domenica 27 dicembre 2015

I grandi classici del cinema che non ho mai visto (e me ne vergogno)

Di solito nei blog si fanno le liste di quello che ci piace o di quello che abbiamo fatto. Per esempio si fa una lista dei film preferiti. Troppo facile. Io ho avuto un'idea... no troppo facile pure questo. Pensavo fosse un'idea mia poi mi sono accorto che in rete circola da un bel po'. Io la trovai nel blog Pensieri Cannibali.
E così l'ho fatta anche io: i grandi classici che non ho mai visto ma che vorrei vedere. Ho notato che mancano soprattutto i pezzi forti del neorealismo italiano.




 Casablanca - Via col vento
Questi lì ho accoppiati perché hanno più o meno la stessa età e sono interpretati dai mostri sacri di Hollywood. Il primo non l'ho mai visto e del secondo solo qualche scena di sfuggita. Non mi attraggono i classiconi che durano un'eternità però questi ho promesso a me stesso che li vedrò.

 La Cociara - Ladri di biciclette- Sciuscià
Che dire su questi tre capolavori di De Sica? Niente, perché non li ho mai visti. Da recuperare assolutamente

 Roma città aperta
Questo film in cui la Magnani dicono sia stata perfetta e da Oscar (premio che ha vinto molti anni dopo per un film americano) è tra i più citati del nostro cinema. Una perla di Rossellini che mi manca.

La strada - Otto e 1/2 - La dolce vita
So che molti staranno pensando "coooosa?! Non ha mai visto "La dolce vita"?! " Lo so. è come quando incontrate qualcuno che vi dice "non mangio la pastasciutta". Strano vero? A me fa quell' effetto che fa a voi uno che non ha mai visto il film simbolo del nostro cinema e di un'epoca. Ne ho visti solo alcuni spezzoni ma prima o poi ce la farò a vederlo tutto! Gli altri e due grandi film di Fellini mi sono totalmente sconosciuti.

 Il postino suona sempre due volte
Qui i postini non suonano più e sbagliano a imbucare le lettere. Ne ho visto pochi spezzoni ma mi manca.

Pasolini
Questa è una grande lacuna. Pasolini mi manca sia a livello letterario (fatta eccezione per Ragazzi di vita) che a livello cinematografico. Ho visto solo spezzoni di alcuni film come Mamma Roma- Decameron. L'unico che ho visto intero è I racconti di Canterbury. Voglio assolutamente vedere Uccellacci e Uccellini e Teorema.

 Qualcuno volò sul nido del cuculo
Io non c'ho volato. E ci volerò.

 Novecento
Giusto per rimanere in tema di filmografia italiana.

 La stangata
E dire che di questa commedia ho anche il vhs, quella cosa strana che andava in quegli aggeggi strani chiamati videoregistratori.

 James Dean
Di questa leggenda cinematografica non ho mai visto bulla. Non che siano molti i film, in fondo stiamo parlando di tre pellicole. Gioventù bruciata - Il gigante- La valle dell' Eden. Però non può esserci essere umano dotato di comfort tecnologici che non abbia visto almeno un film con James Dean. Sfido a trovarlo.

 Il buio oltre la siepe
Di questo film credo di aver visto, e non chiedetemi perché, gli ultimi 10 minuti. Me ne mancano solo 119!

Spartacus
Ne hanno fatti tremila. Io sto parlando di "quello" Spartacus. Di Stanley Kubrick.



