essere di passaggio. Chiamali fessi. Quelli se ne vanno in Svizzera, Francia, Belgio, Germania e altri paesi sicuramente più civili e dove c'è il lavoro. Il problema è che molti vengono in Italia per restarci. Io ci ho pensato parecchio su quale fosse il motivo che li portasse anche oggi a venire qui. Il motivo è quello che vedono in televisione. Nel nord Africa, dove comunque tutti devono passare, guardano i programmi italiani. La televisione commerciale propone il grande fratello. Un programma in cui basta fare l'imbecille per vincere milioni e avere un futuro assicurato con contratti di lusso. Ma i programmi in cui si fanno soldi facilmente sono anche altri e perfino sulla tv pubblica. Che idea si fanno quelle persone che sono disperate, che muoiono letteralmente di fame? Pensano che in Italia sia facile fare soldi senza faticare. Pensano che qui vada tutto bene. Perché quello che raccontano in tv non ha affinità con la vita reale. Quando sento quei professoroni che ciarlano della deriva della tv commerciale propinando sempre la solita tiritera ossia che ce stanno troppe donne scoperte, penso: ok. è vero che è esagerato. Ma si può dire che in tv viene quasi esclusivamente promosso il furbo che è anche ignorante peggio di una capra? Posso dire che quei programmi sono una forma di istigazione al suicidio? Si, perché se vieni qui partendo con molte speranze e poi scopri che siamo pieni di pezzenti e di paraculi, credo che ti venga pure la voglia di farla finita. Di dire: ma chi me l'ha fatto fare. Se quei programmi fossero visibili solo in Italia il discorso sarebbe diverso.Gli immigrati lo sanno che per legge noi italiani siamo autorizzati a sparargli contro per non farli sbarcare? Ovviamente no. Perché questo non è argomento di discussione nella "casa", nei quiz, nel gioco dei pacchi (quanto lo odio quello). Mi da fastidio e non sapete quanto che tutti gli pseudo intellettuali che in questi giorni  si sganasciano le mascelle per dire la loro su quanto accaduto pochi giorni fa, tutti senza esclusioni, non hanno proprio neanche per l'anticamera del cervello il pensiero che quelle persone che hanno provato, provano e proveranno a venire in Italia per rimanerci siano attratte da false promesse, da falsi modelli. Alla fine per lor signori è sempre comodo dire che vengono qui "per il cibo buono" oppure per "l'ospitalità" e altre corbellerie banali che più banali non si può. Io conosco nel mio paese diverse persone venute da tanti posti del mondo. Ex repubbliche slave, Russia, nord africa e con quelli cui ho avuto occasione di parlare, chiedendogli come mai fossero venuti proprio in Italia, tutti rispondono "perché vedevamo la televisione italiana dove c'era la bella vita".
Se la televisione nostrana fosse più veritiera, forse avremmo meno sbarchi e meno salamelecchi verso i patriarchi delle varie chiese che hanno perso "fratelli" in mare.