venerdì 25 dicembre 2015

La storia la fanno i vincitori ma soprattutto chi ce li racconta

In una parola, se ben ricordate, si allude al fatto che al mondo esistono certi individui i quali possono... cioè, non è che possano soltanto, ma hanno pieno diritto di compiere ogni specie di iniquità e di delitti, e la legge per loro, è come se non fosse mai stata scritta.” Raskòlnikov sorrise a quella voluta deformazione del suo pensiero. “Come? Ma che dite? Diritto al delitto? Forse perché ‘l’ambiente corrompe’?” s’informò Razumíchin addirittura sgomento. “No, no, non proprio per questo,” rispose Porfirij. “Nel suo articolo tutto sta nel fatto che gli uomini si dividono in ‘ordinari’ e ‘straordinari’. Quelli ordinari, devono vivere nell’obbedienza e non hanno diritto di violare la legge, perché essi, vedete un po’, sono appunto ordinari. Quelli straordinari, invece, hanno il diritto di compiere delitti d’ogni specie e di violare in tutti i modi la legge, per il semplice fatto d’essere straordinari. È questo che voi dite, se non mi sbaglio?” “Come sarebbe? Non può essere!” borbottava Razumíchin interdetto. Raskòlnikov sorrise di nuovo. Aveva capito subito come stavano le cose e dove volevano portarlo; e ricordava il suo articolo. Decise di accettare la sfida. “Quel che dice il mio articolo non è precisamente questo,” prese a dire in tono semplice e modesto. “D’altronde, riconosco che ne avete esposto il contenuto quasi fedelmente e perfino, se volete, del tutto fedelmente...” era come se gli facesse piacere ammettere quest’ultima possibilità. “L’unica differenza è che io non sostengo affatto che gli uomini straordinari debbano necessariamente o siano costretti a compiere iniquità d’ogni specie, come voi dite. Fra l’altro, credo che un articolo del genere non l’avrebbero nemmeno lasciato pubblicare. Io ho semplicemente formulato l’ipotesi che un uomo ‘straordinario’ abbia il diritto... non un diritto ufficiale, beninteso... di permettere alla propria coscienza di scavalcare certi... certi ostacoli, e ciò esclusivamente nel caso in cui l’esecuzione di un suo progetto (talvolta, magari, salutare per l’intera umanità) lo richieda. Voi avete detto che il mio articolo è poco esplicito; sono pronto a chiarirvelo per quanto posso. Forse non sbaglio nel supporre che è appunto ciò che desiderate. Bene, ecco qua. Secondo me, se per un insieme di circostanze le scoperte di Keplero o di Newton non avessero potuto esser rese note agli uomini se non mediante il sacrificio della vita di una, dieci, cento o piú persone, che a tali scoperte si fossero opposte o che, comunque, fossero state di ostacolo sul loro cammino, ebbene, essi avrebbero avuto il diritto, e perfino il dovere... di eliminare queste dieci o cento persone, per far conoscere le loro scoperte a tutta l’umanità. Da ciò, tuttavia, non deriva che Newton avesse il diritto di uccidere chiunque gli fosse saltato in mente di uccidere, a destra e a sinistra, o di rubare ogni giorno al mercato. Piú avanti nel mio articolo, a quel che ricordo, io formulo l’idea che tutti... be’, diciamo, se non altro i legislatori e i fondatori della società umana, a partire dai piú antichi sino ai vari Licurgo, Solone, Maometto, Napoleone e via discorrendo, tutti sino all’ultimo siano stati dei delinquenti, già per il semplice fatto che ponendo una nuova legge, per ciò stesso infrangevano la legge antica, venerata dalla società e trasmessa dai padri; inoltre, certamente non si arrestarono nemmeno dinanzi al sangue, quando il sangue (talora del tutto innocente, e valorosamente versato in difesa della legge antica) poté essere loro d’aiuto. Vale anzi la pena di osservare che la maggior parte di questi benefattori e fondatori della società umano furono dei terribili spargitori di sangue. Insomma, io dimostro che tutti gli uomini, e non solamente i grandi, ma anche quelli che escono sia pur di poco dalla comune carreggiata, che sono cioè, in qualche misura, capaci di dire qualcosa di nuovo, devono immancabilmente, per la loro stesso natura, essere (piú o meno, s’intende) dei criminali. Altrimenti sarebbe loro difficile uscire dalla carreggiata, nella quale non possono acconsentire a rimanere non solo a causa della loro natura, ma anche, secondo me, per senso del dovere. In una parola, vedete da voi che sin qui non c’è davvero nulla di particolarmente nuovo. Tutte cose già stampate e lette infinite volte. Quanto poi alla mia divisione degli uomini in ordinari e straordinari, devo ammettere che è un po’ arbitraria: ma non è che io insista su una delimitazione precisa. Mi limito a credere nella mia idea fondamentale; cioè appunto che gli uomini, per legge di natura, generalmente si dividono in due categorie: una inferiore che è quella degli uomini ordinari, cioè, per cosí dire, materiali che serve unicamente a procreare altri individui simili, e un’altra che è quella degli uomini veri e propri, i quali, cioè, hanno il dono o il talento di dire, in seno al loro ambiente, una parola nuova. Esistono, si capisce, infinite sfumature, ma i tratti caratteristici delle due categorie sono abbastanza netti: la prima categoria, vale a dire il ‘materiale’, è composta in linea di massima da persone per loro natura conservatrici e per bene, che vivono nell’obbedienza e amano obbedire. Secondo me, costoro hanno anche il dovere di essere obbedienti, perché questo è il loro compito e non v’è in esso assolutamente nulla di umiliante per loro. Quelli della seconda categoria, invece, violano tutti la legge, sono dei distruttori, o per lo meno sono portati ad esserlo, a seconda delle loro attitudini. I delitti di questi uomini, naturalmente, sono relativi e assai disparati: per lo piú essi chiedono, con le formule piú svariate, la distruzione del presente in nome di qualcosa di meglio. Ma se a uno di loro occorre, per realizzare la sua idea, passare anche sopra un cadavere, sopra il sangue, secondo me egli, nel suo intimo, in coscienza, può permettersi di farlo: ciò, notate bene, a seconda anche dell’idea e della sua importanza. Ed è soltanto in questo senso che nel mio articolo io parlo di un loro diritto a delinquere. (Se ben ricordate, eravamo partiti da una questione giuridica). Del resto, non è il caso di allarmarsi troppo: quasi mai la massa riconosce loro questo diritto, ma dal piú al meno li fa giustiziare e impiccare, e con ciò assolve in modo perfettamente giusto la propria missione conservatrice. Senonché, poi, nelle generazioni seguenti questa stessa massa colloca i giustiziati sul piedistallo e, dal piú al meno, si inchina davanti a loro. La prima categoria è signora del presente, la seconda dell’avvenire. I primi conservano il mondo e lo moltiplicano numericamente, i secondi fanno avanzare il mondo e lo guidano verso la meta. Sia gli uni sia gli altri hanno uguale diritto ad esistere. Per farla breve, per me tutti hanno pari diritto... e vive la guerre éternelle – fino alla Nuova Gerusalemme, s’intende!”

Da "Delitto e Castigo" di Fedor M. Dostoevskij - 1866

Mi ha colpito molto questo passaggio del grande romanzo di Dostoevskij. Ci ho riflettuto a lungo, perché anche se è stato scritto centocinquanta anni fa sembra un'opera nuova di zecca.  Questa teoria di Raskolnikov coincide con quello che la storia ci racconta.
Sappiamo tutti che Giulio Cesare è stato uno statista, un conquistatore straordinario, un uomo saggio che ha lasciato tracce di sé le quali resteranno fin quando esisterà la razza umana. Eppure è lo stesso uomo che non ha esitato nell'uccidere i suoi oppositori, nel fare una propaganda totalmente rivolta ad esaltare le sue presunte qualità e i suoi meriti, un uomo autoproclamatosi dittatore. Oggi sarebbe considerato un pazzo guerrafondaio e il consiglio di sicurezza dell' onu approverebbe una risoluzione per fermarlo. La storia ce lo descrive come un grande uomo.
Per restare a Roma cosa dire di Ottaviano Augusto, da molti considerato il più grande imperatore (sicuramente il più "furbo" nell'uso della propaganda, delle immagini di se stesso, uno che se ci fossero stati i social network chissà cosa avrebbe potuto fare!) Uno dei suoi primi passi appena conquistato il potere fu quello di sterminare i nemici romani, quelli che riteneva più scomodi.  Oggi la storia lo esalta quasi al pari di Cesare.
E Gengis Khan? L'impero più vasto mai esistito fu creato da quest'uomo nato con il nome di Temugin in un piccolissimo villaggio mongolo sperduto non si sa dove. Un impero creato con il sangue di migliaia di persone. Anche lui è per gli storici un grande uomo, un saggio. Di condottieri e capi di stato c'è  un elenco senza fine:  Ramses, Alessandro Magno, Riccardo cuor di leone, Pietro il grande, Saladino, Carlo Magno, ecc...
Tutti grandi della storia che hanno compiuto stragi e che spesso non hanno esitato ad uccidere i propri parenti più stretti. Persone che si sono poste al dì sopra della legge per crearne una su misura esclusivamente per loro. Voglio dire che siano l'equivalente di Stalin, Saddam, Pinochet? Questo naturalmente spetta agli storici.
Questo discorso vale anche per altri personaggi. Prendiamone uno tra gli esploratori: Francis Drake.
Un navigatore eccezionale, un eroe ardimentoso. Il primo navigatore inglese a circumnavigare il globo, autore di un'impresa impensabile a quei tempi. Un uomo che ha giustiziato senza processo chi aveva osato fargli qualche appunto sul suo modo di navigare e comandare la ciurma. Oggi considerato un uomo straordinario, tant'è vero che è l'eroe nazionale inglese sul quale esistono delle filastrocche per bambini.
Ho parlato di persone che hanno commesso ingiustizie, talvolta atrocità non concesse alle persone comuni (quelle che Raskolnikov definisce ordinarie). Persone che la storia ci descrive come grandi condottieri, conquistatori, statisti. Prendiamo un personaggio dal mondo dell' arte: qualcuno può obiettare sulle qualità delle opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio? Credo proprio di no. Io stesso, nel mio piccolo, lo reputo il più straordinario pittore che abbiamo avuto. E chissà in quanti condividono, anche tra gli edotti in materia, il mio pensiero. Eppure Caravaggio era un folle. Autore di numerosi crimini, è stato varie volte in carcere, ha persino commesso un omicidio per futili motivi.
Ma era il Caravaggio. Perché la storia oggi sembra aver accantonato i lati oscuri di tutti questi grandi uomini? Ci sono due motivi. Il primo è che ogni epoca e ogni società ha i propri usi e costumi, ha una diversa concezione della vita e della morte.  Non possiamo paragonare i nostri valori con quelli del medioevo in Europa o con quelli dell' antico Egitto giusto per fare un esempio. Il secondo motivo è che con il passare del tempo anche la storia dimentica. Mettendo in risalto ciò che c'è di buono o spesso di eccezionale rispetto a quelli che vengono considerati (ormai col passare del tempo) peccati minori fatti in nome di qualcosa di più alto perché vogliamo convincerci che sia stato sempre così. E allora chi ci dice che tra cento, duecento o trecento anni la storia non celebri Hitler, Ciausescu, Bin Laden come grandi uomini che hanno sbagliato nel fare qualche errore di valutazione per una causa più nobile?
Ai posteri l'ardua sentenza.







lunedì 21 dicembre 2015

Anticipazioni sul discorso di fine anno del presidente della repubblica Sergio Mattarella

Io non dormo più. Il giorno non faccio altro che pensarci. Cosa cavolo dirà Mattarella nel discorso di fine anno? Il suo predecessore era il campione di lancio del monito, numerosi sono stati i suoi accorati appelli nell'ordine:
ai giovani
al lavoro per i giovani
alla coesione nazionale
all'unità nazionale
alla solidarietà per i nostri marò
e potrei continuare per quindici anni ma sarebbe lo stesso. Bisogna ammettere che lo schermo lo bucava, mettici pure qualche lacrima e il pubblico restava in visibilio. Poi naturalmente tutti i moniti cadevano nel vuoto ma lui ci provava. E Mattarella? Un presidente più anonimo non si poteva trovarlo. Infatti pure chi l'ha eletto non sapeva chi fosse. Lui le dice un po' di cose ma in modo sommesso, troppo sommesso. Quindi di cosa potrebbe parlare per resuscitare dal torpore milioni di connazionali intenti a sbranare il cotechino?
Potrebbe parlare dell'espresso italiano che lo hanno bevuto pure gli astronauti. Potrebbe parlare del desiderio di maternità di Michelle Unziker che vuole il quarto figlio. Potrebbe parlare dell'esonero di Mourinho?

Io mi sono permesso di stilare una lista di cose che potrebbe dire per non passare inosservato e inascoltato. Accetto altre dritte e chi dovesse indovinarne qualcuna vince... bé non vince un fico secco


- Quest'anno come tutti gli anni scorsi aumenta il costo dei pedaggi autostradali. Ma che ve lo dico a fare tanto lo sapevate già. Vabbeh c'o provato.

- Quest'anno scendono i prezzi di elettricità e gas. Ah era così pure gli altri anni, dice il corazziere, ma solo a chiacchiere.

- Quest'anno va a finire che lo scudetto lo vince un'altra volta la juve. Gobbi del ca**o!

- Cominciano i saldi.

- Ancora non mi abituo a questo stanzone buffo. Lo sapete che una volta qui c'era il re e prima ancora il papa? Ma certo, ve l'hanno insegnato alla scuola materna.

- Com'è il cotechino? Buono? Ai miei tempi si mangiava solo la buccia delle lenticchie.

- Non ho preparato il discorso perché il calamaio s'è rotto e a Roma stasera non c'è nessun rivenditore di calamai che si degni di lavorare.

- Brindate solo con acqua gassata e non dimenticate di spegnere il riscaldamento quando andate a letto.

- Carina la nuova stagione di Masterchef. Io tifo Cannavacciuolo.








martedì 24 novembre 2015

Sono triste. Oggi è morto il mio cane. Non era un cane qualsiasi e a parole mi riesce difficile spiegare perché. Dico solo che mi ha aiutato a superare quello che probabilmente è stato il periodo più buio della mia vita. Aveva quattordici anni e io ne avevo quasi quattordici quando l'abbiamo comprato. Ho un grande rimpianto per come l'ho trattato. Un giorno di tanti anni fa mi morse. Non ho mai capito cosa gli sia scattato nella testa ma so che dovetti curarmi per diversi giorni con un antibiotico e che mi procurò una ferita profonda. Per un po' di tempo non ebbi più il coraggio di portarlo fuori. Passarono pochi mesi da quello spiacevole episodio e un bel giorno aggredì un mio vicino di casa, fortuna volle che lo tenevo al guinzaglio (non come fanno molti cretini qui che lasciano i cani tutto il giorno in balia delle automobili) e mantenni una presa forte altrimenti sarebbero stati guai. Da quel giorno capimmo che non poteva uscire più. Tra l'altro, dietro c'è una storia di un addestramento completamente sbagliato, ma questa è veramente un' altra storia. Non ce la sentimmo di farlo sopprimere, gli volevamo troppo bene. Fu così che da allora è rimasto in un recinto, per anni. Un recinto spazioso, con il giardino, non un box da 2x2. Ma era pur sempre una reclusione. Per non farlo uccidere lo abbiamo fatto vivere in carcere. Questo è un grande rimpianto. Pochi mesi fa le sue condizioni sono peggiorate senza preavviso. Camminava molto male. Poi è arrivata la displasia che purtroppo colpisce molti cani e mettici l'età, mettici le condizioni non eccellenti in cui era tenuto... ha passato gli ultimi quattro giorni a strillare per il dolore. Ma non riusciva neanche a strillare, però mi ha fatto capire con lo sguardo che stava male. Oggi è morto.

Questo evento mi ha fatto scoprire che il servizio veterinario dell' asl non si occupa dell' interramento dei cani. Io devo solo comunicare il numero di microchip. Allora che cosa te li fanno mettere a fare i microchip? Se poi quando muore puoi buttarli dove ti pare? Non è così, è ovvio, però io ho visto cose che fanno rabbrividire. La sepoltura sarà molto ardua...
Mi ricordo un particolare del mio cane. Quando lo portavo a passeggio aveva il vizio di prendere in bocca delle pietre. Grosse. Quelle che noi chiamiamo "cantoni". Era capace di trasportarle per kilometri. Voglio ricordarlo così.


domenica 1 novembre 2015

Altri matti - per la serie "il tetto al contante"

Ieri ero in gioielleria. Giuro che quello che scrivo è assolutamente vero per quanto assurdo. Avevo finito con gli acquisti. Entra un ragazzo, più o meno dell' età mia forse qualche anno in più. Dice al gioielliere e ad alta voce "devo fare un regalo a una ragazza ma senza spendere troppo, massimo quindici-venti euro."



venerdì 30 ottobre 2015

Vegetariani di tutto il mondo unitevi!

L' organizzazione mondiale della sanità dice che le carni rosse lavorate fanno male e addirittura provocano il cancro come le sigarette. Gli oncologi smentiscono subito. Ma come, gli oncologi?
Hanno bisogno di gente ammalata di tumori, se no come fanno a campare?! Resta il fatto che l' oms si contraddice perché mentre afferma che le carni di lavorazione industriale sono cancerogene (ormai penso che lo sappiano pure i bambini di due anni) dice anche che quelle non lavorate e quelle bianche, comprese le carni dei grandi allevamenti, fanno bene. A me sembra molto strano.
Meno male che c'è la ministra lorenzin-a quella che con il diploma di liceo classico fa le leggi in materia di sanità (...) la quale interviene prontamente per dire che ha sguinzagliato una squadra di luminari che indagheranno sul presunto falso allarme. Gli esseri umani mangiano la carne sin dalla notte dei tempi. La mangiavano cruda. L' evoluzione è andata avanti lo stesso e oggi stiamo a parlare del cancro. La verità è che andiamo contro natura, perché tra i primati siamo gli unici a mangiare la carne. Tutti i primati comprese le scimmie antropomorfe (quelle che condividono il 98-99 per cento di DNA con noi) mangiano esclusivamente vegetali e talvolta insetti. Andiamo contro natura anche per altri aspetti: ad esempio siamo gli unici mammiferi a bere il latte da adulti!

Io la carne non la mangio volentieri e sto cercando da un po' di tempo di farla sparire dalla mia dieta. Non perché me l'abbia detto l'oemmesse o la nasa. Adesso tutti si fanno prendere dalla psicosi e nessuno va a comprare la carne. Poi tra qualche mese, passata la "tempesta mediatica", le macellerie saranno piene di disperati. Il popolo è suscettibile a quello che sente-vede in tv. Chi è che pensa con la propria testa? La carne fa male tutta, anche quella del vecchietto che alleva con i metodi tradizionali.  Mi ricordo dagli studi fatti in materia di industrie di trasformazione che il professore ci disse "l'animale prima di essere macellato non deve subire stress" e perché? Perché nei muscoli si sviluppa il glicogeno (una sostanza prodotta anche dai nostri muscoli) che può essere dannoso per la salute di chi si ciba di carne. Ma io mi chiedo come possa un animale non essere stressato se sa che sta per morire?
Sono stato in un allevamento industriale di maiali a ciclo completo (dalla nascita alla macellazione). Lasciando perdere gli strilli che ho sentito, ricordo che il responsabile della macellazione mi disse che i maiali sanno che stanno per morire quando entrano in un nastro trasportatore molto stretto da cui non possono scappare, prima che un addetto gli scarichi la corrente elettrica dalle tempie per stordirli. Poi lo sgozzamento conclude il massacro. Gli animali subiscono un grande stress, perché sono intelligenti e capiscono cosa accade a loro e ai vicini. Io ho visto tutto questo e mi sento un cretino quando mangio la carne.

Ora l'allarme è sulla carne rossa, pochi anni fa era su quella bianca (vi ricordate lo spauracchio "aviaria"?), prima la carne dei bovini malati del cosiddetto morbo della mucca pazza, causato dai mangimi a base di carne. Come non ricordare l'allarme sul pesce alla diossina...
Tra poco sarà la volta dei cereali. Perché se è vero che la carne fa male, se è vero che il pesce fa male perché i mari sono inquinati, chissà quante schifezze si trovano nei campi e soprattutto nelle grandi distese di monocolture. Quelle che uccidono la biodiversità.  I pesticidi sparsi per decenni nell'aria e nei terreni, le sostanze cancerogene che chissà quante volte abbiamo ingerito senza saperlo. I concimi prodotti nelle industrie chimiche. Per finire con l'inquinamento. Le grandi aziende che producono montagne di schifezze che non si vedono!  Quando qualcuno farà uno sgambetto a chi non può essere toccato, scoppierà lo scandalo e nessuno andrà più ai mercati della frutta e verdura. è tutto a comando. Per il resto del tempo possiamo fare finta di niente. Il progresso ha portato innovazioni utili ma quante di queste lo sono davvero? La filiera dei controlli funziona o così ci dicono, salvo poi scoprire tonnellate di cibo marcio venduto per buono o di prima scelta. L' organizzazione mondiale della sanità è una finzione, è solo fumo dietro al quale si nascondono gruppi di potere politico ma in particolar modo finanziario.








domenica 4 ottobre 2015

Milingo più Milingo uguale due Milinghi

Un sacerdote che tra l'altro era un pezzo grosso in Vaticano dice di essere gay e la chiesa lo caccia subito. Io non capisco perché abbia fatto questo "coming out" al di là delle dichiarazioni iniziali. Forse si è accorto che la chiesa è sessista, che è ingiusta? In questo caso complimenti per il tempismo.
Il punto è un altro: l' ipocrisia e il due pesi-due misure della chiesa. Con chi si professa omosessuale sono molto celeri anzi sbrigativi nel metterlo alla berlina. Nei riguardi di chi si professa innamorato di una donna o viene scoperto di avere un figlio cosa fa? I tempi sono molto più lunghi ovviamente. Basti pensare al caso di Milingo (comunque un eroe oltre che un gran paraculo) colui il quale osò sfidare sua santità GP2. Io conosco diversi preti che hanno avuto storie con donne. Conosco uno che è andato "in pensione" da poco e aveva più di novant'anni. S'è fatto diverse case, ha avuto delle relazioni e pure un figlio che ovviamente sta piazzato in qualche posto fisso da statale. La chiesa in questi casi come agisce? Nella maggior parte dei casi non fa niente. Quando prende l'iniziativa adotta una punizione severissima: il trasferimento. Tremate preti libidinosi!
Ma gli omosessuali proprio no. Quelli non si tollerano. Se la chiesa usasse la stessa mano pesante nei confronti dei pedofili, questi ultimi non ci sarebbero più. è ovvio che se uno decide di fare il prete sa a quali doveri va incontro. La castità è una grossa barzelletta. Il celibato è tra le più grandi stronzate nella storia della chiesa cattolica. Tra l'altro è qualcosa che va contro le scritture, perché non è scritto in nessuno testo "sacro" che i ministri di dio debbano astenersi da rapporti sessuali. Questo lo sa pure un lampione.
Ammesso tutto questo però, se tu decidi di fare il prete poi non puoi non svegliarti un giorno e dire che la chiesa è bigotta. Sei entrato in un sistema del quale eri consapevole fin dall' inizio.

domenica 27 settembre 2015

l' uomo è cacciatore

Pochi giorni fa ho ascoltato una conversazione tra una persona favorevole alla caccia e una persona contraria. La persona contraria accusava l'altra di fare una cosa non giusta ossia uccidere degli animali indifesi pur non avendo la necessità di cacciare. La persona favorevole alla caccia (ossia un cacciatore) rispondeva dicendo: è forse più giusto quello che fai tu che allevi i polli e li uccidi tutti? Io almeno agli uccelli lascio la possibilità di salvarsi. Questo era il succo di quello che si sono detti. La filosofia di pensiero di quel cacciatore è: io sparo a un tot di animali, molti li manco, tanti altri neanche li vedo, oggi ne uccido tre e magari per tre-quattro giorni non ne piglio neanche uno. Gli lascio la possibilità di sopravvivere. Mentre tu che allevi, gli animali alla fine li uccidi tutti senza possibilità di scampo.
Io sono contrario alla caccia e ho poca fiducia di chi gira armato (che abbia la divisa o il giubbotto catarifrangente non cambia), cerco di girare alla larga da queste persone. Però il cacciatore non ha tutti i torti. O sarebbe meglio dire che chi è contrario alla caccia non è coerente. In fondo quasi tutti mangiamo la carne di animali allevati che spesso vivono in condizioni abominevoli e lo sappiamo ma ce la mangiamo comunque. Ma ci fa schifo la caccia, perché alcuni animali secondo noi hanno più diritto di altri ad essere liberi. Questa è la verità. Siamo contrari alla caccia ma favorevoli alla pesca eppure sono due cose identiche. Siamo contrari alla caccia ma non facciamo una piega di fronte agli allevamenti intensivi e alle monocolture che annientano la biodiversità. E mi fermo qui, se no sembro uno di sinistraecologiaelibertà.

domenica 20 settembre 2015

Il tramonto del sor notaro?

Un recente disegno di legge che sembra possa diventare una legge a tutti gli effetti, stabilisce che per le compravendite di immobili ad uso non abitativo di valore fino a 100.000 euro non ci sarà bisogno dell' atto notarile. Si potrà fare tutto dall' avvocato. Quali sono gli immobili ad uso non abitativo e di valore inferiore a 100.000 euro? La maggior parte dei terreni, i fabbricati rurali, i garage, i magazzini, i box auto. Sarebbe una buona legge perché i notai sono una casta. Esistevano già al tempo di Dante Alighieri e sono rimasti sempre intoccabili. Per fare un atto notarile (anche il più "stupido" poniamo il caso del valore dell' immobile di 100 euro) ci vogliono almeno 2000 euro. Se ti dice bene tra tasse (imposta di registro e di bollo) e compenso del sor notaro. I notai guadagnano un sacco di soldi senza fare un cavolo. Hanno una grande responsabilità quando firmano un atto. Guadagnano sulla base di quanti atti fanno, per cui molti di loro non fanno i dovuti controlli. La cassa nazionale del notariato gli da un minimo di soldi al mese (e non stiamo parlando di social card) in caso non fossero in grado di fare atti. I notai sono intoccabili. Se qualcuno sbaglia è veramente raro che venga punito o radiato dall' albo. Ho esposto i pro ma adesso vediamo i contro.

Gli avvocati non sono stinchi di santo. La spesa sarebbe minore per un atto ma chi ci garantisce che l'avvocato abbia fatto le visure? I principi del foro di solito non capiscono un tubo di conservatoria e di catasto. Per cui le visure non le fanno. Se su un immobile gravano pesi, vincoli o ipoteche sono cazzi di chi acquista. Questo naturalmente favorirebbe la criminalità organizzata. Infine va detto che se passasse questa legge i visuristi non lavorerebbero più perché la maggior parte degli atti riguarda la tipologia di immobili di cui sopra. Posti di lavoro persi. E con il "jobs act" come la mettiamo?

venerdì 28 agosto 2015

Armi democratiche

Rifletto sul fatto che le recenti sparatorie negli stati uniti d' America hanno fatto tornare alla ribalta la questione delle armi. Nella più grande democrazia del mondo® chiunque può farti fuori se ha le palle girate. Basta avere un'arma da fuoco. Quante disgrazie accadono ogni giorno? Eppure pare che il presidente si stia battendo con tutte le forze che ha per far approvare al congresso una legge che vieti l'accesso alle armi da fuoco. Obama non l'ha fatto durante il primo mandato perché sapeva che avrebbe rischiato la seconda lezione! Ora che non ha più motivo di aver timore del voto, ci sta provando. Tuttavia pare che non basti la "volontà" (vera o presunta) di uno degli uomini più potenti del pianeta. Perché? Perché anche nel suo partito ci sono persone legate alle lobby del commercio delle armi. Voi avete inventato la bella regola che decide la maggioranza. Quindi se la maggioranza decide per una cosa totalmente anormale che succede? La accettate. Quani morti ammazzati ci vorranno prima che qualcosa cambi? L' America è un paese con molte libertà (se non hai la pelle scura) dove puoi essere ucciso da un pinco pallino qualunque che gira con un fucile a pallettoni. Un paese in cui non sei sicuro che i tuoi figli tornino vivi dalla scuola. Tutto questo grazie al progresso e alla democrazia.

Se invece ti ammazzano in Congo, tanto per fare un esempio, è perché quella è gente incivile che non conosce le regole democratiche. Non è forse così? Che differenza c'è tra gli stati uniti con tanto di bella costituzione e i paesi "del terzo mondo"? Nessuna. Conta solo la facciata. Cambia la facciata e cambia tutto. I trafficanti di armi gongolano.

domenica 14 giugno 2015

Giovanna tutta vernice (ovvero la versione di pubblicitaria di Giovanna tutta panna)

Sono tornati. E non sto parlando dei Beatles. Sono tornati i messaggi subliminali nelle pubblicità. Quelli che erano il pezzo forte di questo blog qualche anno fa. Come dite? Ah non se ne sono mai andati. Giustissimo! Però io ci ho fatto caso nelle ultime settimane. C'è uno spot che ogni giorno fa il giro di tutti i canali televisivi. Il personaggio principale è una certa Giovanna che fa un'operazione un tempo avvezza solo ai maschi e ora, vuoi il "progresso" o vuoi quel che ti pare, roba anche da femmine. Vernicia un cancello. Usa un tipo di vernice che non cola e si applica direttamente sulla ruggine. Ne avrei bisogno anch'io a casa, siccome ho dei cancelli che fanno piangere. Giovanna indossa una canottiera bianca che, come è noto, è l'ideale per tutti i verniciatori dal Manzanarre al Reno. Indossa dei jeans short e molto short. Ha gli scarponi che sembrano piuttosto dei lumberjack da 120 euro che scarpe da lavoro ma quantomeno i piedi non si sporcano. Non ha nessuna protezione, neppure i guanti. Intorno a lei ci son persone che cantano "brava Giovanna" e un ragazzo che la guarda come un bambino lasciato solo dalla mamma guarda il gelato al cioccolato. Giovanna vernicia senza macchiarsi e questo dovrebbero spiegarcelo quelli della Saratoga, visto che è più svestista di una modella in lingerie. La vernice è buona. Lei è brava e sorridente e mi ricorda la Giovanna di qualche anno fa che saliva le scale con il sedere scoperto per sponsorizzare il silicone della stessa azienda di cui sopra.

Soltanto che io vorrei capire come faccia a sporcarmi il corpo pure se indosso la tuta da palombaro mentre quella ragazza è più pulita di prima!

giovedì 30 aprile 2015

viuulenza!

Ancora non comincia l'expo e già i media parlano di black bloc.Sono immancabili. Per ogni "grande evento" che si rispetti, arrivano i fantomatici black bloc. Pericolosissimi. Spesso armati di salami, di striscioni o di uova. E ovviamente i magistrati già sono all'opera nel fare arresti preventivi. I ministri degli interni già promettono azioni severissime. Non sia mai che le azioni severissime vengano prese nei confronti di chi specula. C'era veramente bisogno di fare l'esposizione universale in un paese messo male come il nostro? Quanti terreni sono stati espropriati per fare opere che non serviranno a niente? Vorrei andarci a Milano per vedere la nuova città. Però ho paura dei black bloc. Potrei rimanere coinvolto in lanci di slogan. Di sicuro le forze dell'ordine hanno i manganelli caldi pronti all'uso. Ogni grande evento i media parlano di antagonisti e io mi ricordo di quando m'hanno spiegato che nei film c'è sempre il protagonista  l'antagonista, che di solito è un cattivone. Quindi quando sento 'sta parola comincio a tremare. Io credo che qualcosa di grosso accadrà in questi sei mesi. E non parlo della figura di merda che farà l' Italia per i padiglioni non finiti.

lunedì 13 aprile 2015

Chiudi gli occhi e guarda (sì, ma dopo aver letto il libro)

Lo zio cieco. La "storia" gay. L' amore per la cugina della serie non c'è cosa più divina. Gli elementi per vendere qualche copia in più ci sono tutti! Dopo Quattro soli a motore il caro vecchio zio scriba è tornato a parlarci di Corradino. E ormai 'sto ragazzino è entrato a far parte dei personaggi da ricordare con viva e vibrante soddisfazione. Lo stile dello scrittore è particolare ma così tanto che non so definirlo. Fatto sta che leggerei i suoi libri pure se fossero di duemila pagine. La lettura di Chiudi gli occhi e guarda è arrivata per il sottoscritto dopo Ulisse e prima di Dracula (quindi caro autore ritieniti fortunato, che nella mia libreria stai tra Joyce e Stoker).: perché? Perché c'hanno messo due settimane a spedirmelo. 

Credo che sia doveroso fare un po' di pubblicità al nostro (dico nostro perché ormai lo conoscete tutti) amico platonico Nicola Pezzoli. Come chi? Zio scriba! è nostro dovere e fonte di salvezza, in un'epoca di bruni vespa, paoli brosi, benedette parodi, marchi volo, barbare d'urso le cui "fatiche" sono reclamizzate in ogni dove. Se di scrittori come zio scriba ce ne fossero non dico mille ma almeno dieci, il nostro panorama letterario sarebbe tutt'altra cosa. Per ora ci accontentiamo perché lui tiene alta la bandiera!

E poi basta, compratelo e leggetelo.




mercoledì 25 febbraio 2015

Le trasmissioni (su blogger) si stanno per interrompere? Ma anche no.

Ieri sono venuto a sapere, come tutti voi, che dal 23 marzo non sarà possibile postare immagini di nudo o video sessualmente espliciti su blogger. Quello che mi sconcerta è che hanno deciso. Le immagini di nudità sono consentite se il contenuto è di pubblica utilità, ad esempio in un contesto artistico, didattico, documentario o scientifico.
Cosa vuol dire di pubblica utilità?  C'è un nudo che è di pubblica utilità e uno che non lo è? E se si, quale? Ci facciano qualche esempio, così uno poi si regola. E il nudo in un "contesto artistico"? Immagino che voglia dire tu fai un post in cui parli dei poeti ermetici nel mezzo ci metti una fica o un cazzo e quello è un contesto artistico. Giusto? E il contesto didattico, vogliamo parlarne? Fai un post sulla tabellina del nove e ci infili una foto di due persone che scopano.

Se il tuo blog contiene immagini o video di nudo sessualmente espliciti, diventerà privato dopo il 23 marzo 2015. Non verrà cancellato alcun contenuto, ma il contenuto privato potrà essere visto solo dal proprietario o dagli amministratori del blog e dalle persone con cui il proprietario ha condiviso il blog.
Io ho tolto la restrizione del contenuto per adulti da più di un anno e mezzo e il blog non è stato chiuso né mi è mai arrivato alcun avvertimento dalle alte sfere di blogger. Io ce li vedo questi mentre discutono cosa è osceno e cosa non lo è. Io non cancellerò niente dal blog. E non ho intenzione di avere un blog privato. Buona censura a tutti.

lunedì 19 gennaio 2015

L' animale che non vorrei essere qualora dovessi reincarnarmi: l'agnello

Io credo che vi sarà capitato che almeno una volta nella vita qualcuno vi abbia chiesto: se tu dovessi rinascere chi vorresti essere o quale animale vorresti essere? Perché c'è chi ci crede e non devi essere per forza induista. Io penso che come ci spiegano gli scienziati siamo fatti di molecole, per cui quando moriamo può darsi che qualcosa vada in cielo ma non perché c'è un essere divino che piglia tutto quello che trova. Le molecole vanno "dove capita" e quindi potremmo diventare un albero, un fungo, un animale oppure non lo so. Anche un virus? Beh inutile farsi le pippe mentali su questo. Io non so quale animale vorrei essere ma so, ad esempio, quale non vorrei essere. Non vorrei rinascere agnello. Non ho nulla contro gli ovini ma se nasci agnello rischi di vivere meno di un bruco! Gli agnelli sono stati sempre vittime sacrificali, praticamente di qualsiasi culto da quelli pagani alle religioni monoteiste. Li uccidevano i popoli nordici per gli dei norreni, gli antichi greci per gli dei dell' olimpo. E oggi gli agnelli sono sempre vittime da sacrificare in nome di un dio. La religione cristiana "agnello di dio che togli i peccati del mondo" dove l'agnello rappresenta Gesù che si è sacrificato per gli uomini. Quindi non parlate agli agnelli di pasqua, natale e ferragosto. E tra l'altro posso capire la pasqua perché gesù è risorto ma il natale e il 15 agosto che c'azzeccano? L'agnello nelle sacre scritture fa sempre una brutta fine. Il sacrificio imposto da dio ad Abramo (che invece di uccidere il figlio ammazza un agnello) è comune alle  tre religioni monoteistiche. La pasqua cristiana trae origine da quella ebraica e poi viene la "festa del sacrificio" islamica (anche se lì l'agnello non ha l'esclusiva. Ovviamente anche oggi non mancano i riti pagani in cui i piccoli ovini fanno una brutta fine. Nascere agnelli non conviene a meno di chiamarsi Agnelli...

mercoledì 14 gennaio 2015

Tremila modi di divertirci stanotte

Manuel Moncayo
Il suo sguardo è un po’ vago, un po’ assente, però è chiaro che cerca te. Quindi tu sei lì, interpellato da quegli occhi, mentre i tuoi partecipano alla scena. Della strada non conosci né l’origine né il punto finale: è puro camminare, divenire, percorso. Quel tratto di lingua d’asfalto — la civiltà deve pur trovarsi da qualche parte e si manifesta sotto forma di bitume — è anche l’unico elemento orizzontale della composizione. Tutto il resto è drammatica verticalità ed è per questo che adesso i tuoi occhi percorrono lo spazio freneticamente dall’alto al basso. Perché quel corpo è alto, ma vertiginosa, incombente e avvolgente è la foresta attorno, con la potenza dei suoi alberi, che ridimensionano ed equilibrano la forza dell’uomo che adesso osservi con nuovo interesse.
La prendi con calma. Assapori. Il tuo sguardo è cambiato, ora. Non t’interessa ciò che sei stato né ciò che sarai, perché contano solo il presente e il tuo essere del tutto unico. Hai gettato le maschere che ti proteggevano da quello sguardo, hai messo a letto l’educazione ricevuta, hai dato le spalle alla cultura di cui ti hanno così pervicacemente imbevuto. E hai fatto bene, perché adesso che le condizioni sono cambiate, lui ti ha riconosciuto. È saldo con i suoi piedi piantati su quella strada come forti devono essere le radici delle piante sullo sfondo. Il suo corpo è bellezza pura: l’avresti mai detto, prima? Vedi le sue gambe slanciate? E il suo sesso, esposto senza difesa? Per arrivare alla curva delle sue spalle devi osservare le braccia, che intuisci forti anche se non sono eccessivamente muscolose. E il petto e il ventre, senza sbavature. Vedendo il volto semplice e imperfetto di questo ragazzo, pensi che quando un altro maschio ti dirà che il corpo di un uomo non può essere bello, riderai.
I colori sono vivi al tramonto, la luce viene da dietro, da lontano, bassa. Tu e questo ragazzo rimanete lì, la forza che vi trattiene impedisce il movimento. La bellezza racchiude l’attimo infinito.

L’autore di questa foto si chiama Manuel Moncayo. Io non lo conosco, sono capitato sul suo blog per puro caso e ho trovato il suo lavoro terribilmente affascinante, conturbante e universale. Di sé stesso dice: “Sono nato in Messico nel 1989 e adesso vivo e lavoro a Berlino. Faccio foto senza una storia di base precisa, ma ispirate alla vita di ogni giorno. I soggetti che m’interessano sono i ragazzi, la natura e le cose che puntano verso il cielo”.